informatoreQuarta domenica di Quaresima: del cieco

La comunione dei santi: mah!

Nella liturgia preghiamo i santi; si dice infatti nella seconda preghiera eucaristica: "Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito, perché possiamo ottenere il regno promesso insieme con i tuoi eletti con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con i tuoi santi apostoli, i gloriosi martiri, e tutti i santi, nostri intercessori presso di te".

Nella terza invece: "Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi: e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua gloria".

Si dice nel Credo: "Credo la comunione dei santi" ma... "Sarà vero? Non esistono, e poi dove sono?". "È un modo di dire... ma ci sono proprio quando li invochiamo?".

La bellezza della liturgia cristiana (che nasce dalla resurrezione di Gesù) sta nel superare il tempo e unire la terra e il cielo. La nostra umanità è segnata dal limite e dalla morte e possiamo solo avere un ricordo di chi è stato sulla terra.

Ma se noi siamo in relazione con quel Dio che ha vinto proprio la morte, siamo uniti a: "Giuseppe, Paolo, Giovanni, Stefano, Luca, Norberto, Pietro, Alessandro, Eusebio, Rocco, Carlo, Francesco, Martino, Paolo, Gabriele, Agostino, Basilio, Ambrogio", a anche a: "Maria, Elisabetta, Maria di Magdala, Chiara, Rita, Teresa, Monica, Caterina", e anche a quelli nominati ai funerali (meno noti): "Protaso, Gervaso, Tecla, Galdino", finendo con: "Tutti i santi e le sante"! Siamo anche uniti coloro che abbiamo conosciuto e i cui nomi sono scritti in cielo e nella nostra carne.

Quando si celebra la messa da soli o quando si va per la semplice benedizione al cimitero, si è in pochi (fa un certo effetto)!

E se invece fossero loro, i santi, a unirsi al prete che dice messa o ai custodi del cimitero e ai pochi parenti? E se fossero loro la presenza viva nella chiesa adesso che i sacri edifici sono vuoti? Penso così quando, in questo tempo, sono davanti alle salme o rimango in chiesa a pregare.

Vedere gli invisibili anche se non possiamo percepirli fisicamente, perché la nostra carnalità non lo permette. Non sono dei fantasmi perché anche i fantasmi sarebbero segnati dalla morte: loro no, sono i santi che vivono in Dio.

Solo chi è in Cristo vive in un modo eterno. Se siamo in Cristo, anche noi viviamo in modo eterno, qui, nel Regno ora tra le mura di casa! Loro, "tolti dalla morte" grazie a Gesù, vivono in modo eterno.

Come saranno? Giovani o vecchi? Sorridenti come le immagini che mettiamo al cimitero o seriosi? Chi è in Cristo vive: stop! Il modo di essere fa parte della "ultra sorpresa", che non ci è dato di vedere ma solo da attendere. È sorpresa ancor più di ciò che i bambini troveranno nelle povere uova di Pasqua di quest'anno.

A noi basta che siano in Cristo, lui che sta nel Padre. Ci basta che stiano nell'Amore, quello tra il Padre e il Figlio: siano nella Vita.

Ora essi partecipano alle nostre sofferenze (siamo un corpo con loro!) a tal punto che le chiese sono piene della loro santità tra il buon profumo dell'incenso che non possiamo avvertire da casa dove siamo tenuti a stare. Sono lì ad indicare quell'Amore, l'unico che sa dare olio per quando le lampade devono vegliare nella notte.

Credo, Signore, nella comunione dei santi!

don Norberto


Due passi nella liturgia

In tempo di silenzio e di quarantena... senza volerlo, sto passando aspetti della liturgia a cui si da poca importanza perché "non ci si pensa mai", con il rischio di "andare alla carlona". La scorsa volta accennavo alla "eucologia" e prima alle orazioni che fanno da scuola di preghiera e prima ancora... Potrebbe essere un: "Due passi nella liturgia", senza pretese.

Ma è proprio vero che non c'è la liturgia perché sono bloccate le messe? La liturgia celeste può essere fermata, dal momento che il buon senso, oltre che un'ordinanza, impedisce la celebrazione? Già precisare che "liturgia celeste" è una cosa e "la nostra celebrazione" un'altra, non fa male. La prima è eterna, se no saremmo nei guai! La seconda è necessaria, ci mancherebbe, anche se temporaneamente è sospesa, con tremore.

Anche dossologia è una parola difficile

Accenno ad un aspetto della liturgia che "sfuma" mentre la si vive: la dossologia. Una sbirciata prima alla definizione che fa la Treccani: «In genere, ogni formula liturgica usata (per es., nella strofa finale degli inni dell’Ufficio) per lodare e glorificare Dio uno e trino o distintamente le tre Persone della Trinità; in partic.: d. minore, il «Gloria Patri»; d. maggiore, il «Gloria in excelsis» della messa e il «Te Deum»; nella preghiera eucaristica, che costituisce il momento centrale della celebrazione della messa, la dossologia è la parte finale, che comincia con le parole «Per Cristo, con Cristo e in Cristo».

Perché glorificare

Il Padre ha inviato il Figlio e lui ha preso tutto il "pacchetto umano" compreso di sofferenza, di lotta contro il male, di morte: siamo in quaresima per capirlo. L'amore del Figlio per il Padre e del Padre per il Figlio porta alla resurrezione: sorpresa delle sorprese.

Ecco il primo istante sorgivo della liturgia: tutta la umanità assorbita da Gesù è davanti al Padre, è nel Padre!

Noi, da più di 2000 anni celebriamo questo di domenica in domenica, di giorno in giorno. Lo faremo fin quando tutto non sarà portato a compimento.

È allora la lode, la gloria, la lode, la gloria... che caratterizza la nostra preghiera. Si esplicita nella conclusione ad ogni salmo (piccola dossologia appunto), diventa "piena" nella solenne dossologia rivolta al Padre "Per Cristo, con Cristo, e in Cristo, nell'unità dello Spirito Santo". Lo facciamo ora, mentre si alzano il pane e il calice (da soli, prima con tutti) ma per tutti i secoli dei secoli, accidenti... per tutti i secoli dei secoli!

In soldoni: in nome della Pasqua, la liturgia celeste è ininterrotta, avviene nella piazza d'oro (quella descritta nell'Apocalisse e ricordata dal vescovo Delpini nella sua prima lettera) e noi "per tutti i secoli dei secoli" lo proclamiamo nella lode, capiti quel che capiti! La comunità cristiana (non è una parolaccia) è dossologica allora, anche adesso.

don Norberto


Poter pregare così allora

Dalle Preghiere eucaristiche
Per Cristo, con Cristo e in Cristo,
a te, Dio Padre onnipotente,
nell'unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria
per tutti i secoli dei secoli.

Prima preghiera "ambrosiana"
Con il Signore nostro Gesù Cristo,
nell'unità dello Spirito santo,
a te, o Padre, è l'onore,
la lode, la gloria,
la maestà e la potenza,
ora e sempre,
dall'eternità e
per tutti i secoli dei secoli.

Seconda preghiera "ambrosiana"
Con lui e con lo Spirito santo,
a te, o Padre, è l'onore,
la lode, la gloria,
la maestà e la potenza,
ora e sempre,
dall'eternità e
per tutti i secoli dei secoli.

Lettere di Paolo (esempio)
A colui che ha il potere di confermarvi secondo il vangelo che io annunzio e il messaggio di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora e annunziato mediante le scritture profetiche, per ordine dell’eterno Dio, a tutte le genti perché obbediscano alla fede, a Dio che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli dei secoli.