11 aprile 2021

Seconda domenica di Pasqua

Dopo la Messa di Pasqua

Immaginiamo una strana Messa dove, a parte il ritardo di inizio (sic!), un gruppetto arrivi al termine della prima lettura con il suono di qualche tacchetto femminile, mentre nel frattempo sette persone escono rumorosamente di chiesa; immaginiamo poi che al momento dell’offertorio altre quindici persone entrino (sempre con il suono dei tacchetti) e altre venti persone escano; immaginiamo ancora che durante la Consacrazione avvenga un altro scambio di persone con magari la suoneria musicale del cellulare e lo stesso nel momento della  Comunione. Che Messa sarebbe tra un “andare e venire”?
Certo ho esagerato, eppure così potrebbe sembrare la Pasqua appena celebrata. Possibile? Il presupposto è intendere il Triduo Pasquale come un’unica celebrazione, come se la liturgia iniziasse il giovedì sera e terminasse la mattina della domenica di Pasqua. Un’unica celebrazione! Se questo è vero (sto calcandolo le tinte ma non troppo!) la celebrazione dovrà essere vissuta nella sua interezza. Valore diverso sarebbe intendere le celebrazioni staccate l’una dall’altro, come quattro Messe… Si rischierebbe il “via e vai” di cui dicevo e la percezione che basti “un pezzo” del Triduo. I credenti dovranno piano piano prendere coscienza che l’evento Pasquale di morte e resurrezione va vissuto nel suo insieme.
“Ma allora devo stare in chiesa tutto il giorno?”.  “Per le celebrazioni sì, e per il resto vivo le azioni di lavoro o di casa (spesa compresa) nel clima del Triduo Pasquale”. “Come faccio se mi prendo qualche giorno di vacanza, quando si potrà?”. “Nessun problema: le succursali della chiesa non sono ancora chiuse come avviene per le banche. Potrai trovare una chiesa in cui vivere le celebrazioni”. “Ma così è tanto…!”. “Sì, questa è la Pasqua cristiana e, caro amico o amica, lasciami aggiungere qualche punto esclamativo: !!! … perché Pasqua è Pasqua!
don Norberto

Passi verso la Pentecoste

Prosegue la proposta di seguire la liturgia attraverso un foglio pubblicato sul sito, come pure la proposta “20.55: cinque minuti di preghiera con il parroco” sul canale YouTube della parrocchia.

Settimana di Giovanni: 11 – 17 aprile 2021

Proposta di leggere da soli o insieme tutto il vangelo di Giovanni… in una settimana!

La lettera del vescovo per il Tempo Pasquale – lunedì 12 aprile 2021, alle ore 15.30 in chiesa

(quasi nessuno la leggerà… perché non provare?)

Battesimo dei bambini

Tre famiglie il 18 aprile 2021 e altre cinque famiglie il 25 aprile 2021 si accosteranno a questo sacramento.

Incontro sul vangelo – giovedì 15 aprile 2021

Riprende la terza serie degli incontri sulla Parola di Dio (previsti quattro incontri): Marco 4, 1-30
Ore 15.30 in chiesa e ore 21 su piattaforma zoom ID: 3693691955 – password: “parola”

Cresima degli adulti – sabato 17 aprile 2021

Sabato 17 aprile  2021, alle ore 18, don Massimo Donghi, nuovo decano di Cernusco sul Naviglio e parroco a Cassina de Pecchi, celebrerà l’Eucarestia e impartirà a 12 adulti il sacramento della Cresima.

Cappella dell’Idroscalo – domenica 18 aprile 2021

Domenica 18 aprile 2021, alle ore 12, verrà celebrata una Messa in occasione della riapertura al culto della cappella dedicata alla Madonna del lago presso l’Idroscalo. Presiederà la liturgia il Vicario generale della diocesi, mons. Franco Agnesi.

Risonanza della Parola di Dio – 18 aprile 2021

Nuova proposta, domenica 18 aprile 2021, alle ore 16.30. In chiesa disporremo in modo adeguato le panche per uno scambio fraterno sulla liturgia della domenica. Possibilità di far risuonare la Parola attraverso interventi brevi dei partecipanti.

Tempo di rilettura o riascolto

Proviamo a riprendere alcuni interventi del vescovo Delpini durante le celebrazioni del Triduo Pasquale. Credo che ne valga la pena:


“Messa giovedì santo”: Gli altri discepoli

1. I discepoli di cui non si parla.

“Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono”. Nel dramma di questa notte noi possiamo in un certo senso riconoscerci tra gli “altri discepoli”. Non ci identifichiamo con il traditore e con la sua disperazione. Non ci identifichiamo con Pietro e con la sua passione esuberante che lo espone al rinnegamento. Non ci identifichiamo neppure con i figli di Zebedeo che Gesù ha chiamato a inoltrarsi in quella notte di tristezza e angoscia, inoltrandosi più avanti nel podere del Getsemani. Noi possiamo riconoscerci con i discepoli che non sono nominati. Rileggiamo le pagine della passione di Gesù e siamo presi da una tristezza che è la consapevolezza della nostra umiliazione e della nostra inadeguatezza. Che sarà della nostra tristezza?

