{"id":2775,"date":"2023-01-26T18:26:08","date_gmt":"2023-01-26T17:26:08","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=2775"},"modified":"2023-01-29T21:07:09","modified_gmt":"2023-01-29T20:07:09","slug":"lettura-nuovo-testamento-06","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-06\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 06"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cAPOLOGIA DELLE DOMANDE\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Cari tutti,<br \/>\nsiamo giunti al capitolo 5 del Vangelo di Marco.<br \/>\nL\u2019evangelista ci dice fin da subito che il suo \u00e8 un \u201c<strong>vangelo<\/strong>\u201d, che in greco vale \u201clieto annuncio\u201d, \u201cbuona notizia\u201d. E questa buona notizia \u00e8 una persona: Ges\u00f9, che \u00e8 \u201c<strong>Cristo<\/strong> e <strong>Figlio di Dio<\/strong>\u201d (1,1).<br \/>\nChe cosa significa \u2013 si chiede il lettore attento \u2013 che questo Ges\u00f9 \u00e8 Cristo e Figlio di Dio? Se vuoi saperlo \u2013 risponde Marco \u2013 vieni con me, segui il mio racconto. Ho scritto queste pagine proprio perch\u00e9 tu, lettore o ascoltatore del mio vangelo, ti renda conto del <em>perch\u00e9<\/em> Ges\u00f9 \u00e8 anche per te una buona notizia, e <em>in che senso<\/em> \u00e8 il Cristo e il Figlio di Dio.<br \/>\nNon a caso tutto il racconto di Marco \u00e8 strutturato da questo orientamento. Proprio a met\u00e0 del vangelo troveremo un personaggio importante, Pietro, che esclama: \u201cTu sei il <strong>Cristo<\/strong>\u201d (8,29). Perch\u00e9 Pietro dice cos\u00ec? come \u00e8 maturata in lui questa consapevolezza, che gli altri discepoli ancora non hanno guadagnato? Il lettore lo sa, perch\u00e9 ha vissuto con Pietro il suo cammino dietro al Maestro: evidentemente, in ci\u00f2 che Ges\u00f9 ha detto e fatto, Pietro ha trovato una luce che l\u2019ha acceso a queste entusiastica professione di fede ed amore.<br \/>\nVerso la fine del racconto, un altro personaggio esclama qualcosa di molto impegnativo a riguardo di Ges\u00f9: \u201cVeramente quest\u2019uomo era <strong>Figlio di Dio<\/strong>\u201d (15,39). Siamo nei pressi della croce, dove Ges\u00f9 \u00e8 stato torturato a morte. Al vederlo \u201cspirare in quel modo\u201d, di fronte a una morte cos\u00ec apertamente consegnata alle mani di Dio (Ges\u00f9 agonizzante non ha smesso di chiamare il Padre suo), il centurione che veglia sull\u2019esecuzione dei condannati del Golgota si scioglie in quella affermazione. E cos\u00ec Marco dice: Ges\u00f9 \u00e8 Figlio di Dio nel senso che, come Dio, si dona tutto e fino in fondo. Non c\u2019\u00e8 altro modo, dice Marco, in cui Ges\u00f9 abbia inteso la sua figliolanza divina.<br \/>\nE questo, naturalmente, spalanca porte di Vita anche varcando le soglie della morte.<br \/>\nDai primi capitoli raccogliamo un tratto che gi\u00e0 comincia ad emergere come caratteristico di Ges\u00f9: \u00e8 un uomo che <strong>pone domande<\/strong> (nei vangeli, pi\u00f9 di 200), e <strong>le suscita<\/strong> in chi lo incontra.<br \/>\nAd esempio, nella sinagoga di Cafarnao, di fronte alla sua predicazione e a un esorcismo impressionante, <em>\u201ctutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: Che \u00e8 mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorit\u00e0\u201d<\/em> (1,27).<br \/>\nOppure, di fronte al fatto che Ges\u00f9 ha annunciato al paralitico il perdono dei peccati, alcuni scribi di Cafarnao <em>\u201cpensavano in cuor loro: Perch\u00e9 costui parla cos\u00ec? Bestemmia! Chi pu\u00f2 perdonare i peccati, se non Dio solo?\u201d<\/em> (2,6-7).<br \/>\nE, per liberare alcuni scribi e farisei induriti dalla loro reticenza, Ges\u00f9 pone sempre in sinagoga un uomo dalla mano inaridita in mezzo a tutti, perch\u00e9 tutti lo vedano, e poi li interroga: <em>\u201c\u00c8 lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?\u201d <\/em>(3,4). E poi lo guarisce.