{"id":3424,"date":"2023-08-12T20:13:43","date_gmt":"2023-08-12T19:13:43","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=3424"},"modified":"2023-08-25T20:14:56","modified_gmt":"2023-08-25T19:14:56","slug":"lettura-nuovo-testamento-36-bis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-36-bis\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 36 bis"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cIntroduzione alla letteratura giovannea\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Bench\u00e9 sparsi all\u2019interno del Nuovo Testamento, alcuni libri fanno riferimento alla <em>testimonianza del Discepolo Amato <\/em>[d\u2019ora in poi <em>DA<\/em>]. Per questo motivo, la tradizione ce li consegna come gli scritti \u00abdi Giovanni\u00bb. Diversamente dalla Tradizione Sinottica e da quella Paolina, qui si trova una sorta di \u201cmenu completo\u201d: un vangelo (il quarto), tre componimenti epistolari (che per comodit\u00e0 accomuniamo sotto il nome comune di \u201clettere\u201d) e l\u2019Apocalisse (unica nel suo genere).<\/p>\n<p>Una tale variet\u00e0 offre <em>uno scorcio di vita di una Comunit\u00e0 cristiana delle origini<\/em>, probabilmente collocata nella provincia romana di Siria, oppure di Asia (Efeso e dintorni). Alcuni indizi presenti nei testi portano a ipotizzare che questa Comunit\u00e0 non vivesse tutta compatta in un unico luogo, ma che fosse sparpagliata in piccole realt\u00e0 domestiche \u201cin rete\u201d, tra la citt\u00e0 e la sua <em>hinterland<\/em>. Non mancano poi accenni a problemi e fatiche interne ed esterne alla comunit\u00e0 stessa: piccole e grandi persecuzioni dal mondo giudaico e da quello imperiale, spaccature sulla fede in Ges\u00f9 e su chi fosse responsabile autorevole nella vita comunitaria\u2026 Insomma, una descrizione realistica e tutt\u2019altro che irenica!<\/p>\n<p>Tuttavia, <em>la presenza di difficolt\u00e0 non impedisce a questa comunit\u00e0 di essere vivace<\/em>. Anzi, queste stesse circostanze alimentano ulteriormente la sua riflessione sulla fede e sulla testimonianza nel mondo. Infatti, l\u2019intento che guida questi scritti non \u00e8 la fissazione di un contenuto intoccabile, bens\u00ec l\u2019attualizzazione di una verit\u00e0 che alimenta e orienta la vita singola e comunitaria dei credenti. Se da un lato si intende difendere la testimonianza originaria del <em>DA<\/em> da ogni sospetto invalidante (cfr. ad es. Gv 19,35; 21,24), dall\u2019altro lato si mira a mantenerla concretamente attuale ed efficace: \u00abQuello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perch\u00e9 anche voi siate in comunione con noi\u00bb (1Gv 1,3). Di epoca in epoca, nuove sfide e nuovi lettori chiedono che quanto \u00e8 stato consegnato dall\u2019Apostolo giovanneo nutra e sostenga la fede: cos\u00ec l\u2019esperienza e l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 vengono costantemente ripresi, reinterpretati ed esplorati in nuove direzioni, perch\u00e9 parlino ancora.<\/p>\n<p><em>Il vangelo<\/em>, innanzitutto, pu\u00f2 essere letto come \u00abuna Scrittura in movimento, una Scrittura aperta, una Scrittura abitata dalla ricerca di senso\u00bb (J. Zumstein, <em>L\u2019apprentissage de la foi<\/em>, Labor et fides, Gen\u00e8ve 2015, 33). La natura dinamica di questa narrazione dischiude molteplici piste di lettura.<\/p>\n<p>Tra le tante, \u00e8 intrigante quella sensoriale e in particolare quella <em>tra vedere e udire<\/em>: la storia dei discepoli comincia con un \u00abvenite e vedrete\u00bb (Gv 1,39), per terminare con un \u00abbeato chi pur non avendo visto creder\u00e0\u00bb (Gv 20,29). D\u2019altro canto, che il credere passi per uno spostamento dalla vista all\u2019udito, \u00e8 rintracciabile in pi\u00f9 episodi: il cieco guarito riconosce Ges\u00f9 non per la vista acquistata, ma per averlo ascoltato parlare (\u00abGli disse Ges\u00f9: \u201cLo hai visto: \u00e8 colui che parla con te\u201d. Ed egli disse: \u201cCredo, Signore!