2. I discepoli che non capiscono.

Noi, come gli altri discepoli, siamo quelli che non capiscono. Ascoltano le parole di Gesù e non capiscono. Ascoltano le parole di Gesù, i discorsi di Gesù: sono tre anni che Gesù annuncia lo stesso vangelo, eppure noi siamo tra i discepoli che non capiscono, che non sanno di quale regno Gesù stia parlando, non capiscono di quale evento decisivo per la storia dell’umanità essi siano testimoni. Siamo i discepoli che non capiscono quale angoscia Gesù viva nella sua preghiera nel podere del Getsemani. Siamo i discepoli che non capiscono di quale tradimento Gesù stia parlando e si agitano cogliendo nella dichiarazione di Gesù una incomprensibile insinuazione. Noi, anche oggi, come gli altri discepoli siamo tra quelli che non capiscono quale beatitudine sia rivelata nelle parole di Gesù, quale sapienza, quale promessa, quale alleanza sia celebrata nel sangue di Gesù, l’agnello immolato. La rivelazione di Gesù è troppo alta e noi non la comprendiamo: siamo i discepoli che non capiscono.

3. I discepoli che non resistono.

Noi, come gli altri discepoli, siamo quelli che s’addormentano mentre Gesù deve prendere l’estrema decisione. Mentre Gesù prega in tristezza e angoscia, i discepoli non riescono a vegliare con lui, a essere presenza amica e incoraggiante. Noi, anche oggi, siamo come gli altri discepoli, tra quelli che sono spossati, logorati dalla tensione, insofferenti nei confronti di un contesto ostile e di una situazione opprimente. La stanchezza diventa insostenibile e noi ci lasciamo vincere dalla prostrazione e ci abbandoniamo al sonno. La storia di Gesù e la nostra storia sono troppo faticose, non abbiamo abbastanza forza per fare fronte, non abbiamo abbastanza pazienza: siamo i discepoli che non resistono.

4. I discepoli che hanno paura.

Noi, come gli altri discepoli, siamo quelli che hanno paura. Il potere ostile a Gesù, il potere che Gesù ha provocato e sfidato è troppo impressionante, dispone di troppi mezzi, spaventa con spade e bastoni. I discepoli che hanno paura non possono reggere il confronto con l’ostilità: tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono (Mt 26,56b). Hanno paura. Salvare la pelle piuttosto che un amico. Rendersi irreperibili, piuttosto che essere esposti a pubbliche accuse, derisioni, violenze. Noi, anche oggi, siamo come gli altri discepoli, quelli che hanno paura. Essere riconosciuti come “coloro che erano con Gesù” di fronte a temi impopolari e contro corrente, poco coerenti con il politicamente corretto, è imbarazzante e mette a disagio. Forse non ci sono pericoli reali, ma la paura consiglia di fuggire: essere anonimi è meglio che essere riconosciuti.

5. Che sarà di noi?

In questa sera così intensa, in questa celebrazione così suggestiva, noi siamo indotti a riconoscerci tra gli altri, gli altri discepoli, quelli che non capiscono, quelli che non resistono, quello che hanno paura. Assomigliamo certo di più a Giona, figlio di Amittài che a Maria e alle donne che hanno seguito Gesù fin dalla Galilea e che arrivano fino al momento estremo, fino al compimento della missione di Gesù, fino al morire in croce.

Che sarà di noi? Che conto può fare su di noi il Signore Gesù? Eppure, proprio in questo sentirci una delusione per colui che ci ha chiamati, proprio in questo sentirci inadeguati alla missione che ci è affidata, noi riceviamo il principio di ogni consolazione: “prendete, mangiate; bevetene tutti: questo è il sangue della nuova alleanza”. Gesù insomma dice: io continuo ad amarvi, io continuo a darmi per voi. Il mio corpo, il mio sangue: la mia vita per voi. Voi mi avete lasciato solo, io non vi lascerò mai soli. Voi non mi avete capito, io continuo a capirvi ad amarvi a perdonarvi: il mio sangue per il perdono dei peccati. Che sarà di noi? Questo sarà: continueremo a celebrare l’Eucaristia e ricevere in dono quella comunione con Gesù che non meritiamo, quella comunione con Gesù che continuerà a essere dono, amicizia, vita condivisa, amore che ci rende capaci di amare.


Venerdì 23 aprile 2021 a Lavanderie – con il vicario don Antonio Novazzi

Una data importante per il Consiglio pastorale, il Consiglio affari economici e operatori parrocchiali di Segrate. Perché? Per sapere dove sta andando la Diocesi di Milano. Si è in un periodo di cambiamenti che coinvolgerà preti e laici di cui… sappiamo poco.
Il Vicario di zona dirà in concreto quali sono le linee di cambiamento che coinvolgeranno anche la nostra città. Appuntamento alla chiesa di Lavanderie alle ore 20.45.


4 aprile 2021

Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore

TEMPO PASQUALE – 50 giorni

Tempo ricco di risonanza della Pasqua… tempo spesso dimenticato.
50 giorni per gustare la Pasqua… invece di accontentarsi dell’inizio di primavera.
50 come i grani del rosario che accompagna la preghiera del popolo di Dio.
Il bello dello Spirito che agisce nella Chiesa attraverso noi.
Ecco alcune indicazioni al di là di quello che ognuno potrà e vorrà fare.

