{"id":360,"date":"2020-04-30T19:17:46","date_gmt":"2020-04-30T19:17:46","guid":{"rendered":"http:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=360"},"modified":"2020-05-09T15:24:23","modified_gmt":"2020-05-09T15:24:23","slug":"entrino-861-sacerdoti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/gli-articoli-di-don-norberto\/lasterisco\/entrino-861-sacerdoti\/","title":{"rendered":"&#8220;Entrino 861 sacerdoti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 stata segnalata un&#8217;intervista pubblicata ieri (29 aprile 2020) su Vatican News. L&#8217;ho letta e non ho potuto fare altro, prima che si superasse la mezzanotte, di raccoglierla in questo &#8220;asterisco&#8221;.<br \/>\nChe entrino questi sacerdoti nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere, sacerdoti di cui non conoscevo nulla, pur essendo stato anni fa a Dachau.<br \/>\nIn silenzio, lascio spazio a loro. Celebrer\u00f2 con loro la prossima messa.<\/p>\n<p><strong>don Norberto<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Nella fede di oggi, il frutto del martirio dei preti polacchi nella II Guerra Mondiale<\/strong><\/p>\n<p><em>Giada Aquilino &#8211; Citt\u00e0 del Vaticano<\/em><\/p>\n<p><em>Una testimonianza di fede vissuta \u201cfino alla morte\u201d, ma anche una prova della \u201cvoglia\u201d di vivere l\u2019Eucaristia e i Sacramenti nonostante l\u2019impossibilit\u00e0 di farlo. Nella \u201cGiornata del martirio del clero polacco durante la Seconda Guerra Mondiale\u201d, celebrata oggi dalla Chiesa della Polonia, questo \u00e8 l\u2019esempio degli 861 sacerdoti figli di quella nazione uccisi dal regime nazista nel campo di concentramento tedesco di Dachau. <\/em><\/p>\n<p><em>A parlarne con Vatican News \u00e8 don Pawe\u0142 Rytel-Andrianik, portavoce della Conferenza episcopale polacca. <\/em><\/p>\n<p>R. &#8211; Ricordiamo oggi il martirio, cio\u00e8 la testimonianza della fede fino alla morte e allo stesso tempo tutti i martiri, sia di Dachau sia di altri luoghi, quindi le vittime dei totalitarismi, del nazismo e del comunismo. Questo \u00e8 il giorno della memoria e insieme della testimonianza e della provvidenza, perch\u00e9 quei sacerdoti prigionieri a Dachau fecero un voto: se fossero sopravvissuti sarebbero andati in pellegrinaggio al santuario di San Giuseppe a Kalisz.<\/p>\n<p>Due ore prima della distruzione del campo di concentramento, che era stata programmata, il 29 aprile 1945 furono liberati dagli americani. I sacerdoti lo interpretarono come un segno della provvidenza di Dio.<\/p>\n<p><strong>Furono pi\u00f9 di 1.700 i sacerdoti polacchi deportati nel campo di concentramento tedesco. Chi erano e perch\u00e9 oltre 800 furono uccisi?<\/strong><\/p>\n<p>R. &#8211; I nazisti misero in prigione i sacerdoti nel campo tedesco di Dachau, come in altri campi di concentramento polacchi, semplicemente perch\u00e9 erano sacerdoti e perch\u00e9 erano punto di riferimento per le comunit\u00e0 parrocchiali. Per distruggere la nazione cominciarono proprio dai sacerdoti e dall\u2019intellighenzia del Paese. Questi oltre 1.700 sacerdoti polacchi fanno parte dei quasi 3.000 tra sacerdoti, vescovi e suore che erano presenti nel campo di Dachau. E nei campi di concentramento in Polonia poi c\u2019erano ancora altri sacerdoti. Le statistiche sono queste: in Polonia, su circa 10.000 sacerdoti diocesani prima della Seconda Guerra Mondiale, i nazisti ne uccisero circa 2.000; su 8.000 religiosi ne furono uccisi 370; su 17.000 suore ne furono uccise 280. Non possiamo inoltre dimenticare che allo stesso tempo 4.000 sacerdoti e religiosi e pi\u00f9 di 1.100 suore erano prigionieri negli altri campi di concentramento. E comunque anche coloro che erano liberi hanno sofferto nelle loro case, sia sotto il regime nazista sia sotto quello comunista.<\/p>\n<p><strong>Che testimonianze rimangono dell\u2019epoca, dopo che l\u2019ultimo sopravvissuto \u00e8 scomparso nel 2013?<\/strong><\/p>\n<p>R. &#8211; Testimonianze di fedelt\u00e0. San Giovanni Paolo II nel 1995, nel <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/john-paul-ii\/it\/angelus\/1995\/documents\/hf_jp-ii_ang_29011995.html\">50\u00b0 anniversario della liberazione del campo di Auschwitz<\/a>, disse come quei sacerdoti, vescovi e suore rimasero fedeli fino alla fine, dando testimonianza di carit\u00e0 e perdono.