{"id":2769,"date":"2023-01-05T18:27:43","date_gmt":"2023-01-05T17:27:43","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=2769"},"modified":"2023-01-29T21:00:48","modified_gmt":"2023-01-29T20:00:48","slug":"lettura-nuovo-testamento-03","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-03\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 03"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi,<br \/>\noggi dovremmo essere arrivati al capitolo dodicesimo del <em>Vangelo di Matteo<\/em>. Come si accennava nei primi due contributi che vi abbiamo inviato, ci siamo avventurati nella \u201clettura continua\u201d del testo biblico. A differenza di altre nostre letture, come ad esempio un romanzo, potremmo avere l\u2019impressione di una narrazione \u201csconclusionata\u201d \u2026 (pur essendo il <em>Vangelo di Matteo <\/em>un testo narrativo). Al di l\u00e0 delle complesse questioni redazionali dei testi biblici e in questo caso evangelici, e senza dimenticare che affrontiamo testi appartenenti a un\u2019altra epoca e a un\u2019altra cultura, \u00e8 proprio nella \u201clettura continua\u201d e \u201ccompleta\u201d del libro di Matteo che stiamo vivendo insieme, che possiamo cogliere qualcosa del percorso che l\u2019evangelista ci vuole offrire.<br \/>\nProviamo a dare qualche breve indicazione sui primi dodici capitoli: dopo che Matteo ha iniziato ad annunciarci Ges\u00f9 come il Messia atteso da Israele (<em>Mt <\/em>1,1-4,16), il racconto presenta le opere e i discorsi del Messia (<em>Mt <\/em>4,17-16,20). Notiamo, infatti, come l\u2019evangelista alterni discorsi e narrazioni: in particolare, la sezione di <em>Mt <\/em>5,1-7,27 contiene il cosiddetto \u201cdiscorso della montagna\u201d, il primo dei cinque discorsi presenti nel Vangelo; da 8,1 a 9,34 sono raccontate le opere del Messia (dieci miracoli e altri insegnamenti), fino ad allargare la sua missione ai Dodici (il discorso missionario <em>Mt <\/em>9,35-10,42); infine, un\u2019altra parte narrativa presenta una crescente opposizione a Ges\u00f9 e ai suoi discepoli (<em>Mt <\/em>11,2-12,50) che addirittura pare raccogliere anche l\u2019incomprensione dei parenti di Ges\u00f9 (cfr. <em>Mt <\/em>12,46-50), dopo quella del Battista (cfr. <em>Mt <\/em>11,2-3). Infatti, queste pagine segnalano un passaggio cruciale nella narrazione di tutti e tre i vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca), pur con sfumature e sottolineature diverse: quando nella guarigione di un paralitico Ges\u00f9, per la prima volta, fa precedere il perdono dei peccati al miracolo di guarigione (cfr. <em>Mt <\/em>9,1-8), cominciano le proteste e le opposizioni da parte degli scribi e dei farisei. Non \u00e8 un caso che subito dopo Ges\u00f9 chiami tra i suoi discepoli un pubblicano e sieda a tavola con i peccatori (cfr. <em>Mt <\/em>9,9-13; <em>Mc <\/em>2,13-17; <em>Lc <\/em>5,27-32). Quando il Messia inaugura il suo ministero di misericordia, rispondendo in modo diverso alle attese \u201cpi\u00f9 serie\u201d del popolo (ad esempio, la guarigione da una malattia), piuttosto che un \u201crimandabile\u201d perdono dei peccati, inizia una crescente resistenza che porta al rifiuto di Ges\u00f9 da parte di \u201cquella generazione\u201d (cfr. <em>Mt <\/em>11,16-17).<br \/>\nBuon proseguimento.<br \/>\nDavide Bertocchi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi, oggi dovremmo essere arrivati al capitolo dodicesimo del Vangelo di Matteo. 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