{"id":1757,"date":"2021-06-27T16:39:17","date_gmt":"2021-06-27T14:39:17","guid":{"rendered":"http:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=1757"},"modified":"2021-10-01T10:29:38","modified_gmt":"2021-10-01T08:29:38","slug":"27-giugno-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/27-giugno-2021\/","title":{"rendered":"27 giugno 2021"},"content":{"rendered":"<h2><b>V domenica dopo Pentecoste<\/b><\/h2>\n<h3><b>Il patrimonio delle figurine<\/b><\/h3>\n<p>Con il passare degli anni molte persone incontrate non ci sono pi\u00f9. La morte per anzianit\u00e0 o per malattia ti stacca da affetti e dai volti. Poi c&#8217;\u00e8 anche la morte improvvisa dei piccoli o la morte segnata da un incidente o da una fatalit\u00e0. Questo \u00e8 ci\u00f2 che si sperimenta mentre gli anni avanzano e\u00a0 il tempo scorre.<br \/>\nIl pi\u00f9 delle volte, dopo il funerale, si riesce ad avere in mano una immagine, stampata appositamente, di chi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Altre volte capita di vedere, su fotografie antiche che ti passano di mani, molte persone che ora non ci sono pi\u00f9 ma che ricordi con affetto.<br \/>\nSono figlio di genitori che mi hanno fatto amare il cimitero. Pur nativo di Monza non ho nessun legame con quel camposanto. Ma visitare i parenti prendendo il treno (quando non si aveva la macchina), diventava un modo per incontrare tutti i parenti quelli vivi (nonni, zii e cugini) e quelli morti ma legati da un cognome che unisce.<br \/>\nDa Monza con il treno erano solo sei stazioni da superare eppure sembrava tantissimo e il viaggio era una festa. I ricordi pi\u00f9 belli sono uniti soprattutto con mio pap\u00e0 Giovanni (scrivo il 24 giugno nel giorno di Giovanni Battista!) morto ormai da 32 anni. Era lui che mi portava nel cimitero di famiglia e&#8230; &#8220;mi raccontava&#8221; di quello e di quell&#8217;altro, di quel parente collegato con l&#8217;altro parente, di quel soprannome o della corte dove abitava ecc&#8230;<br \/>\nSoprattutto mi portava sulla tomba del \u201csuo&#8221; parroco e sulla tomba del \u201csuo&#8221; amico Samuele morto in giovane et\u00e0.<br \/>\nAnche con la mamma era lo stesso ma&#8230; tra uomini era diverso. Cos\u00ec quando passo nei due cimiteri di riferimento ripeto gli stessi gesti e gli stessi &#8220;Requiem&#8221; tra le tombe e i loculi e avverto con me &#8220;le antiche guide&#8221; che mi accompagnano.<br \/>\nOra ti rimane, di molta gente conosciuta, l&#8217;immagine che metto nel messalino per la celebrazione dei santi. Un libro che \u00e8 &#8220;deformato&#8221; per il numero di immagini che ci sono. Mi sono detto che forse \u00e8 il luogo adatto dove volti di amici e di parenti devono stare. Il dono di essere prete permette legami profondi e, quando una famiglia vive un lutto mi offre l&#8217;immaginetta con il volto del proprio defunto, lo ritengo sempre una cosa bella e ne sono onorato. Credo che le persone che mi offrono quelle immagini colgano come sia vero per me il valore di quella&#8230; figurina. Diamo anche un tocco di simpatia a queste righe che scrivo riconoscendo a questa &#8220;raccolta&#8221; una preziosit\u00e0 maggiore rispetto a quella che si faceva con i calciatori.<br \/>\nSe qualcuno dovesse passare nel mio studio trover\u00e0 un libro &#8220;non pi\u00f9 libro&#8221; ma &#8220;sformato&#8221; dalla presenza di nomi e di volti. \u00c8 vero che siamo in una epoca virtuale e migliaia sono le immagini nei nostri cellulari, eppure quella immaginetta ora plastificata ha un peso e un valore fuori commercio.<br \/>\nChi vive di pi\u00f9 deve conservare pi\u00f9 volti e nomi, ricordi e persone. Quando mi capita di sfogliare lo &#8220;sformato&#8221; messalino mi viene da dire: &#8220;In quella comunione in cui siete, datemi un occhio e mettete una mano sulla mia testa&#8221;. Forse anche loro partecipano al grande libro della storia fatta di nome e di volti e&#8230; intercedono, aiutano, sostengono.<br \/>\nLe immaginette dei morti sono un &#8220;patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0&#8221;, senza scomodare nessuna organizzazione internazionale!<\/p>\n<p><b>don Norberto<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<h3><b>Il Vangelo del 27 di giugno<\/b><\/h3>\n<p>Sar\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;ultimo numero del &#8220;Verso Emmaus&#8221; prima di rivederci a settembre, sar\u00e0 perch\u00e9 l&#8217;ho letto qualche giorno fa con quella ventina di adulti che fanno parte del gruppo &#8220;35 &#8211; 50&#8221; (numeri che fanno riferimento ad una fascia di et\u00e0), sta di fatto che il Vangelo del 27 giugno di quest&#8217;anno \u00e8 proprio bello e interessante!