{"id":2065,"date":"2022-02-13T17:05:46","date_gmt":"2022-02-13T16:05:46","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=2065"},"modified":"2022-04-03T15:13:22","modified_gmt":"2022-04-03T14:13:22","slug":"13-febbraio-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/13-febbraio-2022\/","title":{"rendered":"13 febbraio 2022"},"content":{"rendered":"<h2>Sesta domenica dopo l&#8217;Epifania<\/h2>\n<h3>Pronti via alla \u201cMission Segrate\u201d!<\/h3>\n<p>Una serata intensa quella vissuta a Lavanderie la sera dell\u201911 febbraio, la sera prima di andare in stampa con questo informatore. Sembra quasi di essere in una redazione giornalistica dove bisogna scrivere in fretta un \u201cpezzo\u201d per poi correggerlo e mandarlo in stampa entro i tempi giusti.<br \/>\nCentoquarantasei persone erano presenti tra missionari (una decina) e persone provenienti dalle sette parrocchie: 146 in cifra. Molta curiosit\u00e0, molte aspettative\u2026 Serata giusta nel ritmo vivace, grazie a diversi e stringati interventi. Non abbiamo sforato le 22.30 pur avendo ascoltato molto, captato i segnali di questa benedetta \u201cMission Segrate\u201d che pian piano prende forma. Siamo cos\u00ec partiti!<br \/>\nCerto non c\u2019erano molti giovani, forse perch\u00e9 il messaggio non \u00e8 giunto in modo corretto e accattivante o forse perch\u00e9 un po\u2019 lontani dalle nostre parrocchie. Adulti giovani ben rappresentati, adulti\u00a0 di mezza et\u00e0 anche e un interessante numero di persone anziane. Del resto se si sono mossi, di sera, pur potendo stare a casa vuol dire che sono curiosi e aperti. Vedremo pian piano come sapremo parlarne e continuare a creare curiosit\u00e0 e aspettativa.<br \/>\nIl clima non \u00e8 risultato \u201cstopposo\u201d, anzi. Un canto brasiliano imparato al volo, ci ha anche un po\u2019 mosso l\u2019animo e il corpo nell\u2019invocazione di \u201ccome sia bello stare insieme da fratelli\u201d.<br \/>\nIl leggero movimento del soffio dello Spirito nella preghiera, <b>la Parola <\/b>che ci ha portati a quella nascita della Chiesa nel giorno di Pentecoste ha fatto da giusta introduzione. <b>Il simpatico racconto <\/b>dove si \u00e8 tutti dormienti, in una casa comoda, su un letto soffice, dove qualcuno russa, qualcun altro sonnecchia, qualcuno sogna o dormicchia, ha creato una attesa, quella che assomiglia ad una pulce che, pur piccola e quasi invisibile, ha il potere di mettere in movimento riuscendo a svegliare o a risvegliare tutti e rendere la casa piena di gioia e di rumori. Nessuna magia ma la consapevolezza che \u201csi pu\u00f2 tentare, ci si pu\u00f2 fidare\u201d.<br \/>\nBisognava precisare degli <b>obiettivi<\/b> allora ed ecco quattro verbi per questa \u201cMission\u201d: \u201cRisvegliare, formare, ascoltare, camminare insieme.\u201d Ci serviremo di un metodo per incontraci, lavorare e non perdere tempo: fatto.<br \/>\nCi siamo salutati dandoci quattro appuntamenti fino al mese di giugno trovandoci in due sedi per permettere un maggior coinvolgimento delle persone: Lavanderie e santo Stefano.<br \/>\n<b>Primo appuntamento <\/b>venerd\u00ec 11 marzo alle 20.45, poi sabato 2 aprile alle ore 15, in terzo luogo venerd\u00ec 13 maggio ore 20.45 (nel ricordo dell\u2019apparizione di Maria a Fatima) e infine sabato 4 giugno alle ore 15. Iniziamo a fissarli.<br \/>\nL\u2019ora \u00e8 tardi, si deve andare in stampa, stop, e\u2026 \u201dche Dio ce la mandi buona\u201d.<br \/>\nDon Noberto<\/p>\n<h3>Una trasmissione e la lettera<\/h3>\n<p>In questi giorni ha tenuto banco una trasmissione televisiva e una lettera: nella prima lo stupore per la presenza di Papa Francesco in TV di persona, nella seconda la mano debole e forte di Benedetto XVI. Quest&#8217;ultimo mentre \u00e8 rivolto al prossimo incontro con il suo Signore e giudice ci regala uno scritto intenso come lui sa fare a proposito di fraintese letture del suo comportamento da vescovo.