La settimana in Albis

Per tutta la settimana sembra quasi che si voglia vivere un tempo di assorbimento dell’evento pasquale così forte e intenso. La liturgia prevede sempre tre letture e soprattutto chiede di rimanere sui vangeli che ricordano la resurrezione del Signore. Un tempo in cui i battezzati nella veglia pasquale potevano ripensare (si dice “mistagogia”) a ciò che è successo loro nell’acqua, nell’olio, nella veste bianca, nella luce, quello che è successo “nella illuminazione che al fonte battesimale si è compiuta”. Sarebbe bello poter andare ogni giorno, per chi può, alla messa feriale.

Attenzione alla domenica

Diamo centralità alla liturgia con un itinerario bello che ci farà compiere

  • 4 aprile: La Pasqua
  • 11 aprile: domenica di Tommaso
  • 18 aprile: domenica di Filippo e Tommaso

Giornata dell’Università Cattolica nel centenario della sua fondazione.

  • 25 aprile: domenica del Pastore bello

Giornata delle Vocazione, oltre che importante ricorrenza civile

  • 2 maggio: domenica con la preghiera sacerdotale
  • 9 maggio: domenica del Paraclito

Tradizionale Festa della Mamma nell’anno dedicato a san Giuseppe

  • 13 maggio: Giovedì dell’Ascensione
    – ore 20.30: solenne Eucarestia
  • 16 maggio: domenica con la preghiera sacerdotale
  • 22 maggio: Veglia di Pentecoste
    – ore 18: solenne Eucarestia
  • 23 maggio: la Pentecoste

Lettera del vescovo Delpini

Lunedì 12 aprile: unico incontro alle ore 15.30 in chiesa

Risonanza della domenica – mensile

Proposta nuova al fine di mettere insieme credenti che vogliono ritrovarsi a riprendere le letture della domenica. Creeremo uno spazio per favorire la comunicazione. Normalmente non si fa mai, perché non provarci?
– Terza domenica di aprile: 18 aprile
– Terza domenica di maggio: 16 maggio
alle ore 16.30, in chiesa: risonanza sulla Parola di Dio della domenica.

Celebrare i Sacramenti

Tempo di Sacramenti che scaturiscono dalla Pasqua cristiana per accedere al dono della vita nuova.
Ecco i Sacramenti della iniziazione cristiana:

  • Battesimo in aprile: domenica 18 e 25
  • Battesimo in maggio: domenica 9, 23 e 30
  • Cresima per adulti in aprile: sabato 17 aprile, alle ore 18 (12 adulti)
  • Prima Comunione in maggio: sabato 8 – 15 – 22 e 29, alle ore 15.30

Tutti i giorni per 50 volte

Due proposte per ogni giorno del tempo pasquale. Useremo il sito per lasciare uno spunto a partire dalla liturgia del giorno. Sarà un foglio scaricabile e leggibile.
Inoltre, usando la telecamera situata in chiesa, don Norberto offrirà una traccia di preghiera a partire dagli inni che sono presenti nella liturgia delle ore e che in pochi conoscono. Faremo conoscere anche l’antico inno Akatistos dedicato a Maria dalla tradizione ortodossa. Breve spiegazione e poi invito alla preghiera nei pochi minuti. Dopo gli interventi del vescovo… quelli del parroco.

  1. sul sito: “Una parola al giorno toglie…”
    Brevissimi spunti a partire dalla liturgia del giorno: http://www.santostefanosegrate.it
  1. su Youtube: “20.55 – Quasi come il vescovo…
    Cinque minuti di preghiera con don Norberto. Avendo terminato mons. Delpini il suo intervento alle 20.32, ci prova il parroco…

“Nella tua Parola noi…”

Quattro giovedì al fine di creare una familiarità con la Parola del Signore:
ore 15.30 (in chiesa) e ore 21. (con piattaforma zoom: ID 3693691955 – psw “parola”) con don Norberto:

  • 22 aprile, con Marco
  • 29 aprile, con Luca
  • 6 maggio, con Matteo
  • (celebrazione eucaristica – Ascensione)
  • 20 maggio, con Giovanni

La Messa nei giorni feriali

Continua l’invito alla partecipazione ad una messa nei giorni feriali: alle ore 6.30 di mercoledì o alle ore 20.30 di giovedì.

Un vangelo alla settimana da soli o con amici

Invito a leggere personalmente in una settimana il vangelo indicato o gli Atti degli apostoli in tre settimane. Sarebbe bello farlo tra amici “in remoto” (zoom) invitando alla lettura. Se volete invitarci, possiamo partecipare anche noi preti.

  • settimana 11 – 17aprile: vangelo di Giovanni
  • settimana 18 – 24 aprile: vangelo di Luca
  • settimana 25 apr-1 mag: vangelo di Matteo
  • settimana 2 – 8 maggio: vangelo di Marco
  • settimana 9 – 22 maggio: gli Atti degli Apostoli

Rosario nel mese di maggio

  • ore 20.30: Preghiera “in presenza”, alla cappella della Madonna in oratorio
  • ore 20.55: segue “5 minuti di preghiera con don Norberto”

Martedì penitenziale – 25 maggio

Nella settimana di Pentecoste, invitiamo a celebrare il Sacramento della Confessione come stiamo “abituandoci ” a fare.

Raccolta quaresimale

Sono arrivate 215 buste distribuite a inizio quaresima per un totale di €, 4.257.
Sono stati raccolte per l’ulivo € 2.436,20 che andranno alla cassa dell’oratorio.

Ci mettiamo in coda per gli auguri, … i Suoi auguri!

