{"id":2346,"date":"2022-05-07T22:22:44","date_gmt":"2022-05-07T21:22:44","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=2346"},"modified":"2022-05-07T22:22:44","modified_gmt":"2022-05-07T21:22:44","slug":"8-maggio-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/8-maggio-2022\/","title":{"rendered":"8 maggio 2022"},"content":{"rendered":"<h2>Quarta domenica di Pasqua<\/h2>\n<h3>Dopo il saluto a don Gianni<\/h3>\n<p>L\u2019inizio di questo numero del &#8220;Verso Emmaus&#8221; non pu\u00f2 che tener conto del funerale celebrato a don Gianni Pravettoni mercoled\u00ec 4 maggio alle ore 15.<br \/>\nLa maggior parte di voi ha conosciuto e apprezzato questa figura di prete che ha accompagnato per quasi quarant\u2019anni la nostra parrocchia, prima come coadiutore e poi come parroco. Nato nel 1930 \u00e8 stato ordinato sacerdote nel 1955. Ultimamente risiedeva presso la struttura per anziani a san Felice.<br \/>\nL\u2019affetto di molti si \u00e8 sentito attraverso messaggi sui social e la presenza corale al funerale, in un clima di raccoglimento, di silenzio e di preghiera. La presenza di mons. Erminio De Scalzi, con il vicario di zona don Antonio Novazzi, ha portato l\u2019affetto del vescovo Delpini. La registrazione del funerale \u00e8 sul canale YouTube della parrocchia.<br \/>\nMolte parole su di lui si sono scambiate nel dialogo con le persone sia alla notizia della sua morte sia dopo il funerale. Molti che hanno collaborato o hanno solo ricevuto da lui una parola, un aiuto spirituale hanno espresso gratitudine affettuosa.<br \/>\nCerto lui potrebbe essere rappresentato dalle opere fatte nell\u2019abbellimento della chiesa e nella costruzione dell\u2019oratorio ma ci \u00e8 sembrato bello dare a lui la parola andando a ripescare un suo scritto. Si \u00e8 scelto, in un clima pasquale e tenendo conto del foglio che state leggendo, un articolo del 1\u00b0 settembre 1990. Ecco le sue parole.<\/p>\n<h3>Don Gianni scriveva&#8230;<\/h3>\n<p><i>Il neonato giornalino della nostra parrocchia ha finalmente un nome: &#8220;Verso Emmaus&#8221; e appare oggi in una nuova veste tipografica. Quel nome \u00e8 nato nel clima pasquale delle passate domeniche di aprile: chi ce l\u2019ha suggerito \u00e8 stato certamente affascinato da quel racconto al centro di una delle pi\u00f9 straordinarie pagine del vangelo di Luca. Due discepoli delusi e scoraggiati dopo la morte di Cristo, se ne ritornano al loro villaggio, Emmaus appunto. I due discutono tra loro con il volto triste ma si accede una piccola luce: c\u2019\u00e8 un altro uomo con cui parlare. L\u2019estraneo, attraverso un viaggio nelle Scritture, ripropone il credo cristiano. A quelle parole il cuore dei due discepoli ritorna ad ardere. La meta spaziale \u00e8 raggiunta: Emmaus; ma \u00e8 raggiunta anche la meta spirituale. Luca, ai gesti di quella cena in una modesta casa palestinese, sostituir\u00e0 quasi in dissolvenza i gesti di un\u2019altra cena, quella dell\u2019ultima sera di Cristo: &#8220;Egli prese il pane disse la benedizione, lo spezz\u00f2 e lo diede loro&#8221;.<br \/>\n<\/i><i>Davanti al pane eucaristico spezzato &#8220;i loro occhi si aprirono e lo riconobbero&#8221; e il &#8220;riconoscere&#8221; nella Bibbia \u00e8 il verbo della fede. La scintilla che era iniziata ad ardere durante il viaggio ora \u00e8 come se fosse un incendio. Essi non possono tenere nel chiuso l\u2019esperienza vissuta ed allora partono senza indugio per annunziare anche a Gerusalemme la loro grazia. Quel balzare in piedi, quel lasciare la mensa, quel correre nel buio della notte con la fiaccola in mano, non finiscono mai di affascinare.<br \/>\n<\/i><i>S\u00ec, quando Cristo che ti si \u00e8 rivelato sarebbe anche bello restasse l\u00ec, gustare quell\u2019intimit\u00e0 di luce dopo tanto buio e incertezza, ansie e sofferenze. Invece occorre partire senza indugi, con entusiasmo e fede, non dai nostri progetti, dalle nostre capacit\u00e0 organizzative ma sollecitati e nutriti della Sua parola e del Suo pane: forti della sua presenza in noi e accanto a noi per essere missionari. Come ogni prete penso con sofferenze ai lontani e a chi in chiesa non ci viene mai o non ci viene pi\u00f9.