12 settembre 2021

II domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

UNA CHIESA CHE RIPRENDE A CAMMINARE
Primi passi della nostra Chiesa ambrosiana e della nostra chiesa di santo Stefano. Diamo qualche spunto leggibile di quella lettera che il Vescovo Delpini ha scritto per la Diocesi. Sarebbe bello poi poterla leggerla per intero!  Già il titolo è un programma: “Chiesa unità, libera e lieta”. Un titolo che vuole mettere in sintesi ciò che il Vescovo vede per la sua Chiesa. Perché non approfittare di chi ci sta avanti come guida e ci aiuta a muoverci come discepoli del Signore?
Per realizzare questa “Chiesa unita, libera e gioiosa” ci sono dei paletti chiari che troviamo nel primo riquadro; ci sono poi dei luoghi in cui si cresce insieme ed è il motivo del “primo” e “secondo” momento, riportati negli gli altri due riquadri. Iniziamo a “digerire” questi primi spunti della lettera.


COME ATTRAVERSARE IL TEMPO CHE VIVIAMO DA DISCEPOLI?
La situazione difficile in cui ci siamo trovati a vivere non può essere solo una circostanza spiacevole e drammatica da subire. Con la grazia dello Spirito Santo possiamo vivere questo tempo come occasione per praticare la speranza, testimoniare la carità, restare saldi nella fede.
Imparare a pregare: alla presenza del Signore, docili allo Spirito di Gesù, praticando in forme inedite la celebrazione comunitaria, la preghiera familiare, la preghiera personale.
Imparare a pensare: in un contesto di slogan obbligatori e di notizie selezionate per gli interessi di chi sa chi, esercitando un pensiero critico, che si interroga sul senso di quello che capita e sulle responsabilità che ci chiamano.
Imparare a sperare oltre la morte: affermando la fede nella risurrezione di Gesù e nella nostra risurrezione, per contrastare la visione disperata di una mentalità diffusa arrendevole di fronte alla morte, che ritiene saggezza la rassegnazione e cura palliativa la distrazione.
Imparare a prendersi cura: apprezzando le molte forme di solidarietà che in tanti ambiti professionali ed ecclesiali sono sovrabbondate, fino all’eroismo, mettere a frutto quello che si è sperimentato sull’importanza del prendersi cura della persona e non solo dell’incremento tecnico della cura.
In questo tempo di prova e di grazia la proposta pastorale intende convocare la comunità cristiana perché non si sottragga alla missione di essere un segno che aiuta la fede e la speranza, proponendo il volto di una Chiesa unita, libera e lieta come la vuole il nostro Signore e Maestro Gesù, che è vivo, presente in mezzo a noi come l’unico pastore e che vogliamo seguire fino alla fine, fino a vedere Dio così come egli è.


PRIMO MOMENTO: L’anno liturgico, percorso di conversione e di comunione
La proposta pastorale è l’anno liturgico: la celebrazione del mistero di Cristo, che si distende nel tempo che viviamo, rinnova la grazia della presenza della Pasqua di Gesù, il dono dello Spirito. Le situazioni sempre diverse e imprevedibili diventano, per il discepolo e per tutta la comunità cristiana, occasioni propizie per ascoltare ancora la Parola del Signore, ricevere luce per interpretare il cammino da compiere e forza per dare testimonianza.
Le celebrazioni liturgiche possono radunare la comunità perché sia un cuore solo e un’anima sola, invitano ciascuno a conformarsi al Signore Gesù, a vivere nella sua gloria, a perseverare nella missione ricevuta. Celebrare non è solo imparare, non è solo motivare l’impegno, non è solo rito, non è solo raduno. È grazia, è opera di Cristo che dona lo Spirito, che insegna, che si fa cibo per la vita, gioia per i cuori.
Non possiamo evitare la domanda: come celebriamo i santi misteri? Quale comunità, quale Chiesa si “forma” nella celebrazione? Rendersi disponibile alla grazia che viene offerta dalla celebrazione può essere il frutto della proposta pastorale.
La mia intenzione è di ripercorrere alcuni tratti di quel frutto della celebrazione che è la Chiesa, insistendo sulla relazione personale e comunitaria con Gesù che nelle celebrazioni si rende presente e ancora parla, prega, offre amicizia e salvezza, irradia la sua gloria.


