11 aprile 2021

Seconda domenica di Pasqua

Dopo la Messa di Pasqua

Immaginiamo una strana Messa dove, a parte il ritardo di inizio (sic!), un gruppetto arrivi al termine della prima lettura con il suono di qualche tacchetto femminile, mentre nel frattempo sette persone escono rumorosamente di chiesa; immaginiamo poi che al momento dell’offertorio altre quindici persone entrino (sempre con il suono dei tacchetti) e altre venti persone escano; immaginiamo ancora che durante la Consacrazione avvenga un altro scambio di persone con magari la suoneria musicale del cellulare e lo stesso nel momento della  Comunione. Che Messa sarebbe tra un “andare e venire”?
Certo ho esagerato, eppure così potrebbe sembrare la Pasqua appena celebrata. Possibile? Il presupposto è intendere il Triduo Pasquale come un’unica celebrazione, come se la liturgia iniziasse il giovedì sera e terminasse la mattina della domenica di Pasqua. Un’unica celebrazione! Se questo è vero (sto calcandolo le tinte ma non troppo!) la celebrazione dovrà essere vissuta nella sua interezza. Valore diverso sarebbe intendere le celebrazioni staccate l’una dall’altro, come quattro Messe… Si rischierebbe il “via e vai” di cui dicevo e la percezione che basti “un pezzo” del Triduo. I credenti dovranno piano piano prendere coscienza che l’evento Pasquale di morte e resurrezione va vissuto nel suo insieme.
“Ma allora devo stare in chiesa tutto il giorno?”.  “Per le celebrazioni sì, e per il resto vivo le azioni di lavoro o di casa (spesa compresa) nel clima del Triduo Pasquale”. “Come faccio se mi prendo qualche giorno di vacanza, quando si potrà?”. “Nessun problema: le succursali della chiesa non sono ancora chiuse come avviene per le banche. Potrai trovare una chiesa in cui vivere le celebrazioni”. “Ma così è tanto…!”. “Sì, questa è la Pasqua cristiana e, caro amico o amica, lasciami aggiungere qualche punto esclamativo: !!! … perché Pasqua è Pasqua!
don Norberto

Passi verso la Pentecoste

Prosegue la proposta di seguire la liturgia attraverso un foglio pubblicato sul sito, come pure la proposta “20.55: cinque minuti di preghiera con il parroco” sul canale YouTube della parrocchia.

Settimana di Giovanni: 11 – 17 aprile 2021

Proposta di leggere da soli o insieme tutto il vangelo di Giovanni… in una settimana!

La lettera del vescovo per il Tempo Pasquale – lunedì 12 aprile 2021, alle ore 15.30 in chiesa

(quasi nessuno la leggerà… perché non provare?)

Battesimo dei bambini

Tre famiglie il 18 aprile 2021 e altre cinque famiglie il 25 aprile 2021 si accosteranno a questo sacramento.

Incontro sul vangelo – giovedì 15 aprile 2021

Riprende la terza serie degli incontri sulla Parola di Dio (previsti quattro incontri): Marco 4, 1-30
Ore 15.30 in chiesa e ore 21 su piattaforma zoom ID: 3693691955 – password: “parola”

Cresima degli adulti – sabato 17 aprile 2021

Sabato 17 aprile  2021, alle ore 18, don Massimo Donghi, nuovo decano di Cernusco sul Naviglio e parroco a Cassina de Pecchi, celebrerà l’Eucarestia e impartirà a 12 adulti il sacramento della Cresima.

Cappella dell’Idroscalo – domenica 18 aprile 2021

Domenica 18 aprile 2021, alle ore 12, verrà celebrata una Messa in occasione della riapertura al culto della cappella dedicata alla Madonna del lago presso l’Idroscalo. Presiederà la liturgia il Vicario generale della diocesi, mons. Franco Agnesi.

Risonanza della Parola di Dio – 18 aprile 2021

Nuova proposta, domenica 18 aprile 2021, alle ore 16.30. In chiesa disporremo in modo adeguato le panche per uno scambio fraterno sulla liturgia della domenica. Possibilità di far risuonare la Parola attraverso interventi brevi dei partecipanti.

