{"id":3670,"date":"2024-04-01T11:40:55","date_gmt":"2024-04-01T10:40:55","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=3670"},"modified":"2024-04-01T11:40:55","modified_gmt":"2024-04-01T10:40:55","slug":"31-marzo-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/31-marzo-2024\/","title":{"rendered":"31 marzo 2024"},"content":{"rendered":"<h1>Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>L\u2019augurio per la Pasqua cristiana!<\/h2>\n<p>Non un semplice saluto di \u201cbuona Pasqua\u201d ma un augurio, con qualche riga in pi\u00f9, che vuole esplorare il mistero di questa festa unicamente cristiana. Quasi un dialogo dove la morte parla vedendo arrivare Ges\u00f9 negli inferi. L\u2019augurio perch\u00e9 si sperimenti questa liberazione\u2026<\/p>\n<p><b>Don Norberto, don Mauro, don Felice, don Saturnino, diacono Dario<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<p>La Morte: &#8220;Se tu sei Dio, mostra il tuo potere<br \/>\ne se sei un uomo prova la nostra forza!<br \/>\nOra, se \u00e8 Adamo che tu cerchi, puoi andartene:<br \/>\n\u00e8 imprigionato qui per i suoi debiti;<br \/>\nnon c&#8217;\u00e8 cherubino o serafino che sia capace<br \/>\ndi ottenere la sua liberazione:<br \/>\nnon ci sono mortali tra di loro<br \/>\nche possano offrirsi in cambio.<br \/>\nChi pu\u00f2 aprire la bocca dello Sheol,<br \/>\ntuffarsi dentro e prenderlo da l\u00e0,<br \/>\ndato che lo Sheol lo ha inghiottito<br \/>\ne lo tiene stretto per sempre?<\/p>\n<p>Da sola ho vinto molti,<br \/>\ne ora l&#8217;Unigenito cerca di vincermi!<br \/>\nHo portato via profeti, sacerdoti ed eroi,<br \/>\nho vinto i re con le loro schiere,<br \/>\ni giusti con le loro buone azioni,<br \/>\n&#8211; fiumi pieni di cadaveri &#8211; io butto nello Sheol,<br \/>\nche resta assetato per quanti io ve ne getti!<br \/>\nPer quanto un uomo ne sia vicino o lontano,<br \/>\nl&#8217;esito finale lo conduce alla porta dello Sheol.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 questo? Il figlio di chi?<br \/>\nE di che famiglia \u00e8 quest&#8217;uomo che mi ha vinto?<br \/>\nIl libro delle genealogie \u00e8 qui con me,<br \/>\nho iniziato e mi sono presa il disturbo<br \/>\ndi leggere tutti i nomi a partire da Adamo,<br \/>\ne nessuno dei morti mi scappa; trib\u00f9 dopo trib\u00f9 sono tutti scritti sulle mie membra.<br \/>\n\u00c8 per te Ges\u00f9 che ho intrapreso questo conto,<br \/>\nproprio per mostrarti<br \/>\nche nessuno scappa alle mie mani.<\/p>\n<p>La Morte aveva finito il suo beffardo discorso<br \/>\ne la voce di nostro Signore<br \/>\nrisuon\u00f2 fragorosamente nello Sheol,<br \/>\naprendo ogni tomba, una per una.<br \/>\nTerribili spasimi afferrarono la Morte nello Sheol;<br \/>\ndove la luce non era mai stata,<br \/>\nraggi brillarono dagli angeli<br \/>\nche erano entrati per far uscire i morti<br \/>\na incontrare il Morto che ha dato vita a tutto.<\/p>\n<p>La Morte di Ges\u00f9 \u00e8 un tormento per me,<br \/>\nvorrei averlo lasciato vivo:<br \/>\nsarebbe stato meglio per me che la sua morte.<br \/>\nQui c&#8217;\u00e8 un morto la cui morte trovo detestabile;<br \/>\nalla morte di ogni altro io gioisco,<br \/>\nma la sua morte mi tormenta<br \/>\ne aspetto che torni alla vita:<br \/>\ndurante la sua vita egli ha fatto rivivere<br \/>\ne portato di nuovo alla vita tre morti.<br \/>\nOra, attraverso la sua morte,<br \/>\ni morti che sono venuti di nuovo alla vita,<br \/>\nmi calpestano alle porte dello Sheol<br \/>\nquando vado per trattenerli.<\/p>\n<p>Correr\u00f2 e chiuder\u00f2 le porte dello Sheol<br \/>\ndavanti a questo Morto<br \/>\nla cui morte mi ha rapinato.<br \/>\nChi sentir\u00e0 ci\u00f2 si meraviglier\u00e0<br \/>\ndella mia umiliazione, perch\u00e9 sono stata sconfitta<br \/>\nda un Morto venuto da fuori:<br \/>\ntutti i morti vogliono andare fuori<br \/>\ne lui insiste per entrare.