<br \/>\n<\/i><i>Come possiamo dire che siamo Chiesa se non viviamo la missionariet\u00e0 a cominciare dalla nostra parrocchia? E ci si chiede se non sia venuto il tempo di abbandonare le novantanove pecore del gregge al sicuro nell\u2019ovile e correre fuori a cercare quella smarrita; con la constatazione amara che sono pi\u00f9 le pecore fuori che non quelle che con tanta fatica noi sacerdoti seguiamo nell\u2019azione pastorale. Su questi pensieri il nostro Arcivescovo scrisse sei anni fa una lettera pastorale del titolo &#8220;Partenza da Emmaus&#8221; la lettera meno capita del cardinal Martini.<br \/>\n<\/i><i>Ma forse molti ad Emmaus ancora non sono arrivati e vivono la situazione dei due discepoli prima della loro esperienza con Cristo risorto: Comunit\u00e0 frantumata, fede assopita della mediocrit\u00e0, gruppi chiusi ad ogni novit\u00e0, scarso entusiasmo, disimpegno, scoraggiamento, delusione e stanchezza. Lo stupendo viaggio dei due discepoli di Emmaus pu\u00f2 diventare la storia di un viaggio spirituale attraverso le strade del dubbio, in mezzo alla terra oscura della crisi di fede. Il cammino che da Gerusalemme porta ad Emmaus \u00e8 il cammino dell\u2019uomo di ogni tempo.<br \/>\n<\/i><i>&#8220;Verso Emmaus&#8221; &#8211; il nostro giornalino &#8211; vuol diventare la storia scritta e del cammino della nostra comunit\u00e0 parrocchiale: dei nostri progetti, del nostro lavoro, dei nostri sforzi, dei nostri successi e insuccessi, delle nostre soddisfazioni e delle nostre delusioni, delle nostre conquiste e delle nostre sconfitte.<br \/>\n<\/i><i>&#8220;Verso Emmaus&#8221; pu\u00f2 diventare un magnifico strumento per questa avventura missionaria, giungendo puntuale in tutte le case ogni due mesi a sollecitare il nostro cammino, a rafforzare la nostra fede, ad animare la nostra speranza, incoraggiare i passi incerti e a dare una risposta sicura ai nostri dubbi. Gli studiosi non si sono mai accordarti sull\u2019identit\u00e0 del villaggio di Emmaus, forse ci sar\u00e0 sempre ignota.\u00a0 C\u2019\u00e8 invece un Emmaus spirituale in cui entriamo ogni domenica per ascoltare il Cristo che parla, per spezzare con Lui il suo pane e per poterlo riconoscere nella fede e nell\u2019amore.<br \/>\n<\/i><i>Un grazie ed un augurio cordiale ai redattori, un saluto affettuoso a tutti i lettori.<br \/>\n<\/i><b><i>Don Gianni <\/i><\/b><\/p>\n<h3>Raccogliere le offerte in chiesa<\/h3>\n<p>Con l\u2019avvento del Covid non si \u00e8 potuto raccogliere le offerte durante la messa. A dire il vero\u2026 non si \u00e8 potuto neppure celebrare le messe! Poi quando fu possibile, fummo pochi e con distanziamento chilometrico\u2026<br \/>\nAbbiamo potuto solo fare la raccolta con qualche volontario (costante \u00e8 stato l\u2019impegno del\u00a0 sacrestano!) alle porte della chiesa. Piuttosto che niente &#8211; si dice nella battuta &#8211; &#8220;Piuttosto&#8230;&#8221;. Di fatto l\u2019offerta fatta in quel modo non \u00e8 molto significativa ed elegante.<br \/>\nVorremmo, con domenica prossima, introdurre un gesto nuovo all\u2019interno della messa, collegando la raccolta del denaro con il pane e il vino che verranno portati all\u2019altare per l\u2019Eucarestia. Con un po\u2019 di pazienza cercheremo di abituarci ad un gesto che ha un valore simbolico (contribuire alla vita della propria comunit\u00e0). Come faremo:<\/p>\n<ol>\n<li>Dopo il segno della pace quattro persone si muoveranno insieme a partire dai gradini dell\u2019altare, mentre tutti sederanno.<\/li>\n<li>Gireranno con una certa logica passando per i corridoi raccogliendo le offerte, trovandosi tutti poi al centro della chiesa. L\u00ec sar\u00e0 preparato un tavolino con il calice e con la patena.