{"id":3403,"date":"2023-07-20T17:53:24","date_gmt":"2023-07-20T16:53:24","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=3403"},"modified":"2023-07-22T17:54:19","modified_gmt":"2023-07-22T16:54:19","slug":"lettura-nuovo-testamento-33","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-33\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 33"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cUn sacerdozio che non tramonta\u201d (<\/strong><em><strong>Eb <\/strong><\/em><strong>7,24)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Carissimi,<\/p>\n<p>in questi giorni abbiamo iniziato la lettura della <em>Lettera agli Ebrei<\/em>. Dai primi versetti, il \u201cprologo\u201d (cfr. <em>Eb <\/em>1,1-4), ci accorgiamo che non si tratta di una \u201clettera\u201d, ma di \u201cun\u2019omelia\u201d. L\u2019autore (probabilmente, un ebreo, dottore della <em>T\u00f4r\u0101h<\/em> e insieme di cultura ellenistica, che scrive in un luogo e in un tempo molto difficili da determinare) annuncia che parler\u00e0 del \u00abnome\u00bb del \u00abFiglio\u00bb, Colui che \u00abdopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della Maest\u00e0 nell\u2019alto dei cieli\u00bb (<em>Eb <\/em>1,3). Dopo il \u201cprologo\u201d, nel quale l\u2019autore inizia la propria predicazione affermando che Dio ci ha parlato nel suo Figlio, notiamo che l\u2019omelia \u00e8 suddivisa in cinque parti: una prima parte di cristologia generale (<em>Eb<\/em> 1,5-2,18) nella quale si afferma che \u201cCristo \u00e8 il Figlio di Dio\u201d (<em>Eb<\/em> 1,5-14) e, dopo una parte esortativa (<em>Eb<\/em> 2,1-4), che \u201cCristo \u00e8 anche fratello degli uomini\u201d (<em>Eb<\/em> 2,5-16): \u00abdella stirpe di Abramo si prende cura\u00bb (<em>Eb<\/em> 2,16). Comincia cos\u00ec la seconda parte dell\u2019omelia (<em>Eb<\/em> 3,1-5,10) dopo che in <em>Eb<\/em> 2,17-18 ne viene annunciato il tema principale: Cristo \u00e8 un sommo sacerdote degno di fede e misericordioso (i tratti generali di una cristologia sacerdotale). I tratti specifici di \u201cCristo come perfetto sommo sacerdote\u201d sono argomentati nella terza parte dell\u2019omelia (<em>Eb<\/em> 5,11-10,39). Nella quarta parte l\u2019autore parla dell\u2019unione a Cristo sommo sacerdote mediante la fede e la perseveranza (<em>Eb<\/em> 11,1-12,13), mentre nella quinta parte invita a una condotta retta nella ricerca della santit\u00e0 e della pace (<em>Eb<\/em> 12,14-13,18). Gli ultimi versetti contengono una benedizione finale, una dossologia e un biglietto di accompagnamento (<em>Eb<\/em> 13,19-25).<\/p>\n<p>In questi giorni abbiamo ascoltato\/letto quasi completamente le prime due parti. Nella prima si ricorda che il \u00abFiglio\u00bb, Dio con Dio, si \u00e8 reso \u00abpartecipe\u00bb degli uomini, come \u201cuno di loro\u201d, e cos\u00ec per volont\u00e0 del Padre si \u00e8 reso per loro \u201ccausa di salvezza\u201d \u00abper mezzo delle sofferenze\u00bb (<em>Eb<\/em> 2,10). Non \u00e8 possibile trascurare \u00abuna salvezza cos\u00ec grande\u00bb (cfr. intermezzo esortativo, <em>Eb<\/em> 2,1-4). Nella seconda parte viene cos\u00ec introdotto il tema principale dell\u2019omelia: il sacerdozio di Cristo, \u00abl\u2019apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo\u00bb (<em>Eb<\/em> 3,1). Dopo che nella prima parte l\u2019autore ha introdotto due eventi