{"id":3267,"date":"2023-05-18T20:32:34","date_gmt":"2023-05-18T19:32:34","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=3267"},"modified":"2023-05-18T20:32:34","modified_gmt":"2023-05-18T19:32:34","slug":"lettura-nuovo-testamento-24","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-24\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 24"},"content":{"rendered":"<p>\u201cCrescere in comunione\u201d<\/p>\n<p>Cari tutti,<br \/>\nla lettura ci ha condotto ormai al capitolo 12 della Prima lettera ai Corinzi. Risulta da subito chiaro che 1Cor \u00e8 un testo in cui l\u2019apostolo \u2013 rispondendo a questioni che gli sono state poste dai cristiani di quella comunit\u00e0, da lui fondata qualche anno prima \u2013 affronta varie tematiche di vita vissuta, varie questioni che sollecitano una sua presa di posizione. Solo per richiamare quelle affrontate negli ultimi capitoli letti: il rapporto tra matrimonio e verginit\u00e0 (cap. 7), la possibilit\u00e0 di mangiare liberamente carni di animali sacrificati nei templi della citt\u00e0 senza scandalizzare chi la pensa diversamente (capp. 8-10), lo svolgimento delle assemblee liturgiche (cap. 11), la strutturazione carismatica della comunit\u00e0 come corpo di Cristo (cap. 12).<br \/>\n\u00c8 evidente la connotazione primariamente comunitaria della preoccupazione di Paolo. L\u2019attenzione alla dimensione comunitaria torna continuamente e in molti modi. Soprattutto, l\u2019apostolo affronta a pi\u00f9 riprese il rischio della disgregazione della comunit\u00e0, la tentazione di ognuno di far prevalere i propri interessi su quelli del gruppo. \u00abFatevi miei imitatori\u00bb (1Cor 11,1), di me che rinuncio a una serie di diritti (mangiare carne immolata agli idoli, anche se so che gli idoli sono fanfaluche; avere una sposa credente al seguito, come in genere gli altri apostoli; essere sostenuto economicamente dalla comunit\u00e0 cristiana per la quale si affatica). \u00abIo invece non mi sono avvalso di alcuno di questi diritti\u00bb (1Cor 9,15): la mia ricompensa \u00e8 di lavorare gratuitamente, il mio salario \u00e8 la gratuit\u00e0 per il vangelo.<br \/>\nL\u2019immagine di Paolo impegnato a lavorare per la comunione tra i (litigiosetti) cristiani di Corinto mi richiama una bella pagina di Antoine de Saint-Exup\u00e9ry, che all\u2019inizio del suo \u201cTerre degli uomini\u201d ricorda un episodio di vita:<br \/>\n\u00abHo sempre dinanzi agli occhi l\u2019immagine della mia prima notte di volo in Argentina, una notte scura in cui brillavano, come stelle, solo i radi lumi sparsi per la pianura. Ciascuno era come il segnale, in quell\u2019oceano di tenebre, del miracolo di una coscienza. Nel tale focolare qualcuno leggeva, pensava, scambiava confidenze. Nel tal altro, forse, qualcuno cercava di sondare lo spazio, si logorava in calcoli sulla nebulosa di Andromeda. L\u00e0 si amava. Risplendevano di luogo in luogo nella campagna, queste luci che reclamavano alimento: anche le pi\u00f9 discrete, quella del poeta, del maestro, del carpentiere. Ma, in mezzo a quelle stelle vive, quante finestre chiuse, quante stelle spente, quanti uomini addormentati&#8230; Bisogna pur tentare di riunirsi. Bisogna pur cercare di comunicare con qualcuna di queste luci che risplendono, di luogo in luogo, nella campagna\u00bb.<br \/>\nPer Antoine de Saint-Exup\u00e9ry quelle luci nella pianura argentina, che raccontano palpiti di vita notturna, sono come l\u2019immagine di una comunit\u00e0 umana dispersa e da raccogliere. \u00abBisogna pur tentare di riunirsi\u00bb, perch\u00e9 il convergere di tante attivit\u00e0 creative (il maestro, il poeta, il carpentiere, l\u2019astronomo, il confidente che racconta all\u2019amico\u2026) accenda alla vita piena, risvegli alla luce della avventura umana, anche le coscienze addormentate, le \u00abstelle spente\u00bb di chi \u00e8 annegato nel torpore morale della notte delle anime.<br \/>\nI vangeli raccontano che il Risorto fa proprio questo: va a radunare le luci disperse nella pianura del mondo, a radunarle, a tessere fili di comunit\u00e0 tra le luci sparpagliate lontano. Raduna i discepoli che l\u2019hanno seguito, e li raccoglie in comunit\u00e0.<br \/>\nAncora a questo lavora l\u2019apostolo Paolo, sempre a questo lavorano i profeti e gli apostoli dei nostri tempi.<br \/>\nNella grande avventura di non disperderci, di crescere in comunione, il Signore ci accompagni.<br \/>\ndon Paolo Alliata<\/p>\n<p>Prossime tappe: luned\u00ec 22\/5 dovremmo concludere la Prima lettera ai Corinzi,<br \/>\nper passare poi, sino domenica 4 luglio, alla Seconda lettera ai Corinzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCrescere in comunione\u201d Cari tutti, la lettura ci ha condotto ormai al capitolo 12 della Prima lettera ai Corinzi. 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