V DOMENICA DI PASQUA

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 13, 31b-35
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

L'Evangelo di questa domenica riprende e in parte ripete la pagina che abbiamo letto domenica scorsa, ma con un elemento nuovo. Dice Gesù: "Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri". Perché Gesù qualifica come nuovo il comandamento dell'amore vicendevole? Forse perché nel primo Testamento, quello che siamo soliti chiamare Vecchio Testamento, non vi sarebbe il precetto dell'amore vicendevole? Sarebbe questa una parola nuova, propria del messaggio cristiano e assente nell'ebraismo, nella Legge di Mosè? Ma non è così.
Troviamo nel Primo testamento numerosi precetti di misericordia. Per i poveri: "Non maltrattate la vedova né l'orfano, se gli farete del male e griderà a me, io ascolterò il loro grido e si accenderà il mio furore" (Es 22,21-23). "Se prendi in pegno il mantello di un povero glielo restituirai prima del tramonto del sole. È tutto quello che ha per coprirsi, è il mantello nel quale avvolge il suo corpo per dormire. Se griderà verso di me, lo ascolterò perché sono misericordioso" (Es 2,25-27).
Precetti di misericordia per gli stranieri: "Se uno straniero abita con voi nella vostra terra, non molestatelo. Ma sia tra voi come uno dei vostri, e tu amalo come te stesso perché anche voi siete stati stranieri nella terra d'Egitto" (Lev 19,33-34).
Precetti di misericordia per i nemici: "Se vedi cadere sotto il suo carico l'asino di chi ti odia, non passare oltre, ma insieme a lui aiuta l'animale a rialzarsi" (Es 23,5). "Non serbare rancore al tuo prossimo, per quanto grandi siano i suoi torti" (Eccl 10,6).
Ci sono precetti di misericordia per gli animali: "Se camminando per la strada trovi un nido d'uccelli su un albero o a terra, con la madre posata sugli uccellini o sulle uova, non prenderla insieme ai piccoli. Lasciala andare" (Deut 22,6-7). Ci sono precetti di misericordia per alcune situazioni particolari: "Prima che si ingaggi la battaglia gli scribi devono annunciare: C'è qualcuno che ha costruito una casa nuova e non l'ha ancora inaugurata? Se ne torni a casa" (Deut 20,5). Analoga concessione per chi non ha ancora raccolto i primi frutti della vigna che ha piantato, per chi è fidanzato e non si è ancora sposato, perché la morte non stronchi chi è alla vigilia di una grande consolazione.
C'è un precetto di incredibile delicatezza: "Se un uomo è sposato da poco, non andrà alla guerra e nessuno lo cercherà, resterà a casa sua per un anno, libero da ogni impegno militare, per rallegrare la donna che ha scelto" (Deut 24,5). L'ebraismo, fedele alla legge mosaica conosce il comandamento dell'amore vicendevole: ma allora perché Gesù qualifica come nuovo questo comandamento? Ci può aiutare l'uso di questo stesso aggettivo 'nuovo' sempre quella stessa sera, l'ultima della sua vita tra noi, quando Gesù trasmette il comandamento nuovo dopo aver dato ai discepoli il calice del vino con le parole: "Questo è il mio sangue della nuova ed eterna alleanza".
C'è allora un legame tra il comandamento nuovo e il sangue della nuova alleanza. Il legame lo spiega Gesù stesso quando dice che non c'è amore più grande di questo: dare la vita per... La nuova alleanza tra Dio e l'intera umanità trova compimento nel dono della sua vita che Gesù compie per tutti, dono significato proprio dal pane spezzato e dal sangue della nuova alleanza. Questo gesto che tra poco compiremo ancora una volta manifesta che non c'è amore più grande di questo: dare la vita per...
E questa è la nuova alleanza dalla quale scaturisce il nuovo comandamento dell'amore vicendevole: "amatevi come io vi ho amati". Già domenica vi ho proposto di leggere così "amatevi in forza dell'amore con cui io vi ho amato". Il comandamento dell'amore vicendevole è nuovo perché ha la sua sorgente nell'amore di Gesù per noi, quando ha spalancato le sue braccia sulla croce tra cielo e terra per accogliere tutti, proprio tutti, nel suo abbraccio. Nuovo comandamento perché reso possibile dalla forza dell'amore di Cristo che ci avvolge e ci rinnova. Una sola è la novità cristiana: "Dio ha tanto amato il mondo fino a dare il suo Figlio per noi...".
I primi discepoli di Gesù compresero bene questa novità e infatti, come abbiamo letto nella prima lettura, praticarono questo amore nella sua concretezza arrivando a mettere in comune i propri beni perché nessuno dei fratelli fosse nell'indigenza. Si è parlato di una sorta di comunismo dei beni nella prima comunità cristiana, appunto di una condivisione che tendeva a superare le diseguaglianze. Quanto siamo lontani da quello stile! Il nostro paese è tra quelli nei quali le differenze economiche tra ricchi e poveri invece di ridursi conoscono in questi anni di crisi una preoccupante accentuazione. Papa Francesco continua a sollecitarci: "Vorrei una chiesa povera e per i poveri"; comincia lui, ed i suoi collaboratori (cfr. l’intervento dell’Elimosiniere della Santa Sede), col compiere scelte coraggiose per assicurare trasparenza ed effettiva destinazione delle finanze vaticane all'esercizio della carità. E, come ci ricorda Paolo nello stupendo inno alla carità, non basta dare, dare tutto, dare se stessi: "se non avessi la carità sarei nulla". Prima d'essere frutto del nostro impegno morale la carità è la misteriosa ma reale presenza in noi di quel Dio che è amore. Davvero, come ci piace cantare, dov' è carità e amore lì c'è Dio.