\u201d\u00bb \u2013 Gv 9,37-38); Maria di Magdala rimane con lo sguardo fisso sul vuoto del sepolcro \u2013 emblema di un\u2019attesa caparbia a una risposta indisponibile \u2013 e poi per\u00f2 si volta e crede, appena sente chiamare il suo nome (Gv 20,11-18). Ma si pensi anche alla metafora del \u201cbuon pastore\u201d: non \u00e8 certo per la vista di lui che le pecore lo seguono, ma \u00e8 \u00abperch\u00e9 conoscono la sua voce\u00bb (Gv 10,4)!<\/p>\n<p>Una seconda pista di lettura unisce <em>la venuta di Ges\u00f9 nel mondo e l\u2019accoglienza\/riconoscimento di lui come l\u2019Inviato del Padre<\/em>. Come luce che viene nelle tenebre egli si \u00e8 fatto carne nella storia, abitando e operando in mezzo agli uomini (cfr. ad es. Gv 1,5-13) ed esponendosi a un riconoscimento (accoglienza) o a un rifiuto (non accoglienza). Lo scopo del suo venire \u00e8 la manifestazione della gloria del Padre, che coincide con la salvezza dell\u2019umanit\u00e0. Perci\u00f2, laddove c\u2019\u00e8 il rifiuto non \u00e8 accolta nemmeno la salvezza. Cos\u00ec avviene il giudizio: non una sentenza piovuta dall\u2019alto, ma il sottrarsi a un dono offerto. A questo proposito, \u00e8 particolarmente utile prestare attenzione al modo in cui viene raccontato l\u2019incontro di Ges\u00f9 da parte dei vari personaggi: attraverso segni, gesti, dettagli e dialoghi, il narratore descrive dei veri e propri itinerari di fede che, partendo da circostanze umane differenti, illustrano i passaggi che progressivamente portano a riconoscere e accogliere l\u2019Inviato del Padre (ad es.: Nicodemo, la Samaritana, Marta e Maria, ecc.).<\/p>\n<p>Terza pista di lettura \u00e8 quella della <em>memoria credente<\/em>. Nel Quarto Vangelo, spesso Ges\u00f9 offre qualcosa che non pu\u00f2 essere immediatamente compreso nella sua totalit\u00e0. Solo dopo Pasqua i discepoli possono capire come Ges\u00f9 avrebbe fatto risorgere il tempio in tre giorni, eppure lui lo dice gi\u00e0 nel secondo capitolo (Gv 2,19-22). Solo dopo un lungo percorso di testimonianza il cieco nato pu\u00f2 vedere Ges\u00f9, pur avendo acquistato la vista gi\u00e0 alla piscina di Siloe (Gv 9,7.37-38). E anche dopo la lavanda dei piedi, pronuncia ai suoi un lungo discorso, senza tuttavia pretendere che essi comprendere subito. C\u2019\u00e8 un tempo \u2013 il \u201cpiccolo tempo\u201d dell\u2019\u00abun poco e non mi vedrete pi\u00f9; un poco ancora e mi vedrete\u00bb (Gv 16,16) \u2013 in cui il discepolo vede, ascolta e vive senza capire tutto. C\u2019\u00e8 poi un tempo, quello successivo alla Pasqua, in cui il Paraclito \u00abgli insegner\u00e0 ogni cosa\u00bb (Gv 14,26), facendo memoria di tutto ci\u00f2 che Ges\u00f9 ha detto e operato. Perci\u00f2, lo Spirito \u00e8 \u201cmaestro di memoria\u201d, che guida \u00aba tutta la verit\u00e0\u00bb (Gv 16,13) e sostiene la testimonianza dei discepoli nel tempo dopo la risurrezione (Gv 15,26-27).<\/p>\n<p>Lo sfondo in cui leggere le <em>Lettere di Giovanni<\/em> \u00e8 caratterizzato da tre particolari passaggi avvenuti all\u2019interno della comunit\u00e0 giovannea: il primo \u00e8 la conclusione della stesura del vangelo, che a un certo punto viene ritenuto non pi\u00f9 modificabile; il secondo passaggio riguarda l\u2019insorgere delle prime difficolt\u00e0 interne alla comunit\u00e0, che portano tensioni e persino divisioni; il terzo passaggio, infine, consiste in un\u2019esigenza di approfondimento sempre maggiore della comunione \u00abcon il Padre e con il Figlio suo, Ges\u00f9 Cristo\u00bb (1Gv 1,3) della consapevolezza di essere Chiesa (cfr. ad es.: 1Gv 3,23-24; 4,7-16.19-21; 2Gv 1-6; 3Gv 9-11). Da questi tre passaggi, si possono ricavare tre chiavi di lettura per questi scritti.