{"id":3879,"date":"2024-06-22T17:48:09","date_gmt":"2024-06-22T16:48:09","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=3879"},"modified":"2024-06-22T17:48:09","modified_gmt":"2024-06-22T16:48:09","slug":"23-giugno-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/23-giugno-2024\/","title":{"rendered":"23 giugno 2024"},"content":{"rendered":"<h1>Quinta domenica dopo Pentecoste<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Ultimo, poi in vacanza<\/h2>\n<p>Il caldo sta arrivando e anche il \u201cPonte degli specchietti\u201d\u00a0 sente la stanchezza\u00a0 e il movimento dell&#8217;estate. Con questo numero ci fermiamo per la pausa estiva. Lasciamo come lettura la catechesi di Papa Francesco dello scorso febbraio circa un \u201cmale\u201d particolare che si chiama \u201cAccidia\u201d.\u00a0 Recuperiamo la preghiera di San Tommaso Moro citata dal Papa nell&#8217;incontro in Vaticano con i comici.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>L&#8217;accidia<\/h2>\n<p>Tra tutti i vizi capitali ce n\u2019\u00e8 uno che spesso passa sotto silenzio, forse a motivo del suo nome che a molti risulta poco comprensibile: sto parlando dell\u2019accidia. Per questo, nel catalogo dei vizi, il termine accidia viene spesso sostituito da un altro di uso molto pi\u00f9 comune: la pigrizia. In realt\u00e0, la pigrizia \u00e8 pi\u00f9 un effetto che una causa. Quando una persona se ne sta inoperosa, indolente, apatica, noi diciamo che \u00e8 pigra. Ma, come insegna la saggezza degli antichi padri del deserto, spesso la radice di questa pigrizia \u00e8 l\u2019accidia, che letteralmente dal greco significa \u201c<b>mancanza di cura\u201d.<br \/>\n<\/b>Si tratta di una tentazione molto pericolosa, con cui <b>non bisogna scherzare<\/b>. Chi ne cade vittima \u00e8 come fosse schiacciato da un desiderio di morte: <b>prova disgusto per tutto<\/b>; il rapporto con <b>Dio gli diventa noioso<\/b>; e anche gli atti pi\u00f9 santi, quelli che in passato gli avevano scaldato il cuore, gli appaiono ora <b>del tutto inutili<\/b>. Una persona comincia <b>a rimpiangere <\/b>il tempo che scorre, e la giovent\u00f9 che \u00e8 irreparabilmente alle spalle.<br \/>\nL\u2019accidia \u00e8 definita come il \u201c<b>demone del mezzogiorno<\/b>\u201d: ci coglie nel mezzo delle giornate, quando la fatica \u00e8 al suo apice e le ore che ci stanno davanti ci appaiono monotone, impossibili da vivere. In una celebre descrizione il <b>monaco Evagrio <\/b>rappresenta cos\u00ec questa tentazione: \u00abL\u2019occhio dell\u2019accidioso \u00e8 continuamente fisso alle finestre, e nella sua mente fantastica sui visitatori [\u2026] Quando legge, l\u2019accidioso sbadiglia spesso ed \u00e8 facilmente vinto dal sonno, si stropiccia gli occhi, si sfrega le mani e, ritirando gli occhi dal libro, fissa il muro; poi di nuovo rivolgendoli al libro, legge ancora un poco [\u2026]; infine, chinata la testa, vi pone sotto il libro, si addormenta di un sonno leggero, finch\u00e9 la fame non lo risveglia e lo spinge a occuparsi dei suoi bisogni\u00bb; in conclusione, \u00abl\u2019accidioso non compie con sollecitudine l\u2019opera di Dio\u00bb.<br \/>\nI lettori contemporanei intravedono in queste descrizioni qualcosa che <b>ricorda molto il male della depressione<\/b>, sia da un punto di vista psicologico che filosofico. Infatti, per chi \u00e8 preso dall\u2019accidia, <b>la vita perde di significato<\/b>, pregare risulta noioso, ogni battaglia appare priva di senso. Se anche in giovent\u00f9 abbiamo nutrito passioni, adesso ci appaiono illogiche, sogni che non ci hanno reso felici. <b>Cos\u00ec ci si lascia andare<\/b> e la distrazione, il non pensare, appaiono come le uniche vie d\u2019uscita: si vorrebbe essere storditi, avere la mente completamente vuota\u2026 <b>\u00c8 un po\u2019 un morire in anticipo, ed \u00e8 brutto.<br \/>\n<\/b>Davanti a questo vizio, che ci accorgiamo essere tanto pericoloso, i maestri di spiritualit\u00e0 prevedono <b>diversi rimedi. <\/b>Vorrei segnalare quello che mi sembra il pi\u00f9 importante e che chiamerei\u00a0<b>la pazienza della fede. <\/b>Bench\u00e9 sotto la sferza dell\u2019accidia il desiderio dell\u2019uomo sia di essere \u201caltrove\u201d, di evadere dalla realt\u00e0, bisogna invece avere <b>il coraggio di rimanere <\/b>e di accogliere nel mio \u201cqui e ora\u201d, nella mia situazione cos\u00ec com\u2019\u00e8, la presenza di Dio. I monaci dicono che per loro <b>la cella \u00e8 la miglior maestra di vita<\/b>, perch\u00e9 \u00e8 il luogo che concretamente e quotidianamente ti parla della tua storia d\u2019amore con il Signore. <b>Il demone dell\u2019accidia vuole distruggere <\/b>proprio questa gioia semplice del qui e ora, questo stupore grato della realt\u00e0; vuole farti <b>credere che \u00e8 tutto vano,<\/b> che nulla ha senso, che non vale la pena di prendersi cura di niente e di nessuno. Nella vita incontriamo gente \u201caccidiosa\u201d, gente di cui diciamo: \u201cMa questo \u00e8 noioso!