{"id":2980,"date":"2023-04-01T19:23:38","date_gmt":"2023-04-01T18:23:38","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=2980"},"modified":"2023-04-01T19:26:37","modified_gmt":"2023-04-01T18:26:37","slug":"2-aprile-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/2-aprile-2023\/","title":{"rendered":"2 aprile 2023"},"content":{"rendered":"<h1>Domenica delle Palme<\/h1>\n<h2>E adess?<\/h2>\n<p>Solo un po\u2019 di milanesit\u00e0 al termine della Mission Segrate. E adesso? Niente: ripartiamo dal Signore, radicati in Lui, semplice! Talmente semplice che ci si potrebbe dimenticare perch\u00e9 i tratti della vita normale possono mettere in secondo piano questa realt\u00e0. Infatti il secco di questi giorni si ripropone in una comunit\u00e0 triste, scoraggiata, che magari vive di ricordi, che farebbe dire: \u201cIn de l\u2019\u00e8 ul Signur\u201d (dove sta il Signore)? <b>L\u2019acqua sperimentata domenica 26 marzo<\/b> durante la marcia della pace, pu\u00f2 diventare richiamo ad una \u201cbenedizione che viene dall\u2019alto\u201d sulla nostra fede talvolta arida. Anche il disagio provocato dallo scroscio d\u2019acqua e che ha impedito il programma \u2026pu\u00f2 diventare una parabola. Poter essere comunit\u00e0 bagnata dalla Grazia.<br \/>\nOra, passata \u201cl\u2019anticamera\u201d della Mission Segrate, si entra nella \u201cdimora del mistero pasquale\u201d, luogo dove la radice \u00e8 pi\u00f9 forte di ogni evento, morte compresa, dove chiara \u00e8 la voce del Maestro \u201cpace a voi\u201d e \u201cAndate in tutto il mondo, comunicate, battezzate nell\u2019amore trinitario\u201d.<br \/>\nCome se la Mission personale e dei discepoli delle nostre sette parrocchie <b>ripartisse proprio dalla Pasqua di quest\u2019anno<\/b>! Ripartire dai sacramenti battesimali (due amiche catecumene lo faranno nella veglia pasquale a Santo Stefano), ripartire dalla nostra unione con il Risorto.<\/p>\n<h2>Microfono aperto<\/h2>\n<p>\u00c8 utile e bello, in chiave sinodale si direbbe oggi, favorire l\u2019incontro di tutti per un risonanza dell\u2019evento e per intuire i segni del futuro. Nessuna verifica (se non per accenni sugli aspetti organizzativi) perch\u00e9 avremo modo di fare sintesi con i missionari sabato 29 aprile. Qui invece favoriamo <b>due possibili serate di incontro <\/b>per segnalare un\u2019emozione, un\u2019intuizione, un cambio di rotta, una linea sul domani\u2026<br \/>\nAppuntamento in due giornate cos\u00ec che tutti, se impegnati in una serata, possano comunque partecipare.\u00a0 E\u2019 il caso di genitori che, avendo figli piccoli, non potrebbero uscire contemporaneamente.\u00a0 Appuntamento <b>gioved\u00ec 13 e venerd\u00ec 14 aprile alle ore 21<\/b> nella chiesa di Lavanderie. Faremo gruppi da 8\/10 persone favorendo la comunicazione.<\/p>\n<h2>Una combinazione bella<\/h2>\n<p><i>Pubblicata domenica 26 marzo su Avvenire, sembra azzeccata e profonda questa lettera di un missionario presente in Marocco. Testimonianza nello spirito all\u2019incontro fatto a San Felice con don Piero Masolo missionario in Algeria. Chiesta autorizzazione al direttore che ha apprezzato. Gli accenni ai mariti di Tibhirine potrebbe essere occasione per conoscere quella vicenda (ottimo il film \u201cUomini di Dio\u201d).