{"id":3383,"date":"2023-06-23T17:43:10","date_gmt":"2023-06-23T16:43:10","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=3383"},"modified":"2023-06-23T17:43:10","modified_gmt":"2023-06-23T16:43:10","slug":"lettura-nuovo-testamento-29","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-29\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 29"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00abPer me, infatti, il vivere \u00e8 Cristo e il morire un guadagno\u00bb (<\/strong><em><strong>Fil <\/strong><\/em><strong>1,21)<\/strong><\/p>\n<p>Carissimi,<\/p>\n<p>in questi giorni abbiamo ascoltato\/letto la <em>Lettera ai Filippesi <\/em>e la <em>Lettera ai Colossesi<\/em>. Sono due lettere che fanno parte di quel complesso di cinque scritti che viene denominato \u201cLettera dalla prigionia\u201d (oltre a <em>Fil <\/em>e <em>Col<\/em>, <em>Filemone<\/em>, <em>Efesini <\/em>e <em>Seconda Lettera a Timoteo<\/em>).<\/p>\n<p>Secondo il racconto degli <em>Atti <\/em>Paolo sarebbe stato incarcerato per una sola notte a Filippi (cfr. <em>At <\/em>16,23-40, durante il secondo viaggio missionario) e in Palestina, prima a Gerusalemme (cfr. <em>At <\/em>21,33-34) e successivamente a Cesarea Marittima (cfr. <em>At <\/em>23,33-35; 24,1-23). Secondo la cronologia tradizionale, la prigionia dell\u2019apostolo a Cesarea si sarebbe protratta per circa due anni, dal 58 al 60 d.C. (cfr. <em>At <\/em>24,27; 25,4), per poi essere trasferito a Roma (quarto viaggio), dove avrebbe trascorso altri due anni in una sorta di \u201clibert\u00e0 vigilata\u201d in attesa del processo, quindi, dal 61 al 63 d.C. (cfr. <em>At <\/em>28,16.30-31). Molti studiosi ritengono che le \u201cLettere dalla prigionia\u201d debbano collocarsi nel periodo finale della vita di Paolo prigioniero a Roma. In realt\u00e0, la questione \u00e8 molto discussa (altri studiosi sostengono che siano state scritte a Efeso), anche perch\u00e9 le lettere non offrono indizi utili per una datazione dei fatti che non sia opinabile. Quello che a noi interessa \u00e8 il significato che Paolo attribuisce alle sue carcerazioni e il progresso spirituale e apostolico che queste esperienze hanno favorito nel suo cammino di fede e di testimonianza. Cos\u00ec scriveva ai Corinzi: \u00abSono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono pi\u00f9 di loro: molto di pi\u00f9 nelle fatiche, molto di pi\u00f9 <em>nelle prigionie<\/em>, infinitamente di pi\u00f9 nelle percosse, spesso in pericolo di morte\u00bb (<em>2Cor <\/em>11,23). Questo contesto ci consente di capire, apprezzare, gustare ed entrare nella bellezza e nella profondit\u00e0 delle nostre due lettere.<\/p>\n<p>La <em>Lettera ai Filippesi <\/em>si rivolge alla comunit\u00e0 che viveva in Filippi, un\u2019antica citt\u00e0 (fondata nel VII sec. a.C.) conquistata da re Filippo II di Macedonia nel 355 a.C. come avamposto contro i Traci e poi costituita colonia romana nel I sec. a.C. Paolo, arrivato a Filippi nel 50 d.C., aveva fondato una comunit\u00e0 grazie all\u2019adesione alla sua predicazione di alcune donne molto facoltose come Lidia (cfr. <em>At<\/em> 16,11-15), che offrirono all\u2019apostolo ospitalit\u00e0, in modo che egli potesse fermarsi per annunciare il Vangelo. L\u2019occasione della lettera, stando alla tonalit\u00e0 e al contenuto, nasce dall\u2019aver saputo che fra i membri della comunit\u00e0 di Filippi, erano sorti dei malcontenti che minavano l\u2019unit\u00e0 interna, indebolendo la capacit\u00e0 di resistenza agli attacchi che la comunit\u00e0 subiva dall\u2019esterno. Il desiderio