Resoconto dell’uscita culturale di sabato 15 febbraio 2014 alle due chiese milanesi di Santa Maria presso San Satiro e San Gottardo in Corte

La chiesa di Santa Maria presso San Satiro ha un ingresso nascosto su via Torino, nascosto perché racchiuso tra due edifici e retrostante la strada principale, per questo motivo molti milanesi non la conoscono e anche noi segratesi  abbiamo avuto all’inizio qualche problema ad intercettarla.

La nostra guida Valentina  però ha voluto iniziare la visita da via Speronari e via Falcone perché è proprio dal retro della chiesa, che si sviluppa a forma di T a causa delle strade che la delimitano,  che si può poi ammirare all’interno  la straordinaria veduta della finta abside. L’esterno  nel suo insieme fa pensare a tre chiese separate: davanti il Sacello vero e proprio originario del 879 di forma circolare  e dedicato appunto a San Satiro, fratello di Sant’Ambrogio, la successiva  chiesta di epoca rinascimentale a croce greca  e al di sopra il tiburio ottagonale, a lato si può ammirare  la torre campanaria, costruita nel IX secolo in stile romanico. Si tratta di uno dei campanili più antichi di Milano, visibile ancora nelle sue forme originarie.

Entrando nella chiesa si scopre il capolavoro di Bramante che  accettò la sfida di ristrutturare  la chiesa utilizzando i  soli 97 cm. a disposizione dietro l’altare per produrre l’illusione prospettica   (trompe l’oeil)  dedicata all’abside che regala ai visitatori l’immagine di  un profondo susseguirsi di colonne reggenti  un’ampia cupola a emisfero. Davvero geniale questo primo esempio di  trasferimento di illusione ottica dalla pittura alla scultura.

Dopo aver visitato sia il Sacello laterale all’altare di epoca tardo romanica a forma circolare (quello esternamente visto da via Speronari, dove abbiamo fotografato il nostro gruppo di “fedelissimi” scopritori di bellezze milanesi)  e la Sacrestia bramantesca, successivamente utilizzata come battistero, ci siamo incamminati verso un’altra chiesa milanese oggi “incorporata” nel Palazzo Reale: la chiesa di San Gottardo in Corte, così detta perché fu costruita su ordine di Azzone Visconti quale cappella di corte adiacente al Palazzo nel 1330, prima dedicata alla Vergine poi sempre per volere di Azzone a San Gottardo (protettore degli ammalati di gotta, di cui anche il nobile soffriva). Fu il Piermarini che, in epoca di grande rivoluzione architettonica nel centro di Milano,  praticamente fagocitò la facciata della chiesta e l’atrio per realizzare lo scalone d’onore del Palazzo Reale.

L’Opera comunque più interessante è il campanile ottagonale in cotto di stile classico  lombardo, che ospitò il primo orologio della città e che scandiva le ore collegandosi al suono delle campane : fu per questo che il quartiere adiacente fu detto “contrada delle ore”.

Anche in questa occasione abbiamo immortalato il nostro gruppo davanti al bellissimo campanile…unica nota stonata la motoretta parcheggiata davanti…. Ma il centro città ahimè ha anche questi limiti.