<br \/>\nPapa Francesco invece (non presente in studio ma collegato da casa sua) con i suoi occhi e il suo sguardo invita a camminare insieme con coraggio, accenna alla preghiera, fa riferimento alla cura del povero solo quando lo si tocca, richiama al diritto per ogni uomo di essere perdonato, riprende due antichi e attuali errori (oltre che eresie) quali il pelagianesimo e lo gnosticismo\u2026 Piaciuto s\u00ec, piaciuto no: vero e credibile nel suo comunicare.<br \/>\nCerto poi c\u2019\u00e8 lo sguardo polemico e critico di alcuni. Appunto di alcuni: non ci scandalizza, forse ci infastidisce. Punto, lasciamo il punto. Preferiamo invece lasciare i puntini di sospensione (\u2026) quelli che invitano alla commozione, alla preghiera, all\u2019effetto, alla stima, all\u2019amicizia verso due persone di Dio\u2026<br \/>\nVi ricordiamo!<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Pellegrinaggio a Fatima: 2 &#8211; 5 giugno 2022<\/h3>\n<p>Il Santuario dove Maria \u00e8 apparsa ai tre pastorelli possiede una forza, quella di ricordarci quanto il male, il peccato, il demonio agisca nel mondo ma anche quanto la Madre del Risorto venga in aiuto alla Chiesa e alla umanit\u00e0 che vuole allontanarsi dal male. Un santuario di grande richiamo per le vicende politiche ed anche per il legame con l\u2019impensabile attentato ad un Papa. Era il 13 maggio 1981 quando Giovanni Paolo II, in piazza san Pietro, sub\u00ec quell\u2019attacco, lo stesso giorno nel 1917 (pochi mesi prima del Primo conflitto mondiale) quando Maria sul leccio a Cova da Iria si present\u00f2 a Francisco, Lucia e Giacinto Marto, i pastorelli canonizzati cento anni dopo, il 13 maggio 2017.<br \/>\nProponiamo un pellegrinaggio con una parte turistica nei primi giorni, tra luoghi significativi del Portogallo. L\u2019ampio tempo che dedicheremo nel santuario ci permetter\u00e0 di vivere le celebrazioni, le meditazioni, il silenzio e la preghiera. Saremo ospitati presso un albergo gestito dai padri Clarettiani la cui presenza \u00e8 conosciuta nella nostra citt\u00e0.<\/p>\n<h4>Programma<\/h4>\n<p><strong>Gioved\u00ec 2 giugno Segrate \/ Lisbona \/ Fatima<\/strong><br \/>\nGiornata dedicata alla visita di Lisbona con la guida: piazza del Commercio, piazza Rossio, il quartiere d\u2019Alfama, la \u201cS\u00e9\u201d, la cattedrale e la casa natale di S. Antonio (Celebrazione Eucaristica). Nel pomeriggio, visita del quartiere di Belem con la sua torre sul Tago, il museo e il monastero di Jeronimos. Trasferimento a Fatima e serata al santuario con fiaccolata.<\/p>\n<p><strong>Venerd\u00ec 3 Giugno<\/strong><br \/>\nGiornata dedicata alla visita di Bathala, Alcobaca, Nazar\u00e8. Serata al santuario con fiaccolata.<\/p>\n<p><strong>Sabato 4 Giugno<\/strong><br \/>\nGiornata dedicata interamente al santuario: Cappellina delle Apparizioni, Via Crucis e casa natale dei \u201cpastorelli\u201d, chiesa nuova, museo e fiaccolata.<\/p>\n<p><strong>Domenica 5 giugno Fatima \/ Lisbona \/ Segrate<br \/>\n<\/strong>Giornata al santuario con Celebrazione Eucaristica Internazionale e preparazione per la partenza.<\/p>\n<h4>Notizie tecniche<\/h4>\n<p>40 posti disponibili (23 Marzo 2022: scadenza per cancellazione totale senza penale).<br \/>\nAndata: Malpensa \u2013 Lisbona 05.55 \u2013 07.45 &#8211; ritorno: Lisbona \u2013 Malpensa 15.55 \u2013 19.35<br \/>\nQuota individuale di partecipazione (min. 35 partecipanti): e<b>uro 690,00\u00a0 <\/b>&#8211; Supplemento camera singola: Euro 60,00<br \/>\nAltri dati si potranno trovare sul volantino<\/p>\n<h4>Iscrizioni<\/h4>\n<p>Entro il 27 febbraio con priorit\u00e0 ai parrocchiani di S. Stefano.<br \/>\nDal 1\u00b0 marzo: pellegrinaggio aperto ad altre parrocchie.<br \/>\nQuota di iscrizione: euro 250,00 entro il 20 marzo.