<\/p>\n<p>Parl\u00f2 inoltre di dignit\u00e0 della vita e giustizia: possiamo pensare a tal proposito ad un martire conosciuto in tutto il mondo, San Massimiliano Kolbe, che diede la propria vita per un padre di famiglia. Inoltre posso ricordare un esempio della mia diocesi di Drohiczyn, il sacerdote Antoni Beszta-Borowski. Gli amici gli dissero di scappare, perch\u00e9 i nazisti avevano preso i suoi documenti e presto lo avrebbero arrestato o ucciso. Ma lui disse che non poteva lasciare la sua gente e i suoi sacerdoti, perch\u00e9 se non avessero preso lui i nazisti avrebbero preso sicuramente loro. Quando venne catturato, dei bambini assistettero alla scena: un soldato tedesco entr\u00f2 nella canonica e prese la sua stola. Si rivolse ai bambini dicendo loro che nessun sacerdote sarebbe rimasto in citt\u00e0, distruggendo poi la stola e lasciandola cadere in terra. Una donna la raccolse e la custod\u00ec. Anni dopo, uno di quei bambini, nipote di don Antoni, prese i voti da sacerdote e, durante la sua prima Messa, quella donna riconsegn\u00f2 la stola. Da allora tante vocazioni sono nate in quel luogo. Penso sia un esempio che il sangue dei martiri porta frutto nella fede.<\/p>\n<p><strong>I racconti sono quindi di vessazioni, atrocit\u00e0, criminali esperimenti e anche di oltraggio al Signore, alla Croce, al Rosario. Come i prigionieri scampati alla morte riuscirono a sopportare tanto?<\/strong><\/p>\n<p>R. &#8211; Sembra incredibile. A Dachau per esempio c\u2019era una suora che, grazie all\u2019aiuto di una persona che aveva un negozio nelle vicinanze, riusciva a consegnare i paramenti liturgici: l\u00ec alcuni hanno potuto, ovviamente di nascosto, celebrare Messa e ordinare sacerdoti. Ultimamente il rettore della missione cattolica polacca in Germania mi ha mandato una lettera dell\u2019epoca: \u00e8 di un prete che raccontava la voglia di celebrare Messa, anche se non poteva. \u00c8 un po\u2019 quello che adesso anche noi viviamo col coronavirus: vediamo che ci sono tante persone che non possono andare a Messa. Nel momento della pandemia che viviamo dobbiamo allora trarre esempio da quella fede che diede la forza di sopravvivere a quel sacerdote. Anche per questo celebriamo la Giornata del martirio del clero polacco durante la Seconda Guerra Mondiale e ringraziamo il Signore per la loro testimonianza.<\/p>\n<p><strong>Raccogliendo testimonianze in questo momento di pandemia, ci \u00e8 stato detto per esempio dalla Russia come \u2013 con le dovute differenze e il rispetto per le vittime \u2013 questo tempo in cui si \u00e8 costretti a stare a casa, pregando in famiglia, ricordi appunto quella mancanza dell\u2019eucaristia, quella preghiera di nascosto dei tempi delle persecuzioni sovietiche. Alla Polonia che dono viene dall\u2019esempio dei martiri della Seconda Guerra Mondiale?<\/strong><\/p>\n<p>R. &#8211; \u00c8 proprio l\u2019esempio della fede. Una fede che ha aiutato non solo i sacerdoti, ma tutte le persone, che fossero cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei. Perci\u00f2 oggi, celebrando la Giornata dei martiri in un tempo di pandemia, pensiamo che noi abbiamo le trasmissioni, possiamo collegarci tramite la radio e la televisione con la Santa Messa e possiamo in qualche modo essere uniti con la Chiesa tramite i mezzi di comunicazione, ma allora non c\u2019era questa possibilit\u00e0. Ci\u00f2 nonostante quelle persone sono sopravvissute attraverso la fede.<\/p>\n<p><strong>In questi giorni era in programma un pellegrinaggio a Dachau, rimandato proprio per il coronavirus. Quale speranze per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>R. &#8211; Il pellegrinaggio nazionale a Dachau \u00e8 stato posticipato a quando sar\u00e0 finita l\u2019emergenza per il coronavirus. Organizzata in collaborazione con la Conferenza episcopale tedesca, alla commemorazione era prevista la partecipazione del presidente dei vescovi locali, del clero e dei fedeli, cos\u00ec come successo cinque anni fa quando si sono celebrati i 70 anni della liberazione del campo di concentramento di Dachau.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 stata segnalata un&#8217;intervista pubblicata ieri (29 aprile 2020) su Vatican News. 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