30 maggio 2021

Santissima Trinità

Fare il tagliando

Più volte ho segnalato un fatto: “Sono poche le persone che fanno la Comunione pur non perdendo mai la Messa”. A me pare che questo dato faccia pensare. Anche durante il funerale questo capita ma non mi preoccupa, sapendo che per un defunto possono venire persone di estrazione religiosa diversa. Noto infatti alcuni che non fanno il segno di croce, molti che non cantano (ahimè anche alla domenica!) o che stanno in silenzio nella preghiera. È un funerale, ognuno in quel momento si esprime per come è e per come vive la fede.
Che nelle normali liturgie però pochi si alzino a ricevere il pane della Eucarestia, obbliga a pensare: “Ma è essenziale quel Pane oppure no?”.
Ritengo che sia necessario “fare un tagliando” come succede per il motore delle nostre macchine. Forse qualche “aggiustatina”, qualche piccolo intervento con relativo costo dovrà essere fatto. Procedo per punti senza una graduatoria di importanza con un “forse” proprio perché vorrei aprire una riflessione e non pretendere di vedere giusto.

  1. Forse abbiamo reso l’Eucarestia troppo per i “perfetti”

Nessuno ne è degno a meno che non ci si confessi il giorno prima: non essendomi confessato “non faccio la Comunione”. Potrebbe essere una prima “verifica del motore”: è veramente del tutto giusta l’affermazione circa l’Eucarestia come premio per i “perfetti”? Se il Signore dice che è venuto per i malati e non per i giusti, ci sarà un motivo. In quell’Ultima cena la perfezione mancava.
E allora una possibile correzione: “Se è così e se mi sento indegno, forse devo più ascoltare il Vangelo e riconoscere che il Signore viene in me, così come mi trovo: devo forse dare peso al fatto che proprio all’inizio della messa (se vengo in orario!) si riconosce di essere peccatori”. Certo riprendere eventualmente con una “sana Confessione” dopo magari tanto tempo, non sarebbe male. Il suggerimento di farlo “sei o sette volte all’anno” sarebbe un buon aiuto e un buon supporto.

  1. Forse la situazione di convivenza mi impedisce di accedere alla Eucarestia

Certo ci sono casi in cui, a causa di precedenti matrimoni fatti in chiesa, le nuove relazioni impediscono l’accesso alla Comunione. Ma esistono situazioni in cui, pur essendo in coppia e pur potendosi sposare, non lo si fa. Il fatto che non faccia entrare il Sacramento, quindi il Signore nella mia vita di coppia non è che faccia problema?
Forse il venire alla domenica potrebbe essere una occasione per “riaprire” il discorso. Spesso sento dire: “Lo dica al mio compagno!”, volendo indicare qualche difficoltà di vedute. Sì, dico io, ma anche la parte meno credente o problematica dovrebbe rispettare quel desiderio di Eucarestia che esiste nella parte “religiosa” della coppia. Sollecitare un “tagliando alla propria vita di coppia” non sarebbe male allora.

  1. Forse c’è troppo individualismo nella vita cristiana

Entrare nella Liturgia e cibarsi di quel Pane non è solo un fatto del singolo perché quel Pane produce, come effetto, il far diventare quel gruppo di credenti…”Corpo di Cristo”.
Il cibarsi a “macchia di leopardo” blocca l’azione della Eucarestia che trasforma progressivamente ogni singolo in una unione mistica si direbbe, in un organismo intrecciato che è stile di vita. È diventare uomini e donne di comunione uscendo dall’assemblea proprio perché quel Pane immette un “virus positivo” contro l’individualismo. Nella “verifica del motore ” ci accorgiamo che il Pane non è percepito come “bomba comunitaria” che crea un vincolo capace di superare ogni egocentrismo. Siamo disposti a “farci stritolare” da quell’Amore che ci viene messo tra le mani? Il “segno della pace” che non facciamo a messa potrebbe essere rinnovato quando, guardandomi attorno, mi accorgo di altre membra dello stesso “Corpo di Cristo” e magari rivolgo, uscendo, un saluto e un augurio per la settimana.

