{"id":1346,"date":"2021-03-14T17:53:33","date_gmt":"2021-03-14T15:53:33","guid":{"rendered":"http:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=1346"},"modified":"2021-04-11T13:12:13","modified_gmt":"2021-04-11T11:12:13","slug":"14-marzo-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/14-marzo-2021\/","title":{"rendered":"14 marzo 2021"},"content":{"rendered":"<h2><b>IV domenica di Quaresima &#8211; del cieco<\/b><\/h2>\n<h3><b>11 marzo non solo un numero<\/b><\/h3>\n<p>Ci sono dei numeri che ciascuno porta nel cuore per particolari momenti. Mettiamo in evidenza questo numero che, simbolicamente, determina l&#8217;inizio della terribile pandemia che ci ha colpiti e che ancora oggi ci attanaglia. Segnaliamo <b>l&#8217;omelia <\/b>che il vescovo Delpini ha fatto proprio in quel giorno durante la messa celebrata con tutti i vescovi della Lombardia a Caravaggio.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><b>Scaccio i demoni con il dito di Dio <\/b><\/h3>\n<p>Si aggira sulla nostra terra una specie di grigiore, una inclinazione alla rassegnazione, una inquietudine pervasiva che forse non si dichiara, ma che rende guardinghi, sospettosi, inclini a fare di meno piuttosto che di pi\u00f9, a stare soli piuttosto che in compagnia, a sospendere ogni cosa piuttosto che prendere iniziative. Si aggira sulla nostra terra una specie di inespressa persuasione che la battaglia sia persa. Come dice Ges\u00f9: c\u2019era un uomo forte, ben armato, che faceva la guardia al suo palazzo, ma \u00e8 arrivato uno pi\u00f9 forte di lui e l\u2019ha vinto.<\/p>\n<ol>\n<li>Il <b>demone muto<\/b><b>.<\/b> C\u2019\u00e8 infatti il demone muto. Il demone muto impone il silenzio. Uomini e donne, anche discepoli del Signore Ges\u00f9 hanno aperto la porta al demone muto. E perci\u00f2 non hanno pi\u00f9 parole. Non hanno pi\u00f9 parole cristiane. Di fronte al tempo che vivono non sanno che cosa dire. Di fronte alle lacrime e alle domande di fratelli e sorelle che piangono i loro morti non sanno che cosa dire se non parole generiche di condoglianze. Di fronte alle provocazioni delle presenze prossime che dicono: \u201cdov\u2019\u00e8 il tuo Dio?\u201d non sanno che cosa rispondere. Un demone muto ha tolto loro la parola. <b>Ma il regno di Dio<\/b> \u00e8 giunto a noi e Ges\u00f9 ha scacciato il demone muto. Perci\u00f2 ora coloro che il virus ha assalito e ucciso, hanno cominciato a parlare e cantano la vittoria di Ges\u00f9 sul demone muto e proclamano che la morte \u00e8 stata vinta, che Ges\u00f9 risorto \u00e8 il primogenito di coloro che risorgono da morte. E invitano tutti a unirsi al grande coro della comunione dei santi per cantare la gloria di Dio: \u201cla morte \u00e8 stata sconfitta e non ha pi\u00f9 alcun potere sui figli di Dio. Chi crede in Ges\u00f9, anche se morto vivr\u00e0!\u201d.<\/li>\n<li>Il <b>demone ribelle<\/b>. C\u2019\u00e8 il demone ribelle. Il demone ribelle insinua la disperazione. Suggerisce che non valga la pena di servire il Signore. Insinua che la sua promessa di rendere felici non sia affidabile. Convince che la parola dei profeti non merita di essere ascoltata. Il demone ribelle rende malvagio il cuore e ferisce il cuore di Dio: invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle. Nei mesi della pandemia il demone ribelle esibisce conferme alla sua ribellione: vedete quanti morti? Muoiono insieme il santo e il peccatore. A che cosa serve servire il Signore? Voltategli le spalle e siate disperati! <b>Ma il regno di Dio <\/b>\u00e8 giunto a noi e Ges\u00f9 ha scacciato il demone ribelle. Ges\u00f9 ha sofferto con coloro che