SECONDO MOMENTO: «Vi ho chiamato amici» (Gv 15,15)
Quale via si percorre per entrare nel mistero, nella verità di Dio?
Per alcuni forse è stata utile la via dello studio, della riflessione, l’impegno per conoscere la storia del popolo di Israele, il tempo e la vicenda di Gesù, la testimonianza che gli hanno reso gli apostoli.
Per altri forse è stata l’attrattiva degli insegnamenti di Gesù e del suo comandamento, una sapienza che è venuta dall’alto per insegnare un modo di vivere veramente straordinario, paradossale come dice lo scritto A Diogneto.
Per alcuni forse è stata la via del dolore, il soffrire, lo strazio: l’annuncio che il Figlio di Dio ha attraversato la drammatica passione e la tragica morte è stata la parola che ha aperto gli occhi. Gli afflitti, i tormentati, gli scarti della vita hanno riconosciuto in Gesù colui che è stato tormentato e scartato, che è sceso fino agli inferi per abbattere l’oppressione della disperazione.
Per tutti è offerta la via dell’amicizia. Tutti sono chiamati a intervenire a quella cena che rende partecipi delle confidenze di Gesù. Chi accoglie l’invito a percorrere la via dell’amicizia sperimenta che la fede è un rapporto personale con lui: in questo rapporto, nel dialogo che ascolta tutto quello che il Signore rivela e che formula le domande e confida gli smarrimenti, il comandamento e la verità si rivelano come il dimorare del tralcio nella vite, piuttosto che come l’indicazione di adempimenti e la consegna di una dottrina. L’amicizia che Gesù offre e chiede non si riduce a un legame affettuoso di simpatia e compagnia: è la scelta di vivere condividendo la sua vita, praticando il suo stile, entrando nella comunione con il Padre che Gesù rende possibile.
La lampada per illuminare i nostri passi è la Parola di Dio che la Sacra Scrittura rende accessibile a chi ascolta con animo semplice e grato. Propongo che per questo anno pastorale 2021/2022 ascoltiamo, leggiamo, meditiamo i capitoli 13–17 del Vangelo secondo Giovanni. Si tratta di testi di straordinaria ricchezza di rivelazione. Tutti abbiamo bisogno di essere aiutati perché la Parola di Gesù, offerta nella testimonianza apostolica, ci illumini, ci purifichi, ci raduni in unità.
Nelle nostre comunità ci sono molte persone che hanno consuetudine con le Scritture, persone che sono capaci di spiegarle, esperti che sanno chiarire i passi oscuri e approfondire i contenuti. È un servizio importante di cui ognuno di noi ha bisogno.
Non è chiesto di diventare “specialisti” della Bibbia. Farà bene a tutti, però, quella familiarità con le pagine ispirate che fa ardere il cuore, che purifica la mente da pregiudizi e luoghi comuni a proposito di Dio, offre orientamento per le grandi scelte che definiscono la vita e per le piccole scelte che qualificano lo stile quotidiano. La Parola di Dio non è, infatti, anzitutto, un libro antico che trasmette una sapienza che fa pensare e norme che orientano a un comportamento virtuoso. È piuttosto dono dello Spirito che rende accessibile a tutti i popoli in ogni cultura e in ogni terra di entrare nella rivelazione di Gesù.
La metodologia della lectio e la strumentazione scientifica dell’esegesi devono essere di aiuto alla conoscenza del mistero di Cristo. Il rischio da evitare è che i percorsi per lo studio della Bibbia siano così impegnativi e complessi da esaurire lo slancio e spegnere il desiderio dell’incontro.
Nel discernimento personale ed ecclesiale abbiamo bisogno di ascoltare Gesù, non nell’ingenua pratica delle citazioni delle parole, ma nella docilità allo Spirito che permette di conoscere il pensiero di Cristo. «La Parola di Dio è viva e si rivolge a ciascuno nel presente della nostra vita» (Verbum Domini, 37).


“LIBRO CHE VA, LIBRO CHE VIENE”
Scambiare le ricchezze scoperte

In tempo di Pandemia, soprattutto nei giorni più faticosi, si sono letti più libri e forse abbiamo scoperto autori nuovi e belli. Proposta: “SCAMBIAMO I LIBRI”
Un modo nuovo di condividere la bellezza che ciascuno ha scoperto fra le pagine di un libro, una ricchezza reciproca che potrebbe contagiare…

Come?
– Regala un libro che ti è piaciuto (basta che sia in buono stato, non deve essere necessariamente nuovo)
– Scrivi su un biglietto il motivo per cui consigli quel libro
– Ricevi un “buono” per poter prendere il libro di un altro
– Ritira il libro che qualcun altro avrà donato.