  1. Forse i credenti non danno una testimonianza di comunione

Certo questo può essere un aspetto tragico che però non deve scoraggiarci ma incentivare ancora di più la “verità della liturgia e di quello che si celebra”. L’Eucarestia vissuta “con verità” ci fa essere consapevoli delle possibili incoerenze ma questo non ci toglie la spinta ad “essere veri credenti”.
Perché allora non credere che quel Pane ha bisogno di mani che lo accolgano e che producano ciò che esso significa? Mi domando se non sia una buona occasione fermare per esempio la processione del Corpus Domini vissuta tra le strade (il valore simbolico non si discute!) e predisporre una ideale processione “interna” dove il Pane possa posarsi su molte più mani “planando” in più coscienze. E se l’Eucarestia più che per le strade debba essere portata sulle mani di chi viene a celebrare e così, trasformata da quella “santa farina”, possa uscire lei e la comunità come “Corpus Domini”?
Per ora mi fermo qui… ma non mi fermo qui! Potremo poi parlare di coloro che fanno la Comunione in modo “garibaldino” oppure perché lo fanno tutti… Ritorna la domanda: “Posso io che leggo questo foglio fare un passo in avanti nella mia fede e nel dare valore alla Eucarestia? Qualche colpa l’abbiamo noi preti ma quanto poi ricade nella nostra pigrizia spirituale? Procederemo ancora per cercare di precisare questo Pane… essenziale per una comunità che voglia essere secondo il Maestro! Forse potremmo accelerare “la Messa… a punto del motore”!

Don Norberto


Dopo i passi

Dopo la lunga passeggiata sui “passi della liturgia” fino alla Pentecoste… un attimo di riposo. Una lunga camminata con queste parole che sono state scoperte e riportare alla luce. Sono parole “solite” ma mai “scontate” se si entra in un continuo rapporto con Gesù!
Per correttezza una parte del lavoro stampato sul foglietto era farina “non del mio sacco”, comunque “buona farina”. Ho cercato un pensiero e soprattutto un testo che offrisse la preghiera senza tante spiegazioni o motivi di insegnamento. Certo qualche parola di spiegazione all’inizio c’è stata ma poi la scelta degli Inni e dell’Akathistos hanno permesso che loro parlassero da soli: anche gli inni parlano!
Mi sembra bello mettere solo in evidenza le parole che hanno accompagnato questi passi nei giorni dal lunedì al sabato per sette settimane. Parole nascoste e trovate come profumati tartufi. La domenica era già “un passone” nel senso del “passo lungo” e non entrava nel conteggio.

– prima settimana: “Parola – Ascoltare – Camminare – Guardare – Accogliere – Salvare”
– seconda settimana: “Vedere – Silenzio – Sentire – Nascere – Battesimo – Risorgere”
– terza settimana: “Conversione e perdono – Testimoniare – Misericordia – Paura – Gloria – Pane della Vita”
– quarta settimana: “Il Padre – Speranza – Giudicare – Luce e tenebra – Vita eterna – Fede”
– quinta settimana: “Via, verità e vita – Opere buone – Sacrificio – Scrittura – Credere – Seminare”
– sesta settimana: “Spirito Santo – Cuore – Conoscere – Grazia – Benedizione – Rimanere”
– settima settimana: “Vegliare – Comandamenti – Amico – Ricordare – Pregare -Ricevere


Giovedì 3 giugno – Festa del Corpus Domini

Proposta di adorazione eucaristica per tutto il giorno dalle 9 alle 17 con la richiesta di segnalare sull’apposito foglio la presenza di almeno due o tre persone.
Per le Messe seguiamo o stesso stile usato per la festa dell’Ascensione. Inviteremo ad una messa speciale i ragazzi che ad ottobre hanno fatto la Prima Comunione (ore 17)
Messa solenne alle ore 8.30 e Concelebrazione comunitaria alle ore 20.45 (invito ad essere presenti proprio alla sera tra tutte le componenti della comunità).


Una possibilità

Sul foglio “Verso Emmaus” vengono scritti, da parte mia, dei messaggi o delle riflessioni. Mi piacerebbe che nell’informatore del mese di giugno, prima della pausa estiva, potessero comparire brevi e liberi interventi prendendo spunto da qualche elemento pubblicato nell’anno e che ha fatto pensare o può aver aiutato nella Fede. Chi vuole scriva su indirizzo di posta elettronica. (dN)