V domenica di Avvento - Il Precursore

Proseguiamo la pubblicazione e la conoscenza della lettera che l'arcivescovo Mario scrive ai suoi fedeli ambrosiani. Come vivere il periodo natalizio... non male le sue indicazioni!
Nell'ambito della "Novena per grandi", possibilità di leggerla insieme con riflessioni di don Norberto. Lunedì 16 dicembre ore 21 in cappella dell'oratorio.


IL VESCOVO CI SCRIVE PER IL TEMPO DEL NATALE

Carissimi,
auguro a tutti: buon Natale! Buon Anno!
Gli auguri di queste feste sono sempre esposti al rischio di finire nel convenzionale. Le celebrazioni liturgiche, se vissute con intensità e attenzione, ci salvano da questo pericolo perché ci introducono nel mistero del "Dio con noi" e rinnovano l'invocazione perché il tempo che viviamo sia benedetto da Dio e le situazioni che attraversiamo siano occasioni.
Nei giorni successivi al Natale e nei giorni intorno al Capodanno molti possono godere di qualche giorno di riposo, di qualche tempo per incontri familiari desiderati, spero anche per riconciliazioni rasserenanti. Il legittimo riposo non può essere rovinato da una sorta di concessione alla trasgressione e allo sperpero, come capita talora nell'organizzazione di feste e di esperienze eccitanti.
Penso anche a fratelli e sorelle che non possono muoversi e che in questi giorni sono esposti alla tentazione della depressione, della malinconia, dell'invidia. Penso ai malati, ai carcerati, a coloro che sono troppo soli, troppo lontani da casa. Anche per loro ci deve essere un po' di gioia: la sollecitudine dei cristiani si ingegna per raggiungere tutti con un segno di attenzione, con il dono di un sorriso, con un invito a condividere la mensa e la preghiera.
La ripresa delle attività dopo l'Epifania è anch'essa un tempo di grazia, per quanto talora segnato da fatica e malumore. Vorrei proporre di vivere qualche settimana come un tempo propizio per sperimentare la bellezza del quotidiano vissuto bene, un "tempo di Nazaret". I tratti con cui Paolo disegna una sorta di "umanesimo cristiano" nella Lettera ai Filippesi può ispirare ad accogliere la proposta.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi! (Fil 4, 8-9)

1. Il Figlio di Dio è diventato figlio dell'uomo: l'apprendistato di Nazaret

Anche gli anni di Nazaret sono anni di Vangelo: «E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini». Il diventare uomo del Figlio di Dio non è stato un istante, ma una docilità al tempo, alle circostanze, alle relazioni, che ha fatto crescere il figlio di Maria fino all'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare. Mentre la storia dei "grandi" scriveva pagine tragiche o gloriose negli annali per consegnarle ai posteri, Gesù a Nazaret viveva il suo presente quotidiano come una sorta di apprendistato della vita degli uomini. La curiosità degli uomini e delle donne ha amato immaginare particolari pittoreschi, eventi clamorosi, parole memorabili: ma è un esercizio inutile.
Negli anni trascorsi da Gesù a Nazaret si potrebbe dire che "non sia successo niente"; Gesù "non ha fatto niente" che la testimonianza apostolica abbia ritenuto necessario tramandare nei Vangeli. Ha, semplicemente, vissuto. Lui che era in principio presso Dio, lui, il Figlio di Dio, ha vissuto la vita dei figli degli uomini. Il Vangelo di Luca invita a meditare sulla rivelazione dell'obbedienza di Gesù al Padre nel rimanere nel tempio durante il pellegrinaggio a Gerusalemme. Nient'altro.
Il divenire uomo del Figlio di Dio rende possibile ai figli degli uomini divenire figli di Dio per il dono dello Spirito. C'è quindi un modo di vivere il tempo, le circostanze, le relazioni che conforma all'umanità di Gesù. Non c'è altro da fare che vivere il quotidiano lasciandoci condurre dallo Spirito, perché tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, virtuoso, lodevole sia oggetto dei nostri pensieri.
Il figlio di Maria, il falegname ha parenti e familiari troppo normali, come Giacomo, Ioses, Giuda e Simone: la sua sapienza è inspiegabile, la sua pretesa di insegnare scandalosa: è troppo umana la storia perché possa dire qualche cosa di Dio. Lo scandalo di quanti l'avevano visto diventare adulto deriva del pregiudizio che per incontrare Dio si deve attraversare lo spavento insopportabile: «qualcosa di tangibile, un fuoco ardente, oscurità, tenebra e tempesta, squillo di tromba e suono di parole, tanto che quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola». Ma la gloria di Dio non sorprende con lo spavento: piuttosto si rende visibile nel Verbo fatto carne che venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria».