Quando?

– Dal 19 settembre al 2 ottobre: RACCOGLIAMO I LIBRI. Al termine di ogni Messa troverai degli incaricati che ritireranno i libri offerti e ti consegneranno un “buono”.
– Domenica 3 ottobre: REGALIAMO I LIBRI. In occasione della Festa dell’Oratorio, dalle ore 15 alle ore 18, presentando il “buono” potrai scegliere uno dei libri consegnati e portarlo a casa.


Dopo la “bella serata” con PizzAut: nella consumazione di martedì 7 settembre abbiamo    raccolto ,€. 2.530 (oltre a €. 500 per Food Truck).  Con il nostro ringraziamento e augurio.
Domenica 3 ottobre per la festa dell’Oratorio riprenderemo il banco della Pesca di beneficenza.


5 settembre 2021

I domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

FINITO IL LETARGO

Riprende vita il “Verso Emmaus” dopo il letargo estivo (i fogli, diversamente dagli animali, vanno in letargo in estate quando molti partono tra monti e mari…).

La ripresa coincide con la festa di san Rocco che nel corso degli anni ha assunto la tipologia di “festa patronale di Segrate”, a causa del fatto che a questo santo (la cui festa ricorre in agosto) è dedicata la chiesetta del cimitero. Qui raduniamo con una data, una fotografia, una tomba, coloro che abbiamo conosciuto e amato. Anche se l’evaporazione di molti valori e tradizioni tende a sottostimare il valore del cimitero, noi cristiani (ma non solo) continuiamo a dare importanza al “Camposanto”, perché siamo richiamati ad una santità evocata da ricordi, lacrime e molti affetti.

La festa prenderà il via proprio dal cimitero: lunedì 6 settembre, il primo appuntamento sarà alle 15.30 presso la fontana del cimitero con un momento di rosario. Per favorire la presenza di chi lavora, ci sarà alla sera una fiaccolata sempre all’interno del cimitero.

La messa, che tradizionalmente si celebrava tutti i giorni, quest’anno sarà celebrata solo al martedì e al giovedì, alle ore 9. Un momento di preghiera con il rosario sarà nel pomeriggio (ore 15.30) di lunedì, mercoledì, venerdì, sempre presso la fontana del cimitero.

Martedì 7 settembre daremo importanza a due elementi: il primo l’Adorazione eucaristica che occuperà tutto il giorno. A questo proposito credo che sia utile organizzare un gruppo “lampade viventi” (un nome vale l’altro) al fine di garantire la presenza davanti al Santissimo di due o tre persone per le volte che (sono sei volte in un anno) proporremo l’Adorazione eucaristica. Alla sera invece avremo la possibilità di una cena diversa (visto la situazione) attraverso il “Food Truck ” di PizzAut che ha sede a Cassina de’ Pecchi. Arriveranno due furgoni e sarà possibile consumare la pizza in oratorio, con prenotazione, attraverso la garanzia del “Green pass” oppure con modalità d’asporto.

Mercoledì 8 settembre ricorre la festa della Natività di Maria, festa della Madonnina compatrona della nostra Diocesi. Proponiamo il pellegrinaggio serale a piedi (partenza alle ore 20) per il santuario della Madonna di Seggiano. Possibilità anche di venire in bicicletta o in macchina per iniziare alle ore 21 il rosario in comunione con il vescovo Delpini all’inizio dell’anno pastorale.

Giovedì 9 settembre invece una breve proposta, sempre serale, ma significativa dal titolo: “Una preghiera prima di iniziare la scuola”. Alle ore 20.30, possibilmente all’aperto, un simbolico e vero gesto di affidamento a Dio e a Maria dell’anno: per famiglie ragazzi e insegnanti. Ovviamente per le 21.30 potremo essere tutti a casa!

Venerdì 10 settembre la giornata dedicata al sacramento della Confessione. È la prima di cinque altre occasioni per accostarsi al Sacramento: inizio dell’Avvento, Natale, inizio della Quaresima, Pasqua, Pentecoste. Sarà solo modificato il giorno nelle prossime volte: non sarà il martedì (giorno spesso impegnato per noi preti negli incontri sacerdotali) ma il mercoledì anche nel mattino presto.

