informatoreV domenica di Pasqua

Viva la Madonna

Possiamo essere contenti del primo esperimento che abbiamo fatto attraverso l'uso dei "social".
A questo proposito rimando ad un mio intervento sulla rubrica "l'asterisco", in cui comunico ciò che "mi arriva", pensieri che vengono e che cerco di mettere per iscritto.
Con un po' di tremore e con qualche difficoltà tecnica iniziale, sembra che il programma "video in diretta" trovi ascolto e simpatia nei numeri adeguati ad una comunità cristiana e per il tipo di programma proposto.

Avessimo fatto un programma di interviste incrociate a campioni dello sport o a personaggi dello spettacolo, invitate in oratorio o incontrate nelle loro case, chissà... Ma non è il nostro compito e non è il caso perché molti fanno bene questo lavoro attraverso il mondo dei nuovi mezzi di comunicazione.
Continueremo anche per le altre settimane a proporre la scoperta (credo che si tratti proprio di scoperta!) della preghiera del "prefazio", nelle messe dedicate alla Madonna. Anche per me è una continua sorpresa trovare immagini, parole che alludono ad una ricchezza immensa presente nella Bibbia e nella tradizione cristiana!
Continueremo anche ad alternare il Rosario in due modalità che aiutano ad entrare nella caratteristica di questa antica preghiera che accompagna la vita dei cristiani e che il Papa (non solo lui!) continua a suggerire.
Aggiungo: sarà bello non soltanto parlare di Lei (Maria), di spiegare qualcosa di Lei (Maria), di avere in mano il rosario che ci ricorda Lei (Maria), guardare un'immagine che rimanda a Lei (Maria) ma... ma sarà più bello... sentire la presenza di Lei, Maria, la Madre, la Santa, la sempre Vergine, la Madonna affinché preghi per noi... peccatori (sì lo siamo!)... adesso (se non ora, quando?) e nell'ora della nostra morte (non è necessario fare sempre gli "scongiuri" ma riconoscere che vogliamo Maria al nostro futuro capezzale, quando sarà ora, perché non si muoia da soli ma si entri nella gloria con una madre, la Madre...).
Rosario, una preghiera da scoprire o da riscoprire togliendo la polvere che abbiamo messo su quella corona che ha accompagnato generazioni di nostri avi!

Tutti a messa: dovrà essere un'altra cosa però!

Iniziano i preparativi per la ripresa delle celebrazioni con il popolo dopo un digiuno che risale al pomeriggio del primo marzo. Sappiamo di quello che sta avvenendo, sappiamo dei passi fatti dalla Conferenza Episcopale Italiana con le dovute polemiche (siamo o non siamo italiani?), ci viene detto cosa fare... Bene, ci stiamo preparando e a breve diremo come muoversi per le messe feriali (dal 18 maggio quindi) e per la messe festive a partire da sabato 23 maggio.
"Adesso chiese piene zeppe"... mah. "Ora gente che spingerà per entrare"... boh. "Tra poco code per ricevere la Comunione, confessati sì, confessati no"... mah. "Ora la chiesa riprenderà ad essere cercata"... sarà. "Ora si avrà voglia di pregare insieme, trovarsi insieme"... chissà.
Mi permetto di usare dei "termini dubbiosi", pur desiderando anche io, come prete, una comunità che si ritrova, una concretezza che manca, una dimensione di vita essenziale!
Mi viene da suggerire qualche novità, ma non ora. Lo diremo la prossima settimana, al fine di passare dal fatto di "andare a Messa o a ritornare a Messa" a "entrare nella liturgia": un'altra cosa ed è ciò che chiede il Signore!
Mi sono permesso da alcune settimane, prima dell'avvento del coronavirus, di segnalare l'indicazione che ritengo "unica" (non c'è una seconda via): ripartire dalla liturgia, lasciando come base ciò che abbiamo vissuto fino ad ora (non si parte mai da zero), ma elevando lo sguardo di fede ben oltre le nostre panche, i nostri canti, le nostre abitudini più o meno buone, i nostri foglietti.
Molto ho scritto e detto in questi brevi mesi di presenza a Segrate, considerato quello che è successo da marzo ad oggi. Tenendo conto di ciò che una comunità viveva, vedo un movimento "oltre".
Chi vuole (magari non lo farà nessuno) riprenda il foglio informativo a partire dal 19 gennaio.  Inizio a suggerire questo "corso di recupero" a tutti coloro che sono parte attiva con il loro servizio all'interno della comunità di santo Stefano (almeno loro ma non solo!)

don Norberto


Continuiamo la proposta di lettura di un vangelo alla settimana dall'11 al 17 maggio

Due parole sul vangelo di Giovanni
Ecco il quarto vangelo, ecco la quarta settimana in cui rileggere "ad alta voce" la testimonianza degli apostoli (o della prima comunità) dopo l'evento della Pasqua. Suggerivo di partire sempre dall'ultimo capitolo.
Eccoci così ai 21 capitoli del Vangelo di Giovanni, "punto di arrivo", perché lì si chiarisce dove Gesù vuole portarci: nel Padre, come Lui è nel Padre una cosa sola. Tenete presente le volte (ben 98!) in cui ricorre il verbo "credere", cioè "accogliere la Vita di Dio". Vangelo usato moltissimo nella liturgia ambrosiana (da qualcuno un po’ odiato per questo).
Non è un vangelo sinottico: gli altri tre sì, perché hanno una certa conformazione simile.
Giovanni no! Lui è uno libero, spazia nei "segni" (momenti in cui succede un miracolo ma... dietro c'è qualcosa d'altro). Troverete parole difficili... non importa, è come un buon vino che va centellinato… Tra le varie caratteristiche, si può notare che tanti brani del vangelo sentiti in Marco, Luca e Matteo, qui non si trovano, mentre, viceversa, si troveranno testi e racconti solo in questo vangelo. In particolare, fa specie l'assenza della Eucarestia nell'Ultima Cena, sostituita dalla lavanda dei piedi. Facciamo attenzione in particolare a:

I sette segni

  • Le nozze di Cana (Gv 2, 1-12)
  • La guarigione del figlio del funzionario (Gv 4, 43-54)
  • La guarigione del paralitico (Gv 5, 1-47)
  • La moltiplicazione dei pani (Gv 6, 1-15)
  • Gesù cammina sulle acque (Gv 6, 16-21)
  • Il cieco nato (Gv 9, 1-41)
  • La risurrezione di Lazzaro (Gv 11, 1-54)

I "discorsi dell'addio": i capitoli dal 14 al 17 meritano una lettura attenta.

Buona lettura... anche se non capiamo tutto, va bene!


Festa della mamma

Dopo i ripetuti interventi, il nostro Vescovo parla meno. Non celebra più lui in Cattedrale però… vanno  seguiti i suoi piccoli interventi, anche quel video per esempio che si riferisce alla festa della mamma (cerchiamolo). A proposito: “Auguri ad ogni mamma”!