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Notizia bella<\/h3>\n<p>I ragazzi di quinta A e quinta B della scuola Enrico Fermi hanno discusso su come usare la cifra di euro 50 trovata da alcuni di loro. E\u2019 stato deciso di devolvere la cifra trovato alla Caritas parrocchiale con queste parole: \u201cUn pensiero dalla 5A e 5B peri bambini meno fortunati\u201d. Il bel gesto merita un plauso.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Appuntamenti<\/h3>\n<p><b>Luned\u00ec 14 febbraio<\/b>, su TV 2000: film sulla figura di Padre Claret fondatore dei \u201cClarettiani\u201d<br \/>\n<b>Gioved\u00ec 17 febbraio<\/b>, alle ore 15.30: lettura di Giovanni 6<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Muoversi nel Sinodo anche noi: risposte<\/h2>\n<p><i>Qualche settimana fa abbiamo pubblicato la traccia delle 10 tematiche che la Chiesa italiana ha proposto nel Sinodo che Papa Francesco ha voluto (cfr Verso Emmaus del 21 gennaio).<br \/>\n<\/i><i>Quattro gruppi si sono trovati: un gruppo di adulti anziani vivaci, un gruppo di adulti tra i 35-50 anni, un gruppo di catechiste e un gruppo di giovani. Lasciamo la traccia di quello detto sperando di aver colti lo spirito degli interventi. Ecco i punti emersi di cui, alcuni, convergenti.<\/i><\/p>\n<h4>Risposta tematica n. 1<\/h4>\n<p>La dimensione individualistica della parrocchia \u00e8 purtroppo chiara ed \u00e8 vista in modo negativo anche dai giovani, ed \u00e8 l\u00ec che va attuandosi una possibilit\u00e0 nuova nell\u2019educarci a camminare insieme: la \u201cMission Segrate\u201d diventa una occasione provvidenziale.<br \/>\nOccorre, per superare questo elemento, aver cura della qualit\u00e0 delle relazioni, nella capacit\u00e0 di ascolto senza il pregiudizio, la cui presenza impedisce l\u2019azione dello Spirito. Va messo in atto un ripensamento sulle tappe educative della formazione che si attua in parrocchia (passaggio dal momento battesimale a quello della iniziazione, da quest\u2019ultimo alla fase adolescenziale e giovanile).<br \/>\nLa Chiesa, pur ispirata al Concilio Vaticano II di cui alcuni hanno sentito la \u201cventata\u201d, si \u00e8 ultimamente fermata. Nonostante molti passi di rinnovamento realizzati rispetto a ci\u00f2 che si viveva nel periodo preconciliare, si riconosce una situazione difficile per l\u2019incapacit\u00e0 anche degli adulti e anziani a trasmettere la fede in casa, tra i figli e i nipoti. \u00c8 sulla credibilit\u00e0 della fede viva che si giocher\u00e0 il futuro. Muoversi nello stile sinodale \u00e8 visto bene.<\/p>\n<h4>Risposta tematica n. 2<\/h4>\n<p>Nella Chiesa si \u00e8 accentuata troppo la forma organizzativa: occorre invece recuperare piuttosto la forma del \u201clavorare insieme\u201d, nella praticit\u00e0. Inventare momenti in cui, lavorando insieme, si possa alimentare e scambiare la vita spirituale tra i credenti. Si deve superare la logica del \u201cabbiamo fatto sempre cos\u00ec\u201d anche se spaventa ogni forma di cambiamento, con il rischio di rimanere chiusi all\u2019interno della parrocchia. Va sempre attuato ogni sforzo per superare il clericalismo dove noi ci sentiamo pi\u00f9 degli altri, noi pi\u00f9 bravi, pi\u00f9 buoni e pi\u00f9 capaci.<br \/>\nSi ritiene importante certamente la figura del parroco (e dei preti) ma questo non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente se non nasce una comunit\u00e0, valorizzando quel senso di popolo, fatto da uomini e donne, che si trova, dialoga, supera le diversit\u00e0, diventa corresponsabile. La virt\u00f9 dell\u2019umilt\u00e0 coltivata predispone all\u2019ascolto dell\u2019altro.<br \/>\nIl lavoro fatto in questi anni dal Centro di Ascolto cittadino ha favorito una conoscenza e stima degli operatori della Caritas, oltre al fatto di rendere pi\u00f9 adeguata la risposta ai bisogni dei deboli.