Sta di fatto che diventa occasione per riprendere in mano il proprio essere figli di Dio (ecco perché la Confessio Laudis), prendere atto dell’abbondante peccato in noi (Confessio Vitae) ma anche affidarci nuovamente al perdono (Confessio fidei). La disponibilità dei sacerdoti per questo sacramento coprirà il mattino, il pomeriggio e il dopo cena…fino alle ore piccole!

Sabato 11 settembre “Una giornata con i nostri preti”: questo è il titolo. Perché no? Impediti di un contatto in questi lunghi mesi, perché non investire in una giornata all’inizio dell’anno? Per noi preti sarebbe… un bel regalo! Certo poche ore (potremo il prossimo anno anche ipotizzare giorni di vacanza insieme…) ma importanti. Saremo presso la “Casa incontri cristiani” a Capiago (Como) dove saremo raccolti in una cappella con i mosaici di p. Marko Rupnik.

Infine, domenica 12 e lunedì 13 settembre un momento sacerdotale con coloro che hanno svolto il loro ministero o che sono nativi nella nostra parrocchia. Don Stefano ricorderà domenica il suo 40° e don Alessandro lunedì ricorderà il 25° di ordinazione concelebrando. Saranno presenti anche i preti di Segrate.

Un programma semplice (visto i tempi) insieme alle iniziative che l’Amministrazione comunale organizzerà.


Festa di san Rocco – settembre 2021

Lunedì 6 settembre – giorno del cimitero

ore 15.30: Alla “Fontana del Cimitero”. Recita del Rosario
ore 20.30: Fiaccolata alla “Fontana del Cimitero”.  Recita del Rosario

Martedì 7 settembre 
ore 9: Messa al cimitero (sospesa in parrocchia) ore 9 – 12; 15.30 – 18 Adorazione eucaristica
ore 18.30: Food Truck PizzAut  –  “Nutriamo l’inclusione”. Con prenotazione e  Green Pass è possibile cenare in oratorio: in alternativa “asporto”

Mercoledì 8 settembre – festa della Natività di Maria
ore 15.30: Alla “Fontana del Cimitero”. Recita del Rosario
Pellegrinaggio al santuario di Seggiano
ore 20: Partenza a piedi
ore 21: Inizio rosario ore 21.00

Giovedì 9 settembre
ore 9: Messa al cimitero (sospesa in parrocchia)
ore 20.30: “Preghiera prima della scuola”: momento aperto a ragazzi, genitori, insegnanti all’inizio dell’anno scolastico

Venerdì 10 settembre
ore 15.30: Alla “Fontana del Cimitero”. Recita del Rosario

Nel Sacramento della Confessione disponibilità di sacerdoti dalle 7.30 – 12 ; 15.30 -18 ; 20.30 – 22.00

Sabato 11 settembre – Con i nostri preti a Capiago
Partenza: ore 7.30 (iscrizioni in segreteria)
ore 9: inizio della giornata, meditazione di don Norberto, preghiera silenziosa e condivisione
Pranzo presso la casa (€. 15)
ore 14.30: Presentazione dei mosaici di p. Rupnik

 Domenica 12 settembre – La Domenica della Festa
11.30: Messa solenne e 40º di don Stefano Rocca, già parroco di s. Stefano

Lunedì 13 settembre
ore 20.45: Santa Messa con sacerdoti nativi o che hanno svolto il loro ministero tra noi. Presiede don Alessandro Repossi nel suo 25º di ordinazione


Con domenica 5 settembre riprendono gli orari normali delle messe festive e feriali: ricordiamo al mercoledì la messa alle ore 6.30  e al giovedì alle ore 20.30.


Avvisi

  • Riprende l’orario di segreteria
  • Dal 14 al 17 settembre: quattro giorni catechiste con il grazie per chi si presta a questo servizio per i ragazzi e le loro famiglie.
  • Giovedì 16 settembre ore 20.30: Primo incontro Consiglio pastorale
  • Domenica 19 e 26 settembre ore 15: rispettivamente 8 e 8 bambini saranno battezzati
  • Domenica 19 settembre ore 11.30: Celebrazione degli anniversari di matrimonio.
    Coloro che stanno vivendo una particolare data di matrimonio sono invitati a questo momento di festa. Saranno invitate anche le coppie che nel corso nel 2020 si sono sposate.
    E’ necessario lasciare il nominativo in segreteria
  • Da martedì 21 a venerdì 24 settembre don Norberto, con un gruppo di 15 persone, saranno a Lourdes con il pellegrinaggio diocesano: pregheremo Maria per la comunità.
  • Dal 27 settembre inizio iscrizioni al catechismo.