<br \/>\nUn farmaco di vita \u00e8 entrato nello Sheol<br \/>\ne ha riportato i suoi morti indietro alla vita.<br \/>\nChi \u00e8 colui che ha introdotto per me<br \/>\ne nascosto il fuoco vivente in cui le fredde<br \/>\ne scure viscere dello Sheol si fondono?&#8221;.<\/p>\n<p>La Morte vide gli angeli nello Sheol,<br \/>\nesseri immortali invece di mortali e disse:<br \/>\n&#8220;La confusione \u00e8 entrata nella nostra dimora.<br \/>\nPer due motivi sono tormentata:<br \/>\ni morti hanno lasciato lo Sheol<br \/>\ne gli angeli che non muoiono vi sono entrati.<br \/>\nUno vi \u00e8 entrato insieme<br \/>\nassiso alla testa della sua tomba,<br \/>\nun altro, suo compagno, ai suoi piedi.<br \/>\nBisogna che domandi e che ottenga da lui<br \/>\nche prenda i suoi ostaggi<br \/>\ne se ne vada nel suo regno\u201d.<\/p>\n<p>Il nostro Re vivente \u00e8 salito ed \u00e8 esaltato,<br \/>\ncome un vincitore, dallo Sheol.<br \/>\nIl dolore \u00e8 doppio per chi \u00e8 alla sinistra,<br \/>\nsgomento per gli spiriti cattivi e i demoni,<br \/>\nsofferenza per Satana e la Morte,<br \/>\nlamentazione per il Peccato \u00e8 lo Sheol,<br \/>\nma gioia per chi \u00e8 alla destra \u00e8 venuta oggi!<\/p>\n<p>In questo grande giorno allora<br \/>\noffriamo una grande lode a Lui<br \/>\nche \u00e8 morto ed \u00e8 tornato alla vita,<br \/>\nper dare vita e resurrezione a tutti!<\/p>\n<p>(da un inno di Efrem il siro)<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Pregare con il cellulare<\/h2>\n<p>Ci\u00f2 che viviamo nella liturgia pu\u00f2 diventare gesto concreto. Partiamo da <b>ci\u00f2 che \u00e8 accaduto al Venerd\u00ec Santo<\/b> quando durante l\u2019intensa celebrazione della morte del Signore e poco prima della fine il sacerdote pronuncia 12 orazioni, introdotte da una voce guida. Al di l\u00e0 dell\u2019istintiva frase \u2013 \u201cma quante sono!\u201d \u2013 la liturgia sotto la croce spazia per raggiungere ogni categoria di persona: dalla Chiesa ad altri credenti e ad altre religioni; segnala le sofferenze e le epidemie (sembrava un termine relegato ad anni passati prima che arrivasse il Covid); prega per i catecumeni, gli ebrei, i non credenti, i governanti fino a raggiungere i defunti.<br \/>\nTrovo <b>l\u2019invito, in un certo senso, a pregare con il cellulare<\/b>&#8230; Ormai la rubrica del telefono \u00e8 \u201coggetto di antiquariato\u201d, come le pagine bianche e le pagine gialle che venivano recapitate di anno in anno nelle case: cose dell\u2019altro secolo! Ora ciascuno ha la sua rubrica con molti nomi, dai familiari agli amici, con il contatto dei colleghi o di persone saltuarie. <b>Molti sono nomi <\/b>che ci fanno sussultare, altri che ci fanno sbuffare, alcuni pi\u00f9 usati, altri da aprire \u201csolo in caso di estrema necessit\u00e0\u201d. Pregare con il cellulare, si pu\u00f2!<br \/>\n<b>Cos\u00ec ho pregato <\/b>la sera del Venerd\u00ec Santo con nomi e ricordi: molti nomi sono legati a Segrate ma molti altri alle parrocchie precedenti. Pi\u00f9 il tempo passa e pi\u00f9 mi accorgo che alcuni contatti non sono aggiornati sulle novit\u00e0 di vita, per\u00f2 ci sono nella rubrica. E allora si prega per loro, <b>li si mette sotto la croce<\/b>: giovani ormai sposati, amici ormai genitori o nonni, uomini e donne di et\u00e0 diverse. Fermarsi su ogni nome apre un mondo pieno di affetti e di commozione. Li affido al Crocifisso perch\u00e9 lui sia con loro, \u201crivolga il suo volto e dia loro pace\u201d. Passare questa lunga lista significa anche riconoscere che in ogni contatto qualcosa \u00e8 arrivato a me e di cui sono debitore. In molti nomi trovo la tragedia delle morte e della sofferenza, molti sono nomi che non potranno pi\u00f9 rispondere e che faccio fatica a cancellare dalla rubrica. <b>Quest\u2019anno sono stati i nomi <\/b>della rubrica a farmi pregare sotto la croce.