\u201d e non ci piace stare con lui; gente che ha pure un atteggiamento di noia che contagia.<br \/>\nQuanta gente, in preda all\u2019accidia, mossa da un\u2019inquietudine senza volto, <b>ha stupidamente abbandonato la via di bene <\/b>che aveva intrapreso! Quella dell\u2019accidia \u00e8 una battaglia decisiva, che bisogna vincere a tutti i costi.<br \/>\nEd \u00e8 una battaglia che\u00a0<b>non ha risparmiato nemmeno i santi, <\/b>perch\u00e9 in tanti loro diari c\u2019\u00e8 qualche pagina che confida momenti tremendi, di vere e proprie notti della fede, dove tutto appariva buio. Questi santi e queste sante ci insegnano ad <b>attraversare la notte nella pazienza accettando\u00a0la povert\u00e0 della fede<\/b>. Hanno raccomandato, sotto l\u2019oppressione dell\u2019accidia, di <b>tenere una misura di impegno pi\u00f9 piccola<\/b>, di fissare <b>traguardi pi\u00f9 a portata di mano<\/b>, ma nello stesso tempo di resistere e di <b>perseverare<\/b> appoggiandoci a Ges\u00f9, che mai abbandona nella tentazione.<br \/>\nLa fede, tormentata dalla prova dell\u2019accidia, non perde di valore. \u00c8 anzi la vera fede, l\u2019umanissima fede, che nonostante tutto, nonostante l\u2019oscurit\u00e0 che la acceca, ancora umilmente crede. \u00c8 quella fede che rimane nel cuore, come <b>rimane la brace sotto la cenere<\/b>.<br \/>\nSempre rimane. E se qualcuno di noi cade in questo vizio o in una tentazione di accidia, cerchi di guardarsi dentro e di custodire la brace della fede: cos\u00ec si va avanti.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Preghiera del buon umore<\/h2>\n<p>Dammi o Signore,<br \/>\nuna buona digestione<br \/>\ned anche qualcosa da digerire.<br \/>\nDammi la salute del corpo,<br \/>\ncol buonumore necessario per mantenerla.<br \/>\nDammi o Signore, un&#8217;anima santa,<br \/>\nche faccia tesoro di quello che \u00e8 buono e puro,<br \/>\naffinch\u00e9 non si spaventi del peccato,<br \/>\nma trovi alla Tua presenza<br \/>\nla via per rimettere di nuovo le cose a posto.<\/p>\n<p>Dammi un&#8217;anima che non conosca la noia,<br \/>\ni brontolamenti, i sospiri e i lamenti,<br \/>\ne non permettere<br \/>\nche io mi crucci eccessivamente<br \/>\nper quella cosa troppo invadente<br \/>\nche si chiama &#8220;io&#8221;.<\/p>\n<p>Dammi, o Signore, il senso dell&#8217;umorismo,<br \/>\nconcedimi la grazia<br \/>\ndi comprendere uno scherzo,<br \/>\naffinch\u00e9 conosca nella vita<br \/>\nun po&#8217; di gioia<br \/>\ne possa farne parte anche ad altri. Cos\u00ec sia.<\/p>\n<p><strong>San Tommaso Moro<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h1>Parrocchia di Santo Stefano \u2013 San Felice \u2013 Novegro<\/h1>\n<h2>Orario estivo delle Messe dal 7 luglio al 29 agosto<\/h2>\n<h3>Sabato<\/h3>\n<ul>\n<li>Santo Stefano: ore 18<\/li>\n<li>San Felice: ore 18.30<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Domenica<\/h3>\n<ul>\n<li>Santo Stefano: ore 8.30 &#8211; 10.30 &#8211; 18 (sospesa la Messa delle ore 10 e delle ore 11.30)<\/li>\n<li>San Felice: ore 10 &#8211; 18.30 (sospesa la Messa delle ore 11.30)<\/li>\n<li>Novegro: ore 9.30 (in agosto la Messa \u00e8 sospesa)<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Giorni feriali<\/h3>\n<ul>\n<li>Santo Stefano<br \/>\nluned\u00ec ore 8.30; marted\u00ec ore 18; mercoled\u00ec ore 8.30; gioved\u00ec ore 18; venerd\u00ec ore 8.30<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>San Felice<br \/>\nluned\u00ec ore 18.30; marted\u00ec ore 9; mercoled\u00ec ore 18.30; gioved\u00ec ore 9; venerd\u00ec ore 18.30<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p>In luglio e agosto ci possano essere giorni di riposo, di recupero delle forze, di stacco, di silenzio, di esperienze belle, di richiamo alla bellezza della natura nella lode al Creatore.<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2024\/20240623-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quinta domenica dopo Pentecoste Ultimo, poi in vacanza Il caldo sta arrivando e anche il \u201cPonte degli specchietti\u201d\u00a0 sente la stanchezza\u00a0 e il movimento dell&#8217;estate. 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