asteriscoEra il 7 luglio dello scorso anno quando venni per la prima volta a Segrate e fui immortalato da un collaboratore parrocchiale con la macchina fotografica di don Stefano.
Che effetto quella foto, oggi 7 luglio 2020!
Ne sono successe di cose nel corso di questi dodici mesi tanto che, per un certo verso, non mi riconosco.

Dopo l'annuncio del mio trasferimento dalla comunità pastorale sant'Eusebio (Casciago) a Segrate, con i dovuti saluti e ringraziamenti a quelle persone, iniziava un progressivo inserimento che avuto il suo sostanziale punto di partenza nel mese di settembre.

don stefano e don norbertoCelebrazione della Cresima, qualche incontro, alcune riunioni, battesimi e funerali, le prime strette di mano con il tentativo di registrare volti e nomi, la benedizione natalizia in parrocchia e quella fatta a gennaio in Novegro, le festività di Natale, qualche sottile linea di programmazione, timidi articoli sul foglio informatore e poi... "lo strapiombo" della pandemia.

Nessuna Messa con il popolo, l'isolamento, il vuoto, l'apprensione generale, il silenzio della chiesa, il trauma nel benedire le salme sul carro funebre fuori dal cimitero, la mia quarantesima Pasqua da prete nella notte con una assemblea di sette persone, nessun contatto con il paese.

Poi la leggera ripresa dal 18 maggio con le prime messe feriali e poi festive, l'impossibilità comunque a riconoscere le persone "mascherate", le distanze nella chiesa, primi bambini al battesimi, la celebrazione di un matrimonio... e siamo al 7 luglio 2020: un secolo fa!

È rimasta lontana la precedente esperienza a Casciago, pur nell'affetto e nel legame spirituale, mentre è ancora evanescente la realtà di Santo Stefano. La partenza non può essere legata al passaggio di consegna tra don Stefano e me nel contesto dell'inaugurazione di Casa Mamre alla presenza del Vescovo. Senza la presenza del Covid tutto sarebbe stato nella norma, come al solito, come si era abituati.
Ora c'è da ripartire "da nuovo"!

Nuovo è tutto: il mondo, la Chiesa, la scuola, i rapporti, l'economia, la fede, i volti, le storie...
Sapremo partire "da nuovo"?
Forse, in un modo umoristico, potrebbe essere la sostituzione della espressione "da remoto" che prima non conoscevo se non per la forma verbale alternativa al... "passato prossimo".

Partire da "nuovo" a patto che sia "il nuovo" a parlare e ad indicare. Allora il "nuovo-nuovo" è proprio il Risorto: più nuovo di Lui!
Nuovo è lo Spirito Santo protagonista della nuova vita e di ogni strada nuova. Nuovo è il Padre (nonostante lo si chiami da sempre così) se avvertiamo di essere figli benedetti. Nuova è la Chiesa, solo e
perché... è Sua! Nuovo è lo sguardo, il tempo, il modo di determinare ciò che è importante e ciò che è meno significativo.

Nel 2019 non si era in grado di ipotizzare "un nuovo", perché eravamo abituati al passaggio di consegna tra una azione e un'altra, tra una scuola e un'altra, tra un anno pastorale e l'altro, tra un parroco e l'altro, tra una stagione e un'altra.

Qualcosa del passato rimane (non si parte da zero) però si è obbligati ad ascoltare il tempo nuovo dove, eterna e nello stesso tempo nuova, è la voce, la Sua voce!

don Norberto