1 novembre 2020

Seconda domenica dopo la Dedicazione

… Ultima puntata e altro

Un occhio al nostro calendario
Il mondo civile o quello scolastico (solo per elencarne due) segue un proprio calendario. Si parla di ricorrenze e sensibilizzazioni nel primo caso (Giornata della memoria, Giornata contro la violenza alle donne; Festa della Liberazione…); si parla di vacanze, esami, ripresa delle lezioni nel mondo scolastico e via dicendo.
Anche la Chiesa ha il suo calendario con le feste, le ricorrenze e soprattutto con il richiamo ai santi. E se tornassimo a custodire il nostro calendario?

Si parte dalla Pasqua nel Triduo e dalle altre tre solennità (Pentecoste, Natale, Epifania); abbiamo la Settimana santa, la solennità dell’Ascensione e della Trinità, il Corpus Domini, l’Immacolata Concezione, l’Assunzione di Maria; abbiamo molte feste dedicate a santi importanti, a Maria, a particolari ricorrenze (per Capodanno, per la Famiglia…); e poi i giorni feriali con le memorie di altri santi e beati. Questo è il calendario liturgico che incrociamo con altri tipi di calendari.
E se tornassimo a custodire il nostro calendario? La liturgia della Chiesa preserva e si prende cura di tutto ciò, sia che siamo in presenza sia che siamo… in remoto! Ecco perché sarebbe il caso di riprendere in mano il “nostro calendario” da parte del credente (dico del credente!). Potremmo stare più attenti e qualora ci fossero delle particolari ricorrenze che cadono di sabato, si potrà celebrare una Messa.
Questi sono i tratti dell’anno che sta iniziando per noi cristiani di rito ambrosiano e che abbiamo esplicitato in alcune puntate del foglio informatore. Con l’inizio dell’Avvento (15 novembre) daremo un dépliant in cui riprendiamo, in forma sintetica, il percorso dell’anno: qualcosa ma non troppo…ciò che sarà possibile fare. Fine delle puntate!

Don Norberto


I santi e i morti
I santi sono scritti sui calendari, li si consoce attraverso le agiografie (tipo di letteratura che racconta dei santi), i film ed oggi attraverso un numero esagerato di video che girano in Internet.
Non dimentichiamo soprattutto che sono presenti però nella liturgia e spesso non ce ne rendiamo conto. Se qualcuno dovesse dire: “Sì, ma è un modo di dire”… potrei anche benevolmente arrabbiarmi!
Quando si dice: “Confesso a Dio onnipotente.. e supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli”…loro ci sono; nei famosi prefazi…loro ci sono; nella preghiera eucaristica… loro ci sono. Addirittura nella Prima preghiera eucaristica (che noi preti usiamo poco) vengono ricordati addirittura due volte con tanto di nomi.
E vogliamo parlare del rito del Battesimo? Del rito del Matrimonio? Dei funerali? Delle ordinazioni sacerdotali? Della liturgia di consacrazione? Se evocati …loro ci sono!
Siamo sempre avvolti da queste presenze perché sono “Vivi tornati dai morti”. Sono parte della Gerusalemme celeste a cui noi partecipiamo nel tempo di una Messa o di una Liturgia… Se sapessimo!
Stiamo con Giuseppe, Chiara, Francesco, Rita, Paolo, Angela, Norberto, Teresa, Ambrogio, Faustina, Stefano, Maria Maddalena, (mi devo fermare in questo elenco al maschile e al femminile, ma ognuno potrebbe aggiungere i propri amici e amiche!).
Conoscerli certo, leggere la vita o gli scritti, ma “dopo essere stati con loro”. Non si fa forse così con le persone? Prima ci si incontra e poi si ha voglia di conoscere meglio l’altro. Impariamo a percepire la loro presenza nella liturgia, poi si andrà a cercarli, si conosceranno proprio… come si fa tra amici!