Tempo di rilettura o riascolto

Proviamo a riprendere alcuni interventi del vescovo Delpini durante le celebrazioni del Triduo Pasquale. Credo che ne valga la pena:


“Messa giovedì santo”: Gli altri discepoli

1. I discepoli di cui non si parla.

“Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono”. Nel dramma di questa notte noi possiamo in un certo senso riconoscerci tra gli “altri discepoli”. Non ci identifichiamo con il traditore e con la sua disperazione. Non ci identifichiamo con Pietro e con la sua passione esuberante che lo espone al rinnegamento. Non ci identifichiamo neppure con i figli di Zebedeo che Gesù ha chiamato a inoltrarsi in quella notte di tristezza e angoscia, inoltrandosi più avanti nel podere del Getsemani. Noi possiamo riconoscerci con i discepoli che non sono nominati. Rileggiamo le pagine della passione di Gesù e siamo presi da una tristezza che è la consapevolezza della nostra umiliazione e della nostra inadeguatezza. Che sarà della nostra tristezza?

2. I discepoli che non capiscono.

Noi, come gli altri discepoli, siamo quelli che non capiscono. Ascoltano le parole di Gesù e non capiscono. Ascoltano le parole di Gesù, i discorsi di Gesù: sono tre anni che Gesù annuncia lo stesso vangelo, eppure noi siamo tra i discepoli che non capiscono, che non sanno di quale regno Gesù stia parlando, non capiscono di quale evento decisivo per la storia dell’umanità essi siano testimoni. Siamo i discepoli che non capiscono quale angoscia Gesù viva nella sua preghiera nel podere del Getsemani. Siamo i discepoli che non capiscono di quale tradimento Gesù stia parlando e si agitano cogliendo nella dichiarazione di Gesù una incomprensibile insinuazione. Noi, anche oggi, come gli altri discepoli siamo tra quelli che non capiscono quale beatitudine sia rivelata nelle parole di Gesù, quale sapienza, quale promessa, quale alleanza sia celebrata nel sangue di Gesù, l’agnello immolato. La rivelazione di Gesù è troppo alta e noi non la comprendiamo: siamo i discepoli che non capiscono.

3. I discepoli che non resistono.

Noi, come gli altri discepoli, siamo quelli che s’addormentano mentre Gesù deve prendere l’estrema decisione. Mentre Gesù prega in tristezza e angoscia, i discepoli non riescono a vegliare con lui, a essere presenza amica e incoraggiante. Noi, anche oggi, siamo come gli altri discepoli, tra quelli che sono spossati, logorati dalla tensione, insofferenti nei confronti di un contesto ostile e di una situazione opprimente. La stanchezza diventa insostenibile e noi ci lasciamo vincere dalla prostrazione e ci abbandoniamo al sonno. La storia di Gesù e la nostra storia sono troppo faticose, non abbiamo abbastanza forza per fare fronte, non abbiamo abbastanza pazienza: siamo i discepoli che non resistono.

4. I discepoli che hanno paura.

Noi, come gli altri discepoli, siamo quelli che hanno paura. Il potere ostile a Gesù, il potere che Gesù ha provocato e sfidato è troppo impressionante, dispone di troppi mezzi, spaventa con spade e bastoni. I discepoli che hanno paura non possono reggere il confronto con l’ostilità: tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono (Mt 26,56b). Hanno paura. Salvare la pelle piuttosto che un amico. Rendersi irreperibili, piuttosto che essere esposti a pubbliche accuse, derisioni, violenze. Noi, anche oggi, siamo come gli altri discepoli, quelli che hanno paura. Essere riconosciuti come “coloro che erano con Gesù” di fronte a temi impopolari e contro corrente, poco coerenti con il politicamente corretto, è imbarazzante e mette a disagio. Forse non ci sono pericoli reali, ma la paura consiglia di fuggire: essere anonimi è meglio che essere riconosciuti.

5. Che sarà di noi?

In questa sera così intensa, in questa celebrazione così suggestiva, noi siamo indotti a riconoscerci tra gli altri, gli altri discepoli, quelli che non capiscono, quelli che non resistono, quello che hanno paura. Assomigliamo certo di più a Giona, figlio di Amittài che a Maria e alle donne che hanno seguito Gesù fin dalla Galilea e che arrivano fino al momento estremo, fino al compimento della missione di Gesù, fino al morire in croce.

Che sarà di noi? Che conto può fare su di noi il Signore Gesù? Eppure, proprio in questo sentirci una delusione per colui che ci ha chiamati, proprio in questo sentirci inadeguati alla missione che ci è affidata, noi riceviamo il principio di ogni consolazione: “prendete, mangiate; bevetene tutti: questo è il sangue della nuova alleanza”. Gesù insomma dice: io continuo ad amarvi, io continuo a darmi per voi. Il mio corpo, il mio sangue: la mia vita per voi. Voi mi avete lasciato solo, io non vi lascerò mai soli. Voi non mi avete capito, io continuo a capirvi ad amarvi a perdonarvi: il mio sangue per il perdono dei peccati. Che sarà di noi? Questo sarà: continueremo a celebrare l’Eucaristia e ricevere in dono quella comunione con Gesù che non meritiamo, quella comunione con Gesù che continuerà a essere dono, amicizia, vita condivisa, amore che ci rende capaci di amare.


