{"id":2972,"date":"2023-03-30T20:08:49","date_gmt":"2023-03-30T19:08:49","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=2972"},"modified":"2023-03-30T20:08:49","modified_gmt":"2023-03-30T19:08:49","slug":"lettura-nuovo-testamento-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-16\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 16"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi,<br \/>\nabbiamo cominciato in questi giorni la lettura degli <em>Atti degli Apostoli<\/em> e in particolare i primi sette capitoli. Se mettiamo a confronto i primi versetti del <em>Vangelo di Luca <\/em>(cfr. <em>Lc<\/em> 1,1-4) con i primi degli <em>Atti <\/em>(cfr. <em>At <\/em>1,1-5) ci accorgiamo che <em>Luca <\/em>e <em>Atti <\/em>dovevano essere originariamente due tomi di un\u2019opera unica e di uno stesso autore (Luca), che per vari motivi sono stati poi divisi e collocati dalla tradizione cristiana nella posizione che oggi conosciamo. Una scelta che non \u00e8 casuale. Infatti, gli <em>Atti <\/em>raccontano la storia della salvezza giunta nella sua fase definitiva. Gli inizi della Chiesa sono strettamente legati al ministero di Ges\u00f9 e all\u2019evento pasquale della morte-risurrezione del Signore. Luca conclude il suo <em>Vangelo <\/em>con l\u2019ascensione (cfr. <em>Lc <\/em>24,50-53) e con lo stesso avvenimento apre il secondo tomo (cfr. <em>At <\/em>1,6-11). E c\u2019\u00e8 una felice continuit\u00e0 anche con gli altri vangeli: i versetti di <em>Gv <\/em>21 sono stati considerati da alcuni, e con ragione, gli \u201cAtti degli Apostoli\u201d secondo il Quarto Vangelo. Con Tommaso in <em>Gv <\/em>20,19-29 si apre l\u2019orizzonte sulla beatitudine di tutte le generazioni di coloro che \u201ccrederanno senza aver visto\u201d (cfr. <em>Gv <\/em>20,29), questione viva per Luca (che presumibilmente non ha mai incontrato Ges\u00f9), e quindi negli <em>Atti<\/em>, cos\u00ec come per tutte le generazioni successive fino a noi, che \u201ccrediamo senza aver visto\u201d. Una posizione felice tra i libri neotestamentari in quanto gli <em>Atti <\/em>possono anche essere considerati il quadro narrativo nel quale collocare le successive lettere di Paolo.<br \/>\nLuca cerca di mostrare come lo sviluppo che ha portato alla nascita della Chiesa e al rifiuto di una parte del popolo di Israele, sia in continuit\u00e0 con la storia della salvezza. Negli <em>Atti <\/em>Ges\u00f9 non \u00e8 semplicemente presentato come anello di congiunzione tra le vicende di Israele, e in particolare, i profeti, e la prima Chiesa: Ges\u00f9 \u00e8 il compimento della profezia, un compimento che \u00e8 iniziato nella sua Pasqua e sta continuando con la sua presenza di Risorto nella Chiesa. \u00c8 insieme culmine e inizio. Nella fase terrena del suo servizio messianico Ges\u00f9 si era limitato a operare entro la casa di Israele e per le pecore perdute della casa di Israele (cfr. <em>Mt <\/em>10,5-6; <em>Lc <\/em>9,52-56; <em>At <\/em>3,25-26; 13,46). Ora, con il suo corpo glorioso, egli \u201csta in mezzo\u201d, pronto a portare la sua missione a tutte le genti della terra, attraverso i discepoli che egli invia da Gerusalemme. La Chiesa diventa un\u2019estensione sacramentale e visibile del Corpo del Risorto e la diffusione dell\u2019annuncio dell\u2019Evangelo \u00abnel nome di Ges\u00f9 Cristo\u00bb (<em>At <\/em>3,6) diventa la moltiplicazione della