{"id":3315,"date":"2023-05-25T20:41:55","date_gmt":"2023-05-25T19:41:55","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=3315"},"modified":"2023-05-25T20:41:55","modified_gmt":"2023-05-25T19:41:55","slug":"lettura-nuovo-testamento-25","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-25\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 25"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPaolo e i Corinzi: una storia travagliata e appassionata\u201d<\/p>\n<p>Carissimi,<\/p>\n<p>in questi giorni abbiamo concluso la Prima Lettera ai Corinzi e iniziato la lettura dei primi capitoli della seconda. Per accompagnare l\u2019ascolto di questi testi, vale la pena soffermarsi sul contesto che ha spinto Paolo a un intenso scambio epistolare con questa comunit\u00e0 che, oltre le due lettere canoniche, \u00e8 stato caratterizzato dall\u2019invio di almeno altre due lettere andate perdute.<\/p>\n<p>Il capitolo 18 degli Atti racconta che l\u2019apostolo giunse a Corinto dopo la difficoltosa permanenza ad Atene (cfr. At 17,15-34). Fu accolto da un giudeo di nome Aquila e dalla moglie Priscilla (arrivati da poco dall\u2019Italia), con i quali lavorava come fabbricante di tende, predicando di sabato ai giudei e ai greci che si riunivano nella sinagoga. Dopo le prime resistenze alla sua predicazione nella sinagoga, Paolo si spost\u00f2 nella vicina casa del \u201ctimorato di Dio\u201d Tizio Giusto e allarg\u00f2 la sua missione ai gentili ottenendo un certo consenso da chi non apparteneva all\u2019etnia ebraica. Troviamo, infatti, nei testi che parlano della comunit\u00e0 di Corinto nomi, soprattutto, greci o italici. Ci sono studi che hanno cercato di determinare la stratificazione sociale della comunit\u00e0 di Corinto, facendo emergere una composizione in cui probabilmente erano presenti ben poche persone appartenenti ai gradini pi\u00f9 elevati (patrizi, proprietari fondiari) e pi\u00f9 bassi (schiavi) della scala sociale dell\u2019epoca. Sembrerebbero cio\u00e8 mancarvi persone che non avevano nulla da aspettarsi dalla vita, anche se per motivi opposti: i primi avevano tutto, i secondi non potevano sperare in un miglioramento. Paolo aveva allora probabilmente trovato terreno fertile in persone che, pur diverse nella condizione sociale ed economica, vedevano nella sua proposta alternativa e paradossale l\u2019opportunit\u00e0 di un cambiamento. Nel passo di 1Cor 1,26-29 Paolo descrive la comunit\u00e0 in questo modo: \u00abConsiderate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, n\u00e9 molti potenti, n\u00e9 molti nobili.\u00a0Ma quello che \u00e8 stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che \u00e8 debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti;\u00a0quello che \u00e8 ignobile e disprezzato per il mondo, quello che \u00e8 nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono,\u00a0perch\u00e9 nessuno possa vantarsi di fronte a Dio\u00bb. Questi termini venivano utilizzati dagli antichi scrittori greci per distinguere le classi nobili da quelle pi\u00f9 umili. La loro conversione a Cristo, per\u00f2, non significava che gli usuali modelli di comportamento propri delle citt\u00e0 greche del tempo non incidessero sulla vita comunitaria: Paolo si trov\u00f2 costretto a rimproverare alcuni membri pi\u00f9 ricchi che approfittavano della sudditanza di quelli pi\u00f9 poveri per umiliarli (cfr. 1Cor 11,21-22) e per ricercare potere nella chiesa, scatenando gelosie e fazioni (cfr. 1Cor 1,12; 3,3-4). Anche la disponibilit\u00e0 degli spazi fisici per le riunioni non aiutava, perch\u00e9 la maggior parte delle case non era probabilmente in grado di accogliere contemporaneamente tutta la comunit\u00e0. I Corinzi, quindi, si radunavano solitamente in piccoli gruppi: tante chiese domestiche che, rimanendo perlopi\u00f9 isolate, non erano facilitate nella comunione.