meno9 r

Parliamo di quella trepidazione davanti al fatto di ricevere il Corpo di Cristo nel pane eucaristico. Per molte settimane molti hanno sentito dire: "Ti Ricevo spiritualmente nel mio cuore, dal momento che non posso riceverti sacramentalmente". Ora possiamo accogliere sul palmo delle nostre mani il pane concreto diventato Corpo di Cristo. Dicendo un bel "Amen" confermiamo ciò che ci viene regalato. Questa è la trepidazione di cui tener conto, proprio perché ne sentivamo la mancanza! Ci sta che la trepidazione diventi anche commozione, perché no?

Ahimè che guai quando abbiamo preso tutto come se fosse una "gomma da masticare" (mi si perdoni l'immagine); come se fosse un nostro diritto o fosse una "abitudine", la stessa con cui ci si lava i denti alla sera; quanto è diventato un rito "senza distinguere il Corpo del Signore" o come bere un bicchiere d'acqua... ahimè!

Possano le nostre mani essere sempre un po' "tremolanti" davanti al mistero di Dio che diventa cibo per nutrire ed è lì, non chissà dove, ma lì tra quelle dita che dovranno poi aprirsi e accogliere, accarezzare, stringere, aiutare, perdonare tutti coloro che si incontrerà.