15 gennaio 2023

Seconda domenica dopo l’Epifania

Una mossa da credenti

Mentre sfumano le immagini e le notizie sulla morte di Benedetto XVI, come si poteva immaginare, iniziano a comparire le varie considerazioni sul Papa, sul suo ritiro, sugli ultimi momenti di vita o sui problemi di cuore.  Riflessioni di diversa tendenza: alcune buone e altre meno.
Quelle buone invitano a leggere in chiave cristiana la figura di un Papa che lo Spirito ha chiamato a guidare la Chiesa per otto anni. I credenti credono (di fatto e non tanto per dire!) all’azione della Provvidenza in un conclave dove “Dopo il grande Papa Giovanni Paolo II i signori Cardinali hanno eletto me pontefice, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”.
L’invito è allora a ritornare ai suoi scritti, alle omelie o alle catechesi del mercoledì: argomenti di alto spessore e di altrettanta chiarezza, come era nel suo stile.
Le altre considerazioni invece introducono aspetti di dietrologia, di intrighi, di supposizioni ecc.: grande materiale che attira la curiosità e che alimenta discussioni da salotto o da bar. Tutta una macchina che allontanerà sicuramente da ogni sforzo (ci vuole anche un po’ di fatica talvolta) per conoscere il pensiero del Papa emerito, quello che in verità ha detto e ha scritto.
Credo sarà utile difendersi da messaggi che arriveranno da ogni parte; mi permetto quindi, con molta discrezione, di formulare una linea di discernimento suggerendo due domande: “Quello che leggo in Internet o mi incuriosisce potrebbe diventare lettura durante la preghiera o pensiero durante la Messa? Quanto, nel dialogo con il Signore, avrebbe valore e quanto risulterebbe inutile o dannoso?”. Quasi un invito ad uscire dal salotto o dalle discussioni e mettere tutto nella relazione con il Signore, pregando.
È  solo una linea che mi sembra giusto suggerire ai credenti in Gesù, solo a loro.
Don Norberto


La busta e la commozione

Nella cassetta della posta di Novegro abbiamo trovato una busta con francobollo al cui interno c’era un piccolo foglio a righe con tre parole difficili da decifrare, in cui si interpretava: “Un piccolo contributo…?”. Anche la firma non era chiara. Ebbene, un biglietto da cinque euro: una cifra semplice inviata con il costo di francobollo da un euro e venti… da commuoversi!
Terremo con cura il foglio e i cinque euro nella busta con il francobollo: un dono prezioso!


Epifania e curiosità: quale stile di vita facciamo nostro?

La volta scorsa mi sono permesso di accostare le parole Epifania e pandemia. Oggi azzardo un altro accostamento: Epifania e curiosità. Come queste due parole sono tra loro legate, o slegate? In sostanza: che relazione c’è tra un evento che noi chiamiamo Epifania, ovvero manifestazione del Signore Gesù e la parola curiosità?  Proviamo ad indagare e vediamo dove arriviamo.
Spesso ai bambini viene detto che non devono essere curiosi, ma questa frase, che in talune circostanze ha un suo perché, se dovesse essere assolutizzata produrrebbe solo degli automi. C’è una curiosità malsana che è quella di farsi i fatti degli altri, oggi alimentata ad arte dallo star system, ma c’è anche una curiosità assolutamente sana, da coltivare e curare, che è quella di porsi delle domande, di cercare nuove strade di vita, di non accontentarsi del già detto e già noto. È una curiosità che ci spinge ad approfondire senza lasciarci trarre in inganno da risposte banali e rassicuranti. È una curiosità che ci inquieta e al tempo stesso ci fa crescere. La curiosità non si accontenta di un “Andrà tutto bene” ma cerca il senso degli eventi.
La curiosità sana sa di non sapere! Essa non ci permette di dire “So tutto io”. Chi sa tutto non è curioso, è noioso. I Magi sono curiosi. Loro cercano, non sanno neanche cosa. Una stella accende il loro desiderio di conoscere e si muovono su sentieri sconosciuti. Vogliono sapere, capire, e per farlo si mettono in gioco. Partono da paesi lontani e attraversano mari e monti, rischiano, provano. E alla fine trovano!
Poi abbiamo l’altro tipo di persona: quella che sa! I sacerdoti e gli scribi sanno dove deve nascere il Salvatore: a Betlemme di Giudea! Loro lo sanno ma non escono dal palazzo del re. Non escono dalla loro zona di comfort, non si mettono in gioco. A loro basta la risposta scritta sui libri. La vita può continuare senza scossoni, nelle loro (o nostre?) tiepide case. Il Signore nasce al freddo ma loro (noi?) stanno al caldo.
Questo brano mostra che in fondo, per coltivare la fede, non ci sono buone e facili risposte; ci sono però buone domande. Chi è Gesù non lo imparo sui libri e la relazione con Lui è da costruire. Nulla contro lo studio che è sempre utile a patto che non plachi la sete di vita che solo dall’incontro con Lui può essere soddisfatta.
E noi chi scegliamo di essere? Dei Magi un po’ sgarrupati che si muovono per le vie della città, che sono i sentieri di Dio, o delle persone che sanno tutto e quindi non hanno bisogno di alzarsi dal divano? Quale stile di vita facciamo nostro?
Diacono Dario


