I domenica di Avvento - La venuta del Signore

Una seconda busta che arriva a casa.
Dopo la prima busta, giunta in occasione del mese di ottobre, ecco la seconda che il Vescovo ci invia. È "lo stesso" che qualche domenica fa era tra di noi: ciò che ci ha detto lo abbiamo già riportato.
Questa lettera ha a che fare con un bel tempo della Chiesa: l'Avvento.
Eccola! Come è avvenuto per la prima lettera, ecco la proposta: trovarsi una sera a leggerla insieme (per chi può e per chi vuole)
Appuntamento: lunedì 18 novembre alle ore 21 nella cappella dell'oratorio


Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo

Il testo qui pubblicato è un inedito di Papa Francesco che costituisce la conclusione del suo volume "La preghiera. Il respiro di vita nuova" (in uscita per la Libreria editrice vaticana).

Il battesimo è l’inizio della vita nuova. Ma cosa vuol dire vita nuova? La vita nuova del battesimo non è nuova come quando cambiamo lavoro o ci trasferiamo in un’altra città e diciamo: ho cominciato una nuova vita. In questi casi, certo, la vita cambia, magari anche molto, è diversa da quella precedente: migliore o peggiore, più interessante o faticosa, a seconda dei casi. Le condizioni, il contesto, i colleghi, le conoscenze, forse perfino le amicizie, la casa, lo stipendio sono diversi. Ma non è una vita nuova, è la stessa la vita che continua.

II domenica dopo la Dedicazione

Lettura del Vangelo secondo Matteo 22, 1-14
In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».