Una amicizia bella

Quando incontri una bella figura di uomo o di donna (nel senso di “bella persona”) si possono avere due reazioni: la prima ti spinge all’ammirazione per quello che è e che rappresenta, insieme alla constatazione che “non potrai mai imitarla” per la tua mediocrità. La coscienza ti scuote davanti a ciò che ascolti o vedi in lui o in lei, ma rimani quasi a disagio e, dopo l’iniziale folgorazione, tendi a dimenticare e a proseguire nel tuo modo di essere.

La seconda reazione produce un desiderio di amicizia con quella persona, vivente o morta che sia. Leggi la sua storia, ascolti le sue parole ed è come se volessi creare un rapporto di amicizia prima di ogni altro sentimento o di ogni imitazione.
Diventare amici di chi è santo, di chi è una “bella persona”, produce un miracolo!
L’amicizia infatti non chiede imitazione, l’amicizia non cancella la diversità tra lui e te ma diventa un canale provvidenziale per il risveglio, la correzione, la conversione, il cambiamento.

La recente lettura della storia di Franz Jägerstätter, conosciuto grazie al film “La vita nascosta”, ha prodotto in me la reazione del secondo tipo. Il libro “Cristo o Hitler”, racconta la grandezza di una fede forte, cristallina, controcorrente, disposta a tutto pur di non giurare per Hitler e diventare soldato di morte. Le sue lettere e le sue parole non lasciano dubbi su una linea dove il Signore è reale.
Franz, se ti è amico, non può puntare il dito e metterti a disagio perché tu “al suo posto non avrei mai fatto come lui”. Lo senti amico e le cose cambiano.

Come amico accolgo la sua storia con commozione e con garbo, ne vedo la bellezza cristallina e pura e non lo sento giudice della mia vita “normale o piatta” ma invito a passare in un rapporto più vivo con il Signore come lo ha attuato lui. Se amico, rimane tale quando vai in metropolitana o preghi, quando sei a casa o sei fuori, quando devi decidere in un modo o in un altro. Senti che è presente.

È la stessa amicizia che mi lega in qualche modo a Francesco di Sales, prete e vescovo di “dieci spanne superiore”, al santo Curato d’Ars, mingherlino prete di campagna ma “gigante nel confessionale” e a Etty Hillesum, luce lasciata nel campo di sterminio. E che dire delle tre grandi donne dal nome “Teresa”? Sono passato dalle loro terre e ho pregato sulle loro reliquie: incontro tra amici.

Potrei continuare con “belle persone” incontrate che diventano amici (magari loro non lo sanno!) in grado di nutrirti così, perché sono vivi e presenti con te.
Uno che ti è amico ti salva, evidenziando sì tuoi limiti ma non rendendoli mai ostacolo per il cambiamento. Ognuno di loro, tra l’altro, è passato da una fase di chiusura, di negatività e di mediocrità.

Grazie caro amico Franz (verrò a trovarti e onorare le tue spoglie), cara amica…
Grazie a te Gesù, che da amico ci salvi e non giudichi le nostre incapacità. D’altronde tu stesso hai detto: “Vi ho chiamato amici non servi”.
Un’amicizia bella che ci cambia.

don Norberto