informatoreIV domenica dopo Pentecoste

Vado in vacanza

Il foglio informatore vuole essere uno spazio non solo per avvisi (anche) ma soprattutto per masticare pensieri. Masticare pensieri, com'è possibile? Eppure, ci si nutre anche di quelli, a patto che abbiano un buon sapore e una buona sostanza.

Diventa inevitabile suscitare l'appetito, perché senza quello (come succede quando non stiamo bene o abbiamo l’influenza) si rifiutano anche le prelibatezze.

Posso avere libri di spiritualità a portata di mano, seguire video accattivanti su aspetti biblici o leggere intensi testi del Papa e dei Vescovi che parlano di fede, ma alla base ci deve stare l'appetito delle "cose di Dio". Forse stanchi di ciò che non soddisfa o sazi di tante parole c'è fame di altro che arrivi nella coscienza e nell'anima. Se sono affamato di "altro" cerco pensieri vivi: "Pensieri vivi? Un'altra metafora del prete?".

Eppure, il credente (dico il credente!), è abituato a sentire il termine "vivo" perché lo si usa, per esempio, a proposito dell'acqua ("acqua viva"), del pane ("pane vivo") e soprattutto è ciò che dicono i discepoli di Gesù quando lo incontrano dopo la morte: "L'abbiamo visto vivo".

Possono esserci quindi pensieri e pensieri vivi, parole e parole vive, messaggi e messaggi vivi. Se sono vivi, possono essere pensieri mangiati e masticati! Quando questo avviene sperimentiamo la ricchezza delle parole con "l'effetto" ciliegia: "Una tira l'altra".

Si inizierà poi a collegare un pensiero con un altro, il gusto di una parola con un'altra, la bellezza di una frase con un'altra e via dicendo. Il Vangelo e il mondo della liturgia, luoghi certi dove "c'è del vivo", diventeranno come quella fontana di paese la cui acqua non smette mai di scendere, potendosi così rinfrescare.

Il foglio informatore va in vacanza anche se rimarrà aperta la rubrica "asterisco" nel sito della parrocchia. Segnalo la prossima pubblicazione di quattro "asterisco" dove trovare una originale e intensa modalità con cui leggere il recente periodo di pandemia: ne caldeggio la lettura.

don Norberto

Arrivederci a settembre.


Una risonanza

In queste settimane, partecipando alla Messa, spesso mi è capitato di notare una cosa: tanti punti della Liturgia richiedono un "dialogo" (non so se il termine è del tutto corretto) fra il sacerdote e l'assemblea, ma a volte sembra di percepire una certa esitazione nella risposta, come una sorta di imbarazzo o insicurezza. I pochi secondi di incertezza prima di sentire le risposte, mi fanno sempre pensare che non c'è da aspettare la risposta dell'altro per partire, ma c'è da dare, innanzitutto, la mia. Quante volte, in passato, ho considerato l'assemblea come una corrente da cui farsi trasportare, in maniera passiva. Quante volte, avrò risposto in maniera automatica seguendo la folla.

Il fatto che ora si stia un po' distanti, non consente di sentire immediatamente la risposta del vicino di banco. Questa constatazione mi sollecita nella consapevolezza che in gioco c'è, innanzitutto, il mio rapporto con Dio, la mia risposta personale, e che la ricchezza dell'assemblea (che tanto ci è mancata nei mesi passati) sta proprio nel fatto di essere un insieme di tanti "io" che vivono ciascuno il proprio rapporto personale con il Signore e che, in forza di questo rapporto personale, danno, all'unisono, la propria risposta comunitaria.

Da questo punto di vista, ho trovato molto di aiuto i vari spunti dei fogli settimanali, spesso scritti sotto forma di domande (a volte anche scomode) o di pro-vocazioni (scritto staccato per sottolineare il vero significato). La loro lettura è stata occasione di riflessione personale nel momento in cui sono passata dal considerarli come un avviso generico e "pubblico" ad una lettera personale, come se fossero stati scritti "solo per me", cioè come occasione di crescita e approfondimento del mio personale cammino.

Mi chiedo spesso quale sia il ruolo di noi cristiani oggi a Segrate, come possiamo essere testimoni credibili per gli altri; ma penso che, innanzitutto, il primo passo sia quello di vivere con serietà il nostro rapporto personale con il Signore.

Maria Isabella

(ndr: potrebbe esserci la possibilità di un "ritorno" a proposito di ciò che viene scritto su questo foglio informatore favorendo l'allargamento dei pensieri)


Le SS. Messe nelle parrocchie di Segrate

FERIALI

  • ore 8:30
    Segrate centro, Villaggio Ambrosiano
  • ore 9:00
    San Felice (lu-me-ve)
  • ore 18:00
    Villaggio Ambrosiano, Redecesio e Lavanderie
  • ore 18:30
    Milano Due e San Felice (ma-gio)

SABATO

  • ore 16:30
    Novegro
  • ore 18:00
    Segrate centro, Villaggio Ambrosiano e Lavanderie
  • ore 18:30
    Milano Due e San Felice
  • ore 19:00
    Redecesio
     
     

DOMENICA

  • ore 8:30
    Segrate centro
  • ore 9:00
    Villaggio Ambrosiano
  • ore 10:00
    Segrate centro, San Felice e Lavanderie
  • ore 11:00
    Milano Due, Villaggio Ambrosiano e Redecesio
  • ore 11:30
    Segrate centro
  • ore 18:00
    Segrate centro
  • ore 18:30
    San Felice
  • ore 19:00
    Milano Due

Un po’ di pazienza

Continuiamo ancora  a “telefonare per la Messa della domenica” ai numeri indicati. Questo ci permette di rimanere nelle regole e facilitare il più possibile la partecipazione a tutti. Nella nostra parrocchia, quest’anno rimangono invariati gli orari. Da lunedì 6 luglio sospesa la messa feriale delle ore 18.00 (chi desidera può trovare in altre chiese della città la possibilità della liturgia).


Per finire

Perché le mascherine sì in chiesa e nei luoghi pubblici (con tanto di avviso) e poi… in chiesa si va “mezzi nudi”?
Il luogo delle celebrazione non è “da spiaggia”, da “infradito”, da “sbragatura al maschile” e da “megascollature al femminile”. Purtroppo non si coglie ciò che avviene nella liturgia: l’abito adeguato potrebbe essere un segno eppure… ahimè!
E se andando in luoghi di villeggiature o venendo in chiesa d'estate provassimo a rispettare e far rispettare il luogo come abbiamo fatto per le mascherine? Magari...