<\/p>\n<p>La conclusione della stesura del vangelo comporta il passaggio<em> dalla forma del racconto a quella epistolare<\/em>. C\u2019\u00e8 un diverso coinvolgimento di chi scrive e chi legge, fosse anche solo per il rapporto diretto tra \u00abio\/noi\u00bb e \u00abvoi\u00bb e per il fatto che, nella seconda e terza lettera, l\u2019autore si presenta addirittura come <em>il Presbitero<\/em> che scrive alla Comunit\u00e0, dapprima interpellata come <em>la Signora eletta da Dio<\/em> (2Gv 1) e poi attraverso la persona di <em>Gaio<\/em> (3Gv 1). Dalle righe di queste lettere, quindi, risuona l\u2019invito a leggere sentendosi parte di una Comunit\u00e0 e non come semplici \u201clettori privati\u201d. Per capire quanto \u00e8 scritto, chi legge deve sentirsi inserito in una rete di relazioni e un vissuto condiviso reale \u2013 e quindi non ideale, anche se questo comporta qualche difficolt\u00e0 o sofferenza \u2013 basato sulla fede in Ges\u00f9. In altre parole, il lettore trova in questi scritti non tanto come dovrebbe essere una ideale comunit\u00e0 cristiana, quanto piuttosto che cosa rende cristiana una comunit\u00e0 reale.<\/p>\n<p>Il secondo passaggio riguarda <em>le difficolt\u00e0 interne<\/em> alla comunit\u00e0, che sono di due tipi: di fede (cristologiche) e di comportamento (etiche). Le due sono connesse, in quanto non si pu\u00f2 vivere l\u2019amore per il fratello senza una fede autentica in Ges\u00f9 e nel Padre, e viceversa:<\/p>\n<p>Chi non ama non ha conosciuto Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 amore. [\u2026] Carissimi, se Dio ci ha amati cos\u00ec, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. [\u2026] Se uno dice: \u00abIo amo Dio\u00bb e odia suo fratello, \u00e8 un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non pu\u00f2 amare Dio che non vede. (1Gv 4,8.11.20)<\/p>\n<p>Significativo \u00e8 il modo in cui queste lettere affrontano le tensioni della Comunit\u00e0: non si limitano a condannare o a critiche sperticate, n\u00e9 a prese di distanze o a imposizioni verticistiche; piuttosto propongono con autorevole vigore lo stile del vigilare e del discernere. Sono questi i due atteggiamenti con cui la Comunit\u00e0 cresce e affronta i problemi. E sono queste le chiavi di lettura con cui leggere l\u2019intera raccolta di questi tre scritti (1\u20133Gv).<\/p>\n<p>Il terzo passaggio comporta <em>l\u2019approfondimento del credere e l\u2019irrobustimento dell\u2019essere Chiesa<\/em>, ossia il risvolto positivo di quanto detto finora. Infatti, le <em>Lettere<\/em> stesse rappresentano un modo di vivere la Comunit\u00e0 secondo lo stile del vigilare e del discernere. E mostrando questo, ci attestano come sia cresciuta la consapevolezza credente ed ecclesiale, che potrebbe essere cos\u00ec sintetizzata: la vita concreta dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 il luogo rivelativo di Dio, tanto che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto veramente e pienamente uomo; perci\u00f2, \u00e8 anche importante il modo in cui una Comunit\u00e0 credente vive nel concreto, sia al proprio interno sia con quelli che non le appartengono. Cos\u00ec non c\u2019\u00e8 separazione tra ambito dottrinale e morale, poich\u00e9 i due si illuminano reciprocamente tanto che l\u2019uno ha senso soltanto se c\u2019\u00e8 l\u2019altro. A tal proposito, \u00e8 emblematico il modo con <em>il Presbitero<\/em> spiega alla Comunit\u00e0 il significato di \u00abcamminare nella verit\u00e0\u00bb, in merito al comportamento di alcuni che non seguono la \u00abdottrina del Cristo\u00bb (2Gv 4-7):<\/p>\n<p>Mi sono molto rallegrato di aver trovato alcuni tuoi figli che camminano nella verit\u00e0, secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre. E ora prego te, o Signora, non per darti un comandamento nuovo, ma quello che abbiamo avuto da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Questo \u00e8 l\u2019amore: camminare secondo i suoi comandamenti. Il comandamento che avete appreso da principio \u00e8 questo: camminate nell\u2019amore.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 importante leggere queste <em>Lettere<\/em> riuscendo a cogliere come \u201cdottrina\u201d e \u201cmorale\u201d s\u2019intreccino, o meglio come si alimentino reciprocamente il cammino della fede e quello del vivere come Chiesa.