2 agosto: Perdono di Assisi

2 agosto: Perdono di Assisi in ogni Chiesa parrocchiale con queste indicazioni:

1. Rinnovare la professione di fede, recitando il Credo.
2. Una preghiera che ci unisca alla Chiesa secondo le intenzioni del Papa: un Pater, un’Ave e un Gloria.
3. Accostarsi alla Confessione negli otto giorni precedenti o successivi.
4. Partecipare alla Santa Messa, comunicandosi, negli otto giorni precedenti o successivi.

Questa indulgenza può essere applicata anche per le anime dei nostri defunti.

27 giugno 2021

V domenica dopo Pentecoste

Il patrimonio delle figurine

Con il passare degli anni molte persone incontrate non ci sono più. La morte per anzianità o per malattia ti stacca da affetti e dai volti. Poi c’è anche la morte improvvisa dei piccoli o la morte segnata da un incidente o da una fatalità. Questo è ciò che si sperimenta mentre gli anni avanzano e  il tempo scorre.
Il più delle volte, dopo il funerale, si riesce ad avere in mano una immagine, stampata appositamente, di chi non c’è più. Altre volte capita di vedere, su fotografie antiche che ti passano di mani, molte persone che ora non ci sono più ma che ricordi con affetto.
Sono figlio di genitori che mi hanno fatto amare il cimitero. Pur nativo di Monza non ho nessun legame con quel camposanto. Ma visitare i parenti prendendo il treno (quando non si aveva la macchina), diventava un modo per incontrare tutti i parenti quelli vivi (nonni, zii e cugini) e quelli morti ma legati da un cognome che unisce.
Da Monza con il treno erano solo sei stazioni da superare eppure sembrava tantissimo e il viaggio era una festa. I ricordi più belli sono uniti soprattutto con mio papà Giovanni (scrivo il 24 giugno nel giorno di Giovanni Battista!) morto ormai da 32 anni. Era lui che mi portava nel cimitero di famiglia e… “mi raccontava” di quello e di quell’altro, di quel parente collegato con l’altro parente, di quel soprannome o della corte dove abitava ecc…
Soprattutto mi portava sulla tomba del “suo” parroco e sulla tomba del “suo” amico Samuele morto in giovane età.
Anche con la mamma era lo stesso ma… tra uomini era diverso. Così quando passo nei due cimiteri di riferimento ripeto gli stessi gesti e gli stessi “Requiem” tra le tombe e i loculi e avverto con me “le antiche guide” che mi accompagnano.
Ora ti rimane, di molta gente conosciuta, l’immagine che metto nel messalino per la celebrazione dei santi. Un libro che è “deformato” per il numero di immagini che ci sono. Mi sono detto che forse è il luogo adatto dove volti di amici e di parenti devono stare. Il dono di essere prete permette legami profondi e, quando una famiglia vive un lutto mi offre l’immaginetta con il volto del proprio defunto, lo ritengo sempre una cosa bella e ne sono onorato. Credo che le persone che mi offrono quelle immagini colgano come sia vero per me il valore di quella… figurina. Diamo anche un tocco di simpatia a queste righe che scrivo riconoscendo a questa “raccolta” una preziosità maggiore rispetto a quella che si faceva con i calciatori.
Se qualcuno dovesse passare nel mio studio troverà un libro “non più libro” ma “sformato” dalla presenza di nomi e di volti. È vero che siamo in una epoca virtuale e migliaia sono le immagini nei nostri cellulari, eppure quella immaginetta ora plastificata ha un peso e un valore fuori commercio.
Chi vive di più deve conservare più volti e nomi, ricordi e persone. Quando mi capita di sfogliare lo “sformato” messalino mi viene da dire: “In quella comunione in cui siete, datemi un occhio e mettete una mano sulla mia testa”. Forse anche loro partecipano al grande libro della storia fatta di nome e di volti e… intercedono, aiutano, sostengono.
Le immaginette dei morti sono un “patrimonio dell’umanità”, senza scomodare nessuna organizzazione internazionale!