<\/p>\n<h4>Risposta tematica n.3<\/h4>\n<p>Ci sono situazioni in cui le persone si autoescludono da un contatto ecclesiale: vuoi il coniuge non credente, vuoi i figli che si allontanano dalla fede&#8230; Rimane la domanda di come agganciarli e renderli parte della vita di fede. Essenziale \u00e8 comunque la vivacit\u00e0 della vita di fede, fatta di Parola, preghiera e di vita sacramentale da parte di ogni credente.<br \/>\nSi registra il desiderio di aprirsi alle altre parrocchie per conoscere nuove figure che siano di riferimento soprattutto per il mondo giovanile. Maggiore attenzione va data alle istituzione civiche e ai vari Enti che operano nel territorio per offrire un proprio contributo ed essere cos\u00ec presenti l\u00e0 dove molte persone si riconoscono. Si crede importante anche una \u201crinnovata\u201d attenzione ai momenti diocesani e decanali.<\/p>\n<h4>Risposta tematica n. 4<\/h4>\n<p>La cura della liturgia va proseguita nelle varie forme e modalit\u00e0, insieme con la centralit\u00e0 della Parola che deve risuonare forte e annunciata bene. La centralit\u00e0 dell\u2019Eucarestia domenicale va attuata nella pratica e non solo evocata. Occorre curare a questo riguardo la curiosit\u00e0 di ci\u00f2 che si celebra insieme alla corresponsabilit\u00e0 liturgica.<\/p>\n<h4>Risposta tematica n. 6<\/h4>\n<p>La fatica di trovare interlocutori impedisce quel contatto nella comunicazione della fede. Si riscontra una distanza tra la comunit\u00e0 e le famiglie \u201cobbligate\u201d a inviare i ragazzi per l\u2019iniziazione cristiana. Occorre creare una forma nuova di contatto e dialogo con loro. Vanno cercati momenti in cui incontrare persone che portino una testimonianze di vita evangelica.<\/p>\n<h4>Risposta tematica n.8<\/h4>\n<p>La funzione del Consiglio pastorale non \u00e8 chiara. Si intuisce che non pu\u00f2 essere solo un luogo organizzativo o un organismo che rappresenti i gruppi parrocchiali con la pesantezza che questo luogo di partecipazione possiede. Dovr\u00e0 diventare invece luogo vivace dello scambio nella fede a cui apportare la concretezza per la vita comunitaria della parrocchia. Ribadita ancora la opportunit\u00e0 della \u201cMission Segrate\u201d.<\/p>\n<h4>Risposta tematica n. 9<\/h4>\n<p>Vanno promosse iniziative al fine di unirsi, di uscire di casa, utilizzando anche le piattaforme digitali che si sono sperimentate in questi periodi.<br \/>\nIl tempo di pandemia ha accentuato la fatica e la stanchezza che ha portato ad una ruggine spirituale. Non si pu\u00f2 pi\u00f9 essere sicuri del vecchio modo di annunciare il vangelo ma muoversi verso il nuovo con una differente apertura. Il marciume tra cristiani obbliga a riformarsi.<\/p>\n<h4>Risposta tematica n.10<\/h4>\n<p>Il dialogo con le persone nelle varie forme permetterebbe la scoperta dell\u2019altro senza giudizi preventivi. Si ribadisce l\u2019obbligo di sfruttare tutte le occasioni ma anche inventarne altre per favorire incontro e scambio. Sar\u00e0 una buona occasione la \u201cMission Segrate\u201d per camminare insieme, cercare insieme, proporre e inventare insieme. Occorrer\u00e0 il coinvolgimento dei giovani sapendo offrire a loro una grande libert\u00e0 di azione.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Una storia meravigliosa: Bakhita<\/h2>\n<p><i>Anni fa fui incuriosito dal libro \u201cBakhita\u201d, di una scrittrice laica, V\u00e9ronique Olmi che vinse un rinomato premio francese. Divorai quel libro con molta commozione. Ecco un bel articolo dell\u2019Osservatore Romano, proprio dell\u2019 8 febbraio.