Per la preghiera in famiglia

Signore Gesù,
nell'ora più buia della tua esistenza, quando maggiormente avresti avuto bisogno di essere sostenuto e consolato, tu non hai chiesto per te la bontà di uno sguardo compassionevole, ma ti sei preoccupato di affidare a noi il segreto della gioia più grande: amatevi gli uni gli altri!
Signore Gesù,
ci pare di capire che cosa hai voluto sognare per noi: una meravigliosa fraternità in cui il primo Vangelo fosse l'amore che abita il cuore dell'uomo; una comunione di persone umili e semplici raccolte attorno alla tavola della tua amicizia; un'emulazione nell'amare come tu ci hai amato, condividendo, di tutti, i sorrisi e le lacrime, le carezze e le tristezze della vita.
Signore Gesù,
dolce ospite delle nostre anime, aiutaci a vincere quella grettezza abituale che rinserra le mani e prima ancora il cuore, suscita e conserva nella profondità del nostro essere la passione e il gusto della più ampia fraternità.
Fa' che al termine di questo cammino nel tempo possiamo custodire dentro di noi, come il frutto più prezioso dei nostri giorni inquieti, soprattutto la memoria delle persone che abbiamo amato e che ci hanno amato.
Amen


Avvisi e appuntamenti settimanali

  • Lunedì 20, alle ore 21.15: consiglio pastorale parrocchiale
  • Sabato 25, alle ore 17: incontro con i genitori in preparazione ai S. Battesimi (che si terranno domenica 26 alle ore 11.30)
  • In questi mesi si raccolgono le prenotazioni della pergamena con la Benedizione del Papa per chi festeggia il 25° o il 50° di matrimonio: nel bollettino parrocchiale trovate l’apposito modulo che andrà riportato compilato in segreteria
  • Invitiamo ad iscrivervi al pellegrinaggio decanale a Caravaggio che faremo la sera di martedì 28 maggio (è sospesa la nostra Messa delle 20.30); è necessario dare il nome in segreteria (parrocchia/oratorio) per organizzarci per il viaggio