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Ogni \u201cs\u00ec\u201d detto<\/h2>\n<p>Quante messe ho celebrato in questi 44 anni di sacerdozio, ripetendo quella liturgia che trova <b>il suo inizio nel Gioved\u00ec Santo, <\/b>altro grande momento del triduo pasquale. Non \u00e8 una questione di rito o di lavoro che fa parte di ci\u00f2 che fa il prete. Anche in questo caso si passa nel concreto e all\u2019esterno del rito. <b>Ogni volta che pongo un \u201cs\u00ec<\/b>\u201d, ripeto il gesto del pane spezzato. Quando \u00e8 chiesto un gesto di amore o un supplemento di amore, si ripete quel momento dell\u2019ultima cena. \u201cFate questo in memoria di me\u201d prosegue \u201cogni volta in cui venite traditi e rispondete con un supplemento di amore\u201d; <b>ogni volta che il \u201cs\u00ec\u201d <\/b>vince sulla malavoglia o sulla indifferenza, si allunga il gesto liturgico.<br \/>\nOgni anno allora, celebrando il Gioved\u00ec Santo non faccio solo quello che la liturgia mi chiede di fare ma <b>opero una verifica<\/b>, quasi un anniversario delle volte in cui \u201cho scelto il s\u00ec rispetto al no oppure al vedremo\u201d. Potremmo accorgerci di aver dato pochi frutti, vuoi perch\u00e9 non sono andato molto a Messa o vuoi perch\u00e9, pur non avendone saltata una, quel gesto non \u00e8 entrato nel circolo del sangue e della volont\u00e0. E noi che ci crediamo a posto, alla maniera di Pietro che non vuole che gli si lavi i piedi. Invece quando si \u00e8 disposti ad scegliere il \u201cs\u00ec\u201d, <b>l\u2019ultima cena prosegue<\/b> la sua potente esplosione!<\/p>\n<hr \/>\n<h2>La notte bianca<\/h2>\n<p>Un po\u2019 sono nottambulo, ma tendente a crollare a una certa ora. Momento di <b>alto spessore \u00e8 la Veglia Pasquale,<\/b> terza grande celebrazione del Triduo. Esiste la notte di Pasqua che quest\u2019anno diventa pi\u00f9 notte in concomitanza con la ripresa dell\u2019ora legale. Nella notte la luce, l\u2019acqua, l\u2019abbondante Parola, il pane distribuito dopo il digiuno eucaristico vissuto per due giorni.<br \/>\n<b>Cos\u00ec nella vita pratica: <\/b>ogni volta che si accende una parola di bene, la notte pasquale trova il suo senso. Portare parole buone, bloccare il parlare male, fare il primo passo, non saltare nella fila di chi urla con cattiveria, trovare il silenzio tra i rumori, fermarsi e rallentare, essere disposti all\u2019ascolto, provare ancora nonostante i fallimenti, sono i segni di una veglia pasquale che continua nel tempo. <b>Certamente portiamo in chiesa <\/b>un po\u2019 del buio che ci portano le notizie delle varie guerre e violenze. <b>In pi\u00f9 ci mettiamo del nostro <\/b>quando una chiesa non \u00e8 chiesa, quando una comunit\u00e0 cristiana non vive secondo l\u2019aggettivo \u201ccristiano\u201d, quando ci si perde d\u2019animo e non si crede pi\u00f9 nella sua presenza. Meno male che da quella notte domina nella chiesa <b>il cero pasquale, <\/b>bello e robusto, che si accende e rimane bene in vista per cinquanta giorni: ci ricorda come stanno veramente le cose, secondo Dio e di questo noi siamo testimoni!<\/p>\n<p><b>Don Norberto <\/b><\/p>\n<hr \/>\n<p><i>NB: Solo un modo per ripensare al Triduo pasquale da poco celebrato. L\u2019invito \u00e8 a rivedere i giorni precedenti la Pasqua, come si sono vissuti e come ci hanno parlato nella ricchezza liturgica.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2024\/20240331-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore L\u2019augurio per la Pasqua cristiana! 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