2. Tempo di Nazaret: diventare adulti come Gesù

Fa bene al nostro camminare nella fede vivere il tempo di Nazaret, l'ordinario dei giorni che trascorrono nelle circostanze che ci sono date, nella trama di rapporti quotidiani. Alcuni maestri di vita spirituale che ho incontrato negli anni della formazione e che rivelano ancora oggi la loro attualità quando sono riletti con attenzione ci possono aiutare ad apprezzare il "tempo di Nazaret" come stile di ministero. Mi riferisco in particolare a Charles de Foucault e a Madeleine Delbrêl.
Lo zelo per l'annuncio del Vangelo e per l'educazione alla fede induce talora a proporre iniziative, appuntamenti, eventi e convocazioni che congestionano il calendario della comunità e delle persone. L'intraprendenza e la creatività, la capacità organizzativa e le abitudini assimilate hanno delle buone ragioni: intendiamo contrastare le molte insidie, distrazioni, tentazioni che aggrediscono uomini e donne, giovani, adolescenti, ragazzi e bambini con continue sollecitazioni a consumare, a dipendere dall'eccitazione, a disperdersi in curiosità, capricci, intemperanze. La sollecitudine educativa induce a pensare che se non offriamo continue proposte attraenti, i "nostri ragazzi" saranno attratti da chi li vuole sedurre e strumentalizzare. Se c'è un vuoto, qualcuno lo riempirà. È meglio che lo riempiamo con proposte costruttive noi che abbiamo a cuore il bene dei ragazzi, per evitare che sia troppo facile l'accesso di chi cerca invece il proprio interesse a spese della libertà virtuosa. E l'argomento può essere applicato a tutte le stagioni della vita.
Il tempo che segue al Natale può essere propizio per proporre qualche settimana in cui "non si fa niente", se non crescere in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Si può quindi anche proporre di non convocare riunioni, di non congestionare il calendario di iniziative, di lasciare qualche settimana prima di riprendere i ritmi ordinari della catechesi. Che anche "le persone impegnate", preti, diaconi, consacrati, laici, possano disporre di serate per "stare in casa", pregare in famiglia, chiacchierare a tavola, praticare ritmi più ordinati di riposo.
Mi sembrerebbe costruttivo proporre di pregare con maggior disponibilità di tempo, di dedicare qualche tempo a letture costruttive, ad aggiornamenti su temi di attualità, ad approfondimenti in argomenti che sentiamo congeniali con la nostra sensibilità e le nostre responsabilità. Il tempo di Nazaret può essere propizio per dare alla comunità educante una fisionomia più precisa, occasioni di preghiera condivisa, una consapevolezza più meditata del compito di ciascuno e delle responsabilità da condividere.
Anche collocare in questo periodo gli esercizi spirituali, come usano fare alcuni preti, può essere una scelta saggia. Gli esercizi spirituali sono una "sosta" doverosa per i preti e raccomandata per tutti. Non è facile definire che cosa si intenda oggi per esercizi spirituali: ci sono diverse interpretazioni. Mi permetto di raccomandare quella forma che comporta un'esperienza condivisa con altri confratelli, un confronto con una guida, un clima di silenzio abituale, tempo abbondante di preghiera liturgica ben condotta e di preghiera personale. Saranno giorni di lotta spirituale e insieme di riposo in Dio: consentono spesso di giungere alla verità di se stessi di fronte a Dio, di sperimentare la sua misericordia e di rinnovare i giovane ardore per servire il Signore e la sua Chiesa.
Non è necessario che si faccia sempre tutto. Per il tempo di Nazaret può bastare che sia assicurata la messa domenicale e la celebrazione delle esequie. È auspicabile che la chiesa sia accessibile per la preghiera personale, la liturgia delle ore, la messa feriale fecondo le consuetudini di ogni comunità pastorale e parrocchiale e la disponibilità di preti.

