informatoreIV domenica di Pasqua

Nella domenica: una Giornata

Normalmente la quarta domenica di Pasqua è chiamata "Giornata delle Vocazioni" (il motivo è detto al termine di questo foglio). Capita che molte domeniche all'anno siano legate ad una intenzione particolare. Ricordo che anni fa questo era molto sottolineato, a tal punto che si perdeva la continuità nella lettura della Parola di Dio per fermarsi sul tema prestabilito. E allora c'era la domenica "del Seminario, delle Missioni, per le Nuove Chiese, della Caritas, della Famiglia, del Lavoro, dei Migranti e Rifugiati, della Vita, dell'Università Cattolica"; c'era poi la domenica "della Pace, dell'Azione Cattolica, del giornale cattolico Avvenire, del Ringraziamento per i frutti della terra, dell'Oratorio, delle Comunicazioni Sociali, per il Sostentamento del clero". Probabilmente ne perdo qualcuna... Il più delle volte usciva, dai rispettivi uffici di Curia, una grossa busta con del materiale per sensibilizzare, per aiutare nella predica, per raccogliere fondi. Ogni domenica ce n’era una, tranne per il tempo quaresimale e le domeniche d'estate (non sia mai che, a causa delle ferie, ci sia poca gente o l'eventuale offerta venga fatta ad altre parrocchie...). Ultimamente si è aggiunta la domenica della Parola di Dio.

Sono però finalmente passati, a mio parere, quegli anni dove di fatto non si seguivano le letture ma tutto veniva incentrato sull'argomento in questione. Oggi, pur con le dovute segnalazioni, non ci sono interferenze che disturbano l'andamento liturgico: un bene!

Giornata delle Vocazioni, allora

Ma torniamo al 3 maggio, Giornata delle Vocazioni. Nel rito romano si trova sempre il riferimento al buon Pastore (nel nostro rito invece no) ed è questo il motivo per cui si pone attenzione al tema delle vocazioni di particolare consacrazione. Il fatto di essere in regime di pandemia mette anche questa giornata in tono minore. Non è arrivato nessun materiale anche perché... chi lo vedrebbe? Proprio per questo mi è venuto in mente di precisare questo termine, ultimamente un po' in disuso.

Mi fermo allora al significato della parola "vocazione" cercando di anticipare il repentino collegamento con i preti e le suore che blocca... l'audio, della serie: "Non interessa a me". Normalmente le due categorie suddette sono strettamente legate al termine "vocazione": ma è questo il giusto legame?

Mancano preti e suore rispetto ad anni fa. Una volta si viveva in un clima più religioso che riconosceva dei bisogni reali a cui dare una risposta "in nome di Dio": attenzione ai piccoli, all'educazione, ai malati, ai poveri... Nascevano ordini religiosi maschili e femminili per venire incontro a queste esigenze, grazie al carisma di qualche fondatore o fondatrice. Si spiega forse così il grande impegno vocazionale di uomini e donne di fede.

Oggi molti di questi problemi hanno delle risposte da parte di strutture civili e laiche con una serie di vincoli burocratici. La stessa partenza per il Terzo Mondo avviene non con i missionari del PIME o della Consolata ma attraverso Onlus o altre organizzazioni governative e non.

Vocazione ha senso... se uno parla, se uno chiama (senso etimologico)! Ma chi chiama oggi? Siamo sicuri che Gesù parli e chiami? Se chiama il bisogno, la necessità, la società o l'emergenza... si risponde, come dicevo. Ma questa non è vocazione cristiana, è un'altra cosa lodevole e auspicabile.

Quindi vocazione a cosa? A seguire te, Signore, perché mi parli, mi chiami, mi conosci, sai di me. Mi chiami ad essere figlio come Te, ad avere un Padre come lo hai Tu, ad amare con quella leggerezza che Tu hai. Non c'è vocazione senza... Gesù! Banale si direbbe, eppure non scontato. Credo che oggi non si senta la Sua Voce. La voce dei bisogni è chiara e trova risposte in opere benemerite. Ma Gesù chiama a sé.

Quando tocco questo tasto, vado al capitolo 3 del Vangelo di Marco, alla scintilla della mia decisione di fare il prete. Ero in seminario dalle medie, eppure quella Voce è arrivata dopo, a 20 anni.

Qui si tratta di riconoscere il Signore: perché è Lui, lo si segue! Rispondo alla Sua chiamata per una vita libera dal peccato, una vita impregnata di amore divino, di olio (per stare all'immagine delle dieci vergini che aspettano l'arrivo dello sposo). È una risposta battesimale! Il discorso si è fatto lungo, l'ora si è fatta tarda... continuerò questa riflessione… sul prossimo foglio. Alla prossima settimana allora, mentre preghiamo perché si abbassino i rumori e si percepisca la Sua voce che chiama a sé, tutti.

don Norberto


Continuiamo la proposta di lettura di un vangelo alla settimana: dal 4 al 10 maggio

Un'ora e 25 minuti per la lettura completa e ad alta voce del Vangelo di Marco! Il Vangelo di Matteo, proposto per questa settimana, non si può leggerlo in una sera. In due o in tre giorni allora, però tutto!

Due parole su Matteo e il suo vangelo

Il vangelo secondo Matteo era destinato ad un pubblico di origine ebraica. Lo si evince dalla frequenza con cui sono riportate le citazioni dall'Antico Testamento e dai cinque grandi discorsi su cui Matteo basa il suo vangelo (cinque perché ci si riferisce al Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia che i cristiani di origine ebraica conoscevano bene). È generalmente considerato come il testo più ricco di valore morale e che per secoli ha ispirato genti di ogni cultura. Secondo la tradizione cristiana, l'autore sarebbe uno dei dodici Apostoli.

Oltre ai capitoli 1 e 2, detti "vangelo dell'infanzia", ecco la sequenza dei cinque pilastri:

1. discorso della montagna: (5-7)

2. discorso della missione (10)

3. discorso delle parabole (13)

4. discorso alla comunità (18)

5. discorso escatologico (25)


Pastore, ma guarda!

Nel libro dell'Apocalisse che sto meditando, ho trovato questo versetto che mi ha fatto sussultare: "L'Agnello che sta in mezzo al trono sarà loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita" (7,17). Mi son detto (rubando l'espressione ad un famoso trio comico): "Non ci posso credere". Parlavamo domenica scorsa dell'Agnello e oggi si parla nella liturgia del Pastore. Bello il legame, con un’aggiunta che arricchisce (se ce ne fosse bisogno!) ciò che è detto nel capitolo 10 del Vangelo di Giovanni. La prossima settimana sarà il suo turno per la lettura del vangelo.

C'è in ballo "la fonte dell'acqua della vita" ed è chiaro nel capitolo 22, sempre dell'Apocalisse. E poi il richiamo alla Samaritana! Ce n’è a sufficienza per recuperare un’immagine tipica del tempo pasquale, dal momento che, proprio perché è risorto, può essere Colui che indica dove si va a bere, dove c'è l'elisir di vita nuova! Se morto, dove volete che ci porti: nella palude puzzolente! Ancora una volta non perdiamo l'occasione per vivere... il tempo pasquale, dal momento che lo abbiamo "censurato" per i motivi già detti!