<\/p>\n<p>Paolo part\u00ec da Corinto, probabilmente dopo l\u2019estate del 52 d.C., e si mise in viaggio verso Efeso. Se seguiamo la narrazione del libro degli Atti, dopo poco pi\u00f9 di un anno e mezzo di permanenza a Corinto, Paolo si spost\u00f2 a Cencre per poi partire verso Efeso e, quindi, ritornare ad Antiochia di Siria, dopo essere passato da Cesarea Marittima e Gerusalemme (cfr. At 18,18-22). La realt\u00e0 composita della comunit\u00e0 corinzia, il successivo arrivo di altri evangelizzatori, insieme ad altri fattori che diventa difficile delineare, alimentarono dubbi nella fede, contrasti, scandali fino alla divisione in fazioni interne, costringendo Paolo a intervenire e a ritornare pi\u00f9 volte di presenza e per iscritto. \u00c8 in questo contesto che Paolo inizi\u00f2 a inviare diverse lettere (la questione di quante possano essere le lettere inviate ai Corinzi \u00e8 ancora molto dibattuta tra gli studiosi). Di una prima lettera, inviata da una localit\u00e0 sconosciuta e andata smarrita, ne fa menzione Paolo in 1Cor 5,9-11. Pi\u00f9 in dettaglio, sembrerebbe che, dopo aver lasciato Corinto, Paolo abbia saputo dell\u2019arrivo di altri evangelizzatori e dell\u2019entusiasmo con cui i Corinzi li avevano accolti e avrebbe allora inviato una prima lettera in cui li invitava a fare attenzione. Mentre risiedeva ad Efeso, ricevette notizie da alcuni della famiglia di Cloe (cfr. 1Cor 1,11) e contemporaneamente una lettera da parte dei Corinzi (cfr. 1Cor 7,1) anch\u2019essa andata smarrita. Probabilmente, ci\u00f2 gli permise di comprendere che la sua prima missiva non era stata capita. A quel punto, per spiegarsi meglio, Paolo scrisse un\u2019altra lettera consegnata a mano da Timoteo che sarebbe la nostra 1Cor canonica (cfr. 1Cor 4,17) di ben 16 capitoli, sulla questione dell\u2019unit\u00e0. Dopo questo evento Paolo per qualche grave motivo che non conosciamo, fu costretto a tornare a Corinto con tristezza (cfr. 2Cor 2,1) affrontando un lungo viaggio. Questa visita fu un insuccesso, perch\u00e9 alcuni misero in discussione la sua autorit\u00e0 di apostolo in quanto nella prima lettera aveva accennato che sarebbe andato dai Corinzi con il bastone (cfr. 1Cor 4,21), ma arrivato nella citt\u00e0 era stato debole (cfr. 2Cor 10,1.10b). \u00c8 accusato di non essere all\u2019altezza: mostra forza quando scrive, ma \u00e8 impacciato nel parlare quando \u00e8 presente. Paolo, profondamente deluso, lasci\u00f2 Corinto e ritorn\u00f2 a Efeso per una pausa di riflessione. Cos\u00ec scrisse loro una nuova lettera, detta \u201clettera delle lacrime\u201d, anch\u2019essa andata perduta, dura e passionale (cfr. 2Cor 2,3-4; 7,8-9). In essa Paolo cercava di mostrare come il forte rammarico che provava, derivasse dall\u2019amore che nutriva per loro. Dopo questi eventi l\u2019apostolo part\u00ec da Efeso (estate 57) per la Macedonia, dove ricevette Tito \u2013 che intanto si era fermato a Corinto \u2013 che port\u00f2 buone notizie riguardo ai Corinzi, segno che la \u201clettera delle lacrime\u201d aveva colto nel segno. A quel punto Paolo rispose immediatamente dalla Macedonia (probabilmente, Filippi) con una quarta lettera, l\u2019attuale 2Cor, inviata tramite lo stesso Tito per chiarirsi ulteriormente con la comunit\u00e0 e per invitare i Corinzi alla colletta in favore della Chiesa di Gerusalemme (estate 57). Infatti, prima di andare a Gerusalemme, tra il 57 e il 58 Paolo si ferm\u00f2 ancora tre mesi a Corinto.