soffrono, Ges\u00f9 ha pianto con coloro che piangono, Ges\u00f9 \u00e8 morto con coloro che sono morti. E mentre il demone ribelle suggerisce di non ascoltare la voce del Signore, nostro Dio, e di non accettare la correzione, i figli di Dio hanno ascoltato la voce amica di Ges\u00f9 e si sono messi in cammino: venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi. Si sono messi in cammino: cos\u00ec si \u00e8 diffusa tra la gente una nuova forma di compassione abitata da una fortezza mite e paziente, una pratica instancabile della dedizione abitata dalla carit\u00e0, una rinnovata fiducia abitata dalla speranza di partecipare della morte e risurrezione di Ges\u00f9 per entrare nella vita di Dio. \u00c8 giunto a voi il regno di Dio.<\/li>\n<li><b>Il demone della divisione e della solitudine<\/b>. C\u2019\u00e8 il demone della solitudine. Il demone della solitudine divide e separa, mette gli uni contro gli altri. Sequestra le persone e si impegna a renderle inaccessibili. Semina la desolazione nel constatare che coloro che amiamo sono irraggiungibili. Quante lacrime hanno accompagnato morti solitarie! Chi non ha sentito dire in questi mesi: \u201cMio pap\u00e0 \u00e8 morto da solo. Hanno portato via mia mamma e non l\u2019ho pi\u00f9 rivista! \u00c8 morto il mio nonno adorato e non ho potuto neppure partecipare al funerale! Mia moglie ha tanto sofferto e io non c\u2019ero a stringerle la mano e io non c\u2019ero per l\u2019ultima carezza!\u201d. Il demone della solitudine continua ad aggirarsi tra la gente e ad alimentare l\u2019egoismo, a mettere gli uni contro gli altri: \u201cCerca di arrivare prima! Cerca di cavartela, non pensare agli altri, pensa per te, che si tratti della vaccinazione o del posto di lavoro o di qualsiasi interesse\u201d. <b>Ma il regno di Dio <\/b>\u00e8 giunto a noi e ha scacciato il demone della solitudine. Ha consolato i morti che non abbiamo potuto consolare, ha abbracciato i nostri cari che non abbiamo potuto abbracciare, ha introdotto in quella comunione che il demone non pu\u00f2 spezzare, ci ha radunati nella preghiera che non teme le distanze. Abbiamo imparato a pregare nella comunione dei santi, insieme con Maria, la Madre e con tutti i santi nostri amici.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questa preghiera, questo canto di speranza, questa professione di fede celebriamo oggi qui, nel santuario della gente semplice, nel santuario che celebra la maternit\u00e0 di Maria che ha consolato la povera Giannetta e consola tutti noi.<\/p>\n<p><b>Mario Delpini<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<h3><b>Dopo la settimana di Esercizi spirituali<\/b><\/h3>\n<p>Pi\u00f9 che predicazione, il silenzio e la preghiera; pi\u00f9 che la bravura del predicatore (anche!), l&#8217;azione dello Spirito Santo; pi\u00f9 che cose difficili, piccoli accorgimenti per la preghiera personale; pi\u00f9 che andare lontano a trovare il silenzio (i colori ce lo impediscono), stare nella vita corrente con nell&#8217;animo il dialogo in Dio. Questo e altro nei giorni in cui si \u00e8 fatto questa esperienza che ha coinvolto un numero di persone in presenza (pi\u00f9 il pomeriggio che la sera) e molti altri attraverso il canale YouTube. Le riflessioni di p. Mario, sistemate e raggruppate, resteranno nel sito.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><b>Prepariamo il gioved\u00ec con il pensiero &#8211; prima puntata<\/b><\/h3>\n<p>Parliamo del Gioved\u00ec Santo e lo facciamo ovviamente da credenti. \u00c8 probabile che si vivr\u00e0 la prossima Pasqua con le dovute ristrettezze anche se, conviene ribadirlo, mai come lo scorso anno!