3. «Abbiamo contemplato la sua gloria»: il tempo amico del bene

E' evidente che ciò che è virtù e merita lode deve essere oggetto dei nostri pensieri sempre, non solo nel tempo di Nazaret. Tuttavia caratterizzare con questo stile un periodo dell'anno può aiutare a ripensare anche tutti i tempi dell'anno pastorale e sociale. La sobrietà pastorale, per cui talora si invocano indicazioni autorevoli, non sarà frutto di un intervento, ma piuttosto di un discernimento che rilegge l'esperienza e reagisce all'inerzia dei calendari che prevedono la ripetizione dell'identico.
Non si può tirare un albero perché cresca più in fretta: nella vita è iscritta una legge che confida nel tempo come condizione necessaria per il suo sviluppo, non solo per le piante. Il tempo di Nazaret, quello in cui "non succede niente" è necessario per la maturazione delle persone e per la riforma della Chiesa. Certo per le piante e i fiori c'è una sorta di automatismo, per le persone e la Chiesa sono necessari la presenza dello Spirito e l'esercizio della libertà delle persone.
Anche per alcuni appuntamenti che caratterizzano il tempo di Natale è importante una verifica perché non siano un congestionarsi di iniziative, ma l'occasione per l'opera di Dio, attuando la persuasione che la situazione sia un'occasione.