Venerdì 23 aprile 2021 a Lavanderie – con il vicario don Antonio Novazzi

Una data importante per il Consiglio pastorale, il Consiglio affari economici e operatori parrocchiali di Segrate. Perché? Per sapere dove sta andando la Diocesi di Milano. Si è in un periodo di cambiamenti che coinvolgerà preti e laici di cui… sappiamo poco.
Il Vicario di zona dirà in concreto quali sono le linee di cambiamento che coinvolgeranno anche la nostra città. Appuntamento alla chiesa di Lavanderie alle ore 20.45.


11 aprile 2021 – tempo pasquale

Cinquanta passi verso Pentecoste

Alla domenica cambiamo
Un semplice richiamo ad un dono dello Spirito Santo tra i sette che invochiamo.
Lo facciamo attraverso le chiare e incisive parole di Papa Francesco
* con l’inno commentato da don Norberto su YouTube ogni sera
(nb i mosaici sono stati fotografati dal vivo nel santuario di Ta Pinu a Malta)

Domenica 11 aprile: Il dono della SAPIENZA

  1. Il primo dono dello Spirito Santo è dunque la sapienza. E la sapienza è proprio questo: è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. La sapienza è quello che fa lo Spirito Santo in noi affinché noi vediamo tutte le cose con gli occhi di Dio.
  2. E ovviamente questo deriva dalla intimità con Dio, dal rapporto intimo che noi abbiamo con Dio, dal rapporto di figli con il Padre. E lo Spirito Santo, quando abbiamo questo rapporto, ci dà il dono della sapienza.
  3. Lo Spirito Santo rende allora il cristiano «sapiente». Questo, però, non nel senso che ha una risposta per ogni cosa, che sa tutto, ma nel senso che «sa» di Dio, sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio; ha questa saggezza che Dio dà ai nostri cuori. Il cuore dell’uomo saggio in questo senso ha il gusto e il sapore di

E questo non si impara: questo è un regalo dello Spirito Santo. Per questo, dobbiamo chiedere al Signore che ci dia lo Spirito Santo e ci dia il dono della saggezza, di quella saggezza di Dio che ci insegna a guardare con gli occhi di Dio, a sentire con il cuore di Dio, a parlare con le parole di Dio.

Veni, creátor Spíritus,
mentes tuòrum vísita,
imple supérna grátia,
quæ tu creásti péctora.

            Qui díceris Paráclitus,
            altíssimi donum Dei,
            fons vivus, ignis, cáritas,
            et spiritális únctio.

Tu septifòrmis múnere,
dígitus patérnæ déxteræ,
tu rite promíssum Patris,
sermóne ditans gúttura.

            Accénde lumen sénsibus,
            infúnde amórem córdibus,
            infírma nostri córporis
            virtúte firmans pérpeti.

Hostem repéllas lóngius
pacémque dones prótinus;
ductóre sic te prævio
vitémus omne nóxium.

            Per Te sciámus da Patrem
            noscámus atque Fílium,
            teque utriúsque Spíritum
            credámus omni témpore.

Deo Patri sit glória,
et Fílio, qui a mórtuis
surréxit, ac Paráclito,
in sæculórum sæcula.

 Amen

 

Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.

            O dolce consolatore,
            dono del Padre altissimo,
            acqua viva, fuoco, amore,
            santo crisma dell’anima.

Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.

            Sii luce all’intelletto,
            fiamma ardente nel cuore;
            sana le nostre ferite
            col balsamo del tuo amore.

Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.

            Luce d’eterna sapienza,
            svelaci il grande mistero
            di Dio Padre e del Figlio
            uniti in un solo Amore.

Sia gloria a Dio Padre,
al Figlio, che è risorto dai morti
e allo Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.

 Amen.

Possibilità di ascoltarlo:
https://www.youtube.com/watch?v=33XotuYs-io&t=5s


10 aprile 2021 – tempo pasquale

Sabato 10 aprile: ogni giorno dell’ottava di Pasqua, detta “in Albis”, è celebrato come solennità.