<br \/>\nSempre intenso il vangelo di Giovanni (ritorna ancora il nome anche se non ha nulla a che vedere con Giovanni Battista!) che richiama un messaggio di luce sulle tenebre arrivando a sigillare una forte espressione nei confronti dei farisei: &#8220;Amavano infatti la gloria degli uomini pi\u00f9 che la gloria di Dio&#8221;.<br \/>\nLa seconda parte del capitolo 12 che si legger\u00e0, prosegue sulla stessa melodia inserendo il riferimento al Padre, quello che &#8220;mi ha mandato, quello che mi ha ordinato di cosa parlare e cosa dire&#8221;. L&#8217;aggiunta del richiamo al Padre arricchisce la Parola che risuona nella sua bellezza.<br \/>\nDicevo intensi versetti in questo caldo estivo dove magari a messa si muovono pi\u00f9 i foglietti o i ventagli che la lucidit\u00e0 nel porre attenzione ai testi sacri.<br \/>\nChe Lui sia luce non pu\u00f2 essere una espressione della serie: &#8220;Questa la so gi\u00e0!&#8221;.<br \/>\n\u00c8 Ges\u00f9 stesso che si definisce cos\u00ec. Si presenta Lui davanti a quel buio che attraversa i nostri pensieri o i sentimenti, le incertezze del domani, le fatiche di non trovare vie di uscita o le delusioni prodotte dagli altri.<br \/>\nTroppo semplice rimanere sull&#8217;immaginario luce e buio anche perch\u00e9 il buio di alta montagna \u00e8 un bel buio, il buio nel silenzio quando chiudi gli occhi \u00e8 un bel buio, il buio della propria casa, di notte, \u00e8 un bel buio. Si \u00e8 tranquilli perch\u00e9 si ha la situazione sotto controllo.<br \/>\nMi \u00e8 capitato qualche anno fa di obbligare alla sosta il Freccia Rossa mentre si andava a Roma (con i &#8220;sacramentali&#8221; delle persone bloccate nei binari della stazione di Orte) a causa di vertigini posizionali che mi impedivano ogni piccolo movimento mentre non riuscivo a tenere gli occhi aperti. Non poterli aprire ma sapere che c&#8217;era qualche presenza amica non mi ha terrorizzato. Diversamente se fossi stato da solo in un luogo buio tra voci sconosciute sarebbe stato molto diverso.<br \/>\nParlare di buio \u00e8 forse immaginare le situazioni dove non c&#8217;\u00e8 via di uscita, dove non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di fare qualcosa; si \u00e8 nel buio pesto appunto!<br \/>\nChe risuoni una voce: &#8220;Io sono venuto nel mondo come luce&#8221; possiede un effetto grande se si percepisce chi stia parlando. Ancora di pi\u00f9 sentire che, credendo, si diventa \u201cfigli della luce\u201d. Essere cos\u00ec in una situazione limite \u00e8 una novit\u00e0 in assoluto.<br \/>\nRiprendo una bella espressione di Christian Bobin, autore citato altre volte: &#8220;Forse nessuno ha visto la luce di Cristo quanto i suoi boia, perch\u00e9 in loro essa ha fatto emergere la loro ombra. Per loro essa \u00e8 stata intollerabile, perch\u00e9 li ha posti davanti alla loro mediocrit\u00e0 e per questo l&#8217;hanno ucciso&#8221;.<br \/>\nNessuna spiegazione biblica in queste righe ma solo la cura che il suono della voce, della Sua voce, arrivi. \u00c8 la novit\u00e0 nel buio di quella morte dove il Signore sentiva cosa si prova a stare nel buio del male mentre poteva solo ascoltare la voce del Padre che gli diceva, s\u00ec proprio a Lui: &#8220;Io, il Padre, sono la luce&#8221;. Da quella parte Ges\u00f9 poteva \u201ccamminare verso la luce&#8221;. Signore, questa \u00e8 una Parola bella e vera: si cammina allora!<\/p>\n<hr \/>\n<h3><b>orario delle Messe nel mese di luglio<\/b><\/h3>\n<p><b>festivo<br \/>\n<\/b>domenica: 8:30 &#8211; 10 \u2013 11:30 &#8211; 18<br \/>\nMessa alle ore 12 nella cappella dell&#8217;Idroscalo<\/p>\n<p><b>feriale<br \/>\n<\/b>luned\u00ec &#8211; mercoled\u00ec &#8211; venerd\u00ec: ore 8:30<br \/>\nmarted\u00ec &#8211; gioved\u00ec &#8211; sabato: ore 18<\/p>\n<h3><b>orario delle Messe nel mese di agosto<\/b><\/h3>\n<p><b>festivo<br \/>\n<\/b>domenica: ore 8:30 \u2013 10:30 &#8211; 18<\/p>\n<p><b>feriale<br \/>\n<\/b> luned\u00ec &#8211; mercoled\u00ec &#8211; venerd\u00ec: ore 8:30<br \/>\nmarted\u00ec &#8211; gioved\u00ec &#8211; sabato: ore 18<\/p>\n<p>(per altre messe in citt\u00e0: vedi la locandina all&#8217;entrata della chiesa)<\/p>\n<hr \/>\n<p><b>\u201d<\/b><b>Verso Emmaus\u201d si mette in pausa per qualche settimana. Riposano i suoi fogli e le sue righe, si ferma l\u2019inchiostro e l\u2019impaginazione, il computer e la carta: buoni <\/b><b>giorni di riposo e di vacanza per ognuno di voi!<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2021\/20210627-VersoEmmausSettimanale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>V domenica dopo Pentecoste Il patrimonio delle figurine Con il passare degli anni molte persone incontrate non ci sono pi\u00f9. 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