4. Interpretare gli eventi con lo spirito del tempo di Nazaret

Possiamo sperimentare uno stile per vivere meglio gli appuntamenti che il calendario della Chiesa italiana e quello diocesano prevedono per i mesi di gennaio e di febbraio, fino all'inizio della Quaresima. Azzardo qualche esemplificazione.
4.1. La Giornata della pace (1 gennaio 2020)
La lettura del messaggio per la Giornata della pace, che attendiamo da papa Francesco, offre a tutta la Chiesa temi e stimoli per riflettere e per farsi carico dii quanto ciascun può fare per contrastare i venti di guerra che continuano a soffiare sul pianeta. I toni aggressivi della politica internazionale, gli enormi interessi in gioco, la potenza incalcolabile delle possibilità distruttive delle armi che vengono prodotte nel nostro tempo ci pesano addosso alimentando un senso di impotenza frustrante e paralizzante. Uomini e donne di buona volontà possono perseverare nel seminare una cultura di pace anche oggi. Credo che sia necessario dedicare tempo e fiducia alla riflessione, alla preghiera, al confronto, prima di promuovere iniziative.
4.2. L'Ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani
Il desiderio di una comunione più visibile tra tutti i credenti in Cristo, la preghiera di Gesù per l'unità, il sospiro che ha animato molte persone sante e lungimiranti, convergono nell'"Ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani" come annuale invito a intensificare il cammino. In questo Ottavario, più che moltiplicare gli incontri è necessario che si diffonda in tutte le Chiese e le comunità cristiane una più abituale inclinazione alla benevolenza reciproca, una docilità allo Spirito perché ci faccia sperimentare il suo frutto: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé». L'impegno per l'ecumenismo, che comprende molti aspetti, non può limitarsi a qualche giornata all'anno, ma i giorni dell'Ottavario si propongono come giorni di preghiera in cui tutto il popolo cristiano deve essere coinvolto nella preghiera di Gesù per l'unità. Propongo quindi che si insista nel pregare, nel pregare insieme, nel pregare bene. Per questa via ci renderemo più disponibili allo Spirito per essere liberati da puntigli, paure, rivendicazioni, indifferenze.
4.3. Il percorso per la recezione di Amoris Laetitia
L'enciclica di papa Francesco chiede di rivisitare l'insegnamento cristiano sull'amore, sulla dinamica di coppia, sul matrimonio, sulle responsabilità educative, sulle problematiche vissute da coppie separate e da separati divorziati e risposati con una pratica di discernimento. Il discernimento non può essere interpretato in modo superficiale e sbrigativo. Richiede attenzione, competenza, pazienza, confronto. A questo scopo sono attivate occasioni di formazione a cura del Servizio per la famiglia della diocesi di Milano, che raccomando all'attenzione delle persone che sono chiamate a questa responsabilità.
4.4. Appuntamenti pastorali di gennaio 2020
Mi riferisco ad alcuni appuntamenti che ritornano ogni anno, ma che meritano un approfondimento su temi decisivi per la nostra Chiesa e per la nostra società: la Settimana dell'educazione, la Festa di don Bosco, la Festa della famiglia, la Giornata per la vita.
La consapevolezza dell'emergenza educativa ha dato vita alla proposta di organizzare la Settimana dell'educazione in prossimità della memoria di san Giovanni Bosco praticata in molte comunità. Suggerisco di invitare non tanto a iniziative ulteriori e alla convocazione di incontri per ascoltare esperti, quanto piuttosto a passare qualche tempo in più in famiglia, cogliendo l'occasione per pregare insieme, per dialogare con calma, leggere o rileggere insieme qualche testo significativo per la storia della famiglia. Mi permetto di proporre qualche esempio per accendere la fantasia: rileggere l'omelia per il giorno del matrimonio, il testamento spirituale del nonno, qualche brano di Amoris Laetitia di papa Francesco.
Inoltre, il tema dell'educazione ci ricorda l'importanza decisiva del mondo della scuola nei suoi diversi ordini e gradi, quale aiuto fondamentale al compito della famiglia. Desidero sottolineare questo ambito come essenziale per la pastorale diocesana, incoraggiando il contributo che i cristiani sono chiamati a dare in esso. Penso anche all'importanza di sostenere. il reticolo delle scuole parrocchiali, i collegi arcivescovili, le scuole cattoliche e di ispirazione cristiana, insieme all'impegno generoso nell'insegnamento della religione cattolica, come strumento per promuovere un nuovo umanesimo.
La Settimana dell'educazione possa essere un'occasione per rendere le nostre comunità più consapevoli dell'importanza vitale di questi ambiti.

Carissimi,
auguro che l'inizio dell'anno sia nella pace e prometta pace, per noi e per tutti i popoli. La suggestione di vivere il tempo di Nazaret possa ispirare uno stile, una serenità, una pazienza che ami il tempo che viviamo come amico del bene. "Che il Dio della pace sia con tutti voi» (cfr. Fil 4,9).

Mario Delpini


 IL CALENDARIO DELLA SETTIMANA

domenica 15 dicembre

V DOMENICA DI AVVENTO

"Il Precursore "

Liturgia delle ore: prima settimana

ore 8:30 - S. Messa - def. Rocco Giovanni Emma

ore 10 - S. Messa - Pro Populo

ore 11:30 - S. Messa - def. Francesco, Elita Letta da Silva; Giuseppe

ore 18 - S. Messa - def. Luigia e Adolfo, Adele, Angelo e Lucia

lunedì 16 dicembre

Commemorazione dell’annuncio a S. Giuseppe

ore 6:30 - S. Messa in cappellina

ore 8:30 - S. Messa

ore 16.30 - S. Messa - def. Anna e Emilio Pini

ore 21 - S. Messa - in cappellina lettura della lettera del Vescovo per Natale

martedì 17 dicembre

Feria prenatalizia “dell’Accolto”

ore 6:30 - S. Messa in cappellina

ore 8:30 - S. Messa - def. Roberta e fam.

