7 aprile 2024

Domenica in albis depositis, seconda di Pasqua


Verso Pentecoste

Dopo la Pasqua e l’intensa settimana successiva, prende il via il percorso “verso Pentecoste“, solennità che si celebrerà domenica 19 maggio. Cerchiamo di dare importanza a questo tempo speciale. Nel tragitto troveremo, giovedì 9 maggio, l’altra significativa solennità: l’Ascensione. Per questo periodo suggeriamo una veloce traccia per la riflessione e la preghiera. Vogliamo “mettere punti” segnalando una parola di riferimento. Come avviene nel gioco della Settimana enigmistica, i punti uniti potranno creare una immagine. Alla domenica stamperemo un foglio particolare semplificato, mentre la proposta completa sarà pubblicata sul sito di santo Stefano, comprendente l’inno Akatistos.
Il rito romano oggi celebra la domenica della “Divina misericordia”, a partire dall’esperienza spirituale di santa Faustina. Noi di rito ambrosiano abbiamo già celebrato, insieme alla domenica della divina clemenza, questa festa prima di iniziare la Quaresima. Teniamo conto della ricchezza di questa domenica anche se seguiamo la particolarità del nostro rito.


Lunedì 8 aprile – Annunciazione

Poiché il 25 marzo cadeva nella settimana santa, la solennità dell’Annunciazione (a 9 mesi dal Natale) viene spostata il primo giorno dopo la settimana di Pasqua. Bello iniziare con la 1ª strofa dell’antico inno Akatistos che vede Maria onorata e pregata nell’alba del suo “sì”.


Lunedì 8 aprile

1º punto: l’inizio della storia di Gesù
Il più eccelso degli Angeli fu mandato dal Cielo per dir “Ave” alla Madre di Dio. Al suo incorporeo saluto vedendoti in Lei fatto uomo, Signore, in estasi stette, acclamando la Madre così:
Ave, per Te la gioia risplende;
Ave, per Te il dolore s’estingue.
Ave, salvezza di Adamo caduto;
Ave, riscatto del pianto di Eva.
Ave, Tu vetta sublime a umano intelletto;
Ave Tu abisso profondo agli occhi di Angeli
Ave, in Te fu elevato il trono del Re;
Ave, Tu porti Colui che il tutto sostiene.
Ave, o stella che il Sole precorri;
Ave, o grembo del Dio che s’incarna.
Ave, per Te si rinnova il creato;
Ave, per Te il Creatore è bambino.
Ave, Sposa non sposata.

Martedì 9 aprile

2º punto: regalare vita
Nella Messa. “Non possiedo né oro né argento, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina” (Atti).
Una riga. “Esulti sempre il tuo popolo, per la rinnovata giovinezza dello Spirito” (Orazione).
Attira subito il termine “giovinezza”, perché sollecita il desiderio di eternità. Si parla spesso di “eterna giovinezza”, quello stato di vita che si vorrebbe prolungare all’infinito. Si fa di tutto… Eppure il tempo impedirà questo perché l’arrivo delle rughe o della pensione farà il rispettivo lavoro. “Giovinezza dello Spirito” possiede un fascino diverso, dato dalla parola “Spirito Santo” unito al nostro “spirito”. Quando si ama “secondo Dio” non c’è età che tiene. Quando si ama “secondo Dio” si è eterni in una continua apertura che il termine “giovinezza” dice bene. Senza lo Spirito la giovinezza potrebbe essere solo una veloce e fugace stagione.
Asterisco. “Non ringraziare, non essere contenti di questo… sarebbe un peccato”.
Preghiera di chiusura.Fa che io ti lodi, Signore, dammi la forza di cantare. Le mie labbra risuonano di gioia, quando canto per te, alleluia”.

