25 ottobre 2020

Prima domenica dopo la Dedicazione

Prima di segnalare alcune brevi indicazioni sull’anno che ci apprestiamo ad iniziare il 15 novembre (prima domenica di Avvento) una parola sull’intervento del Papa a proposito del mondo omosessuale, dell’importanza che “crescano in una famiglia” e che possano accedere “a dei diritti civili”. Ovviamente nulla a che vedere sul valore del sacramento del matrimonio e sulla famiglia che da esso ne deriva. Occhio a non farsi bloccare dai titoli di giornali, da dichiarazioni “spot”, da interventi di cosiddetti tradizionalisti o progressisti. Solo “un po’ di sale”, l’uso della “testa” e la fatica di leggere le cose come stanno.


Penultima… quarta puntata

Benedizioni delle case

Nonostante sia uscita una circolare della Curia circa la possibilità di fare le benedizioni natalizie, abbiamo pensato di soprassedere al tradizionale passaggio del sacerdote per le case. “Disagio, imbarazzo e non opportunità”, sono le parole che potrebbero esserci nel voler fare “come una volta”. Per il sottoscritto sarebbe stata l’occasione per proseguire, pur lentamente, la conoscenza della parrocchia e delle persone ma… si sta pensando di creare qualche breve momento di preghiera e raccoglimento per i cortili e per le strade, senza dare troppo fastidio.

“Il cielo vive dentro di me: Etty Hillesum”

Una mostra in oratorio ad aprile, perché? Non potendo organizzare molte iniziative come eravamo soliti fare negli anni, offriamo la possibilità di vedere, riflettere, fermarsi: lo facciamo attraverso una mostra che impedirà l’assembramento essendo una proposta personale, muoverà i singoli su orari diversi.
Perché “la Etty”? La chiamano familiarmente così quelli che la sentono amica grazie al suo diario e alle sue lettere, scritti mentre infieriva la rabbia nazista e la violenza nei campi di sterminio… È una donna, è una mistica oltre ogni religione e diventa subito un’amica che rimane compagna di strada. Sarà una occasione di un percorso di forte spiritualità attraverso 25 pannelli che riportano i tratti essenziali della sua penna insieme ad un bel filmato.


Domenica 1 novembre (Ognissanti)

Cadendo la giornata in domenica, la nostra liturgia prevede i testi della “II domenica dopo la dedicazione del Duomo”. I santi non li perdiamo nella preghiera e nell’affetto (a parte che in ogni messa vengono sempre citati!) ma si valorizza sempre la festa del Signore che è data dalla Pasqua settimanale: da lì è partito il loro percorso di santificazione.

Cresima per adulti

Si prevedono quattro incontri per coloro che non hanno ricevuto la Cresima.
Primo incontro: sabato 7 novembre alle ore 19 presso la parrocchia di santo Stefano. Segnalare la propria presenza a don Norberto.

Ottava dei morti: orario

Quest’anno non abbiamo potuto celebrare la Messa al cimitero a partire dalla festa di san Rocco.
Vogliamo però valorizzare l’Ottava dei morti, cioè la settimana dal 2 novembre al 7 novembre.
Orario delle messe al cimitero, animate dai preti della città.
Lunedì 2 novembre:
– ore 8.30 – 10 – 11.30 – 15
Dal 3 al 6 novembre: ore 16
Sabato 7 novembre: ore 9
(in chiesa la messa alle 8.30 e alle 18)

Sono stati fatti piccoli lavori in san Rocco.


La Comunità di sant’Egidio ha organizzato il 20 ottobre un incontro a ricordo di ciò che era avvenuto ad Assisi nel 1986 tra molti capi religiosi: chi si ricorda? Eppure…!

APPELLO DI PACE Piazza del Campidoglio 20 ottobre 2020

Convenuti a Roma nello “spirito di Assisi”, spiritualmente uniti ai credenti di tutto il mondo e alle donne e agli uomini di buona volontà, abbiamo pregato gli uni accanto agli altri per implorare su questa nostra terra il dono della pace. Abbiamo ricordato le ferite dell’umanità, abbiamo nel cuore la preghiera silenziosa di tanti sofferenti, troppo spesso senza nome e senza voce. Per questo ci impegniamo a vivere e a proporre solennemente ai responsabili degli Stati e ai cittadini del mondo questo Appello di Pace.
In questa piazza del Campidoglio, poco dopo il più grande conflitto bellico che la storia ricordi, le Nazioni che si erano combattute strinsero un Patto, fondato su un sogno di unità, che si è poi realizzato: l’Europa unita. Oggi, in questo tempo di disorientamento, percossi dalle conseguenze della pandemia di Covid-19, che minaccia la pace aumentando le diseguaglianze e le paure, diciamo con forza: nessuno può salvarsi da solo, nessun popolo, nessuno!
Le guerre e la pace, le pandemie e la cura della salute, la fame e l’accesso al cibo, il riscaldamento globale e la sostenibilità dello sviluppo, gli spostamenti di popolazioni, l’eliminazione del rischio nucleare e la riduzione delle disuguaglianze non riguardano solo le singole nazioni. Lo capiamo meglio oggi, in un mondo pieno di connessioni, ma che spesso smarrisce il senso della fraternità. Siamo sorelle e fratelli, tutti!

Preghiamo l’Altissimo che, dopo questo tempo di prova, non ci siano più “gli altri”, ma un grande “noi” ricco di diversità. È tempo di sognare di nuovo con audacia che la pace è possibile, che la pace è necessaria, che un mondo senza guerre non è un’utopia. Per questo vogliamo dire ancora una volta: “Mai più la guerra!”.
Purtroppo, la guerra è tornata a sembrare a molti una via possibile per la soluzione delle controversie internazionali. Non è così. Prima che sia troppo tardi, vogliamo ricordare a tutti che la guerra lascia sempre il mondo peggiore di come l’ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità.

Ci appelliamo ai governanti, perché rifiutino il linguaggio della divisione, supportata spesso da sentimenti di paura e di sfiducia, e non s’intraprendano vie senza ritorno. Guardiamo insieme alle vittime. Ci sono tanti, troppi conflitti ancora aperti.
Ai responsabili degli Stati diciamo: lavoriamo insieme ad una nuova architettura della pace. Uniamo le forze per la vita, la salute, l’educazione, la pace. È arrivato il momento di utilizzare le risorse impiegate per produrre armi sempre più distruttive, fautrici di morte, per scegliere la vita, curare l’umanità e la nostra casa comune. Non perdiamo tempo! Cominciamo da obiettivi raggiungibili: uniamo già oggi gli sforzi per contenere la diffusione del virus finché non avremo un vaccino che sia idoneo e accessibile a tutti. Questa pandemia ci sta ricordando che siamo sorelle e fratelli di sangue.

A tutti i credenti, alle donne e agli uomini di buona volontà, diciamo: facciamoci con creatività artigiani della pace, costruiamo amicizia sociale, facciamo nostra la cultura del dialogo. Il dialogo leale, perseverante e coraggioso è l’antidoto alla sfiducia, alle divisioni e alla violenza. Il dialogo scioglie in radice le ragioni delle guerre, che distruggono il progetto di fratellanza inscritto nella vocazione della famiglia umana.
Nessuno può sentirsi chiamato fuori. Siamo tutti corresponsabili. Tutti abbiamo bisogno di perdonare e di essere perdonati. Le ingiustizie del mondo e della storia si sanano non con l’odio e la vendetta, ma con il dialogo e il perdono.

Che Dio ispiri questi ideali in tutti noi e questo cammino che facciamo insieme, plasmando i cuori di ognuno e facendoci messaggeri di pace.