condivisi da tutti i fedeli, la glorificazione di Cristo (<em>Eb<\/em> 1,5-14) e la sua passione (<em>Eb<\/em> 2,5-16), cio\u00e8 due fatti sui quali tutti quelli che ascoltavano erano d\u2019accordo, ora vuole mostrare come questi eventi, fondanti la fede cristiana, hanno fatto di Cristo un sommo sacerdote. \u00c8 un tema completamente nuovo: in nessun altro scritto neotestamentario viene attribuito questo titolo a Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>La <em>Lettera agli Ebrei <\/em>si presenta come una meditazione rabbinica che ha risposto a un\u2019importante obiezione che poneva il giudaismo al movimento nato dal Nazareno. Secondo la fede ebraica il Messia deve realizzare la profezia, la regalit\u00e0 e il sacerdozio. In effetti, Ges\u00f9 era un \u201claico\u201d, quindi, l\u2019obiezione doveva essere posta in questi termini: \u201cCome fate a dire che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Messia, se non \u00e8 sacerdote? Ha realizzato le funzioni profetiche e regali, ma non quelle sacerdotali, anche perch\u00e9 discendente da Giuda e non da Levi, cio\u00e8, dal capostipite dell\u2019unico sacerdozio legittimo, quello \u2018aronnitico\u2019\u201d. In risposta a questa obiezione, l\u2019autore del nostro testo ha elaborato cos\u00ec una riflessione profonda e ironica che possiamo gustare nei prossimi giorni. Se \u00e8 vero che il sacerdozio di Ges\u00f9 non \u00e8 aronnitico, l\u2019autore, secondo una sapiente <em>lectio<\/em> dei testi biblici, fa risalire la legittimit\u00e0 del sacerdozio di Ges\u00f9 alla vicenda dell\u2019incontro di Abramo con il \u00absacerdote del Dio altissimo\u00bb Melchisedek (cfr. <em>Gen <\/em>14,17-20): Ges\u00f9 \u00e8 sacerdote \u00absecondo l\u2019ordine di Melchisedek\u00bb (<em>Sal <\/em>110,4; <em>Eb <\/em>7,17), un sacerdozio precedente e superiore a quello levitico\/aronnitico (\u00abegli [Levi], infatti, quando gli venne incontro Melchisedek, si trovava ancora nei lombi del suo antenato [Abramo]\u00bb <em>Eb <\/em>7,10). Ges\u00f9, nella Sua Pasqua, ha esercitato il suo sacerdozio offrendo tutto il suo corpo sulla Croce, nell\u2019ordine di Melchisedek, compiendo ogni sacerdozio: \u00abEgli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte\u00bb (<em>Eb <\/em>7,27).<\/p>\n<p>Non possiamo in queste poche righe rendere ragione della bellezza e dell\u2019importanza di questa grande omelia per la nostra fede. Ci basti dire che una riflessione seria e guidata di queste pagine \u00e8 preziosa per la comprensione dell\u2019annuncio cristiano e della nostra partecipazione al sacerdozio di Cristo e, quindi, del Suo amore e testimonianza. L\u2019autore della <em>Lettera agli<\/em> <em>Ebrei <\/em>aveva a cuore la crescita della fede delle comunit\u00e0 alle quali parlava, cos\u00ec che vivessero in conformit\u00e0 al dono d\u2019amore ricevuto. Una preoccupazione che spera essere feconda anche con noi e per noi.<\/p>\n<p>Buon cammino,<\/p>\n<p>don Davide Bertocchi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prossima tappa: entro sabato 29 luglio la lettura della <em>Lettera agli Ebrei<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUn sacerdozio che non tramonta\u201d (Eb 7,24) \u00a0 Carissimi, in questi giorni abbiamo iniziato la lettura della Lettera agli Ebrei. 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