predicaNon è proprio una predica ma... ci proviamo.

20200308 la predica per la domenica della samaritanaNon è facile fare una predica...figurarsi senza gente e scritta sul computer. Ma ci provo!

Bello questo incontro anche se lungo, ma siamo nella bellezza del vangelo di Giovanni: un po' di pazienza allora!

Se conoscessimo di fatto ciò che Dio vorrebbe donarci... Per alcuni Dio potrebbe darci un po' di salute o denaro, tranquillità sanitaria o un benessere psicologico: cosa si cerca a Dio che può darci?

E se non fosse questo che lui vorrebbe darci? Sarebbe strano tenere le nostre idee che non corrispondono a ciò che il Signore vorrebbe darci con tanta voglia.

"Vorrei che riceveste quello che esce dal mio costato nel momento in cui una lancia mi trafigge". Lì si parla di acqua e di sangue; anche  a Cana si parla di acqua per il vino, anche qui si parla di "acqua viva".

Vorrebbe privarsi del suo tipo Amore, divino ovviamente, per darlo a quella donna di Samaria (simpatico che la si chiami quasi come nome..."la samaritana" e che ogni anno incontriamo, sempre più bella e amica!). Sa benissimo che nell'Amore ci si priva e non si rimane poveri! Non è come per le cose.

E' bello che ininterrottamente risuona per tutti i secoli dei secoli, la sua invocazione (rivolta a noi!): "Se conosceste questo Amore che mi lega al Padre!".

Direbbe poi: "Dovevo arrivare su quel legno per mostrarlo e per darlo: solo così si poteva vincere il male  e la morte, arrivando fino ai confini di ogni pianeta, fino a me che scrivo queste parole e chi le sta leggendo, chi aspetta una messa della domenica e chi ne può fare a meno, chi non può uscire di casa e chi esce per prendere aria, chi crede e chi non vuole credere, chi lavora in un ospedale e chi comunica con un WhatsApp, chi vorrebbe andare a scuola ed è obbligato a stare davanti ad uno schermo".

Gli occhi luminosi di Gesù sulla amica Samaritana ( e che passi come nome proprio di questa donna...) sono quelli che Lui ha su ognuno... Se conoscessimo i suoi occhi pieni di quell'Amore! Pian piano in questa quaresima, magari...

don Norberto


E ora proviamo a leggere il vangelo...

In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunse una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete: ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore - gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.

Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ha da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».

Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».