III DOMENICA DI PASQUA

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 8, 12-19
In quel tempo. Il Signore Gesù parlò agli scribi e ai farisei e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».

In principio le tenebre ricoprivano l'abisso… E Dio disse: "Sia la luce. E la luce fu". Così inizia la Bibbia, la Scrittura sacra. Questa è la prima parola che Dio pronuncia: Sia la luce. E anche l'ultima, nel segno della luce: "Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole perché il Signore Dio li illuminerà" (Ap 22,5). Luce che dirada le tenebre primordiali, luce perenne, senza tramonto perché il Signore illuminerà tutti. Anche noi con il popolo dei figli di Abramo possiamo dire: "Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore?" (Sal 27,1). Tra i molti nomi che Gesù si è attribuito per svelare a noi il mistero della sua persona oggi abbiamo ascoltato: "Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre ma avrà la luce della vita". Che cosa sono queste tenebre? Dice ancora Gesù: "Ancora per poco la luce è in voi: camminate finché avete la luce perché le tenebre non vi sorprendano: chi cammina nelle tenebre non sa dove va" (Gv 12,25).
Proviamo a tradurre in un linguaggio nostro queste tenebre. È un disorientamento interiore, quello stato di disordine per cui non si sa dove si deve andare e come. L'immagine è quella di chi va per una strada nel buio e non sa dove mettere i piedi, li mette male, inciampa. Le tenebre di cui parla Gesù indicano il camminare proprio di chi non ha un punto di riferimento, un andare a tentoni senza sapere che cosa si fa e perché lo si fa. Ma allora l'affermazione: Io sono la luce vuole dire: il non riconoscere Gesù, fatto uomo tra noi, come il senso ultimo della realtà che dà valore ad ogni cosa, fa sì che ci si trovi nelle tenebre, senza quel riferimento decisivo che sottrae la nostra vicenda umana alla vanità.
Senza questa luce davvero la condizione umana è una storia piena di fragore e di furia, una storia che non vuol dire niente! È certamente vero che noi disponiamo di una intelligenza vasta del mondo e di noi stessi. La nostra conoscenza della realtà sembra non avere limiti eppure non basta una intelligenza dei mezzi se ci manca quella luce che indica i fini, gli obbiettivi, il senso…
Quando Gesù si proclama 'luce del mondo' non intende affatto sostituirsi alla luce dell'intelligenza umana, alla fatica della ricerca ma ricordarci che nella sua Parola è racchiuso il senso della nostra avventura umana, altrimenti votata all'insensatezza.
Infine, l'affermazione di Gesù: Io sono la luce del mondo, mi richiama alla memoria un'altra sua parola rivolta ai discepoli e anche a noi: "Voi siete la luce del mondo". Potrebbe sembrare una affermazione esagerata, davvero sproporzionata rispetto alle nostre modeste risorse. E invece bisogna avere il coraggio di ripeterlo a noi e al nostro tempo: i discepoli di Gesù sono necessari al mondo come necessaria è la luce. Ma ad una condizione: solo se custodiscono alta e luminosa quella Parola che sola è luce ai nostri passi e lampada per la nostra strada. Io sono la luce del mondo… voi siete la luce del mondo: le due affermazioni sono congiunte, ma la seconda deriva dalla prima. Ricordiamo nella nostra preghiera tutti i ragazzi che in queste domeniche di maggio vivono la S. Messa di Prima Comunione: sia un momento di Grazia per loro e per le loro famiglie.


Per la preghiera in famiglia

Signore Gesù,
doveva essere particolarmente amara la tristezza quando le tue parole venivano distorte, falsate o respinte.
Questa tristezza, lo sappiamo, si ripete tutte le volte che il tuo Vangelo viene da noi profanato e tradito per avallare i nostri interessi politici, economici, culturali o anche solo per affermare la nostra superiorità nei confronti di chi ha fatto scelte religiose diverse.
Signore Gesù,
insegnaci una fede umile, dialogante con il mondo, aperta a ogni verità nascosta nel cuore dell’uomo, perché ogni uomo al di là del suo "credo" o della sua visione del mondo, è sacramento misterioso della tua invisibile presenza.
Liberaci dalla falsa certezza che la verità sia una dottrina astratta di cui possiamo disporre, quando invece è esperienza d’amore che noi dobbiamo servire, soprattutto nelle persone più fragili e vulnerabili.
Fa’ che camminiamo come compagni di strada con chiunque incontriamo sul nostro cammino, senza pretendere di avere risposte definitive, ma mendicando una conoscenza che, attraverso altre domande e altre ancora, si inoltri in una conoscenza sempre più ampia e profonda.
È certo che in questa avventura di verità e di amore non ci mancherà mai una immensa nostalgia di quel Dio di cui ci hai svelato il volto e la tenerezza tutte le volte che dalle tue labbra hai lasciato affiorare, come la confidenza più grande, il tuo meraviglioso, ardente e riconoscente legame con il Padre.
Amen


Avvisi e appuntamenti settimanali

  • Sono in distribuzione i sacchi per la raccolta diocesana di indumenti usati; vanno riconsegnati in chiesa entro venerdì 10 maggio
  • In questo periodo facciamo anche la raccolta di doni per il banco di beneficenza per la nostra festa patronale