l asteriscoSempre sull'olio, tema caro a partire dalla parabola delle dieci vergini presentata nel primo "asterisco". 

Andare a ricevere olio è il piccolo gesto di chi non deve coltivare il campo, non deve piantare gli ulivi (ci vuole del tempo prima che facciano frutto), non deve concimare, non deve potare, non deve raccogliere, non deve ecc...

Lo vai a ricevere perché qualcuno te lo regala, nemmeno vuole il conto! Come chi cura l'orto e regala i suoi prodotti "con generosità e con un pizzico di orgoglio", mentre chi riceve si sente "onorato e grato dei doni della terra".

Così avviene per Dio, ci dà il suo Spirito solo se lo chiediamo, solo se mettiamo l'animo aperto perché vi entri quel tipo di olio, come avviene quando hai le mani aperte pronte a ricevere un regalo da qualcuno.

Ma... se ci pensiamo bene, noi l'olio l'abbiamo già ricevuto al battesimo, alla cresima senz'altro. Altro olio è stato messo sulle mani di noi preti (ricordo il mio compagno di messa, don Ezio Bisello, morto proprio in questi giorni per il virus, nel quarantesimo anno della nostra ordinazione), olio sulla fronte e sulle mani dei malati per la malattia e per il lungo viaggio. Siamo "Unti per bene", sapendo che "unti" è traduzione di "Cristo il Messia": semplicemente siamo "In Cristo"!

L'Olio ci è stato dunque dato per sempre e sappiamo che esiste il pericolo non di perderlo (ciò che è di Dio non si perde mai) ma solo di nasconderlo tra tante altre cose, ahimè! Se riaprissimo quell'orcio di olio profumato (prossimo asterisco, se arriverà ispirazione) ...

In concreto significa fare nostra l'invocazione di un canto famoso: "Riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore". Io lo direi almeno 50 volte al giorno... come un rosario.

Ciò non sveglia Gesù che sembra dormire in questo tempo, perchè lui non è nel sonno di un letto o di un cimitero, lo sappiamo! Serve piuttosto a noi dormienti che, se preghiamo, ci svegliamo dalle nostre sonnolenze spirituali. Credo allora che sia tempo per svegliare noi stessi più che il Padreterno.

don Norberto