ore 16.30 - S. Messa - def. Angiolina, Luigi e Salvatore

mercoledì 18 dicembre

Feria prenatalizia “dell’Accolto”

ore 6:30 - S. Messa in cappellina

ore 8:30 - S. Messa - def. Carla e Alberto

ore 16.30 - S. Messa

dalle 21 alle 22 in chiesa - Adorazione Eucaristica

giovedì 19 dicembre

Feria prenatalizia “dell’Accolto”

ore 6:30 - S. Messa in cappellina

ore 8:30 - S. Messa

ore 16.30 - S. Messa - def. Sorleto Maria Grazia

venerdì 20 dicembre

Feria prenatalizia “dell’Accolto”

ore 6:30 - S. Messa in cappellina

ore 8:30 - S. Messa

ore 16.30 - S. Messa

dalle 20:45 alle 22:30 in chiesa - Confessioni

sabato 21 dicembre

Feria prenatalizia “dell’Accolto”

ore 9: - Messa in cappellina

ore 18 - S. Messa vigiliare - def. Tonino, Marianunzia e Carmelo, fam. Viganò e Peviani

 

CALENDARIO DELLE BENEDIZIONI DI NATALE - dalle ore 17:30 alle ore 20:30

  • lunedì 16
    - don Norberto: via san Rocco 8 (edif. A)
    - don Gabriele: via san Rocco 5 (edif. E)
  • martedì 17
    - don Norberto: via XXV Aprile 19 e 29 (edif. A-B-C-D)
    - don Gabriele: via san Rocco 8 (edif. B)
  • mercoledì 18
    - don Norberto: via XXV Aprile 41, 37 e 31 (edif. A-B)
    - don Gabriele: via san Rocco 8 (edif. C)
  • giovedì 19
    - don Norberto: via Modigliani
    - don Gabriele: via san Rocco 8 (edif. D)

LA NOVENA DI NATALE "PER GRANDI" dal 16 al 23 dicembre

PROPOSTA PERSONALE

  • Usare la liturgia del giorno (vedi messalino, La Tenda o i vari siti)
  • Partecipare a qualche Messa feriale in base ai tempi e ai luoghi di lavoro
  • Pregare di più, meglio e con attenzione in quei giorni

PROPOSTA COMUNITARIA

  • La messa del 22 dicembre, festa della Divina maternità di Maria
  • La messa alle ore 6.30 (al sabato ore 9.00)
  • La Lettura della lettera del Vescovo per il tempo di Natale
  • L'incontro con il perdono di Dio nella Confessione
  • Ora di adorazione con piccoli interventi ogni 15 minuti

IN PRATICA

  • lunedì 16 dicembre
    - ore 6.30 Santa Messa (cappella dell'oratorio)
    - ore 21 lettura e commento della lettere del Vescovo per il tempo di Natale (cappella dell'oratorio)
  • martedì 17 dicembre
    - ore 6.30 Santa Messa (cappella dell'oratorio)
    invito alla preghiera personale
  • mercoledì 18 dicembre
    - ore 6.30 Santa Messa (cappella dell'oratorio)
    - ore 21 Adorazione eucaristica ("...e prostratisi lo adorarono") con brevi interventi ogni 15 minuti, fino alle ore 22
  • giovedì 19 dicembre
    - ore 6.30 Santa Messa (cappella dell'oratorio)
    invito alla preghiera personale
  • venerdì 20 dicembre
    - ore 6.30 Santa Messa (cappella dell'oratorio)
    - ore 21 Celebrazione delle confessioni
  • sabato 21 dicembre
    - ore 9 Santa Messa (in chiesa)
    invito alla preghiera del Rosario (misteri del "gaudio")
  • domenica 22 dicembre
    appuntamento nella Liturgia della domenica
  • lunedì 23 dicembre
    - ore 6.30 Santa Messa (cappella dell'oratorio)
    invito alla preghiera in casa davanti al presepio