E le reliquie?
Personalmente sono colpito dalle reliquie dei santi perché in quelle ossa che rimangono è passato il divino! Ha un po’ meno interesse, per me, il richiamo ad un indumento, un panno o un oggetto del santo. Non mi intessa più di tanto sapere se la reliquia sia autentica o no (spero sempre che lo sia, mi fido!), non mi interessa il macabro e non adoro gli scheletri, però il fatto che lì sia passata la Grazia mi commuove. Che poi altre persone prima di me abbiano considerato quelle ossa, “espressione di una santità”, mi fa pensare. Rammento la volta che vinsi ad una lotteria un viaggio a Praga e lì scoprii le reliquie di… san Norberto: che bello! Mi sono mosso poi per Santiago, per il Curato d’Ars, per san Francesco di Sales, per santa Teresa d’Avila. per i santi Martin, per Santa Teresa di Lisieux, per san Pio e san Francesco, per santa Bernadette e i santi Pastorelli di Fatima…
Anche le reliquie, se ripulite da superstizioni o da pregiudizi, parlano!

I morti e i santi
Non è la ripetizione del titolo precedente ma solo l’inversione delle parole. In questi giorni in cui passeremo nei cimiteri, in questo anno in cui abbiamo accompagnato alla morte familiari ed amici, in questo tempo di paura della morte… ci fermiamo davanti ai nostri cari, ricordando la loro luce e i loro limiti, la loro bellezza e i loro errori.
Sappiamo che non stanno tra i loculi o sotto lastre di marmo. Eppure, noi amiamo il cimitero e diamo un valore al nostro andarci, facciamo il segno di croce quando entriamo e quando usciamo, rispettiamo il luogo.
Come sappiamo, per noi cristiani è vietata la dispersione delle ceneri ed è molto sconsigliato l’uso di tenere in casa o in giardino l’urna cineraria: il cimitero è il cimitero.
Ma dove sono di fatto i nostri morti? Spesso si afferma che stanno facendo meglio ciò che erano soliti fare qui. Così chi amava la moto… “starà girando per le vie del paradiso”; chi giocava a golf… “sarà sul green a infilare le infinite buche”; chi curava l’orto… ” starà coltivando pomodori divini”; chi maneggiava il denaro… “starà curando i conti del paradiso”.
Mi scuso per l’elenco, ma sono solo le cose ascoltate in interventi durante il funerale, dette da parenti ma anche da preti!
Di quello che immaginiamo non esiste nulla: ce lo ha garantito Gesù chi viene propria da lì! Ci ha parlato invece del Padre, dell’amore che li lega, usando tratti di parabole, certo; ma l’essenza sta in quel benedetto segno di croce: “Nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo”. C’è più di un orto, di una pista, del denaro o di un green, c’è la “Comunione”!
A proposito del: “Ma come sarà di là?”, mi piace rispondere che: “Non lo sappiamo”, altrimenti dove sarebbe la sorpresa? E anche su: “Ma in quanti saremo di là ?” mi piace dire che: “Non sono affari nostri, è un problema di Dio”. Punto.
Però una cosa certa possiamo dirla per chi passa la morte in Cristo: “Sono in un Amore inimmaginabile che trapassa, illumina, purifica, scalda,”. A me basta questa parola certa, perché non è mia!


Correzione
Avevamo preannunciato la vendita, con l’Avvento, del messalino per seguire la liturgia. Dobbiamo modificare la proposta perché, alla richiesta, ci è stato detto che il volume è esaurito.
La proposta allora diventerà doppia: con il 15 novembre proporremo un testo del Cardinal Martini: “La trasformazione di Cristo e del cristiano alla luce del Tabor”, (€ 10) insieme al calendarietto liturgico; con il 29 novembre sosterremo la vendita de “La tenda” piccolo strumento per seguire la liturgia feriale e festiva (€ 4)


Nuove iscrizioni al catechismo (seconda elementare)
Si inizierà da gennaio. L’incontro è previsto al giovedì ogni quindici giorni.
Iscrizioni sono entro il 10 gennaio. Entro domenica 29 novembre raccogliamo le preiscrizione di chi fosse interessato. E’ necessario inviare una mail  a “oratoriosegrate@gmail.com” .
Nel mese di dicembre ci si incontrerà per comprendere il senso del percorso.