Testi della messa: At 3,12-16; Sal 64(65); 1Tm 2,1-7; Gv 21,1-4)

 “Una riga”: Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti (vg)
Sarebbe bello ricordare anche le altre due volte in cui, nel vangelo di Giovanni Gesù compare.
Quando? C’è una forza nel numero tre, come le risposte di amore di Pietro, come le cadute di Pietro, come Dio trinità di amore.
Ma esiste anche la “quarta volta”, quella per cui può comparire (mai riconosciuto) ad ognuno, a noi che veniamo dopo quella storia pur essendo in quella storia. Il risorto infatti parla e mangia con noi, ci rincuora e ci manda ai fratelli: vuole che stiamo con lui per poi liberare dal male.
* Che lo si possa riconoscere nella nostra “quarta volta”.

Sesto passo: Salvare
Nella messa: Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. (Tm)

Preghiera di chiusura
Dio forte ed eterno, che lo Spirito Santo ci insegna ad invocare con il nome di padre,
donaci un cuore sincero di figli
perché vivendo nella fedeltà del tuo servizio
possiamo giungere alla eredità promessa.
Per Cristo nostro Signore


O Dio dell’universo,
gli astri movendo in cielo,
il giorno rivesti di luce
e il sonno propizi alla notte.

Così il dolce riposo ci ristora
e ci riporta alla fatica usata,
solleva gli animi stanchi
e scioglie il peso triste degli affanni.

Poi che il lavoro diurno si placa
e scende il vespero oscuro,
grati dei tuoi favori
a te eleviamo l’inno della sera.

Te canti il profondo dell’essere,
te risonando celebri la voce,
il palpito casto dei cuori ti cerchi,
semplice e chiara la mente ti adori.

E quando nelle tenebre
sarà soffocata ogni luce,
non si estingua la fiamma della fede,
ma illumini la nostra notte.

Alacre, vigili sempre lo spirito
e sia colpa a dormire:
freschezza di puri pensieri
mitighi al sonno l’inquieta vampa.

Ogni morboso senso dilegui,
appassionata l’anima ti sogni,
e l’incubo del nemico
non invidierà la nostra pace.

A Cristo e al Padre salga la preghiera,
salga allo Spirito del Padre e di Cristo:
unico Dio, Trinità beata,
del tuo amore riscalda chi ti implora. Amen.


9 aprile 2021 – tempo pasquale

Venerdì 9 aprile: ogni giorno dell’ottava di Pasqua, detta “in Albis”, è celebrato come solennità.

Testi della messa: At 10,34-43; Sal 95(96); Fil 2,5-11; Mc 16,1-7

“Una riga”: Nella sua morte è redenta la morte (prefazio)
Come può la morte essere redenta se è morta? Nella Pasqua succede anche di questo: che il male, la morte viene assorbita da qualcosa di inimmaginabile.
È come l’accordo in una musica. La morte sembra l’accordo che pone fine alla suonata ma invece diventa “accordo di settimana” che si butta su una finale che solo Dio sa mettere al termine della lunga sinfonia. E così la morte entra nella storia della salvezza, perché redenta.
* Che nessuna esperienza che assomigli alla morte, ci faccia paura.

Quinto passo: Accogliere
Nella messa: Pietro prese la parola e disse: “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. (At)

Preghiera di chiusura
O Dio onnipotente ed eterno,
che nella Pasqua del tuo Figlio hai offerto agli uomini
il patto della riconciliazione e della pace,
donaci di testimoniare nella vita
il mistero che celebriamo nella fede.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.


O splendore del Padre
o luce nata da Luce,
Luce che origini Luce,
Giorno che illumini i giorni,

il mondo oscuro inonda,
Sole che non tramonti!
Apri i cuori al riverbero
fulgente dello Spirito.

E al Dio di eterna gloria
ora salga la supplica:
potente la sua grazia
distolga i nostri passi da ogni insidia;

ridoni il coraggio del bene,
reprima l’invidia di Satana,
volga le asperità a nostro favore,
conceda di vivere giusti;

regni sovrana sull’animo,
casto e fedele preservi il corpo,
pura e fervente la fede,
ignara d’ogni errore.

Cristo sia nostro cibo,
la fede ci disseti:
beviamo con gioia la sobria
ebbrezza dello Spirito.

Lieto trascorra il giorno:
il pudore sia un’alba serena,
la fede un meriggio assolato,
ombra notturna sul cuore non scenda.

O Cristo, Aurora, svélati,
ora che avanza l’aurora:
tutto nel Padre vivi,
tutto in te vive il Padre.

All’Eterno si levi la lode
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen


8 aprile 2021 – tempo pasquale

Giovedì 8 aprile: ogni giorno dell’ottava di Pasqua, detta “in Albis”, è celebrato come solennità.