<\/p>\n<p>L\u2019ultima opera giovannea \u00e8 l\u2019<em>Apocalisse<\/em>, spesso ritenuta e raffigurata come il libro che tratta delle cose che avverranno nell\u2019ultimo futuro, alla fine dei tempi. In effetti, il suo linguaggio enigmatico e marcatamente simbolico, pieno di esseri strani e combattimenti cosmici si presta a una simile interpretazione. Tuttavia, lo scopo di questo scritto \u00e8 ben diverso: non tanto proporre un immaginifico <em>eschaton<\/em> finale, quanto piuttosto fornire alcuni strumenti per interpretare con fede la storia, dal presente fino alla fine.<\/p>\n<p>A fronte del persistere di conflitti interni ed esterni alla Comunit\u00e0, Giovanni \u2013 cos\u00ec si firma l\u2019autore \u2013 comincia scrivendo alle \u00absette Chiese che sono in Asia\u00bb (Ap 1,4), vale a dire alla Chiesa nella sua totalit\u00e0 (Ap 2,1\u20133,22). Il messaggio mira a esortare alla <em>perseveranza nella testimonianza<\/em>, senza compromessi accomodanti con il potere o con forme di vita e di pensiero facili e lusinghiere. Scorrendo le sette lettere, infatti, \u00e8 facile notare come ricorrano spesso appelli alla coerenza e alla fedelt\u00e0, segnalando la presenza di defezioni a fronte delle persecuzioni, oppure di commistioni tra la vita cristiana e altre pratiche idolatriche e pagane.<\/p>\n<p>La parte seguente dell\u2019opera \u00e8 costruita secondo dei <em>settenari<\/em> (Ap 4,1\u201322,5), ossia gruppi simbolici di sette, il cui ultimo elemento elencato contiene i successivi (l\u2019ultimo sigillo contiene le sette trombe e l\u2019ultima tromba contiene le sette coppe). Ciascuna di queste sequenze affronta sempre il medesimo messaggio \u2013 ossia la presenza e l\u2019azione del Cristo Crocifisso e Risorto all\u2019interno della storia \u2013 in modo tale che lo si approfondisca sempre di pi\u00f9: cos\u00ec, una volta che il lettore \u00e8 giunto al culmine di un elenco, \u00e8 condotto in una riflessione nuova ma analoga alla precedente, al fine di comprendere pi\u00f9 a fondo quanto ha gi\u00e0 letto (gli studiosi chiamano questo metodo letterario <em>ricapitolazione<\/em>). Nel complesso, questa parte invita a osservare la storia come la realt\u00e0 in cui <em>si sta realizzando<\/em> la vittoria di Cristo, avvenuta con la sua morte e risurrezione. Perci\u00f2, persino le pagine pi\u00f9 sanguinose e belliche dell\u2019<em>Apocalisse <\/em>chiedono di essere interpretate come una descrizione di un\u2019opera straordinaria in corso, in cui il Risorto sta rimettendo ordine nella creazione, riuscendo persino con grande impegno a dare un posto al male e alla morte.<\/p>\n<p>Il libro non sceglie la via facile, ma rischiosamente magica, di far sparire il dolore e la violenza: proporrebbe soltanto la favola di un mondo fatato. Invece, la profezia del veggente propone una visione del mondo e della storia che assume anche dolore e violenza, entro la tensione verso \u00abun cielo nuovo e una terra nuova\u00bb (Ap 21,1). Quella di cui si parla <em>non \u00e8 una storia incantata, ma una storia rinnovata!<\/em> E al centro di questa storia c\u2019\u00e8 l\u2019Agnello, il tempio e il cuore della vita della Chiesa e quindi del mondo. E questo rinnovamento in atto \u00e8 ci\u00f2 che aiuta i credenti a capire come vivere l\u2019attesa: non come un sospiro di qualcosa che non c\u2019\u00e8, ma come l\u2019acclamazione orante di Colui che <em>sta gi\u00e0 venendo<\/em> e che quindi \u00e8 gi\u00e0 verso di noi, anche se non ancora in pienezza. Cos\u00ec si pu\u00f2 pregare: \u00abAmen. Vieni, Signore Ges\u00f9!\u00bb (Ap 22,20).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Don Isacco Pagani<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Bibliografia consigliata<\/em><\/p>\n<p>Doglio C., <em>La testimonianza del discepolo<\/em> (= Graph\u00e9 9), Elledici, Torino 2018, pp. 358.<\/p>\n<p>Zumstein J., <em>L\u2019apprentissage de la foi. A la d\u00e9couverte de l\u2019\u00e9vangile de Jean et de ses lecteurs<\/em> (= Essais bibliques 50), Labor et fides, Gen\u00e8ve 2015, pp. 110.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIntroduzione alla letteratura giovannea\u201d Bench\u00e9 sparsi all\u2019interno del Nuovo Testamento, alcuni libri fanno riferimento alla testimonianza del Discepolo Amato [d\u2019ora in poi DA]. 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