Avendo messo in prima pagina il nuovo periodo, il tempo pasquale che iniziamo a vivere, non tralasciamo ovviamente l’augurio pasquale. Mentre leggete questo foglio è Pasqua o pasquetta o un giorno successivo.
E allora, se gli auguri ce li facesse proprio il Signore? Lui che è sceso “per amore” negli inferi della morte e “per amore” è stato risuscitato, può parlare e dire a tutti: “Ti auguro, vi auguro, di imboccare la strada di questa vita nuova, senza il male, senza il peccato, senza il risentimento. Ti auguro, vi auguro, di trovare questo varco per uscire dall’apatia, dalla sfiducia in questa umanità, dalla pigrizia psicologia, dall’egoismo rampante! Me lo auguro per te e per voi. Ti faccio, vi faccio questo augurio!”.
Sono parole lunghe, un po’ più lunghe della semplice “buona Pasqua”, ma che possiamo ritrovare, immaginando, in due momenti: il momento della resurrezione dietro a quel “Pace a voi” detto da Gesù risorto o dietro al nome “Maria”, pronunciato sempre dal Kyrios alla Maddalena. Possiamo ritrovare il valore di un lungo augurio anche in quelle numerose parole che Gesù disse ai discepoli nel tempo in cui rimase con loro “aprendo loro la mente per comprendere le Scritture”.
Così siano gli auguri che ci scambiamo: “Che ognuno riprenda con la pace del cuore  la via della vita nuova, quella vera“. Con l’augurio mio e di don Gabriele!

Don Norberto


28 marzo 2021

Domenica delle Palme

Questa Settimana Santa

L’anno scorso il giorno delle Palme era il 5 aprile… non c’era nessuno con gli ulivi, nessuno per le strade. Il 27 marzo eravamo attoniti davanti alle immagine del Papa in quella piazza san Pietro vuota e una croce.
Sono andato a ripescare qualcosa che avevo scritto per la Settimana Santa. Non c’era molto, solo un semplice foglio con la fotografia mia e di don Gabriele nella sacrestia dove ogni giorno celebravamo in due la Messa. Si diceva così sul foglio “Prima del silenzio… stampa”:

Sì, perché cercheremo di non disturbare i giorni che vivremo.  Un saluto e un augurio che arriverà, via aria, anche a chi non conosciamo.
Si sono dette tante parole… custodiamole. Sono passati tanti sentimenti… conserviamoli.
Abbiamo la liturgia “diversa” quest’anno ma non bloccata perché chi opera è lo Spirito Santo. Prende la povertà delle nostre persone, delle nostre case, dei nostri affetti, delle nostre sofferenze, del nostro lavoro… e tutto diventa incontro tra Dio e noi, tra noi e Dio.
Fu così nei campi di sterminio, fu così nei luoghi di martirio, fu così anche quando… ce ne eravamo dimenticati (non è forse vero?): chi può fermare lo Spirito Santo?
Sarà un tesoro per i prossimi decenni, non dimentichiamolo e proviamo ad essere “creativi nello Spirito”. Noi celebreremo “a porte chiuse” nella chiesa di Santo Stefano… i nostri auguri…

Quest’anno sarà diversa la Settimana Santa, per lo meno meglio dallo scorso anno, ma dovrà essere “sempre più diversa” rispetto alle abitudini, al solito, allo scontato. Facciamo attenzione che non passi come ogni altra settimana. Curiamo la possibilità di partecipare “in presenza” alle funzioni o comunque di passare nel silenzio della chiesa nelle varie ore del giorno.
A Pasqua metteremo lo schermo esterno alle 10 e alle 11.30 per seguire la Messa, qualora ci fosse la chiesa piena. Certo, in caso di maltempo, non faremo nulla

Serviti di me, anche senza di me”

È una preghiera che mi frulla in testa da qualche giorno e che comunico. So benissimo che Dio ha bisogno di me, come persona, come prete, come mamma, come genitore, come donna, come uomo, come giovane, come materia: non potrebbe che essere così, altrimenti avrebbe fatto in un altro modo, avrebbe fatto da solo e soprattutto non si sarebbe infilato nel tunnel della morte. Però… però, so anche che Lui farebbe meglio se la parte di me (quella che reclama una medaglia, una considerazione, quella che è pesante e ingombrante, quella che…) non ci fosse. Meglio allora che tu, Signore, possa servirti di me (ne sono onorato) ma senza di me.

Tre giorni ma… non sono tre giorni

Come sappiamo il triduo pasquale (che riporta ai tre giorni della Pasqua) non si conta… come si legge, come i giorni che scorrono nel calendario e cioè: 1) giovedì, 2) venerdì e 3) sabato… (a parte il fatto che rimarrebbe fuori la domenica…). Nel rito ambrosiano si ha una interessante divisione:
1° giorno: giovedì – venerdì, dalla celebrazione serale del Giovedì Santo fino a quella del Venerdì Santo inclusa. È il giorno della sofferenza e morte del Signore. Utile nel primo giorno sostare dove è conservata l’Eucarestia.
2° giorno: venerdì – sabato, da dopo la celebrazione della morte al Venerdì Santo sera fino alla veglia pasquale esclusa. È il giorno del silenzio e del lutto e del pianto. Utile sarebbe in questo secondo giorno invece sostare davanti al crocifisso anche se non è possibile il tradizionale bacio.
3° giorno: sabato notte – domenica, dalla veglia pasquale alla sera di Pasqua. È il giorno della vittoria sulla morte e della gloria di Cristo risorto. Utile è lo scambio della pace e dell’incontro con la comunità riunita dalla presenza di Gesù con il Suo “pace a voi”.
Solo piccole annotazioni per una sempre maggior consapevolezza.


