ASCENSIONE DEL SIGNORE

Lettura del Vangelo secondo Luca 24, 36b-53
In quel tempo. Il Signore Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Un pastore della chiesa riformata, il pastore Paolo Ricca, scrivendo dell'Ascensione, diceva che "un po' dappertutto l'Ascensione è diventata o tende a diventare la cenerentola delle feste cristiane". Ascensione, festa cenerentola. E si chiedeva perché, come mai? Eppure dell'Ascensione si parla ampiamente nelle Sacre Scritture. A confronto per esempio col Natale, molto più ampiamente. Eppure vedete quanta importanza diamo al Natale, e quanta meno all'Ascensione. Perché? Come mai? "La risposta" -scrive Paolo Ricca- "non è difficile: l'Ascensione è poco festeggiata perché la Chiesa esita a far festa nel momento in cui il suo Signore "se ne va". La Chiesa festeggia volentieri il Signore che viene, ma non il Signore che parte; acclama colui che appare, ma non colui che scompare".
Con l'Ascensione Gesù diventa invisibile. L'invisibilità fa problema: mi ha colpito questa citazione di Dietrich Bonhoeffer, che scriveva: "L'invisibilità ci uccide".
Sì, questo è un pericolo. Non è forse vero che nell'invisibilità ci si allontana a volte? Abbiamo perfino coniato un proverbio: "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore". Quasi a dire che quando viene meno la visibilità -lontano dagli occhi- viene meno anche il rapporto la relazione. E non è proprio questo quello che accade sul monte degli Ulivi, e cioè l'andare lontano dagli occhi? E' scritto: "fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo...". Lontano dagli occhi. Ma ci chiediamo, lontano anche dal cuore questo Signore? Ecco, la storia che seguì - e la storia che segue è certo quella narrata negli Atti degli Apostoli, ma anche quella narrata nei secoli successivi, è la storia anche dei discepoli di oggi - ebbene, la storia che segue contiene una sfida al proverbio, sta a dimostrare che la lontananza dagli occhi di Gesù, la sua invisibilità, non l'ha cancellato dal nostro cuore. "L'invisibilità" - scrive Paolo Ricca - "non significa assenza, ma un altro tipo di presenza, quella dello Spirito con il quale Gesù paradossalmente è più vicino di prima ai suoi discepoli: prima stava "con loro", adesso dimora "dentro" di loro". L'Ascensione rovescia il proverbio: "lontano dagli occhi, vicino nel cuore". Vorrei aggiungere che paradossalmente quella visibilità di Gesù a cui, a volte, guardiamo con nostalgia, la visibilità del passato, quando le folle lo toccavano, quando la donna peccatrice lo ungeva e lo profumava, quella visibilità era anche un ostacolo. Un ostacolo perché tratteneva Gesù: lo tratteneva in un piccolo paese, nei confini che delimitavano la sua azione: quante migliaia di persone lo videro, lo ascoltarono? Poche senz'altro. Da quando è asceso al cielo, pensate quante storie di uomini e di donne - miliardi, miliardi di storie e noi siamo una di queste storie - quante storie di uomini e di donne hanno stretto un legame con questo invisibile Signore.
Voi mi capite, che Gesù - lontano dai nostri occhi - viva, viva con la sua presenza, con la sua parola, con la sua luce, con la sua consolazione, nei nostri cuori. E da ultimo è anche vero che questa festa dell'Ascensione - lo faceva notare ancora Paolo Ricca - proprio perché sottrae il Signore ai nostri sguardi, ci fa vivere i nostri giorni anche come attesa. Perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno, allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo. Vivere l'attesa. Non è facile imparare l'attesa. Aspettare Dio. Anche nella religione a volte abbiamo più l'aria di chi possiede, che lo sguardo curioso di chi attende. (Angelo Casati)


Per la preghiera in famiglia

Signore Gesù,
oggi fai ritorno al Padre dopo aver vissuto tutta la nostra storia.
Il dolore e l’amore, l’arsura e la fame, la gioia della tavola e l’accanimento della violenza hanno lasciato nella tua carne i segni visibili della tua piena adesione alla nostra umana avventura.
È forse una cosa strana immaginare che nel cielo incontaminato della vita divina sei entrato portando anche un poco della polvere sulla quale hai impresso le tue orme prima di lasciare questa nostra terra tanto compianta e tanto amata?
Lasciaci fantasticare su questa stupenda verità.
Tieni sempre accesa in noi la speranza che là, oltre la soglia dell’eterno si trovano già le nostre lacrime e le nostre tristezze, le nostre solitudini e la povertà del nostro amore.
Signore Gesù,
tu che hai aperto un varco dentro il cerchio che vorrebbe tenerci prigionieri, fa’ che camminiamo nella vita con un senso di gioiosa libertà.
Donaci di custodire in noi qualcosa di quella prodigiosa leggerezza che ti ha sollevato verso l’alto, là dove tutto è conosciuto e tutto da te è consegnato alla dolcissima pietà del Padre.
Amen


Avvisi e appuntamenti settimanali

  • In questo periodo raccogliamo doni per il banco di beneficenza per la festa patronale
  • In questi mesi si raccolgono le prenotazioni della pergamena con la Benedizione del Papa per chi festeggia il 25° o il 50° di matrimonio: nel bollettino parrocchiale trovate l’apposito modulo che andrà riportato compilato in segreteria