{"id":3428,"date":"2023-08-24T20:16:13","date_gmt":"2023-08-24T19:16:13","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=3428"},"modified":"2023-08-25T20:17:07","modified_gmt":"2023-08-25T19:17:07","slug":"lettura-nuovo-testamento-38","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/dalla-diocesi\/lettura-personale-quotidiana-del-nuovo-testamento\/lettura-nuovo-testamento-38\/","title":{"rendered":"Lettura Nuovo Testamento \u2013 38"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cLa porta del cielo \u00e8 spalancata!\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Carissimi,<\/p>\n<p>oggi dovremmo essere arrivati al capitolo quinto dell\u2019<em>Apocalisse<\/em>.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 indicato nell\u2019Introduzione alla Tradizione Giovannea, ci poniamo in ascolto di un testo dal genere apocalittico, tipico anche della letteratura giudaica coeva, che in tempi di particolare difficolt\u00e0 invoca l\u2019intervento diretto di Dio, la sua manifestazione, la rivelazione della sua opera nella storia.<\/p>\n<p>Il libro inizia infatti con: \u00abRivelazione di Ges\u00f9 Cristo\u00bb (Ap 1,1), che opportunamente traduce dal greco il termine \u201capocalisse\u201d; e immediatamente mostra anche il \u201ccontenuto\u201d di tale rivelazione: la persona di Ges\u00f9 Cristo Risorto. \u00c8 Lui, infatti, che Giovanni incontra; \u00e8 di Lui la visione a cui viene misteriosamente ammesso, Lui che fin dall\u2019inizio \u00e8 presentato con i canoni classici con cui la Scrittura nomina Dio: \u00abIo sono \u2026 l\u2019Alfa e l\u2019Omega \u2026 il Vivente\u00bb (Ap 1,8.18). Ed \u00e8 proprio il Risorto che consegna dei messaggi da portare alle Chiese, a quelle comunit\u00e0 giovannee dell\u2019Asia Minore del I secolo, che molto probabilmente attraversavano grandi difficolt\u00e0, legate a errori di comprensione della fede, che potevano sfociare in eresie, spesso caratterizzate da sincretismo. La centralit\u00e0 del rapporto con il Risorto e della Sua Parola per le comunit\u00e0 occupa la prima parte del testo (Ap 2,1\u20123,20), elaborata in forma di sette lettere. Si tratta piuttosto di un testo unitario in cui ricorrono elementi comuni: il comando di scrivere, cio\u00e8 il desiderio di rivelarsi del Risorto tramite il testimone, la valutazione del vissuto dei credenti e le esortazioni in ordine ad una fede pi\u00f9 autentica, accompagnate dalle promesse di vittoria.<\/p>\n<p>La seconda parte dell\u2019Apocalisse (4,1\u201222,5) \u00e8 distribuita in tre settenari, di cui il testo che stiamo leggendo in questi giorni (Ap 4,1\u20125,14) rappresenta la visione introduttiva, come una sorta di <em>ouverture<\/em> che annuncia e dispone ai temi che seguiranno. Giovanni, il veggente, sembra come misteriosamente ammesso alla corte celeste, ancora una volta per essere testimone di uno straordinario spettacolo da rivelare, da trasmettere. Sono tre i simboli che occupano la scena \u2012 il trono, il libro e l\u2019Agnello \u2012 ma la centralit\u00e0 \u00e8 rappresentata dal rotolo (l\u2019\u201cantenato\u201d del libro all\u2019epoca!), che viene consegnato quasi come uno scettro all\u2019Agnello. Diversi significati sono stati attribuiti a tale simbolo\u2026 potremmo accordarci con chi vi riconosce il progetto di Dio nella storia, cos\u00ec difficile da cogliere che se qualcuno non lo dissigilla, non lo dischiude&#8230; davvero non ci resta che piangere! Ma non \u00e8 questa la sorte che ci attende, perch\u00e9 Uno che dispiega il senso della storia c\u2019\u00e8: per quanto ci venga presentato come \u00abil leone della trib\u00f9 di Giuda\u00bb (Ap 5,5), non sbrana nessuno, anzi \u00e8 \u00abun Agnello, in piedi, come immolato\u00bb (Ap 5,6), cio\u00e8 si presenta come vittima, consegnata nella morte, eppure su di essa trionfante, Risorto\u2026 appunto: \u00abin piedi\u00bb, da Signore! \u00c8 in Lui che la storia ritrova il proprio senso: essa cammina verso la redenzione, la liberazione, la gloria in cui ogni lacrima, ogni \u201cmorte\u201d, di ogni uomo sar\u00e0 asciugata dall\u2019amore di Dio che si consegna proprio come un Agnello! Ed infatti a Lui simbolicamente si prostrano in adorazione tutta la creazione e tutta la storia!<\/p>\n<p>Chiediamo che anche i nostri occhi si aprano al riconoscimento della rivelazione del Vivente, come di colui che \u00e8 presente nella storia di ciascuno e dell\u2019umanit\u00e0 intera, come di colui che la conduce a pienezza, al suo compimento di benedizione: ormai, come testimonia Giovanni, \u00abuna porta era aperta nel cielo\u00bb (Ap 4,1)! Ges\u00f9, consegnato nella morte e risorto, l\u2019ha spalancata per ciascuno di noi! E a questa visione siamo ammessi proprio leggendo, cio\u00e8 disponendoci all\u2019ascolto profondo che d\u00e0 credito alle parole di questo libro; lo ha dichiarato il veggente in apertura al testo: \u00abbeato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte\u00bb (Ap 1,3).<\/p>\n<p>Ancora una volta l\u2019<strong>ascolto<\/strong> della Parola aprir\u00e0 il nostro cuore alla <strong>visione<\/strong> del senso della storia personale e universale che procede verso l\u2019ingresso alla Gerusalemme del cielo la cui porta \u00e8 ormai dissigillata e spalancata da un Amore che ci vuole presso di s\u00e9!<\/p>\n<p>Buona lettura<\/p>\n<p>sr Anna Borghi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa porta del cielo \u00e8 spalancata!\u201d Carissimi, oggi dovremmo essere arrivati al capitolo quinto dell\u2019Apocalisse. 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