don Norberto


Il Vangelo del 27 di giugno

Sarà perché è l’ultimo numero del “Verso Emmaus” prima di rivederci a settembre, sarà perché l’ho letto qualche giorno fa con quella ventina di adulti che fanno parte del gruppo “35 – 50” (numeri che fanno riferimento ad una fascia di età), sta di fatto che il Vangelo del 27 giugno di quest’anno è proprio bello e interessante!
Sempre intenso il vangelo di Giovanni (ritorna ancora il nome anche se non ha nulla a che vedere con Giovanni Battista!) che richiama un messaggio di luce sulle tenebre arrivando a sigillare una forte espressione nei confronti dei farisei: “Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio”.
La seconda parte del capitolo 12 che si leggerà, prosegue sulla stessa melodia inserendo il riferimento al Padre, quello che “mi ha mandato, quello che mi ha ordinato di cosa parlare e cosa dire”. L’aggiunta del richiamo al Padre arricchisce la Parola che risuona nella sua bellezza.
Dicevo intensi versetti in questo caldo estivo dove magari a messa si muovono più i foglietti o i ventagli che la lucidità nel porre attenzione ai testi sacri.
Che Lui sia luce non può essere una espressione della serie: “Questa la so già!”.
È Gesù stesso che si definisce così. Si presenta Lui davanti a quel buio che attraversa i nostri pensieri o i sentimenti, le incertezze del domani, le fatiche di non trovare vie di uscita o le delusioni prodotte dagli altri.
Troppo semplice rimanere sull’immaginario luce e buio anche perché il buio di alta montagna è un bel buio, il buio nel silenzio quando chiudi gli occhi è un bel buio, il buio della propria casa, di notte, è un bel buio. Si è tranquilli perché si ha la situazione sotto controllo.
Mi è capitato qualche anno fa di obbligare alla sosta il Freccia Rossa mentre si andava a Roma (con i “sacramentali” delle persone bloccate nei binari della stazione di Orte) a causa di vertigini posizionali che mi impedivano ogni piccolo movimento mentre non riuscivo a tenere gli occhi aperti. Non poterli aprire ma sapere che c’era qualche presenza amica non mi ha terrorizzato. Diversamente se fossi stato da solo in un luogo buio tra voci sconosciute sarebbe stato molto diverso.
Parlare di buio è forse immaginare le situazioni dove non c’è via di uscita, dove non c’è possibilità di fare qualcosa; si è nel buio pesto appunto!
Che risuoni una voce: “Io sono venuto nel mondo come luce” possiede un effetto grande se si percepisce chi stia parlando. Ancora di più sentire che, credendo, si diventa “figli della luce”. Essere così in una situazione limite è una novità in assoluto.
Riprendo una bella espressione di Christian Bobin, autore citato altre volte: “Forse nessuno ha visto la luce di Cristo quanto i suoi boia, perché in loro essa ha fatto emergere la loro ombra. Per loro essa è stata intollerabile, perché li ha posti davanti alla loro mediocrità e per questo l’hanno ucciso”.
Nessuna spiegazione biblica in queste righe ma solo la cura che il suono della voce, della Sua voce, arrivi. È la novità nel buio di quella morte dove il Signore sentiva cosa si prova a stare nel buio del male mentre poteva solo ascoltare la voce del Padre che gli diceva, sì proprio a Lui: “Io, il Padre, sono la luce”. Da quella parte Gesù poteva “camminare verso la luce”. Signore, questa è una Parola bella e vera: si cammina allora!


orario delle Messe nel mese di luglio

festivo
domenica: 8:30 – 10 – 11:30 – 18
Messa alle ore 12 nella cappella dell’Idroscalo

feriale
lunedì – mercoledì – venerdì: ore 8:30
martedì – giovedì – sabato: ore 18

orario delle Messe nel mese di agosto

festivo
domenica: ore 8:30 – 10:30 – 18

feriale
lunedì – mercoledì – venerdì: ore 8:30
martedì – giovedì – sabato: ore 18

(per altre messe in città: vedi la locandina all’entrata della chiesa)


Verso Emmaus” si mette in pausa per qualche settimana. Riposano i suoi fogli e le sue righe, si ferma l’inchiostro e l’impaginazione, il computer e la carta: buoni giorni di riposo e di vacanza per ognuno di voi!