dell\u2019apostolo \u00e8 di riportare i fratelli all\u2019essenzialit\u00e0 della fede fondata in Cristo. Per raggiungere questo intento offre due paradigmi: l\u2019itinerario di Cristo (cfr. <em>Fil <\/em>2,6-11, il famoso \u201cinno cristologico) e il suo (cfr. <em>Fil <\/em>3,3-4,1). Esorta cos\u00ec all\u2019unit\u00e0 interna, mostrando l\u2019esempio di Cristo e di s\u00e9 stesso. Seguendo la struttura della lettera, dopo il saluto iniziale (1,1-2) e il ringraziamento a Dio e ai Filippesi (1,3-8), presenta un\u2019accorata preghiera (1,9-11), offre un\u2019interpretazione evangelica della sua prigionia a causa del Vangelo annunciato (1,12-26) e invita la comunit\u00e0 all\u2019unit\u00e0 e alla resistenza compatta contro i nemici della croce (Fil 1,27-28). Fornisce, poi, una nuova esortazione all\u2019unit\u00e0 che \u00e8 possibile nella condivisione dello stesso <em>sentire<\/em> di Cristo (2,1-5) e presenta questo modo <em>di sentire <\/em>e<em> di essere<\/em> attraverso il percorso di svuotamento totale di Cristo fino alla sua esaltazione (2,6-11). C\u2019\u00e8 poi una ripresa dell\u2019esortazione (2,12-18) e l\u2019annuncio dell\u2019arrivo di Epafrodito e di Timoteo (2,19-30). Il terzo capitolo si apre con un nuovo invito a resistere ai nemici della croce (3,1-2) e presenta s\u00e9 stesso come esempio, che per Cristo ha considerato spazzatura tutto ci\u00f2 che, a ragione, poteva essere un vanto (3,3-4,1). Il resto della lettera si svolge mediante esortazioni <em>ad personam <\/em>(4,2) e comunitarie (4,3-9). La lettera si conclude con un riconoscimento della collaborazione dei Filippesi alle esigenze apostoliche di Paolo, con l\u2019invito a vivere in questo nuovo <em>sentire <\/em>(4,10-20) e i saluti finali (4,21-23). In <em>Fil <\/em>1,12-13 Paolo dice: \u00abDesidero che sappiate, fratelli, come le mie vicende si siano volte piuttosto per <em>il progresso del Vangelo<\/em>, al punto che, in tutto il palazzo del pretorio e dovunque, si sa che io sono <em>prigioniero per Cristo<\/em>\u00bb. Nella situazione di prigionia, che impedisce all\u2019Apostolo di svolgere la sua attivit\u00e0 missionaria, Paolo scopre che, al contrario, \u201cle catene\u201d non sono un intralcio, ma un\u2019occasione privilegiata di evangelizzazione (\u00ab<em>per<\/em> <em>il progresso del Vangelo<\/em>\u00bb). Viene esaltato il paradosso del Vangelo del Cristo Crocifisso e Risorto: Paolo diventa testimone della contraddizione causata dalla Parola della Croce. E insieme \u00abla maggior parte dei fratelli del Signore, incoraggiati dalle mie catene, ancor pi\u00f9 ardiscono annunciare senza timore la Parola [\u2026] Purch\u00e9 in ogni maniera, per convenienza o per sincerit\u00e0, Cristo venga annunciato, io me ne rallegro e continuer\u00f2 a rallegrarmene\u00bb (<em>Fil <\/em>1,14.18). A causa del carcere, la sua missione ha seminato persino nel palazzo del pretorio e la sua assimilazione a Cristo ha ricevuto un\u2019accelerazione. Qualunque sia l\u2019esito di liberazione o di condanna a morte Paolo sar\u00e0 salvo e Cristo glorificato. Le catene diventano una prova della predilezione di Cristo, tutto ormai gli parla di Cristo e lo rimanda a Lui: \u00abper me, infatti, il vivere \u00e8 Cristo e il morire un guadagno\u00bb (<em>Fil <\/em>1,21). Probabilmente, la Comunit\u00e0 di Filippi era amareggiata, spaventata, delusa dalla prigionia dell\u2019Apostolo e vedeva nelle sue catene la fine e il fallimento della missione cristiana da lui iniziata e da loro sostenuta. Con la sua lettera Paolo rassicura, incoraggia e spinge all\u2019azione apostolica i Filippesi, mostrando come il carcere sia per lui, per loro e per il Vangelo una delle pi\u00f9 grandi occasioni di annuncio cristologico.