predicaProviamo ancora questa... predica in silenzio, per quasi nessuno.

20200315 la predica per la domenica di abramoMi capitò di incontrare il card. Martini nella parrocchia di piazza Wagner a Milano dove ero coadiutore, in occasione di una ricorrenza, che non ricordo, proprio alla terza domenica di Quaresima, eravamo nei primi anni Ottanta. Dopo la messa, mentre si era a tavola, disse: "Certo che è strano, nella liturgia ambrosiana, trovare questa pagina di vangelo così difficile". Mi permisi solo di commentare: "Se lo dice lei, eminenza, che ne sa di Bibbia!". Con il passare del tempo, grazie a Dio, le cose cambiano e sono arrivato a dire che... non è male leggere questo vangelo. Allora provo.

Trovo nel termine "Padre" e, in correlazione con la conseguente parola "Figlio", la chiave per aprire un testo che nel suo scorrere risulta stucchevole per la polemica e un po' ripetitivo. Ma, siamo nel vangelo di Giovanni e un po' di fatica va fatta!

Si dice che: "Il Figlio vi farà liberi davvero" (sotto sotto c'è il richiamo al Padre); ancora: "Io, il Figlio, dico quello che ho visto presso il Padre"; poi: "Da Dio sono uscito e vengo, Lui (il Padre) mi ha mandato"; e poi: "Io onoro il Padre mio"; e ancora: "Chi mi glorifica, è il Padre mio che non conoscete, io lo conosco"; infine: "Ma io lo conosco e osservo la sua parola".

Come possibile intendersi? Immagino la fatica di discutere con chi ignora o, peggio, che crede di aver ragione ed è... ignorante. Vale la pena ogni tanto immaginare la solitudine di Gesù che non riesce a farsi capire soprattutto "dai duri e puri" ma non solo.

Nessuna colpa agli altri, del resto, erano davanti "al Figlio del Padre", come potevano fare diversamente?

I piccoli, i malati, qualcuno tra la folla, Maddalena e pochi altri... loro erano un'altra categoria, loro erano stupiti del suo insegnamento. Gesù non un semplice illuminato o ispirato ma una cosa sola con il Padre. Non male!

Semplice la conclusione (non è una predica lunga!): ci propone di stare tra Lui e il Padre, così che non sarà solo "suo", ma "nostro", il Padre. È la figliolanza in quel tipo di paternità che solo Gesù conosce.

In questa relazione c'è libertà, per forza, c'è amore allo stadio puro! Libero di non essere sotto le sgrinfie del maligno: più di così! Uno che parla in questa maniera lo si può solo ascoltare e attendere da lui di essere penetrato da questo amore. Non più degli indemoniati (l'accusa fatta a Gesù) ma dei posseduti certo, "posseduti dallo Spirito Santo". Poi, se ci apriamo, succede, eccome!

don Norberto


E ora proviamo a leggere...

VANGELO Gv 8, 31-59
✠ Lettura del vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo? ». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.