{"id":1892,"date":"2021-11-11T18:51:18","date_gmt":"2021-11-11T17:51:18","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=1892"},"modified":"2022-05-01T14:03:38","modified_gmt":"2022-05-01T13:03:38","slug":"voce-del-verbo-toccare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/gli-articoli-di-don-norberto\/voce-del-verbo-toccare\/","title":{"rendered":"Voce del verbo &#8220;toccare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una azione che mi colpisce durante il funerale o quando vengono collocate le ceneri di un defunto nei piccoli loculi. Si tratta del gesto di toccare la bara o l&#8217;urna come ultimo saluto. Tutti sanno che in una bara c&#8217;\u00e8 solo un cadavere e che le ceneri sono appunto le ceneri; eppure, quel gesto di toccare, come ultima cosa che esprime affetto a chi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, \u00e8 un segno molto forte. C&#8217;\u00e8 il bisogno non solo di dire con parole ma anche di esprimersi nel tatto.<br \/>\n\u00c8 quel gesto che compio da anni a Lourdes (perch\u00e9 l&#8217;ho visto fare la prima volta da giovane nel mio primo viaggio come barelliere) contribuendo a proseguire questa particolare abitudine: parlo del passaggio nella grotta dove si tocca la roccia sopra la quale \u00e8 posta la statua della Madonna a ricordo di quella apparizione alla piccola Bernadette. Sento, in quel tocco sulla fredda pietra, il carico delle numerose mani che, per mille motivi, hanno reso la roccia lucida. Desidero il contatto con il cielo, con Maria, con il Signore attraverso la mano. Solo la pandemia ha bloccato, per ora, questo gesto.<br \/>\nDicevo del funerale in chiesa e delle tumulazioni delle ceneri, un gesto che tocca tutti, grandi e piccoli, anziani e giovani, persone religiose e quanti non hanno mai messo piede in una chiesa: tutti per\u00f2 con la voglia di dare il saluto per l&#8217;ultima volta attraverso quel contatto!<br \/>\nSembra quasi che la bara di legno o l&#8217;urna di acciaio diventino delle reliquie. Non apro il discorso sul toccare le reliquie e baciarle perch\u00e9 mi sono gi\u00e0 espresso altre volte: per\u00f2, in fondo, \u00e8 lo stesso toccare, nonostante la contestazione al culto delle reliquie (si rifiutano le reliquie ma si toccano le bare!).<br \/>\nA partire da questa considerazione mi \u00e8 venuto in mente di pensare al contrario, mettendomi dalla parte del cielo, di Dio (provo a farmi intendere). In fondo anche Dio ci tocca ma non lo sentiamo fisicamente perch\u00e9 non deve toccare la nostra epidermide altrimenti potrebbe disintegrarci. Il suo \u00e8 un tocco che arriva nel profondo di noi, cos\u00ec come toccando la bara vogliamo arrivare al profondo di quella relazione che abbiamo avuto con la persona morta.<br \/>\nNoi tocchiamo il legno per giungere al profondo, Dio tocca il nostro essere superando e bypassando la scorza, la pelle, le ossa e i nostri nervi. Mi sono detto dopo: &#8220;Se \u00e8 vero il gesto umano perch\u00e9 non potrebbe essere altrettanto vero il toccare di Dio pur se in un modo contrario al nostro?&#8221;. Mi piace pensare che qualcosa di Dio ci arrivi superando il nostro corpo, passando le nostre malattie, andando oltre le nostre lacune, toccando il nostro essere.<br \/>\nDa quando ha preso la nostra umanit\u00e0, il gesto del toccare fa parte di Dio! Per far passare un perdono ha toccato il paralitico, gli occhi di un cieco o la mano di una bambina morta. E poi quel benedire i bambini&#8230;! Un affetto che diventava protezione, una simpatia per coloro che non contavano nulla, una vicinanza con tutti i piccoli di cuore che sarebbero nati nel corso della storia.<br \/>\nEcco mentre noi tocchiamo una bara cercando la relazione che \u00e8 eterna, Dio ci tocca nella relazione eterna senza toccare la nostra pelle, appunto facendo la contrario.<\/p>\n<p><strong>don Norberto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una azione che mi colpisce durante il funerale o quando vengono collocate le ceneri di un defunto nei piccoli loculi. 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