Preparare la domenica di Pasqua – terza puntata

Dopo il giovedì e il venerdì, il sabato è giorno di silenzio. Poter fare silenzio sarebbe l’ideale…
Poi la Domenica di Pasqua in forma ridotta rispetto ad anni precedenti. E se inventassimo qualcosa?  Si potrebbe valorizzare il giorno di festa con una bella e sostanziosa colazione insieme, senza far mancare la classica colomba (il panettone lo sconsiglierei…); si può chiudere la colazione con il segno di croce e con un “fresco” Padre nostro che abbia il profumo del pane appena sfornato o delle brioche.
Poi la possibilità di muoversi verso la chiesa per la Messa (faremo in modo di starci, avremo il video all’esterno…): sì per la Messa perché… è Pasqua!  Bello potere uscire ad augurare “Il Signore è risorto, veramente è risorto” come fanno gli ortodossi. Noi possiamo arricchire il semplice “buona Pasqua” con l’aggiunta: “Pasqua del Signore” (almeno intendendo così l’augurio). Non sappiamo se ci sarà il sole: certo il calore primaverile sarebbe il giusto, come la neve per Natale. Ma se anche fosse uggioso, freddo o piovoso… sarà sempre il giorno della vittoria di chi ha ucciso la morte con la Sua morte!

Colletta del Venerdì Santo

È segno di aiuto economico per sostenere le comunità cristiane della Terra Santa e permettere di custodite i luoghi santi.  Raccoglieremo nella messa del Giovedì Santo e della Pasqua quanto poi invieremo per questa finalità.

Tempo per la Confessione

Offriamo diversi orari per permettere a chi lo desidera di vivere il Sacramento della Confessione.
Lo scorso anno questo non è stato possibile, come bene sappiamo.
Il Martedì Santo vuole essere uno dei sei martedì dell’anno liturgico che abbiamo indicato e che vogliamo sostenere per “educarci alla bellezza del sacramento”. Dall’inizio dell’Avvento a Natale, dall’inizio della Quaresima alla Pasqua, a Pentecoste (che proporremo) e nella festa di San Rocco: sette momenti in cui considerare la propria vita di figli di Dio… deformata ahimè!
Nella Settimana Santa, oltre al martedì (da noi), i sacerdoti di Segrate saranno presenti alla sera del lunedì al Villaggio e alla sera del mercoledì a Redecesio.

In concreto:
Lunedì Santo: Confessioni presso la chiesa del Villaggio, dalle ore 20 alle ore 22 (quattro sacerdoti)
Martedì Santo: Confessioni presso la chiesa di Santo Stefano
– ore 7.30 – 8.30 (un sacerdote)
– ore 9 – 11 (due sacerdoti)
– ore 15 -18 (due sacerdoti)
– ore 20 -22 (tre sacerdoti)
Mercoledì Santo: Confessioni presso la chiesa di Redecesio, dalle ore 20 alle ore 22 (quattro sacerdoti)
Sabato Santo:  Confessioni in Santo Stefano
– ore 9 – 12 (un sacerdote)
– ore 15 -18 (due sacerdoti)


Orario delle celebrazioni pasquali

Giovedì Santo
– ore 18.30: Celebrazione nella “Cena del Signore” (chiesa di Novegro)
– ore 20.30: Celebrazione nella “Cena del Signore” (chiesa di santo Stefano)
Venerdì Santo
– ore 15: Via crucis presso la chiesa di santo Stefano
– ore 18.30: Celebrazione della morte del Signore (chiesa di Novegro)
– ore 20.30: Celebrazione della morte del Signore (chiesa di santo Stefano)
Sabato Santo
– ore 20: Veglia pasquale presso la chiesa di santo Stefano


Non si ferma il “Verso Emmaus”

Il foglio informatore sarà presente anche il giorno di Pasqua perché in esso si troverà la proposta per vivere “come Dio comanda” il tempo pasquale. Ho l’impressione che non lo si viva più di tanto: con la scusa che è primavera e poi è il tempo delle Comunioni e delle Cresime (almeno una volta).
Perché calare il tono della propria vita spirituale dopo la Pasqua?  Come vivere la risonanza di un fatto così bello e intenso che ha rotto il regno degli inferi? Daremo dei suggerimenti per la vita personale, familiare e comunitaria personale. Stop!
Per ora basti sapere che… anche a Pasqua ci toccherà leggere il “Verso Emmaus”.


21 marzo 2021

V domenica di Quaresima – di Lazzaro

Una data bella e simbolica il 24 marzo

Era il 24 marzo 1980 quando mons. Romero, vescovo di san Salvador, venne ucciso durante la Messa. Fu un momento forte sapendo di come quel vescovo, ora diventato santo, fosse impegnato nella proclamazione del Vangelo contro ogni forma di ingiustizia e fosse impegnato per la promozione umana. Da ventotto anni, in quel giorno, la Chiesa si ferma dando voce al martirio che ogni anno si compie di cristiani. Nelle veglie di preghiera che vengono organizzate in tutto il mondo risuonano i nomi di quanti nell’anno precedente sono stati uccisi per il fatto di essere discepoli del Signore, come ebbe a dire più volte Papa Francesco: “ci sono stati più martiri in questo secolo (il XX) che non nei primi secoli del cristianesimo”.
Diamo importanza alla veglia di preghiera proposta in Segrate presso la chiesa di Lavanderie, mercoledì 24 marzo alle ore 20.45.