<\/p>\n<p>Da questa breve sintesi e al di l\u00e0 delle diverse ipotesi ancora oggetto di forti discussioni tra gli esegeti, si evince comunque che le due lettere canoniche rappresentano soltanto una parte dell\u2019intenso scambio epistolare tra Paolo e la comunit\u00e0 di Corinto, riflesso del travagliato e appassionato rapporto tra Paolo e questa comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli ultimi capitoli della 1Cor completano l\u2019accalorata argomentazione di Paolo circa l\u2019essere \u201cunico corpo\u201d in Cristo dei credenti: una sezione \u00e8 sui doni e le manifestazioni dello Spirito (12,1-14,40) e quella successiva sulla risurrezione di Cristo e dei credenti (15,1-58). La lettera si conclude prima con una parte esortativa (16,1-18: il richiamo alla colletta per la chiesa di Gerusalemme, i prossimi progetti e le ultime raccomandazioni) e poi con i saluti finali, l\u2019autenticazione del mittente, la benedizione e una commovente e affettuosa conclusione (16,19-23).<\/p>\n<p>Uno dei motivi principali della divisione tra i Corinzi era legato alle discussioni su chi di loro possedesse i carismi pi\u00f9 grandi. Paolo, dopo aver introdotto la questione in 1Cor 12,1-11, offre una delle argomentazioni apicali della lettera (vv. 12-31). Dopo aver mostrato (12-27) come si realizzi l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0 secondo il cuore di Dio, pu\u00f2 nell\u2019assemblea affermare in modo perspicuo che la vita della comunit\u00e0 e dei suoi membri non dipende dal possesso dei singoli carismi, pi\u00f9 o meno grandi: i carismi sono da viversi nel servizio e nel sentire propria la vita dell\u2019altro, un modo di vivere divino che ha precisi risvolti quanto ai rapporti con gli altri. La conclusione sui carismi, che poi riprender\u00e0 in modo diffuso nel cap. 14, \u00e8 un\u2019applicazione pratica su cosa significhi fare unit\u00e0 nella diversit\u00e0 in rapporto con il Dio fonte della vita. Al v. 31 (\u00abanzi, vi mostro una via ancora pi\u00f9 sublime\u00bb) Paolo introduce ci\u00f2 che svolger\u00e0 nel cap. 13 e che, finalmente, d\u00e0 il nome a ci\u00f2 che anima il cuore pieno di gioia di Dio: la carit\u00e0. La \u201cvia\u201d che d\u00e0 il nome al servizio e al sentire propria la vita dell\u2019altro \u00e8 l\u2019amore di Cristo e, quindi, ci\u00f2 che muove il cuore di Dio e fa crescere l\u2019unione nella diversit\u00e0 secondo le concrete declinazioni del bellissimo inno di 1Cor 13. Infatti, l\u2019ambizione di avere i carismi pi\u00f9 grandi \u00e8 esattamente l\u2019opposto della carit\u00e0. La \u201cvia\u201d di questo modo di vivere che d\u00e0 vita, e che \u00e8 la vita stessa, si chiama agape (carit\u00e0\/amore). Un\u2019esperienza di vita nell\u2019amore non effimera e feconda: una vita che non finisce (cap. 15).<\/p>\n<p>Nella Seconda lettera ai Corinzi l\u2019Apostolo ripercorre il lungo itinerario relazionale con la comunit\u00e0, fondato sulla condivisione della fede e sull\u2019appartenenza reciproca a Cristo. Vuole dare cos\u00ec una risposta positiva ad una comunit\u00e0 che ha manifestato di aver compreso di essere stata la causa della sua precedente sofferenza apostolica. Nei primi capitoli Paolo ci informa sugli antefatti e comincia a difendere il suo ministero e il suo servizio apostolico da tutte le accuse esterne. Infatti, dopo aver annunciato in 1,12-14 il tema principale della lettera, comincia da 1,15 (fino a 7,16) una vera e propria teologia del ministero apostolico.<\/p>\n<p>Buona continuazione,<\/p>\n<p>don Davide Bertocchi<\/p>\n<p>Prossima tappa: domenica 4 giugno dovremmo concludere la lettura della Seconda lettera ai Corinzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPaolo e i Corinzi: una storia travagliata e appassionata\u201d Carissimi, in questi giorni abbiamo concluso la Prima Lettera ai Corinzi e iniziato la lettura dei [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1133,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[262],"tags":[],"class_list":["post-3315","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3315"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3316,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3315\/revisions\/3316"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}