Sommario

Tre ricorrenze nella prossima settimana.
La 34ª giornata (martedì 17 gennaio) per il dialogo ebraico cristiano dal titolo “Consolate, consolate il mio popolo”: non possiamo fare molto ma tenere aperte le antenne e documentarci attraverso Internet.
In secondo luogo, dal 18 al 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’unita cristiani dal titolo: «Imparate a fare il bene, cercate la giustizia». Forse anche per la sofferenza che tocca il mondo Ortodosso nella guerra in Ucraina, quest’anno si fa più essenziale invocare la potenza dello Spirito Santo invocato nella preghiera.
Infine la Domenica della Parola di Dio (domenica 22 gennaio) indetta da Papa Francesco allo scopo di valorizzare l’importanza della Parola nella liturgia e dell’amore per essa nella vita del credente. Rilanciamo la proposta predisposta dalla Diocesi per una lettura continuativa del Nuovo Testamento: entrare nel sito “Chiesa di Milano” alla titolazione “Nuovo Testamento; a Natale è ripartita la lettura integrale”.


Ministri straordinari della Eucarestia

“Una volta non era così” si sente dire. Era solo il sacerdote ad accedere all’altare e a distribuire ai fedeli la Comunione. Da anni ormai questo ministero è diventato normale nella Chiesa al fine di venir incontro a due esigenze: l’aiuto al sacerdote durante le celebrazioni per il numero delle persone che si accostano alla Eucarestia e per garantire, a chi è impossibilitato a venire alla Messa, di potere ricevere il Pane consacrato.
Il testo del Benedizionale dice meglio: “Questo ministero straordinario richiama il significato di un servizio liturgico intimamente connesso con la carità e destinato soprattutto ai malati e alle assemblee numerose. Esso impegna laici o religiosi ad una più stretta unità spirituale e pastorale con le comunità nelle quali svolgono il loro apostolato”.
Chi compie questo servizio ha ricevuto un mandato dalla Diocesi e ha fatto degli incontri di preparazione. Si prevede di valorizzare di più questo ministero laicale nelle parrocchie, soprattutto al servizio dei malati. Avremo cura di potenziare l’attenzione verso i malati che domandano l’incontro con il pane eucaristico.


Appuntamenti e avvisi

Santo Stefano

  • Giovedì 19 gennaio, alle ore 20.45: inizio del corso di preparazione al matrimonio cristiano
  • Domenica 22 gennaio, alle ore 15: inizio del percorso catechistico dei ragazzi di 2ª elementare

Novegro

  • Sabato 21 gennaio, dalle ore 10 alle ore 13: ritiro spirituale su “La pedagogia di Gesù”

San Felice

  • Domenica 15 gennaio, alle ore 10: durante la santa Messa vengono presentati alla comunità i ministri straordinari della Eucarestia: Anna Barracu Ghirini – Maria Pia Cesaretti – Enrico Dossena – Maria Teresa Meda – Ermes Giuseppe Gnemmi
    Chi desidera ricevere la Comunione ed è impedito per malattia o infermità, lo faccia presente mettendosi in contatto con la parrocchia.
  • Mercoledì 18 gennaio, alle ore 20.45: incontro sulla Parola di Dio guidata da don Norberto: “L’efficacia della preghiera nel vangelo di Luca”
  • Domenica 22 gennaio, alle ore 16.30: inizio del percorso catechistico dei ragazzi di 2ª elementare