<br \/>\nE allora, chi ci vieta di preparare una tavola diversa gioved\u00ec 1\u00b0 aprile, Gioved\u00ec Santo? Chi ci impedisce di dare risalto alla cena del 1\u00b0 aprile, Gioved\u00ec Santo? Perch\u00e9 non mettere avanti lo sguardo proprio al 1\u00b0 aprile, Gioved\u00ec Santo? Lo scorso anno eravamo troppo scossi per immaginare chiss\u00e0 cosa ma oggi&#8230;<br \/>\nE se preparassimo con il pensiero gi\u00e0 <b>la tavola del Gioved\u00ec Santo<\/b>? Niente di speciale&#8230; il menu potreste sceglierlo &#8220;con calma e con amore&#8221;. Per\u00f2, suggeriamo gi\u00e0 da ora: proviamo a cercare una preghiera magari tratta dai salmi o ad inventarne una in base ad altre immagini. Poi proviamo a cercare il testo del vangelo dell&#8217;ultima cena o della lavanda dei piedi.<br \/>\nGioved\u00ec 1\u00b0\u00a0 aprile <b>potrebbe svolgersi cos\u00ec: <\/b>trovarsi a tavola in un orario prestabilito (anche dopo la celebrazione in chiesa); sedersi e fare il segno della croce insieme, leggere il brano di vangelo e la preghiera, il capo famiglia prenda la il pane e lo divida tra\u00a0 tutti, poi si mangi, senza accensione della TV e dei cellulari. Alla fine, il semplice segno della croce che chiude la cena potrebbe acquistare un grande valore, quello di ringraziare, di ringraziare, di ringraziare&#8230; E se facessimo pi\u00f9 o meno cos\u00ec? Pensiamoci.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><b>Raccogliamo l&#8217;ulivo<\/b><\/h3>\n<p>Chi sta potando il proprio albero di ulivo e desidera portare i rami in parrocchia, \u00e8 ben accetto. Lo scorso anno non si \u00e8 fatto nulla come sappiamo. Fummo tutti a disagio per la mancanza di questo segno tradizionale che entrava nelle case. Quest&#8217;anno prepareremo, nei consueti sacchetti, questo segno cristiano e potremo quasi riscoprilo non come segno &#8220;che porta bene&#8221; ma come un richiamo alla morte (ricordo dell&#8217;entrata di Ges\u00f9 in Gerusalemme) e resurrezione (la gioia della Pasqua).<\/p>\n<h3><b>Il Papa ha indetto un anno dedicato a san Giuseppe e non solo&#8230;<\/b><\/h3>\n<p>La lettera apostolica <b><i>Patris corde<\/i><\/b>, facile e pi\u00f9 breve delle encicliche, potr\u00e0 essere uno strumento adeguato per approfondire la figura, spesso un po&#8217; nascosta, di san Giuseppe. Possibile acquistarla o leggerla attraverso Internet.<br \/>\nMa non solo: il Papa chiede un anno di riflessione sull\u2019<b><i>Amoris laetitia. <\/i><\/b>in occasione del quinto anniversario di promulgazione dell\u2019Esortazione apostolica che ricorrer\u00e0 proprio il 19 marzo.<\/p>\n<hr \/>\n<h3><b>Venerd\u00ec 19 marzo San Giuseppe<\/b><b>: <\/b>si celebrer\u00e0 la santa Messa alle ore 8.30 e alle ore 18.<\/h3>\n<p>Alle ore 20.30 invece invitiamo alla <b>Celebrazione penitenziale <\/b>cittadina presso la parrocchia del Villaggio ambrosiano. Saranno presenti 10 sacerdoti per il sacramento della Confessione.<\/p>\n<h3><b>Mercoled\u00ec 24 marzo Veglia dei martiri cristiani <\/b><\/h3>\n<p>Nel ricordo della morte di mons. Romero, facciamo memoria di coloro che nel corso del 2020 sono stati uccisi in nome della fede: alle ore 20.45 nella chiesa di Lavanderie con tutte le parrocchie della citt\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2021\/20210314-VersoEmmausSettimanale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato PDF<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IV domenica di Quaresima &#8211; del cieco 11 marzo non solo un numero Ci sono dei numeri che ciascuno porta nel cuore per particolari momenti. 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