<\/p>\n<p>Anche nella parte finale della <em>Lettera ai Colossesi <\/em>Paolo presenta la sua incarcerazione come una privilegiata occasione per la testimonianza del mistero cristiano: \u00abPregate anche per noi, perch\u00e9 Dio <em>ci apra la porta<\/em> della Parola per annunciare il mistero di Cristo. Per questo mi trovo in prigione, affinch\u00e9 possa farlo conoscere, parlandone come devo\u00bb (<em>Col <\/em>4,3-4). Probabilmente, l\u2019occasione della lettera fu la diffusione di una serie di pratiche gnostiche e misteriche che, attingendo da filosofie diverse tra loro, avevano inficiato la fede cristiana nella comunit\u00e0 di Colossi (cfr. <em>Col<\/em> 2,8.16.18.21). La lettera le mette in evidenza come pericolose per la fede in Cristo e ripropone il cuore del Vangelo annunciato, utilizzando un linguaggio inedito. I destinatari della lettera erano i cristiani della chiesa di Colossi, nella valle del fiume Lycos in Frigia, nella provincia d\u2019Asia. Una Comunit\u00e0 non evangelizzata da Paolo, ma da Epafra, il quale aveva informato Paolo del loro progresso e delle loro difficolt\u00e0 (cfr. <em>Col<\/em> 1,3-8). Dopo l\u2019indirizzo iniziale (<em>Col<\/em> 1,1-2), l\u2019Apostolo ringrazia Dio mostrando di conoscere la situazione della comunit\u00e0 (1,3-20) e descrive ci\u00f2 su cui intende argomentare (1,21-23). Comincia cos\u00ec la sua argomentazione, proponendo alla comunit\u00e0 di Colossi l\u2019itinerario cristiano. A partire dalla riscoperta del Vangelo annunciato da Paolo tra molti combattimenti (1,24-2,5), l\u2019Apostolo invita la comunit\u00e0 a radicarsi nella fedelt\u00e0 a questo Vangelo, che vede il primato di Cristo nell\u2019opera della salvezza (2,6-23). La conseguenza della riscoperta e della nuova adesione al Vangelo implica una santit\u00e0 di vita che trae le mosse da ci\u00f2 che la risurrezione di Cristo ha operato in noi (3,1-4,1). La lettera si conclude con delle esortazioni che riprendono il cuore dell\u2019argomento trattato (4,2-6) e con lo schema classico dei saluti (4,7-18). Proprio nel commiato Paolo conclude con un\u2019espressione che ha il valore di un\u2019epigrafe: \u00abRicordatevi delle mie catene\u00bb (4,18). L\u2019Apostolo invita i Colossesi a ricordarlo come se \u201cfosse una cosa sola con le sue catene\u201d. Sembra quasi un\u2019icona della sua conformazione a Cristo. Un\u2019immagine persuasiva con la quale al termine dello scritto vuole incoraggiare la Comunit\u00e0 a perseverare nel cammino cristiano, senza farsi manipolare da false dottrine. \u00c8 l\u2019immagine del \u201cparadosso cristiano\u201d: non solo \u201cnonostante le catene\u201d, ma, ancor di pi\u00f9, \u201cgrazie alle catene\u201d Cristo \u00e8 annunciato e glorificato.<\/p>\n<p>Buon cammino,<\/p>\n<p>don Davide Bertocchi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPer me, infatti, il vivere \u00e8 Cristo e il morire un guadagno\u00bb (Fil 1,21) Carissimi, in questi giorni abbiamo ascoltato\/letto la Lettera ai Filippesi e [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1133,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[262],"tags":[],"class_list":["post-3383","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3383"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3384,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3383\/revisions\/3384"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}