Un festa in Quaresima?

Oltre a san Giuseppe, festeggiato lo scorso venerdì, anche giovedì 25 marzo è un grande giorno e spesso cade in Quaresima. Si tratta dell’Annuncio dell’angelo a Maria. La tradizione cristiana mette questa festa nove mesi prima del Natale dando simbolicamente un significato all’attesa del bambino che nascerà. Niente di storico ovviamente ma solo momento evocativo. Richiamare il Natale di Gesù a pochi giorni dalla Settimana Santa possiede un certo fascino. L’iconografia antica descrive spesso la nascita di Gesù in una mangiatoria che assomiglia ad una tomba dove il bambino ha le braccia aperte a mo’ di croce, ricoperto di quelle bende per avvolgere un corpo infante e un corpo morto: un bel collegamento.
Venerdì 26 marzo: Via Crucis alle ore 8.30 – 15 e 20.45.

Come sta andando il “35-50”?

Un gruppo di circa trenta persone ha aderito alla iniziativa che per ora si svolge su piattaforma Zoom. Sono presenti normalmente 22/25 persone a scadenza quindicinale. Ci siamo trovati il 14 febbraio in chiesa e per due volte attraverso lo schermo. Questo “punto di incontro” è legato a una data anagrafica entro cui si riconoscono delle caratteristiche proprie: avere avuto una formazione cristiana soprattutto attraverso una parrocchia, l’oratorio o altre esperienze; essere legati ad una famiglia con radici cristiane, grazie ai genitori o ai nonni; vivere ora il momento liturgico domenicale con una esistenza molto impegnata nell’ambito lavorativo e anche familiare; riconoscere una fede messa alla prova nel periodo Covid e che predispone ad un ascolto sottile dello Spirito.
Una particolarità generazionale che si imbatte con problemi: il poco tempo per un impegno strettamente ecclesiale, la distanza dalla terra di origine, una mancanza di proposta diretta alla “età di mezzo” (pur con i richiami in quanto genitore o in quanto coppie).
Ecco il trovarsi da “credenti” anche in questo periodo faticoso per raccontare la propria fede, vederne la ricchezza, segnalarne la difficoltà, essere attenti ai segni dello Spirito Santo. Potrebbe essere uno stimolo per la comunità cristiana e per noi preti. Chi volesse partecipare faccia riferimento a don Norberto.
Il prossimo appuntamento è mercoledì 24 marzo alle ore 21 su piattaforma zoom.

Come è andata con la preparazione al matrimonio

In questi ultimi due mesi abbiamo avuto alcuni appuntamenti con 20 coppie che hanno chiesto il matrimonio cristiano. La maggior parte di esse abitano a Segrate centro, altre fanno riferimento alla parrocchia del Villaggio. Con tre coppie guida e con la presenza del nuovo parroco del Villaggio, padre Giuseppe, abbiamo effettuato un breve percorso in febbraio e marzo. Si è dovuto optare per gli incontri attraverso la piattaforma Zoom con tutti i limiti del caso. Positivo il fatto di agire con un’altra parrocchia mentre si fa sempre più accentuato per i giovani che si incontrano la possibilità di un risveglio della fede. Da una generica richiesta religiosa ad un possibile e nuovo passo nel Sacramento cristiano del matrimonio.
Il fatto poi che Papa Francesco chieda una rilettura dell’Amoris Laetitia (e della preparazione al matrimonio) dopo cinque anni dalla sua promulgazione, ci obbligherà provvidenzialmente a rivedere il percorso anche all’interno delle parrocchie di Segrate.

Due lettori almeno

Ci sono almeno due lettori del foglio “Verso Emmaus”… Da loro mi è arrivata questo messaggio WhatsApp: “Giovedì Santo, bellissima proposta. Io e mia moglie seguiremo il consiglio con l’aggiunta del pane azzimo. Troviamo molto significativo e spirituale tornare alle origini. Aggiungiamo anche un posto vuoto a tavola e un bicchiere per il profeta Elia perché festeggi con noi il Giovedì santo”.


Orario delle celebrazioni pasquali

Domenica delle Palme
Celebrazioni con la benedizione degli ulivi (senza la processione)

Lunedì Santo
Confessioni presso la chiesa del Villaggio, dalle 20 alle 22 (cinque sacerdoti)

Martedì Santo
Confessioni presso la chiesa di santo Stefano
– ore 7.30 – 8.30 (un sacerdote)
– ore 9 – 11 (due sacerdoti)
– ore 15 -18 (due sacerdoti)
– ore 20 -22 (due sacerdoti)

Mercoledì Santo
Confessioni presso la chiesa di Redecesio dalle 20 alle 22 (cinque sacerdoti)

Giovedì Santo
– ore 18.30: Celebrazione nella “Cena del Signore” (chiesa di Novegro)
– ore 20.30: Celebrazione nella “Cena del Signore” (chiesa di santo Stefano)

Venerdì Santo
– ore 15: Via crucis presso la chiesa di santo Stefano
– ore 18.30: Celebrazione della morte del Signore (chiesa di Novegro)
– ore 20.30: Celebrazione della morte del Signore (chiesa di santo Stefano)