<\/i><\/p>\n<p><b><i>Caro direttore,<br \/>\n<\/i><\/b>Gabriele, spagnolo, anzi basco, vecchio avvocato, \u00e8 stato per pi\u00f9 di vent\u2019anni collaboratore di Madre Teresa di Calcutta. Passa qualche giorno al <b>monastero trappista di Midelt<\/b>, sull\u2019altopiano marocchino dell\u2019Atlas (o dell\u2019Atlante). Vi \u00e8 come di casa e mi mostra il passaporto: quindici visti di entrata in Nepal, quasi altrettanti per l\u2019India. Mi consegna il suo libro sulla grande Santa dei poveri, vista (da lui) da vicino. Qualche sua foto, con un grembiulone insieme con lei e dei lebbrosi, me la indica con orgoglio ed emozione, quasi fosse un trofeo. Mi parla della povert\u00e0. \u00abLa ricchezza, i soldi ci tradiscono \u2013 ripete pi\u00f9 volte \u2013. S\u00ec, l\u2019esempio della povera gente, dei piccoli&#8230; va bene. <b>Ma, nella Chiesa, <\/b>l\u2019esempio dovrebbe venire sempre dai responsabili. Finch\u00e9 non c\u2019\u00e8 questo&#8230; non si far\u00e0 nulla!\u00bb, sostiene categorico.<br \/>\nCos\u00ec, \u00e8 stato il gesto dei sette monaci trappisti, <b>martiri di Tibhirine, <\/b>ormai beati tra i santi. In una cappellina, dedicata a loro, qui notte e giorno palpitano luminose sette piccole luci, un grande ritratto di ognuno, e le preghiere scritte da chi passa&#8230; Ma soprattutto il testamento spirituale, originale, redatto con le sue stesse mani da <b>Christian, il priore. <\/b>E quella forza inaudita di perdono, che ha stupito il mondo. Ma un tale gesto fraterno di umilt\u00e0 e di perdono si incontra spesso tra i sacerdoti di qui, in Marocco.<br \/>\nPrendendomi delicatamente sottobraccio, p\u00e8re Daniel dice: \u00abD\u00e0i, siediti qui, mi puoi confessare?\u00bb. E l\u2019altro giorno p\u00e8re Michel: \u00abSenti, non partire, prima di avere ascoltato la mia confessione\u00bb. Oppure, tempo fa un altro: \u00abFammi questo regalo&#8230;\u00bb. E capisco subito dove vuole arrivare. Qui sembra di constatare <b>l\u2019umilt\u00e0 e la fraternit\u00e0 di tutta una Chiesa,<\/b> ritrovandole, poi, puntualmente, nell\u2019animo di ogni suo figlio. Come se si fosse persa ogni traccia di onnipotenza.<br \/>\nQuesta terra educa all\u2019umilt\u00e0, alla <b>\u00absottomissione allo Spirito\u00bb. <\/b>Come invocava un monaco, giorni fa, facendo intravedere, in filigrana, una grande qualit\u00e0 del credente musulmano: la sottomissione a Dio. L\u2019atteggiamento di umilt\u00e0 \u00e8 essenziale nell\u2019incontro con l\u2019altro, sottolineava un responsabile della Chiesa. Accennava alla consuetudine delle Organizzazioni occidentali di scendere in Africa, con tutta la loro onnipotenza, mentre invece \u00e8 necessario acculturarsi, sentirsi corresponsabili, diventare sinergici con le strutture di qui: farsi piccoli. E per la Chiesa nel Maghreb? \u00abBisogna svuotarsi. <b>Prendere il cammino della kenosis. <\/b>Accettare di essere inefficaci. Non tanto dirigere, ma piuttosto essere qui, presenti, in un Paese islamico. Solidali. E farlo, come il Cristo, fino in fondo\u00bb.<br \/>\nCoerenza folgorante. Mi risuonano, allora, le parole di un vescovo venuto a Rabat: \u00ab<b>Il centro di gravit\u00e0 della Chiesa<\/b> non sta in s\u00e9 stessa. Neppure nel suo rapporto con Dio. Ma sta nella relazione di Dio con il mondo, che ha tanto amato&#8230; (cfr. Gv 3,16) e in cui la Chiesa si fa serva e ministra\u00bb. S\u00ec, anche in e con questo mondo musulmano, di cui ci si fa compagni di viaggio. In una fraternit\u00e0 che prende il sapore del Regno di Dio. Mi sorprendeva giorni fa, su un tappeto appeso alla parete, nella comunit\u00e0 di suor Barbara, <b>un foglio scritto a mano<\/b>, attaccato con una spilla: \u00abEvangelizzare qualcuno \u00e8 dirgli: anche tu sei amato da Dio! E non solo dirglielo, ma pensarlo realmente. E non solo, ma far s\u00ec che nel modo di comportarti con lui senta che c\u2019\u00e8 in lui qualcosa di pi\u00f9 grande e di pi\u00f9 nobile di quello che credeva e risvegliarlo a una nuova coscienza di s\u00e9\u00bb. Per i poveri del quartiere, che queste religiose incontrano ogni giorno, una scoperta semplicemente favolosa.