SUGGERIMENTI PER LA "NOVENA DEI GRANDI"

PROPOSTA PERSONALE

  • Usare la liturgia del giorno (vedi messalino, La Tenda o i vari siti)
  • Partecipare a qualche Messa feriale in base ai tempi e ai luoghi di lavoro
  • Pregare di più, meglio e con attenzione in quei giorni

Lunedì 16 dicembre
Alle ore 21 in cappellina leggiamo insieme la lettera del Vescovo per Natale.

Martedì 17 dicembre con GIUSEPPE
"Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta".
Giuseppe un uomo che conduce, che si mette in viaggio. Ubbidisce ad un comando fatto dalle truppe di occupazione che erano i Romani. Il censimento non era un problema suo: riguardava il governatore. Diventa però l'occasione per qualcosa di molto grande. Nella vita tante cose appaiono a prima vista banali, insignificanti o "da farsi" senza un particolare motivo. Eppure, dentro molte circostanze agisce la straordinaria fantasia di Dio. Giuseppe aiuta Dio a venire sulla terra, a confermare le Sacre Scritture che parlavano di Betlemme e lo fa' all'interno degli avvenimenti politici di quei tempi.
È bello sapere che bisogna "fare strada" a Dio perché lui nasca nel mondo. È bello sapere che tutto questo avvenga dentro le circostanze della vita.

Mercoledì 18 dicembre
Dalle ore 21 alle ore 22 in chiesa adoriamo l'Eucarestia.

Giovedì 19 dicembre con MARIA
"Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per Maria i giorni del parto".
Come tutte le madri, vive la gravidanza, sente i dolori del parto, vede la nascita di suo figlio. Dalla preoccupazione al dolore, dal dolore alla gioia, dalla gioia alla commozione e al sorriso. Se è vero che "Ogni bambino che nasce è segno che Dio non si è ancora stancato di questa umanità", ancora di più questo diventa vero davanti a "questo" bambino! L'angelo aveva infatti detto: "Lo chiamerai Gesù, sarà grande e chiamato figlio dell'Altissimo". Inginocchiata nella nostra capanna Maria è in adorazione, stupita di ciò che le è capitato.
Impariamo da Maria a guardare Gesù oggi e sempre; impariamo ad ascoltare la sua voce anche se ci sembra lontana: in fondo "viene da molto lontano!". Impariamo ad amarlo sempre, lui che "toglie il peccato del mondo".

Venerdì 20 dicembre
Dalle ore 20:45 alle ore 22:30 riceviamo il perdono di Dio: confessioni in chiesa.

Sabato 21 dicembre con il ROSARIO

  • Primo mistero L'ANNUNCIO DELL'ANGELO A MARIA: lo stupore di un annuncio senza precedenti
    intenzione: per la Chiesa e Papa Francesco
  • Secondo mistero LA VISITA DI MARIA AD ELISABETTA. lo stupore nel canto del "Magnificat"
    intenzione: per coloro che aspettano un bambino
  • Terzo mistero LA NASCITA DI GESU' A BETLEMME: "Si compirono per lei i giorni del parto"
    intenzione: per i cristiani di Terra Santa e per quella terra segnata dalla violenza
  • Quarto mistero NELLA NOTTE DI NATALE A BETLEMME: lo stupore degli angeli con il "Gloria a Dio"
    intenzione: per il rispetto del mondo e del creato
  • Quinto mistero NELLA NOTTE DI NATALE A BETLEMME: lo stupore dei pastori
    intenzione: per i poveri nel corpo e nello spirito

Lunedì 23 dicembre davanti al presepio nella lode, il MAGNIFICAT
L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che la temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre