{"id":1983,"date":"2021-12-19T20:38:14","date_gmt":"2021-12-19T19:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=1983"},"modified":"2022-04-03T15:13:01","modified_gmt":"2022-04-03T14:13:01","slug":"19-dicembre-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/19-dicembre-2021\/","title":{"rendered":"19 dicembre 2021"},"content":{"rendered":"<h2><b>Domenica dell&#8217;Incarnazione<\/b><\/h2>\n<h3><b>Piccole sorprese<\/b><\/h3>\n<p>Inizio a collocare lentamente i volti con le abitazioni dove una famiglia o una persona vive. Mettere insieme cognomi e le persone \u00e8 un\u2019altra impresa. Infine ricordarsi di tutto \u00e8 sforzo titanico. Qualcosa per\u00f2 riesco a fare grazie al passaggio tra i palazzi e le abitazioni.<br \/>\nQuando mi \u00e8 capita di suonare ad un campanello e vedere persone che riconosco presenti in chiesa o che ho avuto modo di incontrare per vari motivi, mi illumino e sono molto contento! Inizio una lenta collocazione delle persone nelle vie della parrocchia tra quelle \u201cantiche\u201d (via Suardi, via Mazzini, via De Amicis\u2026), quelle \u201crecenti\u201d (via Cristei, via Minzoni, vie dei fiumi\u2026) a quelle recentissime\u201d (via san Rocco, via Giotto, via Caravaggio\u2026).<br \/>\nIl fatto di essere invitato e atteso tramite il foglio azzurro, mi permette di trovare un terreno\u2026 arato e accogliente. Trovarsi in casa di chi appartiene alla tua comunit\u00e0 cristiana, fa piacere perch\u00e9 i volti cominciano a prendere una storia, evidente nella casa stessa o raccontata dalle fotografie collocate in cornici o appese alle pareti. Spesso sono immagini di familiari che sono morti, ma anche di nipoti e pronipotini che sono i&#8230; \u201cmiei tesori\u201d.<br \/>\nCerto non ci sono le caramelle per i chierichetti anche perch\u00e9\u2026 non ci sono i chierichetti. Quella forma di benedizione delle case ha fatto il suo tempo e lo abbiamo messo in pensione. Ricordo mio pap\u00e0 Giovanni che, quando ero in quarta e quinta elementare, mi veniva a prendere, con la bicicletta, a casa del prete che accompagnavo nelle benedizioni pasquali (essendo io di Monza seguivamo il rito romano). Certo che fare il giro (ci si divertiva anche) dalle 14.30 alle 21 era\u2026 sfruttamento minorile ma cos\u00ec era il mondo degli anni Sessanta. Non c\u2019erano corsi e non frequentavo il doposcuola per cui quella novit\u00e0 primaverile era anche un diversivo in un rione in cui non succedevano fatti eclatanti. Ricordo sempre la volta in cui, al termine del giro nelle numerose case, ricevetti la \u201cmancia\u201d di 16 mila lire che a quei tempi era una cifra importante.\u00a0 Oggi la possibilit\u00e0 di fermarsi per due chiacchiere, per qualche racconto o, capita, per qualche confessione (\u201dReverendo \u00e8 gi\u00e0 qui mi pu\u00f2 confessare?\u201d) rende la presenza dei ragazzi inadeguata.<br \/>\nRitorno alla bellezza del modo con cui entriamo nelle case perch\u00e9 mi sento pi\u00f9 libero ad accettare le offerte per la chiesa. Nella forma precedente della benedizione mi disturbava l\u2019idea che qualcuno pensasse ad un passaggio del prete per raccogliere denaro. Per questo motivo ho sempre chiesto di portare la busta in chiesa se non conoscevo bene la famiglia. Oggi, dal momento che sono i parrocchiani a chiedere l\u2019incontro, il gesto della busta \u00e8 pi\u00f9 significativo.<\/p>\n<h3><b>Quasi un censimento<\/b><\/h3>\n<p>Il sistema che abbiamo adottato rimanendo nelle restrizioni pandemiche, permette forse di iniziare un censimento interno. Mi viene da sorridere pensando che tra pochi giorni sentiremo: \u201cCi fu un censimento al tempo dell\u2019imperatore Cesare Augusto&#8230;\u201d. Nessuna verifica fiscale o controllo del territorio, ma solo una iniziale precisazione di coloro che, in qualche misura, si sentono parte della comunit\u00e0 o sono in una ricerca spirituale. Per ora bastano queste note.<\/p>\n<p><b>Don Norberto<\/b><\/p>\n<h3><b>Dialogo di Benedetto XVI con Maria<\/b><\/h3>\n<p><i>Sappiamo dell\u2019affetto del Papa emerito e delle sue sintesi efficaci e semplici. Ecco la conclusione della sua enciclica \u201cSpe salvi\u201d: un dialogo che facciamo nostro nella festa liturgica ambrosiana della divina maternit\u00e0 della vergine Maria.<\/i><\/p>\n<p>Con un inno del VIII\/IX secolo, quindi da pi\u00f9 di mille anni, la Chiesa saluta Maria, la Madre di Dio, come \u00abstella del mare\u00bb: Ave maris stella. La vita umana \u00e8 un cammino. Verso quale meta? Come ne troviamo la strada? La vita \u00e8 come un viaggio sul mare della storia, spesso oscuro ed in burrasca, un viaggio nel quale scrutiamo gli astri che ci indicano la rotta. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente. Esse sono luci di speranza. Certo, Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la luce per antonomasia, il sole sorto sopra tutte le tenebre della storia. Ma per giungere fino a Lui abbiamo bisogno anche di luci vicine \u2013 di persone che donano luce traendola dalla Sua luce ed offrono cos\u00ec orientamento per la nostra traversata. E quale persona potrebbe pi\u00f9 di Maria essere per noi stella di speranza \u2013 lei che con il suo \u00abs\u00ec\u00bb apr\u00ec a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che divent\u00f2 la vivente Arca dell&#8217;Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piant\u00f2 la sua tenda in mezzo a noi?<\/p>\n<p><b>A lei perci\u00f2 ci rivolgiamo<\/b>: Santa Maria, tu appartenevi a quelle anime umili e grandi in Israele che, come Simeone, aspettavano \u00abil conforto d&#8217;Israele\u00bb e attendevano, come Anna, \u00abla redenzione di Gerusalemme\u00bb. Tu vivevi in intimo contatto con le Sacre Scritture di Israele, che parlavano della speranza, della promessa fatta ad Abramo ed alla sua discendenza. Cos\u00ec comprendiamo il santo timore che ti assal\u00ec, quando l&#8217;angelo del Signore entr\u00f2 nella tua camera e ti disse che tu avresti dato alla luce Colui che era la speranza di Israele e l&#8217;attesa del mondo. Per mezzo tuo, attraverso il tuo \u00abs\u00ec\u00bb, la speranza dei millenni doveva diventare realt\u00e0, entrare in questo mondo e nella sua storia. Tu ti sei inchinata davanti alla grandezza di questo compito e hai detto \u00abs\u00ec\u00bb: \u00abEccomi, sono la serva del Signore\u00bb.<\/p>\n<p>Quando piena di santa gioia attraversasti in fretta i monti della Giudea per raggiungere la tua parente Elisabetta, diventasti l&#8217;immagine della futura Chiesa che, nel suo seno, porta la speranza del mondo attraverso i monti della storia. Ma accanto alla gioia che, nel tuo Magnificat, con le parole e col canto hai diffuso nei secoli, conoscevi pure le affermazioni oscure dei profeti sulla sofferenza del servo di Dio in questo mondo. Sulla nascita nella stalla di Betlemme brill\u00f2 lo splendore degli angeli che portavano la buona novella ai pastori, ma al tempo stesso la povert\u00e0 di Dio in questo mondo fu fin troppo sperimentabile.<\/p>\n<p>Il vecchio Simeone ti parl\u00f2 della spada che avrebbe trafitto il tuo cuore, del segno di contraddizione che il tuo Figlio sarebbe stato in questo mondo. Quando poi cominci\u00f2 l&#8217;attivit\u00e0 pubblica di Ges\u00f9, dovesti farti da parte, affinch\u00e9 potesse crescere la nuova famiglia, per la cui costituzione Egli era venuto e che avrebbe dovuto svilupparsi con l&#8217;apporto di coloro che avrebbero ascoltato e osservato la sua parola. Nonostante tutta la grandezza e la gioia del primo avvio dell&#8217;attivit\u00e0 di Ges\u00f9 tu, gi\u00e0 nella sinagoga di Nazaret, dovesti sperimentare la verit\u00e0 della parola sul \u00absegno di contraddizione\u00bb. Cos\u00ec hai visto il crescente potere dell&#8217;ostilit\u00e0 e del rifiuto che progressivamente andava affermandosi intorno a Ges\u00f9 fino all&#8217;ora della croce, in cui dovesti vedere il Salvatore del mondo, l&#8217;erede di Davide, il Figlio di Dio morire come un fallito, esposto allo scherno, tra i delinquenti. Accogliesti allora la parola: \u00abDonna, ecco il tuo figlio!