Sabato Santo
– ore 20: Veglia pasquale presso la chiesa di santo Stefano


Preparare il venerdì – seconda puntata

Oltre alla partecipazione alla Via Crucis nel pomeriggio o alla liturgia della morte del Signore in serata in parrocchia o a Novegro (o per chi non può, seguendo le funzioni in TV), è importante caratterizzare il giorno già dal suo inizio: fare il segno di croce appena alzati.
Suggeriamo qualche altra modalità.
Potrebbe essere utile dare valore alla croce in casa: una croce sul tavolo per esempio, con una luce accesa. Se ci fossero bambini, far disegnare loro una croce per ogni porta della casa. Sostare un minuto alle ore 15 ovunque ci si trovi (si fa il silenzio anche negli stadi quando si ricorda qualcuno morto…) ricordando la morte del Signore. Fare digiuno a mezzogiorno o alla sera. Mettere l’immagine della crocifissione sul proprio cellulare. Come se non si dovesse togliere lo sguardo da quella croce. Chiudere poi la giornata con il segno della croce e magari la breve lettura della morte di Gesù nel vangelo di Giovanni.
E altro che ci può inventare…

“Mostra Etty Hillesum”

Prevista per il mese di aprile, verrà organizzata dal 5 al 13 giugno.

Raccolta straordinaria dei viveri per la Caritas entro il 22 marzo

Domenica della Palme: raccolta delle buste con il frutto del digiuno per il progetto Albania.


14 marzo 2021

IV domenica di Quaresima – del cieco

11 marzo non solo un numero

Ci sono dei numeri che ciascuno porta nel cuore per particolari momenti. Mettiamo in evidenza questo numero che, simbolicamente, determina l’inizio della terribile pandemia che ci ha colpiti e che ancora oggi ci attanaglia. Segnaliamo l’omelia che il vescovo Delpini ha fatto proprio in quel giorno durante la messa celebrata con tutti i vescovi della Lombardia a Caravaggio.


Scaccio i demoni con il dito di Dio

Si aggira sulla nostra terra una specie di grigiore, una inclinazione alla rassegnazione, una inquietudine pervasiva che forse non si dichiara, ma che rende guardinghi, sospettosi, inclini a fare di meno piuttosto che di più, a stare soli piuttosto che in compagnia, a sospendere ogni cosa piuttosto che prendere iniziative. Si aggira sulla nostra terra una specie di inespressa persuasione che la battaglia sia persa. Come dice Gesù: c’era un uomo forte, ben armato, che faceva la guardia al suo palazzo, ma è arrivato uno più forte di lui e l’ha vinto.

  1. Il demone muto. C’è infatti il demone muto. Il demone muto impone il silenzio. Uomini e donne, anche discepoli del Signore Gesù hanno aperto la porta al demone muto. E perciò non hanno più parole. Non hanno più parole cristiane. Di fronte al tempo che vivono non sanno che cosa dire. Di fronte alle lacrime e alle domande di fratelli e sorelle che piangono i loro morti non sanno che cosa dire se non parole generiche di condoglianze. Di fronte alle provocazioni delle presenze prossime che dicono: “dov’è il tuo Dio?” non sanno che cosa rispondere. Un demone muto ha tolto loro la parola. Ma il regno di Dio è giunto a noi e Gesù ha scacciato il demone muto. Perciò ora coloro che il virus ha assalito e ucciso, hanno cominciato a parlare e cantano la vittoria di Gesù sul demone muto e proclamano che la morte è stata vinta, che Gesù risorto è il primogenito di coloro che risorgono da morte. E invitano tutti a unirsi al grande coro della comunione dei santi per cantare la gloria di Dio: “la morte è stata sconfitta e non ha più alcun potere sui figli di Dio. Chi crede in Gesù, anche se morto vivrà!”.
  2. Il demone ribelle. C’è il demone ribelle. Il demone ribelle insinua la disperazione. Suggerisce che non valga la pena di servire il Signore. Insinua che la sua promessa di rendere felici non sia affidabile. Convince che la parola dei profeti non merita di essere ascoltata. Il demone ribelle rende malvagio il cuore e ferisce il cuore di Dio: invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle. Nei mesi della pandemia il demone ribelle esibisce conferme alla sua ribellione: vedete quanti morti? Muoiono insieme il santo e il peccatore. A che cosa serve servire il Signore? Voltategli le spalle e siate disperati! Ma il regno di Dio è giunto a noi e Gesù ha scacciato il demone ribelle. Gesù ha sofferto con coloro che soffrono, Gesù ha pianto con coloro che piangono, Gesù è morto con coloro che sono morti. E mentre il demone ribelle suggerisce di non ascoltare la voce del Signore, nostro Dio, e di non accettare la correzione, i figli di Dio hanno ascoltato la voce amica di Gesù e si sono messi in cammino: venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi. Si sono messi in cammino: così si è diffusa tra la gente una nuova forma di compassione abitata da una fortezza mite e paziente, una pratica instancabile della dedizione abitata dalla carità, una rinnovata fiducia abitata dalla speranza di partecipare della morte e risurrezione di Gesù per entrare nella vita di Dio. È giunto a voi il regno di Dio.
  3. Il demone della divisione e della solitudine. C’è il demone della solitudine. Il demone della solitudine divide e separa, mette gli uni contro gli altri. Sequestra le persone e si impegna a renderle inaccessibili. Semina la desolazione nel constatare che coloro che amiamo sono irraggiungibili. Quante lacrime hanno accompagnato morti solitarie! Chi non ha sentito dire in questi mesi: “Mio papà è morto da solo. Hanno portato via mia mamma e non l’ho più rivista! È morto il mio nonno adorato e non ho potuto neppure partecipare al funerale! Mia moglie ha tanto sofferto e io non c’ero a stringerle la mano e io non c’ero per l’ultima carezza!”. Il demone della solitudine continua ad aggirarsi tra la gente e ad alimentare l’egoismo, a mettere gli uni contro gli altri: “Cerca di arrivare prima! Cerca di cavartela, non pensare agli altri, pensa per te, che si tratti della vaccinazione o del posto di lavoro o di qualsiasi interesse”. Ma il regno di Dio è giunto a noi e ha scacciato il demone della solitudine. Ha consolato i morti che non abbiamo potuto consolare, ha abbracciato i nostri cari che non abbiamo potuto abbracciare, ha introdotto in quella comunione che il demone non può spezzare, ci ha radunati nella preghiera che non teme le distanze. Abbiamo imparato a pregare nella comunione dei santi, insieme con Maria, la Madre e con tutti i santi nostri amici.

