Epifania 2021: manifestazione di Gesù al mondo

Il prete era sempre colpito da quelle leggende in cui un giovane o un passante chiede al vecchio contadino: “Perché semini nel campo sapendo che ci vorranno anni per vederne i frutti?”. Nelle storie il saggio suggerisce poi la sua massima, pronunciata per far pensare e dare una visione alta a tutti.

Il prete si immaginò, quasi in un dormiveglia, catapultato nel futuro, in un mondo diverso e in un luogo differente. Si immaginò nel momento in cui la fioritura mostrava i primi frutti con quella meraviglia davanti a sapori nuovi. Si immaginò nell’atto di ringraziare chi aveva, tempo fa, lasciato una traccia nel gesto della semina. “Chissà chi è stato a piantare questo albero o questa pianta, chissà perché lo ha fatto, chissà cosa provava nel credere alla forza del seme?”, si chiese. Ringraziò commosso per il bello e il buono di quel frutto.

Risvegliato, il prete, si guardò attorno. Capiva che ora questo era il suo compito in un tempo di incertezza e di buio. “Credere nel gesto della semina, nei semi veri posti nelle mani di Dio, terra buona per il frutto”. Non si dispiacque di quel lavoro che ora gli era chiesto di fare; d’altra parte, anche lui stava godendo del lavoro altrui.

Si accorse allora di non essere in una leggenda ma all’inizio di una storia.

(Da “Farina del mio sacco”)

L’augurio: perché ognuno possa credere nel bene che fa senza venderne i risultati.