II domenica dopo l'Epifania

Va bene!
Così rispondo a quanto chiedono del mio inserimento a Segrate in questi quattro mesi.
Sono stato ben accolto e ho iniziato a incontrare, a vedere, a partecipare a quelli che sono gli appuntamenti di una parrocchia (le benedizioni delle case, i pranzi, le feste natalizie...) e ciò mi ha permesso di conoscere meglio il "quartiere centro".
Più vado avanti e più mi rendo conto che ogni comunità cristiana deve far tesoro delle sue tradizioni, delle buone abitudini e delle iniziative che ha prodotto nel corso degli anni. Nello stesso tempo intuisco che non ci si può fermare. Lo chiede il Papa e il Vescovo ma anche la situazione culturale che viviamo. Credo che occorra muoversi a partire dal centro... non solo da quello cittadino! Si potrebbe provare a muoversi in questo modo: qualche punto.

1. VADO A MESSA ALLA DOMENICA
Bisognerebbe partire dal gesto domenicale che porta a dire ad una persona o ad una famiglia: "Oggi vado alla Messa, oggi andiamo a Messa perché è domenica".
È un gesto che facciamo perché ci crediamo, lo abbiamo assorbito da quando eravamo piccoli ed è diventato "naturale". Magari siamo stati "fuori dalla chiesa" per un po', nell'età della contestazione a tutto ma poi, per un motivo o l'altro, abbiamo ripreso il ritmo settimanale. Ci si accorge poi, entrando in chiesa, di trovare persone conosciute "da sempre" o altre sconosciute. Eppure, si è lì per un appuntamento comune. Ognuno vive poi il tempo della messa a suo modo, sulla sua panca, con i propri pensieri, desideri e preoccupazioni mentre il rito si svolge.

2. COSA SUCCEDE IN QUEL MOMENTO
Ma cosa avviene in quel lasso di tempo tra la campanella suonata dai chierichetti e "l'andiamo in pace" del prete? Credo proprio che occorra lavorare sull'evento liturgico che, lo dico ahimè dopo quarant'anni di sacerdozio, rimane nebuloso e un po' generico. Si è forse dato per scontato ciò che succede in quella scarsa ora di tempo.
A cascata potrei continuare dicendo: "Ma cosa capita in un battesimo", "Cosa avviene in un matrimonio vissuto nel sacramento", "Cosa avviene nel gesto di riconciliazione". Sappiamo di acqua, di pane, di olio, di peccati e di quei materiali che sono necessari per un sacramento, ma: "Che ne è del Sacramento?". Il "centro" di cui dicevo forse è proprio questo.

3. E ALLORA?
Questo chiede di precisare almeno la parola "liturgia" e il verbo "celebrare". Ci si accorgerà che poi entreranno in azione altri verbi e altre parole, insieme ad emozioni e pensieri. Parliamo di "liturgia eucaristica" per esempio (meglio questo termine dell'uso popolare della parola "messa" che forse è un termine povero): perché è originale la parola "liturgia" o il verbo "celebrare" rispetto al "fare o dire la Messa"?
Questa sosta sui termini (non solo questi ovviamente) obbligherà ad ascoltare e comprendere ciò che la stessa liturgia dice nelle orazioni, quando il prete pronuncia alcune parole, quando noi interveniamo con le nostre risposte...
Per iniziare proponiamo un'assemblea che si svolgerà in due orari diversi e aperto "a chi viene a messa" e non solo per addetti ai lavori. Metteremo sul tappeto qualche parola che stimoli la riflessione, pregheremo un attimo con qualche testo della liturgia, porremo attenzione a qualche particolare.

LUNEDÌ 20 GENNAIO 2020
"NON È UN SEMPLICE ANDARE A MESSA!"
Incontro in oratorio alle ore 15 e in chiesa alle ore 21

4. DOVREMO MUOVERCI
Ci accorgeremo allora che dovremo noi adattarci a ciò che avviene nella liturgia e, in nome di ciò che la liturgia richiede, rivedere per esempio come si entra, come si prega, come si canta, come sia importante il silenzio, come compiere certi gesti...
In ballo non sarà il fare bene le cose perché lo dice il vescovo o lo dice il parroco! Basta che muoia il vescovo o il parroco e tutto ritornerebbe come prima, nella logica dell'elastico, ritornando a ciò che "si è sempre fatto". In ballo c'è la partecipazione alla liturgia del cielo.
Capita a proposito la proposta che viene fatto dal nostro decanato.

