Due domeniche in una!

Non è male notare una caratteristica della liturgia ambrosiana. I mesi di gennaio e febbraio fanno da "cassa di risonanza" all'evento della Incarnazione e questo lo si nota da come si celebra la liturgia della domenica: festa del battesimo, il primo segno nel vangelo di Giovanni con le nozze di Cana, la famiglia di Nazaret, la presentazione al tempio, il secondo segno sempre del vangelo di Giovanni con la guarigione del figlio del funzionario del re.
Il calendario non è uguale tutti gli anni e quindi si procede in base alla Pasqua "alta o bassa". Sono previste altre domeniche su questo stesso stile. Però quando mancano due settimane alla Quaresima e quindi al così detto "tempo della Pasqua", la liturgia obbliga a fermarsi su due titoli: "la domenica della divina clemenza" (quella di oggi) e "la domenica del perdono" (quella del 23 febbraio). A me pare bella questa scelta!

Divina clemenza
"Divina clemenza" è dire "Divina misericordia". Facile il richiamo a santa Faustina, una suora polacca vissuta per 33 anni, che san Giovanni Paolo II ha fatto conoscere al mondo per le visioni ricevute in forma privata. Nel rito romano, da pochi anni, è stata istituita appunto la domenica "della divina misericordia", collocandola subito dopo la Pasqua. Faccio notare (dal momento che faremo il pellegrinaggio in agosto a Cracovia) che, mentre il 1° settembre 1939 iniziava la seconda guerra mondiale con la creazione dei campi di sterminio, Dio preparava il terreno apparendo il 22 febbraio del 1931 e confidando il messaggio della misericordia. La santa morirà il 5 ottobre del 1938, un anno prima dl tragico evento di male.
Come dire che prima che iniziasse la barbarie nazista Dio aveva anticipato il suo messaggio di misericordia ad una semplice suora proprio a pochi chilometri da Auschwitz. Mi sembra bello ricordare questa strana coincidenza e magari proseguire (per chi vuole) la devozione di queste visioni. Abbiamo così la possibilità di integrare questa prospettiva già nella liturgia esistente, senza aggiungere altro.

Il perdono
Non male allora che l'ultimissima domenica, prima di iniziare la Quaresima, la "domenica grassa" si direbbe, viene ad essere denominata la "domenica del perdono" e abbia, come vangelo quest'anno Luca 15, 11- 32, la parabola del Padre misericordioso.
A proposito di tale parabola siamo stati ben nutriti in questi anni per cogliere tanti particolari: già il cambio del nome (si può ancora dire che è la parabola del figliol prodigo, non è un peccato, anche se meglio il nuovo titolo...), le varie interpretazioni della figura del padre o dei figli... Per chi naviga in internet segnalo una spettacolare spiegazione di un mosaico nella chiesa di Marina di Monte Marciano (lo trovate su YouTube cercando “presentazione mosaico centro Aletti chiesa Marina di Montemarciano”). Padre Rupnik, l'autore del mosaico insieme con i suoi artisti, mostra la ricchezza della parola del vangelo (si può vedere solo la parte che riguarda il vangelo e saltare la spiegazione del mosaico sulla discesa agli inferi e sulla storia di Giuseppe). Altre notizie nel sito del Centro Aletti o nel sito della stessa parrocchia.

Quindi
Si entra pian piano, con queste domeniche segnate anche da un po' di coriandoli, nel tempo grande e bello della Quaresima che ci porta al culmine della fede cristiana: il triduo pasquale.

don Norberto