35 – 50 anni

Da qualche anno un po’ di persone si ritrovano la domenica sera alle ore 19 con cadenza quindicinale nell’oratorio della parrocchia di Santo Stefano. Sono persone tra i 35 ed i 50 anni, almeno all’inizio, ora, passando gli anni, alcuni hanno superato quell’età, ma è solo una questione anagrafica.

Il demone della lussuria
Stiamo affrontando il capitolo sulla lussuria, secondo lo schema trattato nel libro, subito dopo la Gola, a cui in parte la lussuria si collega. Su questo tema ci siamo fermati in due incontri.
La discussione non è stata facile o immediata, visto il tema, in un primo momento siamo portati a pensare di non essere toccati dal “problema”, ma approfondendo abbiamo compreso meglio quanto la linea di confine sia sottile, soprattutto oggi dove c’è un approccio troppo superficiale al tema.
Il confronto non è partito da una visione moralistica (“questo è bene, questo è peccato”), ma nel comprendere ciò che sta dietro a tanti pensieri e comportamenti.
Come riconoscere che il nostro corpo, con tutte le sue esigenze, trova una visione nuova nel rapporto con il Signore? La presenza del Signore tocca anche la sfera intima e personale di noi stessi.
Nel secondo incontro il clima si è sciolto in una maggior comunicazione.
Tante riflessioni sulla nostra vita di tutti i giorni, come uomini, donne, sposati, single, ma anche come genitori. Torniamo a casa con maggior consapevolezza, ma anche con qualche dubbio e qualche domanda, ma è bello approfondire e provare a camminare da cristiani, insieme, nella giusta direzione.
Prossimo incontro domenica 25 febbraio, alle ore 19 su “La purezza della mente”.


LA PUREZZA DELLA MENTE (25/02/2924)
“La castità è abito della verità”

In questo capitolo l’autore contrappone alla lussuria la purezza di cuore che consente di decentrarsi da sé per aprirsi alla gioia, alla serenità, al bene dell’altro.
Un corpo è una persona, una storia, una sensibilità: chi ha conquistato tanti corpi ma non ha saputo essere fedele a un solo cuore non conosce il vero piacere; frustato non è chi fa sesso ma chi non ama.
Ogni persona in ogni corpo va ascoltata, curata e amata.
In quest’ottica la luce della sessualità è una chiamata ad amare in modo stabile e maturo, non evanescente.
Se l’anima e il cuore sono casti vuol dire che sono governati e ognuno è padrone di se stesso.
In quest’ottica il tuo limite è il tuo bene.
Siamo chiamati a vivere bene nella serenità e nella gioia ma farlo è necessario la custodia della dignità.
Il testo ha consentito ai partecipanti di riflettere sul ruolo della castità nei giovani, nella vita sacerdotale, nella vita matrimoniale, nei single.
In tutti i casi la chiamata di un uomo e una donna è la sponsalità, intesa come relazione VERA, PURA, GENERATRICE DI BENE.


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