Questa preghiera, questo canto di speranza, questa professione di fede celebriamo oggi qui, nel santuario della gente semplice, nel santuario che celebra la maternità di Maria che ha consolato la povera Giannetta e consola tutti noi.

Mario Delpini


Dopo la settimana di Esercizi spirituali

Più che predicazione, il silenzio e la preghiera; più che la bravura del predicatore (anche!), l’azione dello Spirito Santo; più che cose difficili, piccoli accorgimenti per la preghiera personale; più che andare lontano a trovare il silenzio (i colori ce lo impediscono), stare nella vita corrente con nell’animo il dialogo in Dio. Questo e altro nei giorni in cui si è fatto questa esperienza che ha coinvolto un numero di persone in presenza (più il pomeriggio che la sera) e molti altri attraverso il canale YouTube. Le riflessioni di p. Mario, sistemate e raggruppate, resteranno nel sito.


Prepariamo il giovedì con il pensiero – prima puntata

Parliamo del Giovedì Santo e lo facciamo ovviamente da credenti. È probabile che si vivrà la prossima Pasqua con le dovute ristrettezze anche se, conviene ribadirlo, mai come lo scorso anno!
E allora, chi ci vieta di preparare una tavola diversa giovedì 1° aprile, Giovedì Santo? Chi ci impedisce di dare risalto alla cena del 1° aprile, Giovedì Santo? Perché non mettere avanti lo sguardo proprio al 1° aprile, Giovedì Santo? Lo scorso anno eravamo troppo scossi per immaginare chissà cosa ma oggi…
E se preparassimo con il pensiero già la tavola del Giovedì Santo? Niente di speciale… il menu potreste sceglierlo “con calma e con amore”. Però, suggeriamo già da ora: proviamo a cercare una preghiera magari tratta dai salmi o ad inventarne una in base ad altre immagini. Poi proviamo a cercare il testo del vangelo dell’ultima cena o della lavanda dei piedi.
Giovedì 1°  aprile potrebbe svolgersi così: trovarsi a tavola in un orario prestabilito (anche dopo la celebrazione in chiesa); sedersi e fare il segno della croce insieme, leggere il brano di vangelo e la preghiera, il capo famiglia prenda la il pane e lo divida tra  tutti, poi si mangi, senza accensione della TV e dei cellulari. Alla fine, il semplice segno della croce che chiude la cena potrebbe acquistare un grande valore, quello di ringraziare, di ringraziare, di ringraziare… E se facessimo più o meno così? Pensiamoci.


Raccogliamo l’ulivo

Chi sta potando il proprio albero di ulivo e desidera portare i rami in parrocchia, è ben accetto. Lo scorso anno non si è fatto nulla come sappiamo. Fummo tutti a disagio per la mancanza di questo segno tradizionale che entrava nelle case. Quest’anno prepareremo, nei consueti sacchetti, questo segno cristiano e potremo quasi riscoprilo non come segno “che porta bene” ma come un richiamo alla morte (ricordo dell’entrata di Gesù in Gerusalemme) e resurrezione (la gioia della Pasqua).

Il Papa ha indetto un anno dedicato a san Giuseppe e non solo…

La lettera apostolica Patris corde, facile e più breve delle encicliche, potrà essere uno strumento adeguato per approfondire la figura, spesso un po’ nascosta, di san Giuseppe. Possibile acquistarla o leggerla attraverso Internet.
Ma non solo: il Papa chiede un anno di riflessione sull’Amoris laetitia. in occasione del quinto anniversario di promulgazione dell’Esortazione apostolica che ricorrerà proprio il 19 marzo.


Venerdì 19 marzo San Giuseppe: si celebrerà la santa Messa alle ore 8.30 e alle ore 18.

Alle ore 20.30 invece invitiamo alla Celebrazione penitenziale cittadina presso la parrocchia del Villaggio ambrosiano. Saranno presenti 10 sacerdoti per il sacramento della Confessione.

Mercoledì 24 marzo Veglia dei martiri cristiani

Nel ricordo della morte di mons. Romero, facciamo memoria di coloro che nel corso del 2020 sono stati uccisi in nome della fede: alle ore 20.45 nella chiesa di Lavanderie con tutte le parrocchie della città.