<\/i><\/p>\n<p>Il nome \u00e8 sinonimo d\u2019identit\u00e0 di una persona. \u00c8 fondamentale averne uno, ma santa Giuseppina Bakhita fu privata anche di questo oltre che della libert\u00e0. Bakhita, infatti, non era il suo vero nome, che rimarr\u00e0 \u2014 per sempre \u2014 nel mistero: furono i suoi rapitori a chiamarla cos\u00ec, Bakhita, che in arabo vuol dire \u201cfortunata\u201d. Il Diario di questa donna narra la sua via Crucis, vissuta sempre con spirito di abbandono anche quando non conosceva quel Cristo che dice: \u00abAmerai il prossimo tuo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perch\u00e9 siate figli del Padre vostro\u00bb. La santa scriver\u00e0: \u00abDa schiava non mi sono mai disperata perch\u00e9 sentivo dentro di me una forza misteriosa che mi sosteneva\u00bb. Quella forza era Dio che l\u2019avrebbe chiamata a vestire l\u2019abito religioso e, ancora prima, a entrare nella Chiesa: il 9 gennaio 1890 riceve il battesimo, la cresima e la comunione dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto, futuro Papa Pio X. Ma come era arrivata in Italia la giovane ragazza sudanese? Le vie di Dio sono simili a un telaio dall\u2019ordito non facile da comprendere. La storia di Bakhita ha tutti i tratti di un vero e proprio romanzo.<br \/>\nNata nel 1869 nella regione del Darfur, all\u2019et\u00e0 di nove anni viene rapita da due arabi: era intenta a raccogliere delle erbe in un campo vicino casa. Riesce a fuggire insieme a una compagna, ma cade nelle mani di altri negrieri per poi essere venduta nuovamente come schiava. A Khartoum viene comprata da un generale turco. Qui avviene il supplizio che non dimenticher\u00e0 mai: viene incisa nel corpo con un rasoio. E le parole del racconto di questa stazione incidono il cuore del lettore: \u00abMi pareva di morire ad ogni momento\u00bb. L\u2019ordito della trama, allora, si fa sempre pi\u00f9 complesso: viene riscattata da un console italiano, Callisto Legnani che la porta con s\u00e9, al servizio della sua famiglia. Trascorrono pi\u00f9 di due anni, esplode la guerra mahdista e il console \u00e8 costretto a fuggire .<br \/>\nBakhita, giunta in Italia, sar\u00e0 affidata poi a una coppia di amici di Legnani: diventer\u00e0 la governante della loro piccola figlia Mimmina. Dopo tre anni i coniugi Michieli si trasferiscono in Africa a Suakin, ma la giovane Bakhita e la loro piccola figlia rimangono in Italia presso l\u2019Istituto dei Catecumeni a Venezia, retto dalle suore Canossiane. Ed \u00e8 in questo luogo che avviene l\u2019incontro con un Padre che non \u00e8 padrone: viene scritto da Dio il capitolo della svolta, del cambiamento, quello pi\u00f9 radicale per lei: nel dicembre 1893 entra nel noviziato dell\u2019istituto delle Canossiane e, dopo tre anni, pronuncia i primi voti religiosi.<br \/>\nLa luce di Cristo ricorda molto il sole del Sudan, ma non \u00e8 calura \u00e8 piuttosto calore del cuore. I suoi raggi penetrano in quelle cicatrici di rasoio rimarginando le ferite: \u00abSe incontrassi quei negrieri che mi hanno rapita e anche quelli che mi hanno torturata, mi inginocchierei a baciar loro le mani, perch\u00e9 se non fosse accaduto ci\u00f2, non sarei ora cristiana e religiosa\u00bb.<br \/>\n\u201cMadre Moretta\u201d \u2014 cos\u00ec era chiamata \u2014 parlava poco e pregava molto, nel nascondimento e nei lavori pi\u00f9 umili del convento a Schio, vicino Vicenza, dove rimase per 45 anni. Era silenziosa, eppure i bambini che accorrevano a farle festa ogni volta che la incontravano volevano ascoltare da lei una storia: \u00abDai suor Moreta cont\u00e9me ncora e la storia. No volemo favole, volemo quea dela sciava nereta\u00bb, domandavano in dialetto veneto. Era davvero una storia meravigliosa.<\/p>\n<p><strong>Antonio Tarallo<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2022\/20220213-VersoEmmausSettimanale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sesta domenica dopo l&#8217;Epifania Pronti via alla \u201cMission Segrate\u201d! 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