Mercoledì 10 aprile

3º punto: acqua e Spirito
Nella Messa. “Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3, 5-8).
Una riga. “Questo Gesù è la pietra che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è sotto il cielo, altro nome nel quale è stabilito che noi siamo salvati” (Atti).
Casa costituita sulla roccia, forza eterna perché oltre la morte, certezza di non venir meno perché appoggiata sulla resurrezione del Signore. Così la Chiesa opera, salva e guarisce non solo nella componente fisica ma soprattutto in quella guarigione che arriva all’animo, alla coscienza, ai fantasmi nascosti. Ogni discepolo è portatore di questa energia vitale che diventa amicizia, mano tesa, guarigione del cuore… Solo il Maestro guarisce il corpo, i sentimenti, le relazioni, i nodi del passato, le ingiustizie subite.
Asterisco. “Se fossimo consapevoli di ciò che ci è stato offerto e possiamo dare”!
Preghiera di chiusura. “Ci hai riscattato col tuo sangue, o Signore, uomini di ogni razza e di ogni lingua, di ogni tribù e nazione e ci hai fatto un regno per il nostro Dio, alleluia”.

Giovedì 11 aprile

4º punto: far nascere
Nella Messa. “In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodemo: ‘Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito’” (Gv 3,7-15).
Una riga. “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito” (Vangelo).
Il venticello fresco è una cosa bella nell’afa estiva. Il vento primaverile e autunnale pulisce l’aria e raccoglie le foglie dove avviene il mulinello. Ne vedi e senti gli effetti non tocchi nulla. Come ieri si diceva, “così la vita nello Spirito”: si notano le montagne spostarsi, i ciechi che vedono, il male che si ferma, la riconciliazione dopo anni, una apertura dopo tante durezze…
Asterisco. “Essere parte del vento di Dio, essere nel vento dello Spirito mentre scorre la giornata: noi discepoli”.
Preghiera di chiusura. Quando uscisti, Dio, guidando il tuo popolo, aprendogli la strada e stando in mezzo a lui, la terra si agitò e le acque sgorgarono dal cielo, alleluia.

Venerdì 12 aprile

5º “punto”: battezzare
Nella Messa. “In quel tempo. Il Signore Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennon, vicino a Salim, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare” (Gv 3,22-30).
Una riga. “Trasforma tutti noi in sacrificio a te gradito” (Orazione).
Bella questa indicazione che il sacerdote dice a nome nostro, mentre il pane e il vino sono posti sull’altare. Essere sacrificio gradito significa essere “amore allo stato puro”, come quello che il Figlio ha compiuto. Per noi “stato puro” vuole dire con la presenza del limite certo, della libertà immatura e della predisposizione al peccato certamente… eppure, eppure aperti ad essere un dono! E il Padre non vede altro che il donarsi. Bello che si chieda di essere “amore allo stato puro”!
Asterisco. “Occorre solo lasciarsi andare come quel pane che diventa… pane allo stato puro”.
Preghiera di chiusura. Benedetto sempre il Signore, ha cura di noi il Dio della salvezza, il nostro Dio è un Dio che salva.


Appuntamenti

Lunedì 8 aprile

Ore 20.45 all’oratorio di santo Stefano: presentazione libro “Quel po’ di brace sotto la cenere”. Incontro con Anna Carobene; introduce Egidio Maggioni.

Martedì 9 aprile

Ore 16.30 a santo Stefano: gruppo Over 65 (vedi foglio in bacheca).
Ore 21 a San Felice: incontro sulla Parola di Dio della domenica.

Sabato 13 aprile

Ore 16 alla parrocchia di Lavanderie: “Definiamo i confini”; incontro cittadino per le giovani coppie e soprattutto per quanti hanno fatto il percorso fidanzati (vedi locandina).

Domenica 14 aprile

Ore 10 a Novegro: Messa animata dalla comunità filippina con il burning prayers e festa.
Ore 11.30 a santo Stefano: battesimo della catecumena Jorida.
Ore 15 a santo Stefano: battesimo di sette bambini.