<\/li>\n<li>Due incaricati prenderanno il calice e la patena iniziando la processione mentre, dietro a loro ci saranno le 4 persone con le offerte.<\/li>\n<li>Il sacerdote, che durante la raccolta sar\u00e0 seduto cantando con tutta l\u2019assembla, a quel punto si alzer\u00e0 a benedire il pane e il vino che saranno messi sull\u2019altare e accoglier\u00e0 le offerte che rimarranno ai piedi dell\u2019altare.<\/li>\n<li>Il sacerdote pronuncer\u00e0 o canter\u00e0 la bellissima preghiera di benedizione (daremo ad essa la giusta importanza): &#8220;Benedetto sei tu o Signore, Dio dell\u2019universo\u2026&#8221;. E poi la messa proceder\u00e0 il suo corso.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Annotazioni conclusive<br \/>\nPer fare questo &#8220;tutti potremo dare una mano&#8221;! Non deve risultare questo servizio a carico solamente del sacrestano o di un incaricato che, magari assente, creerebbe del disagio. Non dovr\u00e0 esser solo per &#8220;addetti ai lavori&#8221;.<br \/>\nChi non legge, chi non ha altri incarichi in parrocchia perch\u00e9 non potrebbe portare il pane e il vino oppure raccogliere le offerte? Non c\u2019\u00e8 bisogno di avere fatto l\u2019universit\u00e0!<br \/>\nL\u2019assembla cos\u00ec dovr\u00e0 pian piano rallentare il gesto della raccolta del denaro attraverso il canto e soprattutto collegando la sua offerta in denaro per la chiesa a quel pane e quel vino &#8220;frutto della terra e del nostro lavoro&#8221;.<br \/>\nInfine, ancora pi\u00f9 bello, si potr\u00e0 proclamare il Credo senza il passaggio di chi raccoglie il denaro.<\/p>\n<h3>Domenica 22 maggio: ultimo momento con i missionari<\/h3>\n<p>Come \u00e8 accaduto domenica 1 maggio (a dire il vero non c\u2019\u00e8\u00a0 stata molta partecipazione&#8230;) proseguiamo l\u2019ultima tappa del percorso che coinvolge preti e laici, missionari partiti per l\u2019annuncio del vangelo e noi chiamati ad annunciare il vangelo qui a Segrate. Facciamo solo un aggiustamento di orario rispetto al precedente incontro e proposta di concludere anche con il pranzo insieme.<br \/>\nOrario:<br \/>\n&#8211;\u00a0ore 9: introduzione dell\u2019ultima tematica e divisione a gruppi secondo il metodo che stiamo sperimentando e che risulta utile e fruttuoso<br \/>\n&#8211;\u00a0ore 11.30: momento assembleare a cui segue la celebrazione eucaristica; bello poter chiudere con la condivisione del pranzo.<br \/>\nAspetti pratici, soprattutto per il pranzo, verranno dati nella prossima settimana.<br \/>\nSi stanno precisando gli ambiti dove proporre l\u2019annuncio del vangelo (gi\u00e0 si \u00e8 avuto contatti con le scuole), come coinvolgere i giovani e il mondo della economia.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Oratorio estivo 2022<\/h3>\n<p>Aperte le iscrizione per partecipare alla proposta dell\u2019oratorio estivo: notizie e indicazioni pratiche sono nel sito.<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2022\/20220508-VersoEmmausSettimanale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quarta domenica di Pasqua Dopo il saluto a don Gianni L\u2019inizio di questo numero del &#8220;Verso Emmaus&#8221; non pu\u00f2 che tener conto del funerale celebrato [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2201,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,184],"tags":[],"class_list":["post-2346","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-foglio-settimanale","category-in-prima-pagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2346","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2346"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2346\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2347,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2346\/revisions\/2347"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2346"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2346"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2346"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}