CORSO PER IL DECANATO DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO

  • 3 - 4 - 5 febbraio 2020
    Per coloro che vogliono essere lettori o guida dell'assemblea
  • 10 - 11 - 12 febbraio 2020
    Per coloro che vogliono cantare o cantori musicisti guide dell'assemblea
  • 17 - 18 febbraio 2020
    Per ministri straordinari della eucarestia

Gli incontri sono alle ore 21 presso la parrocchia di Cernusco sul Naviglio. È necessaria l'iscrizione in segreteria o in sacrestia. Si potrà andare insieme partendo dalla chiesa alle ore 20.30

Se non fosse già stata messa in cantiere dalle parrocchie del decanato avremmo potuto organizzare noi degli incontri ad hoc. Ma, visto che ci sono... approfittiamone!
Non mi sembra solo una proposta per "addetti ai lavori". Mi piacerebbe che ogni fedele si senta interpellato e magari si renda disponibile per il servizio della Parola (di per sé non basta saper leggere!) piuttosto che per il canto nell'assemblea.

5. UN POLO LITURGICO
Si vedranno sorprendenti risultati nel tempo! Inoltre potrebbe essere bello far nascere, nei prossimi mesi o nei prossimi anni, un "polo liturgico" composto da quanti intendono riflettere, pensare i vari momenti dell'anno liturgico, piuttosto che i modi di celebrare altri momenti (battesimo, unzione, morte...). Persone che si trovino insieme imparando anche a pregare con ciò che la liturgia insegna. Persone che già svolgono un servizio in comunità (catechesi, oratorio...) o che, come semplici fedeli, possono offrire un loro contributo.

6. PROVIAMO ALLORA
Senz'altro non andremo a "sbattere" perché saremo guidati dallo Spirito Santo, quell'Amore divino che lega il Padre a Gesù e Gesù al Padre e che è concreto protagonista nella Santa Liturgia!

don Norberto

Festa del Battesimo del Signore

Non è solo andare a messa alla domenica

A parte qualche incontro sporadico sulle lettere del vescovo, è mio desiderio di fermarsi a prendere coscienza di ciò che ognuno di noi vive nella liturgia domenicale. Il titolo vuole superare un modo di dire che non fa giustizia a ciò che di fatto di bello accade. Occasione non per "addetti a lavori" ma per ogni fedele che partecipa all'appuntamento domenicale al fine di precisare meglio ciò che avviene. Questo incontro potrà essere anche di stimolo per approfittare degli incontri previsti a Cernusco sul Naviglio e che abbiamo già segnalato: occorre solamente scrivere i propri dati su una scheda apposita in segreteria entro il 25 gennaio. Per favorire la partecipazione di un maggior numero di persone, farò la proposta di riflessione in due orari diversi e soprattutto in chiesa, luogo dove si celebra.
Lunedì 20 gennaio alle ore 15 e alle ore 21 in chiesa.

 

Sono solito inviare gli auguri per l'Epifania, vuoi perché nessuno li fa, vuoi perché arrivavo a Natale "un po' tirato". Continuo questa abitudine, offrendo il mio augurio a voi che leggerete.
Il prete comprendeva bene la bellezza di ciò che a Natale si canta. Si dice che "Dio che si è fatto come noi, uomo". Lo sapeva, anche perché ne aveva parlato molto in quarant’anni, aveva raccolto presepi e, in passato, aveva anche fatto parlare le statuine, soprattutto i famosi magi... E' veramente cosa buona e giusta rendere grazie per quel tipo di bellezza!
Ora, stando in una nuova posizione geografica e aperto a nuove intuizioni, si poneva la domanda: "Ma che significa, 'per farci come lui', che noi diventiamo come Dio?". Nel primo caso era più facile, bastava partire dalle statuine del presepio o da mille ambientazioni entro cui collocare una grotta, una madre e un bambino. Ma come pensare che noi diventiamo come Dio?
Voleva comprendere meglio quella espressione molto antica, che aveva rivoluzionato il suo sacerdozio. Si immaginò allora un presepio alla rovescia, dove i protagonisti avessero qualcosa di divino e non andassero verso nessuna grotta illuminata, avendo ormai la luce dentro di loro che, tra l’altro, impediva ombra... perché avvolti dall'Amore.
Si immaginò, si immaginò e vide... uno che ama in modo puro, l'altra che è innamorata degli occhi di Gesù, l'altro che mette l'anima nelle cose che vive, l'altra che nel silenzio illumina la sofferenza, l'altro che è attratto dal mistero di Dio, l'altra che si inginocchia, l'altro che soffia amore nelle parole che dice o negli strumenti di lavoro che usa, l'altra che non lascia chi è bloccata in un letto, l'altro che crede in Lui, l'altra che comunica pensieri luminosi, l’altro che perdona, l’altra che aspetta il figlio, l'uno e l'altra, l'una e l'altro… Poteva andare avanti all'infinito stando attento a tutti e a tutte.
Iniziava anche ad intravedere personaggi incontrati nei santuari, conosciuti nei libri, pregati nella liturgia, indicati nel calendario. Intravedeva poi una fiumana di statuine che riempivano l'aria, forse quelli che avrebbe incontrato un domani e ancora senza volto.
(da "Farina del mio sacco")
E se continuassimo a fare questo presepio alla rovescia?
Se continuassimo a vedere la bellezza di un presepio alla rovescia?
Un augurio!
don Norberto