\u00bb.<\/p>\n<p>Dalla croce ricevesti una nuova missione. A partire dalla croce diventasti madre in una maniera nuova: madre di tutti coloro che vogliono credere nel tuo Figlio Ges\u00f9 e seguirlo. La spada del dolore trafisse il tuo cuore. Era morta la speranza? Il mondo era rimasto definitivamente senza luce, la vita senza meta? In quell&#8217;ora, probabilmente, nel tuo intimo avrai ascoltato nuovamente la parola dell&#8217;angelo, con cui aveva risposto al tuo timore nel momento dell&#8217;annunciazione: \u00abNon temere, Maria!\u00bb. Quante volte il Signore, il tuo Figlio, aveva detto la stessa cosa ai suoi discepoli: Non temete! Nella notte del Golgota, tu sentisti nuovamente questa parola. Ai suoi discepoli, prima dell&#8217;ora del tradimento, Egli aveva detto: \u00abAbbiate coraggio! Io ho vinto il mondo\u00bb. \u00abNon sia turbato il vostro cuore\u00bb. \u00abNon temere, Maria!\u00bb.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ora di Nazaret l&#8217;angelo ti aveva detto anche: \u00abIl suo regno non avr\u00e0 fine\u00bb. Era forse finito prima di cominciare? No, presso la croce, in base alla parola stessa di Ges\u00f9, tu eri diventata madre dei credenti. In questa fede, che anche nel buio del Sabato Santo era certezza della speranza, sei andata incontro al mattino di Pasqua. La gioia della risurrezione ha toccato il tuo cuore e ti ha unito in modo nuovo ai discepoli, destinati a diventare famiglia di Ges\u00f9 mediante la fede. Cos\u00ec tu fosti in mezzo alla comunit\u00e0 dei credenti, che nei giorni dopo l&#8217;Ascensione pregavano unanimemente per il dono dello Spirito Santo e lo ricevettero nel giorno di Pentecoste. Il \u00abregno\u00bb di Ges\u00f9 era diverso da come gli uomini avevano potuto immaginarlo. Questo \u00abregno\u00bb iniziava in quell&#8217;ora e non avrebbe avuto mai fine. Cos\u00ec tu rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre, come Madre della speranza. Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te. Indicaci la via verso il suo regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!<\/p>\n<p><b>Benedetto XVI<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<h2><b>Orari e celebrazioni<\/b><\/h2>\n<h3><b>Giorno del sacramento della Riconciliazione<\/b><\/h3>\n<p>Mercoled\u00ec 22 dicembre: Confessioni<br \/>\n&#8211; dalle 7.30 alle 11.30 (due confessori)\u00a0 &#8211;\u00a0 dalle 15 alle 19 (due confessori)\u00a0 &#8211; dalle 20.30 alle 22.30 (quattro confessori)<br \/>\nVenerd\u00ec 24 dicembre: Confessioni<br \/>\n&#8211; dalle 8.30 alle 12; dalle 15.30 alle 17.30 (due confessori)<\/p>\n<p><b>Giorno della festivit\u00e0 di Natale<br \/>\n<\/b>&#8211; Messa della vigilia: ore 18 a santo Stefano<br \/>\n&#8211; Messa della notte: ore 22 \u00a0a Novegro<br \/>\n&#8211; a santo Stefano, alle ore 23.30: inizio veglia e alle ore 24: Santa Messa<\/p>\n<p>Sabato 25 dicembre &#8211; giorno di Natale<br \/>\nOrario festivo: ore 8.30, ore 10, ore 11.30 e ore 18<\/p>\n<p>Domenica 26 dicembre \u2013 santo Stefano, patrono<br \/>\nOrario festivo: ore 8.30, ore 10, ore 11.30 con accensione del \u201cFaro\u201d o pallone, ore 18<\/p>\n<p><b>Dopo Natale<br \/>\n<\/b>Dal 27 dicembre al 30 dicembre &#8211; 3 e 4 gennaio:\u00a0 Messa: ore 8.30 (sospese le altre Messe)<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2021\/20211219-VersoEmmausSettimanale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato PDF<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica dell&#8217;Incarnazione Piccole sorprese Inizio a collocare lentamente i volti con le abitazioni dove una famiglia o una persona vive. 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