<br \/>\nI rabbini medievali dicevano: \u201cDio ha creato il punto di domanda e l\u2019ha posto nel cuore dell\u2019uomo\u201d. La domanda \u00e8 lo spazio dell\u2019incontro, del dialogo, del confronto. Le domande aprono lo spazio per il cammino, per la ricerca personale; le domande sincere permettono di respirare, di far circolare vita e sapienza.<br \/>\nSempre la tradizione rabbinica dice che ci si avvicina a Dio pi\u00f9 con le domande che non con le risposte, perch\u00e9 la domanda ha una forza che spesso la risposta non ha gi\u00e0 pi\u00f9.<br \/>\nNon ci sorprendiamo che, alle volte, nella letteratura l\u2019inferno sia anzitutto il luogo dove non si possono porre domande. Harry Potter, nella casa degli insopportabili zii, vive stipato in un sottoscala e ha il divieto assoluto di far domande a qualunque riguardo: un\u2019immagine dell\u2019inferno \u2013 un ambiente chiuso, dove non c\u2019\u00e8 spazio per crescere e per cercare.<br \/>\nPrimo Levi, in un passaggio di <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>, ricorda i primi momenti dopo l\u2019arrivo al Lager.<br \/>\nSpinto dalla sete ho adocchiato, fuori di una finestra, un bel ghiacciolo a portata di mano. Ho aperto la finestra, ho staccato il ghiacciolo, ma subito si \u00e8 fatto avanti uno grande e grosso che si aggirava l\u00e0 fuori, e me lo ha strappato brutalmente. \u2013 Warum? \u2013 gli ho chiesto nel mio povero tedesco. \u2013 Hier ist kein Warum \u2013 (qui non c\u2019\u00e8 perch\u00e9), mi ha risposto, ricacciandomi dentro con uno spintone.<br \/>\nNon hai da chiedere perch\u00e9 ti strappo il ghiacciolo, non hai da chiedere perch\u00e9 ti impedisco di succhiar vita: non puoi chiedere, questo \u00e8 il luogo dell\u2019assurdo, dove non c\u2019\u00e8 spazio per le domande.<br \/>\nPoco prima aveva scritto:<br \/>\nEd altro ancora abbiamo imparato, pi\u00f9 o meno rapidamente, a seconda del carattere di ciascuno; a rispondere \u201cJawohl\u201d, a non fare mai domande, a fingere sempre di avere capito [&#8230;] E fino a quando? Ma gli anziani ridono a questa domanda: a questa domanda si riconoscono i nuovi arrivati. Ridono e non rispondono.<br \/>\nGes\u00f9 fa volentieri domande e le ascolta con gioia. Evidentemente questa \u00e8 per lui una via, un suo modo tipico di aiutare le persone a trovare il loro sentiero nella vita, a ragionare sulle cose, a scendere in profondit\u00e0. A imparare.<br \/>\nSe le domande sono cos\u00ec importanti, possiamo permetterci il rischio di porcene una proprio in merito alla qualit\u00e0 delle nostre domande.<br \/>\nC\u2019\u00e8 forse qualche domanda che sto respingendo? Quale interrogativo sorge dal fondo di me, e sono impegnato a ricacciare negli scantinati di me stesso? Quale punto di domanda non sto ascoltando?<br \/>\nSono contento della mia vita? Sono arrabbiato? Chi sto diventando? Per che cosa voglio dire grazie? In che cosa mi sento benedetto?<br \/>\nE dato che la domanda \u00e8 un sentiero aperto da percorrere, implica la fatica di doverci camminare. Siamo tutti impegnati a resistere alla tentazione di chiuderle troppo in fretta, azzardando risposte frettolose solo per non sentirne il peso. Al giovane Franz Kappus, che freme perch\u00e9 sente di non aver risposte gi\u00e0 precise alla sua sete di futuro, il grande Rilke scriveva:<br \/>\nVoi siete cos\u00ec giovane, cos\u00ec al di qua di ogni inizio, e io vi vorrei pregare quanto posso, amico mio, di aver pazienza verso quanto non \u00e8 ancora risolto nel vostro cuore, e di tentare di aver care le domande stesse, come stanze serrate e come libri scritti in una lingua straniera. Non cercate ora risposte che non possono venirvi date perch\u00e9 non le potreste vivere. Ed \u00e8 questo il fatto: bisogna vivere tutto. Vivete ora le domande. Forse cos\u00ec, a poco a poco, senza accorgervene, vi insinuate a vivere un giorno le risposte.<br \/>\n<em>don Paolo Alliata<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAPOLOGIA DELLE DOMANDE\u201d Cari tutti, siamo giunti al capitolo 5 del Vangelo di Marco. 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