asteriscoDiventare grandi è fare esperienze o, meglio, le esperienze ci fanno diventare grandi.
Chi ha più anni è avvantaggiato, a patto che delle esperienze si faccia tesoro, direbbe il detto popolare. Sono molte e diverse le esperienze: ci sono quelle lavorative e amicali, quelle ecclesiali e spirituali, quelle sessuali e turistiche, quelle familiari e sportive... e ci sono le esperienze quotidiane che si fanno a partire da mille circostanze e incontri.

Ogni esperienza è come mettere il piede sulla mano di chi ti "fa da scaletta" affinché si veda oltre il momento, oltre il muro della vita quotidiana, oltre la contingenza negativa, oltre il materiale, oltre la morte.

Mi ritrovo prete così, dopo quarant'anni di sacerdozio, grazie ad incontri con uomini e donne grandi che mi hanno "tirato in su" e che hanno aiutato a portare a maturazione ciò che nel 1980 era al suo inizio. Lo stesso vale per le esperienze capitate, alcune fortuite e inaspettate. E se poi le esperienze sono abbinate alle persone incontrate, soprattutto nelle parrocchie, ma non solo, ci si rende conto di quanto... ben di Dio sia passato.
Sono proprio mani grandi che "hanno fatto da scaletta".

La forza e la bellezza di quello che sto scrivendo lo avverti perché anche tu diventi, a tua volta, motivo di incontro e di esperienza per altri. Come dire che poi ti trovi come prete, magari anche a tua insaputa, a mettere davanti le mani e permettere che uno, appoggiando il piede, salga un po' oltre, attraverso te, "prete da scaletta".

Si avverte quindi che quello che hai ricevuto automaticamente si restituisce, trovandoti ad essere "uomo o donna della Provvidenza", certo non come il famoso richiamo... al periodo fascista. Ci si accorge subito di non avere la saccenteria, quell'atteggiamento per cui provi gusto quasi ad umiliare l'altro che non sa, non fa, non conosce, non ha visto. Quello che tu hai visto lo indichi con quella umiltà che è frutto maturo della riconoscenza. È aver ricevuto che ti fa essere riconoscente e alimenta l'atteggiamento di umiltà, quella vera.
E se sei umile diventi aperto ad accogliere altri beni e a rendere grazie, proseguendo il movimento di un "circolo virtuoso".

Alla fine, capisci che le mani di persone e le occasioni di esperienze di cui ognuno è parte, non sono altro che modalità visibili (si potrebbe usare la bellissima parola tipicamente cristiana, e cioè il termine "sacramento"), delle grandi mani del buon Dio che si è abbassato, abbassato, abbassato perché i nostri "piedini" poggiassero sul sicuro e così salire in alto, molto in alto!

don Norberto