<br \/>\nE cos\u00ec, ancora una volta, nel cuore della notte, prima dell\u2019alba, <b>condivido la preghiera <\/b>con i nostri monaci trappisti. Scendo nella semplice, accogliente chiesa monastica, cosciente di trovarvi dei testimoni di una vita nuova. Inedita. Quella di ogni nomade, di ogni migrante&#8230; Camminano sul filo del confine tra un mondo e un altro, tra una cultura, una lingua e un&#8217;altra, ben diverse, tra una religione e un\u2019altra, immensamente differenti. Liturgia mista, allora, in francese e in arabo.<br \/>\nQuando, per\u00f2, iniziano i melismi e le melodie della lingua araba mi viene sempre come una stretta al cuore. So che \u00e8 una lingua di cui i musulmani sono gelosi: lingua sacra, per eccellenza. Si trova sulla bocca stessa di Dio. <b>Ma per i monaci<\/b> \u00e8 segno d\u2019amore per questo popolo e per la sua cultura. Alla fine della liturgia notturna, un trappista spegne tutte le luci e si <b>rimane in un buio completo.<\/b> Tutti fermi. Immobili. Si pu\u00f2 restare cos\u00ec al buio anche pi\u00f9 di mezz\u2019ora.<br \/>\nQuesto tempo per Dio, tutti insieme, in un silenzio prolungato nutre la preghiera, ossigena la nostra anima. Ci fa toccare con mano la gratuit\u00e0, la fiducia e la nostra povert\u00e0. E, naturalmente, la grandezza di Dio. Ci trasporta in quel luogo misterioso e privilegiato dell\u2019incontro con Lui: il deserto dell\u2019anima.<br \/>\n<em><b>padre Renato Zilio, missionario a Casablanca<\/b><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2977\" src=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/avvisi\/anno-2023\/triduo2023.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1414\" srcset=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/avvisi\/anno-2023\/triduo2023.jpg 1000w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/avvisi\/anno-2023\/triduo2023-212x300.jpg 212w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/avvisi\/anno-2023\/triduo2023-724x1024.jpg 724w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/avvisi\/anno-2023\/triduo2023-768x1086.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2023\/20230402-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica delle Palme E adess? Solo un po\u2019 di milanesit\u00e0 al termine della Mission Segrate. E adesso? Niente: ripartiamo dal Signore, radicati in Lui, semplice! [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,184],"tags":[],"class_list":["post-2980","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-foglio-settimanale","category-in-prima-pagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2980","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2980"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2980\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2982,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2980\/revisions\/2982"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2980"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2980"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2980"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}