Quando si è in una esperienza straordinaria... mi passa la fame. Quando si vive un momento di grande difficoltà... mi è passata pure la fame. Ciò che di bello o di triste mi capita è capace di "governare" anche il corpo. Attratti dagli occhi di quel Dio che mi guarda con amore, che mi cerca nel mio peccato ed io mi lascio prendere, si perde la testa e anche il corpo partecipa a questa attrazione: è la Pasqua di Dio in me. Poi si fa festa. Ecco il senso del digiuno cristiano in Quaresima perché... attratto dal crocifisso risorto. Dopo il Triduo pasquale... la grande festa di Pasqua!

È bello sapere che tanti fratelli e sorelle, vivranno la Quaresima "come Dio vuole", come un periodo serio ma anche stimolante nella lotta contro la parte di me legata ancora all'istinto del male.

In concreto: PRIMO VENERDÌ DI QUARESIMA e il VENERDÌ SANTO, ma... si può fare tutti i venerdì!

Il digiuno cristiano allora vuole imprimere nel corpo un cammino di liberazione. Per fare questo occorre saper dire dei “no”, fare opera di resistenza e di lotta, sapersi privare di qualcosa anche se buona e vivere tutto questo non solo a livello di pensiero, ma anche con il corpo. Se siamo più liberi da queste dominanti, siamo anche più disposti ad ascoltare la Parola di Dio, a pensare con Dio, più capaci di opporre dei rifiuti a tutto ciò che ci seduce illusoriamente. Ma il digiuno cristiano ha anche un altro significato che riguarda i rapporti dei credenti con i fratelli, diventando gesto di carità e di attenzione. È il senso della raccolta che faremo la domenica delle Palme a partire da una busta che ci verrà consegnata la seconda domenica di Quaresima.

Diamo qui di seguito qualche suggerimento.

  • Un consumo alimentare essenziale, senza spreco con una giusta regola:
    perché non provare?
  • L'attenzione all’uso eccessivo di bevande alcooliche, fumo, azzardo:
    perché non farne a meno?
  • La ricerca incessante di cose superflue, sollecitati dalla pubblicità:
    perché non una stretta a livello di spese?
  • L'attenzione alle parole che "spandono" il profumo del male, del pettegolezzo:
    perché non provare il silenzio-stampa?
  • La corsa all’occupazione frenetica, che non lascia spazio alla riflessione:
    perché non ritagliare tempo per pregare?
  • Il ricorso esagerato alla tv e ai social che può creare dipendenza:
    se si usasse con criterio cellulare e altro?
  • Eccetera.

Don Norberto