DOMENICA DI PENTECOSTE

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 14, 15-20
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi».

Questa pagina è segnata da un fremito di tenerezza. Raramente cerchiamo nei Vangeli l'impronta dei sentimenti, dei moti del cuore. Più spesso ci rivolgiamo ai messaggi, ai contenuti dottrinali. Eppure i Vangeli registrano anche i giorni e le emozioni vissute da Gesù con i suoi amici. Così infatti ha chiamato i suoi discepoli. Insieme hanno camminato, riposato, consumato i pasti insieme per alcuni anni. Ora è il tempo della separazione e, avvertendo il vuoto che la fine della sua presenza in mezzo a loro spalancherà, Gesù rassicura: Non vi lascerò orfani, verrà un altro Paraclito che stia con voi per sempre.
Queste parole, segnate dalla fatica di un distacco, sono dette ai discepoli ma valgono anche per noi. Non siamo orfani, con noi per sempre sarà un altro Paraclito, un altro dopo Gesù chiamato a stare accanto, vicino, con noi. Non sarà una presenza fisica, tangibile; non sarà come avere accanto Gesù che magari dorme nella barca agitata dalla burrasca, o piange davanti alla tomba di Lazzaro, o chiede compagnia e vicinanza l'ultima sera della sua vita. Non sarà una presenza che le mani stringono e gli occhi scrutano, eppure sarà con noi sempre, dimorerà, rimarrà con noi. Dove e come riconoscere questa presenza rassicurante?
Due i luoghi decisivi di questa presenza. Il primo è il cuore. Con questo termine la Scrittura sacra non indica tanto la dimensione affettiva della persona quanto l'interiorità, noi diremmo la coscienza. E' in questo spazio interiore che ognuno di noi esercita la sua libertà, compie le scelte. E' nella coscienza che risuona la voce di Dio ed è dalla coscienza che scaturisce la preghiera. Qui lo Spirito parla. Quanti uomini e donne ne hanno ascoltato la voce e hanno compiuto scelte coraggiose, spesso anticonformiste e controcorrente, arrivando in qualche caso anche al sacrificio della vita. Proprio in questi giorni ricordiamo Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, gli uomini della scorta, e poi Paolo Borsellino: seguendo la voce della coscienza hanno lavorato consapevoli di rischiare la loro vita. E come loro quanti altri docili alla voce della coscienza piuttosto che al calcolo dell'interesse. Grazie a loro non dobbiamo vergognarci di appartenere alla specie umana. Essere docili allo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù, significa ascoltare la coscienza e agire secondo la sua voce.
Ma vi è un secondo luogo dove lo Spirito si manifesta ed è indicato dalle prime due letture di questa domenica. Questo secondo luogo è la comunità, sono i legami che uniscono le persone. Lo Spirito è un grande fattore di comprensione reciproca, di dialogo. Il miracolo di Pentecoste è quello della comunicazione tra genti che le diversità separano, è la capacità di comprendersi pur nella varietà dei linguaggi. La dove si abbattono barriere e si gettano ponti lì opera lo Spirito. Ugualmente dove i propri talenti, le proprie risorse sono messe a servizio del bene comune lì opera lo Spirito. Così afferma Paolo nella seconda lettura. Inafferrabile lo Spirito, come vento che non possiamo stringere nelle mani, eppure quanto è presente e decisivo questo Spirito nella nostra coscienza che sceglie nella libertà, anche compiendo, se necessario, obiezione di coscienza. Quanto è presente ogni volta che guardiamo l'altro non come un estraneo da temere ma come compagno e amico dei nostri giorni.


Per la preghiera in famiglia

Signore Gesù,
donaci la grazia della Pentecoste!
Manda il tuo Spirito come fuoco luminoso perché accenda dentro di noi le parole del Vangelo: le parole più pure, più alte e più toccanti che ci sia dato ascoltare.
Manda il tuo Spirito come respiro divino perché ci faccia innamorare di te, presenza viva, palpitante e perenne dentro le vicende umane.
Manda il tuo Spirito come brezza leggera che ci apra a tutte le voci della natura, anche a quelle dei fiori, delle piante, degli animali, condividendo di ogni essere l'ansia di bellezza e di libertà.
Manda il tuo Spirito come vento impetuoso che, vincendo in noi ogni paura, ci dia il coraggio di essere testimoni del tuo Vangelo di fronte a tutte le persone che su strade diverse vanno cercando significati profondi e parole liberanti.
Signore Gesù,
donaci la grazia della tua Pentecoste!
Fa' che per l'azione del tuo Spirito, in comunione con ogni creatura, possiamo testimoniare la passione per la ricerca, l'amore per la verità e soprattutto la dolcezza della misericordia e della pietà.
Amen


Avvisi e appuntamenti settimanali

  • Lunedì 10 inizia l’oratorio estivo: per il primo giorno il ritrovo sarà per tutti alle ore 10
  • Martedì 11, alle ore 21: incontro del Coordinamento Cittadino delle sette parrocchie di Segrate
  • Sabato 15, alle ore 17: incontro per i genitori in preparazione ai S. Battesimi
  • Domenica 16, alle ore 11.30: Battesimi
  • In questo periodo raccogliamo doni per il banco di beneficenza per la festa patronale
  • In questi mesi si raccolgono le prenotazioni della pergamena con la Benedizione del Papa per chi festeggia il 25° o il 50° di matrimonio: nel bollettino parrocchiale trovate l’apposito modulo che andrà riportato compilato in segreteria