presenza del Risorto a tutti gli uomini. Il primo e vero missionario \u00e8 Ges\u00f9 Risorto che con il suo Spirito guida la sua chiesa: Cristo vive nei suoi discepoli e, attraverso di essi, raggiunge tutta l\u2019umanit\u00e0. Infatti, la Chiesa dovr\u00e0 innanzitutto aspettare in citt\u00e0 il dono dello Spirito Santo (cfr. <em>At <\/em>1,4-5). Sarebbe meglio dire che Ges\u00f9 \u201ccontinua a salire al cielo\u201d, perch\u00e9 Lui e il Padre vogliono portare con loro (\u201cin cielo\u201d) ogni uomo e donna della storia, mentre continuano a \u201ceffondere lo Spirito sulla Chiesa\u201d perch\u00e9 finalmente si compia questo desiderio di comunione. Questo libro si potrebbe infatti chiamare: \u201cAtti di Ges\u00f9 Cristo assunto in cielo e dello Spirito Santo operante nella Chiesa per il mondo\u201d.<br \/>\nLe ultime parole di Ges\u00f9 agli apostoli prima di sottrarsi ai loro occhi sono state infatti: \u00abDi me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria fino ai confini della terra\u00bb (<em>At <\/em>1,8). Un versetto da molti considerato programmatico di tutto il libro. Da Pietro, attraverso l\u2019episodio di Cornelio (cfr. <em>At <\/em>10) e l\u2019assemblea di Gerusalemme (cfr. <em>At <\/em>15), si arriva poi al ministero di Paolo, apostolo delle genti. Vedremo come gli <em>Atti <\/em>si chiudono con l\u2019arrivo di Paolo a Roma, con un finale che in realt\u00e0 rimane aperto: tra Roma e i confini della terra c\u2019\u00e8 un vuoto occupato da tutta la storia della Chiesa lungo i secoli, fino a noi.<br \/>\nIn questi primi sette capitoli possiamo notare un ritornello che pi\u00f9 volte si ripete nella narrazione e che pu\u00f2 essere considerato un filo rosso nell\u2019intero libro: \u00abla Parola di Dio si diffondeva\u00bb (<em>At <\/em>6,7). Alcuni esegeti strutturano gli <em>Atti <\/em>proprio a partire da questo ritornello (cfr. <em>At <\/em>12,24; 15,35; 19,20; 28,31). Nonostante il male e le resistenze che subito contrastano la missione della Chiesa, la corsa della Parola non si arresta. C\u2019\u00e8 il male-malattia (lo storpio, cfr. <em>At <\/em>3,1-25), c\u2019\u00e8 il male subito (la persecuzione, cfr. <em>At <\/em>4-5), il male commesso (Anania e Saffira, cfr. <em>At <\/em>5,1-11) e il male-tentazione all\u2019interno della comunit\u00e0 (la mormorazione, cfr. <em>At <\/em>6,1-6). Nonostante tutto questo, la \u201cParola cresceva\u201d, lo Spirito accompagna con pazienza la sua Chiesa. E non \u00e8 una Chiesa ideale\u2026 Vive le contraddizioni della storia che anche noi viviamo. Ma la Parola non si ferma\u2026 La prima comunit\u00e0 insieme ascolta l\u2019insegnamento degli Apostoli e spezza il pane con perseveranza (cfr. <em>At <\/em>2,42-48; 4,32-35). E dalla prima comunit\u00e0 viene la testimonianza di Stefano, il primo martire (cfr. 6,8-7,60).<br \/>\nNonostante le nostre resistenze e contraddizioni, la corsa del Vangelo non si arresta. Dopo venti secoli, ne stiamo parlando, la leggiamo, la ascoltiamo, la facciamo risuonare e desideriamo esserne testimoni. Anche noi missionari, fragili e incostanti, fino al compimento.<br \/>\nBuon cammino,<\/p>\n<p>don Davide Bertocchi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi, abbiamo cominciato in questi giorni la lettura degli Atti degli Apostoli e in particolare i primi sette capitoli. 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