Testi della messa: At 5,26-42; Sal 33(34); Col 3,1-4; Lc 24,36-49

“Una riga”: Se siete risorti con Cristo cercate le cose di lassù (Paolo)
Lassù oltre i cieli azzurri o i cieli grigi; lassù oltre la pioggia o il sole di mezzogiorno. Il lassù è dove Dio è. Una presenza imprendibile a cui possiamo però accedere (per regalo!) per essere uomini e donne di lassù, di Dio.
Come fai a non cercare se hai avuto questo regalo? Paradossalmente si cerca ciò che già abbiamo: così avviene per le cose di lassù, del Regno. Per questo si è leggeri, ci si innalza.
* Se la Pasqua è in te, sei “dell’altro mondo”, di una bellezza e bontà senza confronti.

Quarto passo: Guardare
Nella messa: Il Signore Gesù in persona stette in mezzo ai discepoli e disse: “Pace a voi!”. Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. (Lc)

Preghiera di chiusura
O Dio onnipotente,
l’evento di salvezza che celebriamo nella festa pasquale
ci procuri un’esistenza serena nel tempo
e ci serbi per una vita che non muore.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.


O splendore del Padre
o luce nata da Luce,
Luce che origini Luce,
Giorno che illumini i giorni,

il mondo oscuro inonda,
Sole che non tramonti!
Apri i cuori al riverbero
fulgente dello Spirito.

E al Dio di eterna gloria
ora salga la supplica:
potente la sua grazia
distolga i nostri passi da ogni insidia;

ridoni il coraggio del bene,
reprima l’invidia di Satana,
volga le asperità a nostro favore,
conceda di vivere giusti;

regni sovrana sull’animo,
casto e fedele preservi il corpo,
pura e fervente la fede,
ignara d’ogni errore.

Cristo sia nostro cibo,
la fede ci disseti:
beviamo con gioia la sobria
ebbrezza dello Spirito.

Lieto trascorra il giorno:
il pudore sia un’alba serena,
la fede un meriggio assolato,
ombra notturna sul cuore non scenda.

O Cristo, Aurora, svélati,
ora che avanza l’aurora:
tutto nel Padre vivi,
tutto in te vive il Padre.

All’Eterno si levi la lode
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen


7 aprile 2021 – tempo pasquale

Mercoledì 7 aprile: ogni giorno dell’ottava di Pasqua, detta “in Albis”, è celebrato come solennità.

Testi della messa: At 5,12-21; Sal 33(34); Rm 6,3-11; Lc 24,13-35

“Una riga”: Portavano gli ammalati nelle piazze perché quando Pietro passava almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro (atti)
C’è l’ombra dell’Altissimo nella Bibbia, come quello Spirito che adombrava la vergine… Se abbiamo la Vita e abbiamo Lui, diventiamo sua ombra, materia per segnalare il suo arrivo e la sua presenza. L’ombra è anche protezione al sole cocente. Dirà il salmo: “Lui ti coprirà con la sua ombra”, ti proteggerà.
Non si è ombra in senso negativo (togliere luce) ma prova del suo esserci, che lui sta in noi e noi mostriamo la sua benevolenza.
* Se hai la sua Vita la tua ombra sarà importante.

Terzo passo: Camminare
Nella messa: Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?” (Lc)

Preghiera di chiusura
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.


Ecco mirabile il giorno di Dio,
radioso di santa luce!
Il sangue di Cristo ha deterso
i crimini del mondo.

La fiducia rivive,
l’occhio spento si illumina:
dopo il perdono al ladro
chi dovrà più disperare?

Un attimo di fede,
e la croce si muta nella gloria:
sul traguardo del regno
l’iniquo supera gli antichi giusti.

In cielo stupiscono gli angeli:
sull’infamante patibolo
si aggrappa a Cristo e subito
il condannato conquista la vita.

O mistero ineffabile!
una carne purifica
la contagiata carne
e toglie i peccati del mondo.

Ora non c’è di questa più sublime:
trova grazia il colpevole,
è vinta dall’amore ogni paura,
da morte sgorga la vita nuova.

La morte azzanni l’amo suo crudele,
s’impigli nella sua trappola:
se muore la Vita di tutti,
di tutti rinasce la vita.

Poi che tutti la morte avrà falciato,
tutti risorgeranno,
e l’ultima nostra nemica
sola sarà a perire.

A te che sei risorto
cantiamo la nostra lode
con il Padre e lo Spirito
nei secoli infiniti. Amen.